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Come si diventa editori? Il 21 e 22 febbraio AIE organizza il corso “Dalla passione all’impresa”

 

Che cosa significa aprire una casa editrice? Quali sono le normative, gli adempimenti da conoscere per svolgere al meglio il lavoro editoriale? Come funziona la promozione e la distribuzione nel settore librario? Come è possibile strutturare al meglio un’attività editoriale già avviata?
Per rispondere a queste e altre domande, l’Associazione Italiana Editori (AIE) organizza martedì 21 e mercoledì 22 febbraio il corso “Dalla passione all’impresa”, rivolto a chi è interessato a diventare editore e vuole trasformare la propria passione in un’idea imprenditoriale.

Tre esperti del settore presenteranno i diversi temi. Nella prima giornata Gianmarco Senatore (responsabile dell’Ufficio Legale di AIE) fornisce le prime basi relative alla contrattualistica editoriale e alla fiscalità del settore; nella seconda giornata Lino Apone (Amministratore Delegato dell’agenzia letteraria e di licensing Raimondi & Campbell Associates) e Giovanni Peresson (responsabile dell’Ufficio Studi di AIE e titolare dello Studio Livingstone) illustrano i luoghi in cui si realizza l’attività di vendita e come si svolgono i processi di produzione e distribuzione.

Il corso si svolge negli uffici AIE a Milano in corso di porta Romana 108.

Le iscrizioni chiudono il 1 febbraio, tutte le informazioni sono disponibili nella sezione Corsi del sito www.a

Ivan Cecchini, I contratti dell’editore (seconda edizione)

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Cecchini IvanI contratti dell’editore – Seconda Edizione
Con il contributo di Gianmarco Senatore. CD ROM allegato.

Il libro di Ivan Cecchini presenta una gamma pressoché esaustiva delle tipologie contrattuali impiegate nel processo di pubblicazione del libro e dell’ebook: dai normali contratti di edizione a quelli con università, dai contratti per traduzione alle licenze di traduzione fino alle coedizioni internazionali (con versioni in italiano e in inglese), dai contratti per fotografie alla cessione dei diritti cinematografici e televisivi. Gli schemi e i modelli contrattuali, facilmente replicabili e utilizzabili, grazie al cd allegato, sono sempre commentati puntualmente per guidarne l’applicazione ai casi concreti che gli operatori del settore si troveranno ad affrontare. Uno strumento essenziale nel lavoro quotidiano e nella formazione delle nuove leve.

€ 65,00

Anno: 2015 | Pagine: 388 | Edizione: Guerini e Associati

ISBN: 9788862505697

Ecco di cosa ha bisogno un editore per innovare secondo 120 editori europei. Il sondaggio elaborato grazie a TISP

Di che cosa ha veramente bisogno un editore per fare innovazione, in Europa? Un sondaggio cui hanno partecipato 120 aziende editoriali europee ha indagato e raccolto le necessità di ricerca e sviluppo più stringenti. La ricerca, condotta tra editori proveniente dai principali paesi europei da TISP- Technology and Innovation for Smart Publishing, il network finanziato dalla Commissione Europea e coordinato da AIE ha anzitutto scoperto che l’innovazione svolge un ruolo fondamentale per gli editori: oltre tre quarti (77%) dei partecipanti alla ricerca qualitativa ha dichiarato di essere al lavoro nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Quali sono i risultati? Prima di tutto, l’accesso al credito è ritenuto il più grande ostacolo all’innovazione (circa la metà dei rispondenti l’ha indicato come la maggiore barriera), soprattutto per la scarsa agilità degli strumenti per accedervi. In altre parole, i partecipanti al sondaggio hanno indicato che non è sufficiente stanziare dei finanziamenti: “se il processo per accedere e utilizzare il credito non è agile, non funzionerà. Innovazione significa avere rapido accesso a piccole somme di denaro, con requisiti di reporting ragionevoli”. Nella classifica degli ostacoli all’innovazione, l’accesso al credito è seguito dalla mancanza di dimensioni sufficienti per affrontare un mercato sempre più globale e di adeguate infrastrutture per la ricerca.  Per la stragrande maggioranza però la chiave per azioni di ricerca e sviluppo davvero efficaci sta nella collaborazione, ancora meglio se internazionale:  il 67% dei rispondenti “è disponibile a essere coinvolto in strategie collaborative, ad esempio progetti di R&S in collaborazione con altre aziende e istituti di ricerca europei”. La motivazione principale è la condivisione dei rischi, l’“accesso a quei talenti che non sono presenti in azienda”, e la possibilità di unire ”professionalità diverse” per competere in un mercato dominato da “pochi player di grandi dimensioni”. Il mercato europeo, diviso in piccoli mercati definiti da aree linguistiche rende la collaborazione internazionale preferibile a quella locale: “È meglio condividere informazioni con colleghi che non mirano alla stessa area commerciale”. Per quanto riguarda invece gli ambiti in cui l’investimento in ricerca e sviluppo è considerato più importante, la maggior parte dei partecipanti ha indicato la distribuzione digitale e le tecnologie di gestione dei diritti d’autore. Significativa anche l’attenzione degli editori a un tema come l’accessibilità per i non vedenti.

Il campione – Oltre 1.000 gli editori contattati; 360 hanno dimostrato interesse per l’iniziativa e 120 hanno compilato un dettagliato questionario. I partecipanti al sondaggio si collocano in tutte le aree del settore editoriale. Per la maggior parte – 41% dei partecipanti – le attività di R&S sono svolte all’interno dell’azienda, ma senza un dipartimento dedicato, mentre il 16% dichiara di non dedicare alcuna risorsa alla R&S e solo il 18% può vantare un dipartimento ad hoc. L’8% si appoggia a service provider esterni e solo il 6% collabora con università o altri istituti di ricerca.  L’indagine è stata elaborata da un team composto da iMinds (un centro dell’Università di Ghent in Belgio), l’Associazione Italiana Editori (AIE), Gutenberg University (Germania), la Federazione degli Editori Europei (FEP) e la Frankfurt Book Fair (FBF).

Scopri tutti i dettagli dell’indagine sullo Smartbook di TISP

Tre giorni di corso AIE a Roma (13– 15 marzo) per diventare editori: un’introduzione sempre più necessaria per far fronte al cambiamento

Per chi vuol fare l’editore partire con il piede giusto è sempre più determinante. Nel mondo dei libri stanno cambiando tutti i paradigmi su cui si fonda il mestiere e il lavoro dell’editore, ma un dato rimane certo: sono in tanti a improvvisarsi editori, sono in pochi ad andare avanti. La funzione e il ruolo editoriale continueranno ad avere un senso e un significato solo in un contesto di riferimento radicalmente nuovo: cambiano i generi e le forme del libro, le tecnologie, la distribuzione sia di carta che digitale, i modelli di budget. Non ultimo, il nuovo editore deve immaginarsi fin da subito con un mercato di riferimento sia domestico sia internazionale.

Per questo, per tutti coloro che desiderano avviare una casa editrice o stanno muovendo i primi passi nel settore editoriale l’Associazione Italiana Editori (AIE) organizza il corso “Come diventare editori”: tre giorni di full immersion, in programma a Roma da giovedì 13 a sabato 15 marzo, per garantire lunga vita a tutti coloro che desiderano avviare una casa editrice o stanno muovendo i primi passi nel settore editoriale. Le iscrizioni chiudono il 6 marzo.

Il corso – a pagamento – si rivolge sia a chi sta progettando l’avvio di un’attività imprenditoriale e ha necessità di disporre di elementi di verifica per il suo progetto, che a tutte le microimprese che negli anni scorsi si sono affacciate al mercato, ma avvertono la necessità di ripensarsi. Sarà tenuto da Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE, Scuola librai Umberto ed Elisabetta Mauri) e Gianmarco Senatore (Ufficio AIE di consulenza legale ai soci).

Tutte le informazioni sul programma e le modalità di iscrizione sono riportate sul sito www.formedi.it alla pagina “Come diventare editori