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“Patrimonio culturale digitale tra conoscenza e valorizzazione. accesso, informazioni, diritti”, Roma, 2 luglio 2015

Accademia Italiana del Codice di Internet

PATRIMONIO CULTURALE DIGITALE TRA CONOSCENZA E VALORIZZAZIONE
 Accesso, informazioni, diritti

Roma, 2 Luglio 2015

Ore 9.00 – 14.00

Archivio Storico della Presidenza della Repubblica

Palazzo Sant’Andrea – Via del Quirinale, 30

Il quadro normativo europeo nel quale si inserisce il Convegno si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default.

Il Convegno intende approfondire le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico. L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta infatti l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali.

La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all’indirizzo di posta elettronica info@iaic.it

Programma

Apertura

Marina Giannetto
Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica

Introduce e modera

Alberto M. Gambino
Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet
Ordinario di Diritto privato Università Europea di Roma

Relazioni

Gustavo Ghidini
Ordinario di Diritto industriale Università Statale di Milano – Direttore dell’Osservatorio di Proprietà intellettuale, Concorrenza e Comunicazione LUISS

Giuseppe Piperata
Associato di Diritto amministrativo IUAV Venezia

Antonia Pasqua Recchia
Segretario Generale Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo

Conclusioni

Angelo Rughetti
Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione

Tavola rotonda

Introduce e modera

Antonello Cherchi
Il Sole 24 Ore

Intervengono

Valentina Grippo
Accademia Italiana del Codice di Internet

Roberta Guizzi
Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Andrea Marcucci
Commissione Istruzione pubblica, beni culturali – Senato

Flavia Piccoli Nardelli
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Marco Pierani
Altroconsumo

Riccardo Pozzo
Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Eugenio Prosperetti
Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Roberto Rampi
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Ferdinando Tozzi
Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

Conclusioni

Silvia Costa
Presidente Commissione Cultura Unione Europea

È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

L’evento si inquadra nell’ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”.

Cresce l’export di diritti italiani di libri per bambini: nel 2014 venduti 2.167 diritti di edizione, +6,8%

I libri per bambini italiani piacciono sempre più all’estero. La conferma viene dall’Osservatorio voluto dal Gruppo degli editori per ragazzi dell’Associazione italiana editori (AIE), che da cinque anni monitora l’import/export dei diritti di libri a partire da un questionario on line compilato da case editrici di libri per ragazzi che coprono nel complesso il 75% della produzione di novità di questo settore.

Cresce l’export di diritti, diminuisce l’import – Nel 2014 sono stati venduti 2.167 diritti di edizione con un trend (+6,8%) di crescita che è migliore rispetto alla media dell’ultimo periodo (+5,2% in media annua dal 2011). Parallelamente rallenta l’approvvigionamento di titoli acquistati da altri Paesi (sono stati 840 nell’ultimo anno), che fanno segnare un calo del -4,4%. Si tratta di una tendenza ormai conclamata che, dal 2012, ha portato alla progressiva riduzione della forbice tra import ed export che fa oggi segnare uno «spread» di oltre mille titoli, a tutto vantaggio dei libri e degli autori nazionali.

Cresce la vocazione internazionale del libro per bambini Made in Italy – Un numero crescente di titoli continua infatti a essere «pensato» come un libro che può avere uno sbocco internazionale: erano il 31,5% nel 2002; oggi sono ben il 92,4%.

Le ragioni di questa peculiare caratteristica del mondo del libro per ragazzi sono semplici: investimenti tra gli anni Novanta e il decennio scorso in autori, grafici, illustratori nonché in un marketing dei diritti più efficiente ed aggressivo, ma anche una «qualità» riconosciuta al copy in Italy di questo settore – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson – I libri per bambini italiani piacciono infatti all’estero e non solo alle editorie maggiori (l’export in Europa rappresenta il 63% del totale), ma anche agli editori dei Paesi emergenti come la Corea del Sud, l’Europa balcanica, la Turchia, la Polonia, l’Ungheria, i Paesi africani – che non sono proprio le prime editorie che vengono in mente. Questi Paesi hanno rappresentato in questi ultimi due anni tra il 25% e il 30% dell’export ragazzi grazie anche a una serie di missioni, incontri, partecipazioni a fiere e iniziative come il Fellowship alla fiera della piccola editoria di Roma Più libri più liberi, che AIE assieme ad ICE hanno sviluppato”.

L’indagine fa emergere però anche aspetti meno positivi. A fronte di un 36% di titoli i cui diritti sono stati acquistati dagli editori italiani da editorie di Paesi anglofoni (sostanzialmente UK, Stati Uniti e Canada) si è riusciti a indirizzare a quei mercati solo il 6% dei titoli venduti all’estero.

Ultimi giorni per firmare la petizione Creators for Europe

Il 1° giugno si chiuderà la raccolta firme per la petizione lanciata da ECSA con il sostegno del GESAC a favore dei diritti degli autori. Le adesioni raccolte, oltre 29mila da 22 paesi, saranno inviate alla Commissione europea, che sta analizzando le risposte alla consultazione pubblica sul diritto d’autore e predisponendo il Libro bianco che conterrà le linee guida per le future politiche europee del settore.

Il testo della petizione è disponibile sul sito www.creatorsforeurope.eu , creato dall’Alliance européenne des auteurs et compositeurs de musique per informare sui contenuti e gli scopi della consultazione europea e sostenere il ruolo dell’industria creativa nell’Europa del futuro. “Vogliamo che l’Europa faccia della cultura una priorità – afferma il testo della petizione – chiediamo di sostenere e sviluppare le industrie culturali e creative europee, quelle industrie che si fondano sul diritto d’autore, creano milioni di posti di lavoro e non possono esistere senza creatori che possano vivere del loro lavoro”.

Il Tribunale di Roma sblocca i 19 milioni sequestrati da Nuovo Imaie

Con un’iniziativa giudiziaria senza precedenti Nuovo Imaie (www.nuovoimaie.it), società di collecting dei compensi per artisti interpreti ed esecutori, a fine novembre scorso aveva ottenuto per via giudiziaria, con sequestro inaudita altera parte, il blocco delle somme dovute agli artisti da SCF (www.scfitalia.it), società di collecting dei produttori discografici, a seguito dell’accordo che quest’ultima aveva stipulato con ItsRight (www.itsright.it), una delle imprese che rappresentano gli artisti, regolarmente iscritta al registro previsto dal Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Secondo Nuovo IMAIE tale accordo pregiudicava i diritti degli artisti della musica iscritti all’Istituto poiché ITSRIGHT avrebbe incassato da SCF, in base a criteri non meglio chiariti, un acconto di 1 milione e 500mila euro, su un totale di quota artista maturato da SCF successivamente al 1 gennaio 2012 pari a circa 19 milioni 500mila euro. Nel medesimo accordo, peraltro, la stessa ITSRIGHT avrebbe rinunciato a favore di SCF, a titolo forfettario, al 40% delle somme dovute agli artisti, presupponendo che molti di essi avessero ceduto il proprio diritto e che, comunque, una buona parte delle registrazioni in circolazione si riferissero ad artisti USA (ove il compenso non è riconosciuto). Inoltre, si riconoscevano a SCF spese di gestione pari al 10% e – per la prima volta – il diritto di trattenere tale 40% anche sui compensi per copia privata maturati.

L’accordo avrebbe preveduto inoltre che il produttore mandante di SCF (quello che deve versare il compenso all’artista) potesse scegliere chi fosse l’intermediario dell’artista. Potesse, cioè, scegliere che le somme dovute fossero intermediate non dalla collecting scelta dall’artista, ma da quella che arbitrariamente il medesimo produttore fonografico individuava.

A seguito dell’udienza di verifica, svoltasi prima delle vacanze natalizie, il Tribunale di Roma, nella persona del dott. Giuseppe Cricenti, con ordinanza depositata il 9 gennaio scorso, ha sblottato le somme sequestrate.

Il Giudice, come purtroppo molte volte nei provvedimenti di urgenza, ovvero in quei giudizi dove si richiede l’applicazione urgente di una misura cautelare, non si è probabilmente sentito di entrare nel merito delle questioni, sostenendo (come obiettivamente è) che “le norme che disciplinano la ripartizione dei compensi ad autori interpreti ed esecutori… costituiscono, allo stato, un complicato sistema di regole, soggetto ad interpretazioni non necessariamente univoche“, che l’autonomia contrattuale delle parti fosse salva e pertanto non esistesse il “fumus” per concedere il provvedimento cautelare.

Siamo soddisfatti della decisione del giudice che ha accolto le nostre posizioni riconoscendo la legittimità delle azioni poste in essere da SCF e ItsRight, per dare attuazione alle liberalizzazioni nel settore degli artisti e sbloccando così le somme di competenza degli artisti interpreti“, ha dichiarato Enzo Mazza, Presidente SCF. “Queste potranno quindi essere ripartite agli aventi diritto”.

La decisione del Tribunale di Roma conferma la piena legittimazione dell’accordo stipulato da ITSRIGHT con SCF. Siamo finalmente pronti a dimostrare che la concorrenza è solo a vantaggio degli artisti, distribuendo agli aventi diritto i compensi che Nuovo Imaie ha cercato in tutti i modi di congelare nel tentativo, di fatto, di riaffermare la propria posizione di dominio sul mercato“, commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di ITSRIGHT.

Il Nuovo Imaie è e sarà sempre al fianco degli artisti e finché avrà aria per respirare lotterà perché venga loro riconosciuto il diritto di scegliere chi gestisce i loro compensi. Ribadiamo che con l’introduzione del sistema liberalizzato, il legislatore ha voluto attribuire all’artista la facoltà di decidere da chi essere rappresentato, principio sacrosanto calpestato dall’accordo tra SCF e Itsright” commenta l’Avv. Andrea Miccichè, Presidente di NUOVO IMAIE.
Vantaggi per l’artista? Nessuno. Vantaggi per il produttore? 40% in più, sottratto dalle tasche degli artisti con facoltà di decidere per loro conto l’intermediario che offre le condizioni peggiori.
Noi non permetteremo mai che prevalga la legge del più forte, i nostri artisti lo sanno, sono e saranno al nostro fianco a sostegno di qualsiasi iniziativa, come dimostrano le centinaia di lettere che ci spingono ad andare avanti nella nostra mobilitazione.
Siamo in attesa che la politica faccia il suo, consentendo a noi tutti di poter operare in uno scenario praticabile.
Indietro non si torna, chi ha fatto delle scelte se ne assumerà tutte le responsabilità, difenderemo gli artisti fino alla fine.

In questa situazione, dove il Governo nicchia e non si prende le sue responsabilità per aver liberalizzato il mercato senza aver dato delle regole, la battaglia è appena iniziata. E’ prevedibile che Nuovo IMAIE presenterà il reclamo contro l’ordinanza del Tribunale, come è prevedibile che la questione sarà poi oggetto di un giudizio ordinario.

Trovare una soluzione normativa alla vicenda è, tutto sommato, semplice: non c’è motivo che le somme spettanti agli artisti siano incassate dai produttori fonografici e non dagli artisti direttamente. Per far sì che questo succeda, sarebbe necessario modificare l’art. 73 della legge sul diritto d’autore, che stabilisce che l’esercizio del diritto spetta al produttore (per le comunicazioni al pubblico del fonogramma), e l’art. 71-octies comma 1 l.d.a., che stabilisce che la S.I.A.E. corrisponde il 50% dei compensi per copia privata sempre al produttore, il quale, entro sei mesi, deve distribuire il 50% agli artisti interpreti ed esecutori.

Nuovo IMAIE: i diritti degli artisti siano gestiti dagli artisti

La liberalizzazione, attuata dal governo Monti, nel settore dei diritti connessi, ha impedito in questi due anni il corretto funzionamento del mercato, danneggiando gli artisti e minando quelle tutele che, non gravando né sullo stato né sulle tasche dei cittadini, erano patrimonio comune per un settore così rilevante nella vita del Paese“. È quanto affermato, nella conferenza stampa di oggi, da Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo IMAIE, l’istituto con quasi 400mila artisti associati che ha il compito di gestione collettiva dei diritti di proprietà intellettuale degli artisti interpreti esecutori e che si occupa di riscuotere e distribuire, in Italia e all’estero, i diritti di attori, cantanti, doppiatori, musicisti, direttori d’orchestra, derivanti dalle utilizzazioni delle loro opere registrate.
A riprova del caos che regna nel settore, nella scorsa settimana, Nuovo IMAIE è stato costretto a rivolgersi alla magistratura che, sia pur in via cautelare, ha bloccato delle somme, di spettanza degli artisti, giacenti presso la principale associazione di categoria dei produttori discografici, per evitare che potessero essere erogate a soggetti intermediari diversi da quelli scelti dagli artisti aventi diritto.
È quindi giunto il momento, come sottolineato anche dalla lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi, di richiamare l’attenzione del governo e del legislatore, per arrivare subito a nuove norme che mettano ordine, evitino conflitti di interesse e un misero mercimonio al ribasso di diritti acquisiti, anche allo scopo di sbloccare le rilevanti somme che non si è potuto distribuire ai legittimi destinatari: gli artisti.
Mai come oggi è indispensabile che noi artisti riprendiamo la situazione in mano: abbiamo il know how per farlo e conosciamo le problematiche connesse al settore nel quale lavoriamo. Non c’è ragione e non c’è tempo per rimandare ancora” dichiara Gianmarco Tognazzi intervenuto a sostenere le ragioni di tutti gli artisti insieme a Fabio Sartor, Roberta Paladini, Franco Trevisi, Valentina Martini Ghiglia, Roberto Ciufoli, Dodi Battaglia, Alberto Fortis, Susanna Marcomeni, Massimo Di Cataldo, Gianni Drudi, Nicolas Vaporidis, Massimo Dapporto, Domenico Palmara, Gianguido Baldi.
Le proposte che Nuovo IMAIE ha elaborato non sono certo contro la concorrenza, ma sono ispirate alle best practise europee nel settore, che prevedono un unico soggetto che, in rappresentanza delle collecting che operano in competizione e compartecipato da queste, nell’interesse di tutti e sotto la vigilanza degli organi preposti, raccolga e distribuisca i compensi derivanti dai diritti connessi.
Durante la conferenza stampa il Presidente Miccichè ha annunciato che per la prima volta nella storia dei diritti connessi Nuovo IMAIE ha stretto un accordo con l’omologa collecting americana, Sound Exchange, rendendo così possibile la riscossione dei proventi derivanti dai diritti connessi maturati dagli artisti italiani negli Stati Uniti. Infine sono stati anche riassunti tutti i risultati raggiunti da Nuovo IMAIE da quando è stato fondato, in termini di efficienza e trasparenza di gestione (codice etico, certificazione di bilancio, fondo di solidarietà per artisti indigenti) e di nuovi e personalizzati servizi per gli associati, anche on line.