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Che fine ha fatto il recepimento della direttiva 2014/16/UE sulla gestione collettiva del diritto d’autore e dei diritti connessi?

La  Direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno, aveva il termine di recepimento per lo scorso 10 aprile 2016.

La Direttiva è tra quelle contenute  nel disegno di legge e del documento “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015” (C. 3540-A), le cui linee generali sono in discussione oggi alla Camera.

Ecco il testo dell’art. 14-sexies, sui principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva:

1. Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno, il Governo si attiene, oltre ai princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 1, comma 1, anche ai seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) assicurare che la Società italiana degli autori ed editori e gli altri organismi di gestione collettiva garantiscano idonei requisiti di trasparenza, efficienza e rappresentatività, comunque adeguati a fornire ai titolari dei diritti una puntuale rendicontazione dell’attività svolta nel loro interesse;

b) vietare alla Società italiana degli autori ed editori e agli altri organismi di gestione collettiva di imporre ai titolari dei diritti qualsiasi obbligo che non sia oggettivamente necessario per la gestione e per la protezione dei loro diritti e interessi;

c) definire i requisiti di adesione alla Società italiana dagli autori ed editori e agli altri organismi di gestione collettiva sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori;

d) prescrivere che gli statuti della Società italiana degli autori ed editori e degli altri organismi di gestione collettiva stabiliscano adeguati, equilibrati ed efficaci meccanismi di partecipazione dei loro membri al processo decisionale dell’organismo;

e) stabilire che la Società italiana degli autori ed editori e gli altri organismi di gestione collettiva distribuiscano regolarmente e con la necessaria diligenza gli importi dovuti ai titolari dei diritti che hanno loro conferito mandato e che la distribuzione avvenga entro nove mesi a decorrere dalla fine dell’esercizio finanziario nel corso del quale sono stati incassati i proventi dei diritti;

f) prevedere che la Società italiana degli autori ed editori e gli altri organismi di gestione collettiva ripartiscano gli importi dovuti ai titolari dei diritti con criteri di economicità, quanto più possibile su base analitica, in rapporto alle singole utilizzazioni delle opere;

g) prevedere che gli utilizzatori siano obbligati a presentare alla Società italiana degli autori ed editori e agli altri organismi di gestione collettiva, nel rispetto dei tempi richiesti, rapporti periodici di utilizzo accurati, predisposti sulla base di un modello tipizzato, nonché ogni informazione necessaria relativa alle utilizzazioni oggetto delle licenze o dei contratti; stabilire, inoltre, in caso di violazione di tale obbligo, conseguenti sanzioni amministrative, fermo restando il diritto alle azioni civili;

h) prevedere, al fine di ridurre il relativo contenzioso, sistemi efficienti di risoluzione alternativa delle controversie, con l’obiettivo di definire le eventuali controversie tra gli organismi di gestione collettiva e gli utilizzatori in ordine alle condizioni di licenza o alle violazioni dei contratti;

i) riformare l’attività di riscossione della Società italiana degli autori ed editori e degli altri organismi di gestione collettiva in modo da aumentarne l’efficacia e la diligenza e in particolare, con riferimento all’attività dei mandatari territoriali, da garantire trasparenti modalità di selezione pubblica sulla base di adeguati requisiti di professionalità e di onorabilità, il rafforzamento dei controlli sul loro operato, un’equa e proporzionata distribuzione territoriale nonché l’uniforme applicazione delle tariffe stabilite, evitando la costituzione di situazioni di potenziale conflitto di interessi e di cumulo di mandati incompatibili;

l) prevedere forme di riduzione o di esenzione dalla corresponsione dei diritti d’autore e di diritti connessi riconosciute a organizzatori di spettacoli dal vivo con meno di 100 partecipanti, ovvero con giovani esordienti titolari di diritti d’autore o di diritti connessi, nonché in caso di eventi o ricorrenze particolari individuati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, garantendo che, in tali ipotesi, la Società italiana degli autori ed editori remuneri in forma compensativa i titolari dei diritti;

m) assicurare la trasparenza della Società italiana degli autori ed editori e degli altri organismi di gestione collettiva attraverso la previsione dell’obbligo di pubblicazione, nei rispettivi siti internet, dello statuto, delle condizioni di adesione, della tipologia di contratti applicabile, delle tariffe e delle linee di politica generale sulla distribuzione degli importi dovuti ai titolari di diritti, della relazione di trasparenza annuale nonché, per gli organismi di gestione collettiva operanti in virtù di specifiche disposizioni di legge, attraverso la previsione dell’obbligo di trasmettere alle Camere una relazione annuale sui risultati dell’attività svolta;

n) ridefinire, in conformità alle disposizioni della direttiva 2014/26/UE e sulla base delle esigenze rappresentate dal mercato, i requisiti minimi necessari per le imprese che intendono svolgere attività di intermediazione dei diritti connessi, attualmente stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall’articolo 39, comma 3, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, prevedendone la conseguente riforma.

Il disegno di legge è consultabile nel sito della Camera.

Segnaliamo che domani martedì 19 aprile alle ore 10 si terrà – presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) ed in diretta streaming sulla webTV della Camera – una conferenza stampa organizzata dal Portavoce deputato Cristian Iannuzzi, che tratterà il recepimento dal parte dell’Italia della Direttiva Barnier (2014/26/UE),  in un contesto come quello italiano di monopolio SIAE.
All’evento interverranno tra gli altri l’avv. Simone Aliprandi, Adriano Bonforti, fondatore di Patamu.com, ed Andrea Caovini, musicista, compositore ed autore.

 

Cassazione: i dentisti non devono corrispondere il compenso ex artt. 73 e 73-bis l.d.a. per la musica di sottofondo in sala d’attesa

Nel confermare i principi già elaborati da alcune decisioni della Corte di Giustizia europea, la Cassazione ha confermato, con ordinanza depositata l’8 febbraio scorso, che i dentisti non sono obbligati a corrispondere il compenso ex artt. 73 e 73-bis della legge sul diritto d’autore, riguardante le cd. utilizzazioni secondarie del fonogramma, con riguardo la musica di sottofondo diffusa in sala d’attesa.

La Corte ha dapprima rammentato che il “dictum della Corte di Giustizia costituisce una regola iuris applicabile dal giudice nazionale in ogni stato e grado di giudizio“, con la conseguenza che la sentenza della Corte di Giustizia è fonte di diritto oggettivo anche retroattiva.

La Corte ha poi ricordato la sentenza della Corte di Giustizia n. 162/12 Del Corso a proposito degli studi dentistici, ove, nel richiamare i precedenti specifici in materia di definizione di pubblico, è stato osservato che “il pubblico, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29, riguarda un numero indeterminato di destinatali potenziali e comprende, peraltro, un numero di persone piuttosto considerevole“, e che “relativamente, poi, al criterio attinente ad un numero di persone piuttosto considerevole, quest’ultimo mira a porre in evidenza che la nozione di pubblico comporta una certa soglia de minimis, il che esclude da detta nozione una pluralità di interessati troppo esigua, se non addirittura insignificante”.

I Giudici concludono quindi che nel caso degli studi dentistici, la sentenza 162/12 CGE è giunta alla conclusione che i clienti che si susseguono in uno studio dentistico non costituiscono un numero di persone particolarmente considerevole da costituire un pubblico, e pertanto questo principio deve essere applicato anche nel contesto normativo italiano.

 

Accordo trilaterale SCF, NUOVOIMAIE e ITSRIGHT

L’accordo sottoscritto nel 2014 da SCF da una parte, e da NUOVOIMAIE e ITSRIGHT dall’altra, è stato rivisto e perfezionato con lo scopo di  migliorarne l’efficacia in relazione all’attività di acquisizione dei dati e di ripartizione analitica dei compensi.

Gli ottimi risultati conseguiti a distanza di un anno dalla Commissione Tecnica e la collaborazione sempre più proficua e solida hanno incentivato le parti a prolungare l’accordo e a prevedere modalità tecnico-operative che miglioreranno ulteriormente il lavoro di attribuzione dei compensi dovuti da SCF agli artisti rappresentati rispettivamente da NuovoIMAIE e da ITSRIGHT.

Fonte: NuovoIMAIE

Guardia di Finanza: Operazione “Radio in Store”. Vasta indagine in materia di pirateria fonografica e tutela del Diritto d’Autore.

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia hanno dato esecuzione ad una perquisizione locale nei confronti di una società ubicata nella provincia di Rovigo avente come oggetto l’attività di Music Provider, ovvero un’azienda specializzata nel creare e fornire palinsesti musicali personalizzati destinati alle attività commerciali.

Nel corso dell’attività operativa, condotta con la preziosa collaborazione dell’Ufficio Antipirateria e Multimedialità della Direzione Generale della SIAE di Roma e della F.P.M. (Federazione contro la Pirateria Musicale) di Milano, sono stati sequestrati n. 643.060 file musicali in formato elettronico non in regola con il diritto d’autore, derivanti da un repertorio musicale composto da n. 17.380 brani fruibili simultaneamente dalle società clienti. Un imprenditore rodigino titolare del music provider è stato denunciato per violazioni alla normativa sul diritto d’autore (Legge 633/1941). Allo stesso è stata comminata anche una sanzione amministrava per un importo di 11.500 euro.

Le indagini della Guardia di Finanza di Venezia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, traggono origine da una capillare analisi della rete Internet ed in particolare da un meticoloso ed incessante monitoraggio dell’App Store, che ha portato alla luce un numero considerevole di applicazioni web radio, riconducibili ad un unico sviluppatore.

I Finanzieri hanno appurato che il Music Provider, in violazione della Legge 633/1941, riproduceva, per la successiva trasmissione e/o diffusione, brani musicali registrati preventivamente su un server remoto ubicato in Italia.

Lo stesso infatti non corrispondeva nella giusta misura alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) il previsto compenso per l’utilizzazione di supporti musicali e quindi, di fatto, non assolveva al pagamento dei diritti d’autore ed alla S.C.F. (Società Consortile Fonografici) il compenso per l’utilizzazione di brani musicali tutelati riprodotti su supporti fonografici, non adempiendo, di fatto, al pagamento dei diritti connessi.

Un’approfondita analisi della documentazione acquisita ha inoltre evidenziato l’esistenza di una attività di Radio in Store (fornitura di trasmissioni radiofoniche personalizzate per gli esercizi commerciali) esercitata dal Music Provider per n. 634 punti vendita dislocati su tutto il territorio nazionale, talvolta riconducibili a noti marchi e catene di distribuzione, nonché di una attività di produzione software per 40 applicazioni Web Radio.

Nel tempo, Il Music Provider ha omesso di dichiarare agli aventi diritto e in particolare alla SIAE l’esatto numero delle società clienti.

Gran parte dei 634 punti vendita individuati è risultata, a sua volta, non in regola con le vigenti normative sul diritto d’autore. In particolare 533 punti vendita sono risultati privi di licenza per i diritti connessi (S.C.F.) e 228 punti vendita privi di licenza SIAE.

SCF e la musica nelle palestre

SCF ha attivato una serie di verifiche ed accertamenti nei confronti di palestre e centri sportivi che trasmettono in pubblico musica appartenente al proprio catalogo, senza aver stipulato un accordo per la tutela dei diritti connessi.

Uno dei principali propositi del Consorzio è quello di  regolarizzare nei prossimi mesi la posizione di tutti quegli operatori che utilizzano in pubblico, durante corsi o in sottofondo, musica appartenente al repertorio SCF, senza aver sottoscritto intese per il versamento dei compensi relativi ai diritti connessi.

SCF ha raggiunto un accordo con la società Atrio srl con riferimento alle palestre Downtown e Skorpion di Milano per i compensi dovuti in relazione a questi centri sportivi prima della cessione al gruppo Virgin.

Fonte: SCF

Accordo tra ANG&OS  e SCF per il pagamento dei diritti connessi

E’ stato siglato l’accordo tra ANG&OS ed SCF diretto ad assicurare delle agevolazioni economiche a tutti gli organismi aderenti ad ANG&OS che utilizzano e diffondono pubblicamente fonogrammi.

Tutti gli affiliati ANG&OS potranno dunque usufruire di un trattamento economico ridotto, purché le licenze vengano trasmesse al Consorzio debitamente compilate entro il 31 agosto 2015.

Gli organismi aderenti avranno quindi l’opportunità di avvalersi del catalogo SCF che comprende oltre 20 milioni di brani, ovvero quasi l’intero repertorio musicale nazionale ed internazionale prodotto in Italia.

Enzo Mazza, il Presidente SCF, ha affermato in merito all’accordo: “La convenzione tra ANG&OS ed SCF rappresenta una nuova ed importante tappa nel percorso di regolarizzazione del settore sportivo, sempre più attento alle esigenze del proprio pubblico ed orientato a selezionare musica da cataloghi di alto valore e qualità. SCF sta portando avanti una preziosa attività di sensibilizzazione verso la tutela di produttori ed artisti musicali presso sempre più numerosi enti sportivi.”

Fonte: Note Legali, SCF

Requisiti minimi per le imprese di amministrazione e di intermediazione dei diritti connessi

E’ stato reso noto e pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esito della verifica dei requisiti minimi delle imprese che intendono svolgere o svolgono l’attività di amministrazione e di intermediazione dei diritti connessi.

In possesso di tutti i requisiti richiesti, Artisti 7607 società cooperativa, Itsright s.r.l e Nuovo Imaie.
Per Associazione Audiocoop e Associazione dei fonografici italiani –Afi è stata richiesta della documentazione integrativa in merito ad alcuni requisiti che risultano comunque nella sostanza posseduti.

In fase di completamento sono le verifiche per Diritti Artisti IPAA s.r.l., per SCF Consorzio fonografici ed Agenzia per lo sviluppo dell’editoria audiovisiva s.r.l.
Anica servizi s.r.l. esce dall’elenco, in accoglimento di una sua richiesta.

RTL 102.5 condannata al pagamento di oltre 1,4 milioni di euro a favore dei discografici per l’uso della musica nella programmazione radiofonica

Il Tribunale di Milano ha condannato l’emittente radiofonica RTL 102.5 al pagamento in favore del consorzio SCF (che rappresenta le case discografiche) di € 1.414.644,98 a titolo di compensi ex art. 73 della legge sul diritto d’autore relativi al periodo compreso tra il 1.8.2009 e il 31.12.2012, con interessi legali a decorrere da ciascuna annualità per la quota relativa alla comunicazione verso il pubblico di musica.

I giudici milanesi (Marangoni, Tavassi e Zana) si sono pronunciati nell’ambito del contenzioso promosso nel 2009 da SCF nei confronti dei principali network nazionali. SCF aveva poi raggiunto un accordo con le altre emittenti in causa, ed il giudizio è proseguito nei soli confronti di RTL che non ha aderito a tali intese.

Ora il Tribunale, che nell’ambito di questo giudizio già nel 2012 aveva ribadito la legittimazione sostanziale e processuale di SCF, stabilendo che in difetto di diversi accordi tra le parti la misura del compenso per l’utilizzazione diretta del disco o di analogo apparecchio dovuto al produttore ai sensi dell’art. 73 L.A. è commisurata al 2% degli incassi riferibili a tale utilizzazione, ha provveduto alla liquidazione dell’importo effettivamente da corrispondere ai produttori discografici consorziati e mandanti di SCF.

Si tratta sicuramente di una decisione importante per il valore che la musica ricopre nell’ambito della programmazione radiofonica” – Ha affermato il Presidente di SCF, Enzo Mazza, ribadendo anche la disponibilità della collecting dei discografici a negoziare con RTL un accordo che risolva l’attuale contenzioso.

Percorso di approfondimento sul diritto della musica, Roma, 23 e 24 aprile 2015 (corsi Lexenia)

Percorso di approfondimento 2 giornate – 14 ore in aula

Formazione continua avvocati: 14 crediti CNF

NOVITÀSCONTI PROMOZIONE validi per iscrizioni pervenute entro il 15 aprile 2015

Relatori:
Avv. Giovanni D’Ammassa
Avv. Deborah De Angelis
Avv. Manlio Mallia
Avv. Andrea Marco Ricci

Roma, 23 e 24 aprile 2015

Il percorso di approfondimento sul Diritto della Musica nasce dall’esigenza di fornire una chiara ed esemplificativa base di conoscenza degli elementi giuridici e contrattuali che risultano collegati al mercato primario e secondario dell’opera musicale.

Dopo una prima panoramica sulle fonti del diritto, internazionali, comunitarie e nazionali, il corso concentrerà l’attenzione su cosa si intende per opera musicale, fornendo la definizione sia dei soggetti titolari del diritto d’autore, sia di quelli titolari dei diritti connessi, approfondendo poi la contrattualistica di riferimento, con un taglio pratico. Il percorso formativo terminerà con una panoramica delle normative previdenziali e assistenziali per i lavoratori dello spettacolo con particolare riguardo alle figure professionali nel settore della musica e con alcuni elementi conoscitivi per una corretta gestione individuale dell’opera e per verificare l’attività di gestione collettiva di Siae e di alcune consorelle straniere di common law.

Il corso è destinato non solo a consulenti ed avvocati interessati alla materia del diritto d’autore in generale e della musica in particolare, ma anche a tutti i professionisti che operano nel mercato musicale, fornendo sbocchi professionali per l’impiego nell’editoria musicale e nel management, marketing e comunicazione della musica.

Programma:

Prima giornata

Roma, 23 aprile 2015

La disciplina giuridica dell’opera musicale
Docente: Avv. Deborah De Angelis
Orario: 9.30 – 13.00

  • Fonti: Internazionali, europee, nazionali
  • L’opera musicale: definizione (artt. 1-2 LdA)
  • I soggetti titolari del diritto diritto d’autore: compositore e autore
  • Norme particolari dettate dalla Legge 633/1941 per le opere musicali (artt. 33 ss LdA)
  • L’editore musicale
  • I titolari del diritto connesso: artista interprete esecutore e produttore fonografico

I contratti aventi per oggetto l’opera musicale
Docente: Avv. Giovanni D’Ammassa
Orario:14.00–17.30

  • La cessione dei diritti di utilizzazione economica: regole generali
  • I contratti di cessione dell’opera musicale: il contratto di edizione musicale
  • I contratti di cessione delle fissazioni dell’artista interprete ed esecutore: il contratto di produzione discografica
  • I contratti aventi per oggetto i fonogrammi: il contratto di licenza di fonogramma (master), il contratto di cessione di fonogrammi (master), il contratto di distribuzione (fisica e digitale)
  • Sample, remix e mash up

Seconda giornata

Roma, 24 aprile 2015

La previdenza delle figure professionali nel mercato musicale
Docente: Avv. Andrea Marco Ricci
Orario: 9.30 – 13.00

  • La previdenza nel settore dello spettacolo
  • Il ruolo dell’ENPALS (oggi INPS ex ENPALS)
  • L’abrogato libretto ENPALS e il certificato di agibilità ENPALS
  • Regime pensionistico per i lavoratori dello spettacolo e requisiti minimi
  • Il Lavoratore Autonomo Esercente Attività Musicale
  • Casi di esenzione e agibilità gratuite
  • Il ruolo delle cooperative di spettacolo
  • La previdenza in sala di incisione
  • Adempimenti fiscali e previdenziali

Gestione individuale e collettiva dei diritti d’autore e connessi sull’opera musicale
Docente: Avv. Manlio Mallia
Orario: 14.00–17.30

  • La gestione individuale dei diritti musicali: difficoltà e soluzioni (Le licenze Creative Commons)
  • La gestione collettiva dei diritti musicali: storia e prospettive
  • La SIAE: natura giuridica e principali funzioni
  • L’esclusiva nell’attività di intermediazione dei diritti d’autore sulle opere musicali: legge italiana e giurisprudenza comunitaria
  • L’attività della SIAE in ambito musicale: rapporti con i titolari dei diritti e gli utilizzatori, raccolta dei diritti e loro ripartizione
  • La gestione collettiva in materia di diritti connessi
  • La licenza DJ on line della Siae
  • La Direttiva Europea 2014/26/UE del 26 febbraio 2014 sulla gestione collettiva dei diritti

 

Per maggiori informazioni e l’acquisto:

http://www.lexenia.it/shop/percorsi-di-approfondimento/percorso-di-approfondimento-sul-diritto-della-musica/

Pubblicato un nuovo decreto sulla determinazione dei compensi ex artt. 73 e 73-bis della legge sul diritto d’autore

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 febbraio 2015, intitolato “Determinazione della misura e delle modalita’ di ripartizione del compenso dovuto a norma degli articoli 73 e 73-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, sulla protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio“.

Il decreto prevede che la misura e le modalità di determinazione e corresponsione del compenso per l’utilizzazione del fonogramma, dovuto ai sensi degli articoli 73 e 73-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, siano individuate mediante accordi stipulati fra gli organismi di intermediazione dei diritti connessi che operano a favore dei produttori di fonogrammi, rispondenti ai requisiti minimi stabiliti ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 dicembre 2012, e le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative degli utilizzatori.

E’ tuttavia fatta salva la facoltà di ciascun titolare dei diritti di stipulare, in ogni momento, accordi direttamente con gli utilizzatori dei propri fonogrammi.

Inoltre il decreto prevede che la misura e le modalità del compenso siano determinate con equità e ragionevolezza tenendo conto, tra l’altro, del valore economico dell’effettivo utilizzo dei diritti negoziati, della natura e della portata dell’uso delle opere e di altri materiali protetti.

Si dovrà tenere anche in considerazione:
a) lo scopo di lucro o non di lucro per il quale e’ effettuata l’utilizzazione;
b) gli incassi lordi o le quote degli incassi lordi corrispondenti alla parte ed al ruolo che il fonogramma o apparecchio impiegato per lo sfruttamento del fonogramma occupa nella sua pubblica utilizzazione;
c) la misura del compenso dovuto per la medesima utilizzazione dei corrispondenti diritti d’autore di cui al titolo I della legge 22 aprile 1941, n. 633.

Il decreto stabilisce che la quota dei compensi spettante agli artisti interpreti o esecutori le cui interpretazioni o esecuzioni siano fissate o riprodotte nei fonogrammi, è pari al 50% dell’ammontare globale del compenso stesso, e quindi, sembra di capire, non decurtata delle spese di incassi (ricordiamo che per legge l’incasso spetta ai produttori di fonogrammi).

Infine è precisato che l’ammontare della quota di ripartizione spettante agli artisti interpreti o esecutori, è versata ai medesimi secondo quanto disposto dagli articoli 73 e 73-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, dall’art. 39 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nonche’ dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 dicembre 2012.

Rimangono in vigore, se non diversamente pattuito, gli accordi stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto.

Percorso di approfondimento sul diritto d’autore digitale, Roma, 14 e 15 maggio 2015 (corsi Lexenia)

Percorso di approfondimento 2 giornate – 14 ore in aula

Formazione continua avvocati: richiesto accreditamento

Relatori:
Avv. Giovanni D’Ammassa
Avv. Deborah De Angelis
Avv. Andrea Michinelli
Dott. Ermanno Pandoli

Roma, 14 e 15 maggio 2015

Il percorso di approfondimento del diritto d’autore digitale si prefigge lo scopo di fornire allo studente, in primo luogo, le basi legali del Diritto d’Autore e dei Diritti Connessi, evidenziando i concetti base della materia nata in tempi risalenti e raffrontandoli con l’esercizio di tali diritti nel mondo digitale, sia da parte dei titolari, che da parte degli utilizzatori commerciali e non. Approfondisce, inoltre, gli argomenti più specifici relativi alla gestione collettiva del diritti in ambito digitale e individuale, anche attraverso forme nuove di licensing e fornisce i mezzi al professionista per scegliere la migliore gestione del prodotto culturale nel web. Inoltre, anche attraverso esempi pratici, si analizzeranno gli obblighi del professionista che intende utilizzare commercialmente un’opera e la sottesa necessità di clearence dei diritti a seconda del tipo di sfruttamento.

Per ultimo, si offriranno le metodologie per sfruttare al meglio piattaforme di condivisione quali Youtube nonché i mezzi messi a disposizione dei titolari del diritto per la rimozione di opere dalla piattaforma.

Il corso, pur affrontando tematiche specifiche dell’alveo dei diritti d’autore utili anche agli avvocati e giuristi, è destinato a tutti i professionisti del settore dell’entertainment e del marketing fornendo molteplici sbocchi professionali nell’economia digitale, sia per quanto riguarda la promozione delle opere dell’ingegno che la gestione attiva e passiva dei diritti d’autore sul web.

Programma:

Prima giornata

Roma, 14 maggio 2015

Teoria generale del diritto d’autore digitale
Docente: Avv. Giovanni D’Ammassa
Orario: 9.30 – 13.00

  • Concetti base in materia di diritto d’autore
  • Diritti di utilizzazione economica in ambito digitale
  • Diritti particolari per singole tipologie di opere
  • Concetti base in materia di Diritti connessi

La gestione dei diritti d’autore e connessi in ambito digitale e profili comparatistici
Docente: Avv. Deborah De Angelis
Orario:14.00 – 17.30

  • Gestione collettiva del diritto d’autore in ambito digitale in Italia
  • Gestione collettiva dei diritti connessi in ambito digitale in Italia
  • La negoziazione individuale dei diritti d’autore e connessi in Italia
  • La negoziazione individuale dei diritti d’autore e connessi in Italia per l’autore ed editore associato a Società di gestione collettiva
  • Gli spazi per il dual licensing nel rapporto di mandato e associativo con società di gestione collettiva, anche alla luce della nuova Direttiva Europea in materia (2014/26/UE del 26 febbraio 2014)
  • Gli spazi per il dual licensing nel rapporto associativo con società di gestione collettiva di common law e differenze tra la normativa interna statunitense, inglese e australiana

Seconda giornata

Roma, 15 maggio 2015

La gestione e la tutela dei contenuti on line tra attività di clearence e difesa dei diritti esclusivi
Docente: Dott. Ermanno Pandoli
Orario: 9.30 – 13.00

  • L’attività di clearance per lo sfruttamento dell’opera originale e la creazione dell’opera derivata in ambito digitale con licenze con tutti i diritti riservati
  • L’attività di clearance per lo sfruttamento dell’opera originale e la creazione dell’opera derivata in ambito digitale con licenze con alcuni diritti riservati
  • Lo sfruttamento di contenuti digitali sulle piattaforme di condivisione: le forme di tutela auto ed etero regolamentate

La tutela del diritto d’autore on line: il Regolamento AGCOM
Docente: Avv. Andrea Michinelli
Orario: 14.00 – 17.30

  • Procedimento AGCOM per la tutela del diritto d’autore online: brevi riferimenti a forme tradizionali di tutela (misure cautelari e inibitorie, accertamento e risarcimento danni in sede civile e penale); disamina del procedimento AGCOM e sue criticità; lo stato di attuazione del regolamento AGCOM.
  • I servizi pertinenti offerti da società private (c.d. “autotutela”), il notice-and-take-down presso i portali Web, i tavoli di lavoro costituiti e i Codici di Condotta.

Per maggiori informazioni e l’acquisto:

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L’offerta formativa di Dirittodautore.it per il 2015: ecco i nostri corsi in videoconferenza

Dirittodautore.it presenta l’offerta formativa per il 2015: 19 corsi, individuali, con lezioni della durata media di 90/120 minuti ciascuna, effettuate in videoconferenza (Skype, Hangouts, ecc.) con il docente.

Il corso completo sul diritto d’autore è un corso di circa 12 ore, ove è illustrata la teoria generale del diritto d’autore: oggetto, soggetti, contenuto del diritto, i diritti connessi, le eccezioni e limitazioni, la cessione dei diritti, il contratto di edizione per le stampe, i mezzi di tutela, le società di gestione collettiva, ecc.

Ciascun argomento è anche affrontato con lezioni acquistabili singolarmente. Altri moduli riguardano argomenti specifici, come la tutela delle fotografie, il contratto di edizione musicale, i contratti discografici, la tutela dell’immagine.

Nelle prossime settimane si aggiungeranno altre lezioni su specifici argomenti, come la tutela del design, il diritto della musica, il plagio musicale, ecc. ecc. E’ possibile richiedere corsi o lezioni personalizzate, tramite la nostra pagina Contatti.

Il docente è l’Avv. Giovanni d’Ammassa, fondatore di Dirittodautore.it. Altri docenti si aggiungeranno in futuro.

Le lezioni sono tutte acquistabili nel nostro Negozio Online, al seguente indirizzo:

https://www.dirittodautore.it/categoria-prodotto/lezioni-individuali-sul-diritto-dautore/

Accordo SCF, NUOVOIMAIE e ITSRIGHT: nuovi particolari

“Finalmente la libertà di scelta degli artisti musicali è garantita. Sono soddisfatto dell’accordo che abbiamo firmato” – questo è quanto dichiarato dall’avvocato Andrea Miccichè, presidente del NUOVOIMAIE, la collecting per la difesa dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, all’indomani della firma dell’accordo con SCF e Itsright.

L’accordo pone termine al contenzioso giudiziario aperto da NUOVOIMAIE, nel novembre del 2013, quando SCF e Itsright avevano perfezionato un’intesa a due fondata su presupposti ben diversi da quella attuale.

“La mia soddisfazione” aggiunge il presidente del NUOVOIMAIE “è evidente. Nell’accordo attuale è finalmente rispettata la volontà dell’artista, per cui non sarà il produttore discografico a scegliere la collecting cui deve versare il compenso dell’artista, ma quest’ultimo ad indicare il proprio mandatario. Oltretutto, viene rispettato il principio, più volte ribadito in sede comunitaria, che sancisce la nullità delle cessioni dei compensi per copia privata e per la prima volta si riconosce anche in capo all’artista USA il diritto di percepire l’equo compenso. Insomma, un bel passo avanti. E francamente, ci sentiamo orgogliosi di aver ottenuto questo risultato, che è nell’interesse di tutti gli artisti, associati o meno al nostro Istituto”.

L’accordo è stato notificato in queste ore al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria presso la Presidenza del Consiglio. Come noto, il settore dei diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori è stato oggetto di una norma che ha liberalizzato l’attività di intermediazione approvata con la Legge 24 marzo 2012 n. 27. Successivamente, prima un DPCM di fine 2012 ha stabilito i requisiti minimi per le imprese attive nel settore, poi, a seguito di un complesso iter procedimentale che ha visto il coinvolgimento di più dicasteri, degli operatori del settore e delle associazioni di categoria interessate, del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’autore e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il 17 gennaio 2014 è stato adottato il decreto interministeriale di riordino della materia del diritto connesso al diritto d’autore.

Diritti connessi: accordo tra le tre società di gestione collettiva SCF, Nuovo IMAIE e Itsright

SCF, Nuovo Imaie e Itsright, le tre società di collecting dei diritti dei produttori fonografici e degli artisti interpreti ed esecutori (ricordiamo che per legge i produttori incassano dagli utilizzatori anche la quota spettante agli artisti interpreti), dopo mesi di dure battaglie finite anche in Tribunale, hanno siglato un accordo trilaterale che consentirà finalmente, nei prossimi mesi, di ripartire agli artisti stessi i diritti raccolti da SCF sia in relazione alle utilizzazioni secondarie dei fonogrammi ex artt. 73 e 73.bis l.d.a. che il compenso per la copia privata incassato da SIAE ex artt. 71-sexies e seguenti l.d.a.

Le somme raccolte dal 2012 in poi da SCF e ora ripartibili agli aventi diritto ammontano a circa 20 milioni di euro.

L’accordo è stato notificato, come da legge, al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria presso la Presidenza del Consiglio.

Nuovo IMAIE On Air, online l’ultimo numero del magazine

E’ online l’ultimo numero del magazine Nuovo IMAIE On Air, dedicato alle attività dell’Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori.

Trascorso un anno dalle elezioni degli organi dell’Istituto, il Nuovo IMAIE fa il punto sulle attività portate a termine, sulla situazione attuale e sui progetti per il futuro.

Per consultare o scaricare il magazine:
http://www.nuovoimaie.it/upload/files/OnAir_n02-2014.pdf

Roma: convegno “La gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi all’indomani della Direttiva Europea 2014/26 EC ” il 27 maggio

La gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi all’indomani della Direttiva Europea 2014/26 EC

Martedì 27 maggio 2014 – ore 15.00
LUISS Guido Carli ‐ Sala Colonne
viale Pola 12 – Roma

Programma

Relazioni

Paolo Marzano, Docente di Diritto della Proprietà Intellettuale, LUISS Guido Carli
Cenni introduttivi: il contenuto della direttiva 2014/26 e le principali finalità del legislatore europeo in tema di gestione collettiva dei diritti d’autore

Vittorio Ragonesi, Membro della Suprema Corte di Cassazione
Lo sviluppo dei mercati digitali musicali e l’avvento delle licenze multiterritoriali: il percorso della Commissione UE dal 2005 alla proposta di direttiva

Jukka Leades, Director, Copyright Council, Ministry of Education, Finland
Le licenze collettive ‘estese’ nei Paesi nordici: quale futuro per questi accordi nel ‘Mercato Unico Digitale’

Simona Lavagnini, Docente di Diritto d’Autore e della Pubblicità, Università di Pavia
Le licenze collettive estese e la Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche: una coesistenza difficile

Giuseppe Mazziotti, Associate Research Fellow, CEPS (Centre for European Policy Studies), Fondatore di Mediartis
La tutela della diversità culturale nell’ambito delle licenze per usi digitali: collaborazione, concorrenza o solidarietà tra le società di gestione collettiva?

Burak Ozgen, Senior Legal Advisor at GESAC – European Grouping of Societies of Authors and Composers
Le regole della Direttiva relative ai diritti degli autori e la partecipazione alla governance delle società di gestione (in collegamento da Bruxelles)

Andrea Giussani, Professore Ordinario di Diritto Processuale Civile, Università di Urbino
Applicazione dei diritti e risoluzione delle controversie tra soci e società di gestione: quali le soluzioni più efficaci per l’attuazione della direttiva in Italia?

Gustavo Olivieri, Professore Ordinario di Diritto Commerciale, LUISS Guido Carli
Considerazioni conclusive

Pubblicata nella Gazzetta Ue la Direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 20 marzo 2014 la Direttiva europea 2014/26/UE, “sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno” del 25 febbraio 2014. La Direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione e gli stati membri dovranno recepirla entro il 10 aprile 2016.

Il testo della Direttiva è disponibile nella nostra banca dati Leggi.

Liberalizzagione gestione collettiva dei diritti connessi: risoluzione della commissione Cultura del Senato

Lo scorso 11 marzo 2015 la VII Commissione del Senato ha esaminato la situazione dei diritti connessi per artisti, interpreti e esecutori, approvando una risoluzione che pone alla base una serie di questioni fondamentali: la liquidazione del vecchio Imaie, l’approvazione del decreto interministeriale di riordino, il controllo delle prospettive occupazionali dei dipendenti del Nuovo IMAIE.

Si tratta di una risoluzione molto equilibrata, che contiene riflessioni in larga parte condivisibili; peraltro, per molti versi, fa proprie istanze e posizioni già evidenziate dall’Istituto e, dunque, anche di questo non possiamo che rallegrarci. Sono particolarmente da apprezzare i chiarimenti sulla portata e sui limiti della liberalizzazione e l’invito al governo ad intervenire in una materia devastata da una legge troppo frettolosamente redatta” dichiara Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo IMAIE.

Un ulteriore elemento positivo, – continua Miccichè – è che la Commissione cultura del Senato ha chiarito che con la liberalizzazione il legislatore ha inteso attribuire all’artista e non al produttore discografico il diritto di scelta di quale sia il mandatario dell’artista stesso, cui il produttore discografico deve elargire i propri compensi: si tratta della posizione da sempre caldeggiata da Nuovo IMAIE ed è proprio sulla scorta di tale posizione che l’istituto ha adito la magistratura, posto che il principale competitor musicale dell’Istituto aveva sostenuto un teorema esattamente opposto, finendo, così, col premiare i produttori“.

Inoltre il presidente di Nuovo IMAIE sottolinea come la Commissione abbia ribadito che: “sino a modifica legislativa l’Istituto si trova a coprire ancora un ruolo pubblicistico, stante la vigilanza pubblica in capo all’Istituto che ancora permane: il ruolo pubblicistico dell’Istituto e la necessità di un intervento legislativo con una norma primaria sono argomenti da sempre sostenuti dal Nuovo IMAIE“.

La Commissione poi ha ritenuto che la strada da percorrere per evitare la paralisi del settore porti alla creazione di un consorzio, che detenga la banca dati e provveda alla ripartizione dei compensi a favore delle singole collecting, sulla base della rappresentatività. “Anche qui, si tratta esattamente della nostra posizione – precisa Miccichè – il nostro Istituto ha già invitato per il prossimo 10 aprile tutti i nostri competitor per una riunione, a porte aperte, finalizzata a verificare se sussistono le condizioni per la creazione di un consorzio su base volontaria“.

E, prosegue il presidente, “non nascondiamo una certa soddisfazione, nell’apprendere che la Commissione – al pari del nostro istituto – ritiene che in un mercato liberalizzato non ha davvero senso che ancora permanga una disposizione normativa che attribuisca al produttore discografico il potere di negoziare ed incassare anche i compensi spettanti agli artisti: questi ultimi devono avere la possibilità di poter negoziare i propri compensi con gli utilizzatori, direttamente o per il tramite delle collecting cui hanno affidato il mandato“.

Un ulteriore punto di convergenza, evidenziato dalla Commissione, rappresenta la necessità di introdurre le sanzioni nei confronti di chi non versa i diritti degli artisti e di chi non trasmette tutta la documentazione necessaria all’individuazione nonché ripartizione dei diritti stessi. E su questo Miccichè afferma: “tale misura da sempre promossa dall’Istituto rappresenta per l’intera categoria dei titolari dei diritti l’unica certezza sul diritto. Facciamo nostra la preoccupazione della Commissione sulla sorte dei lavoratori dell’Istituto, travolti senza colpe da un mercato liberalizzato con troppa superficialità per dare soddisfazione ad una ristretta cerchia di artisti, a scapito dei più“.

E conclude il Presidente: “siamo perfettamente consapevoli che non è accettabile per la categoria che una gran parte dei loro compensi siano ancora bloccati a causa della liquidazione del vecchio Imaie. A tal riguardo, ci faremo promotori di una importante iniziativa a favore di tutta la categoria, cioè di tutti gli artisti, associati o meno all’istituto“.

Il testo della Risoluzione

Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 75 del 11/03/2014

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL’AFFARE ASSEGNATO N. 62
(Doc. XXIV, n. 21)

Premessa

La 7a Commissione ha esaminato approfonditamente, con molte audizioni e l’ascolto di tutti i soggetti coinvolti, la situazione dei diritti connessi di artisti, interpreti ed esecutori (AIE), alla luce della difficile situazione creatasi negli ultimi mesi, prendendo atto di:
– una fase di sostanziale blocco del sistema dei pagamenti – al netto di quelli assicurati dai liquidatori del vecchio IMAIE – nella transizione che deve portare il sistema a regime dopo la costituzione del nuovo IMAIE e dopo la legge di liberalizzazione del settore, con grave pregiudizio per gli aventi diritto;
– una grande diversità di posizioni e di un clima di esacerbato conflitto nelle relazioni tra le collecting, che è frutto in particolare delle pesanti scorie legate alla vicenda della liquidazione del vecchio IMAIE (e delle responsabilità connesse).
La Commissione ha orientato le proprie riflessioni e prese di posizione intorno ad alcuni obiettivi di interesse generale, dai quali in ogni caso non si può prescindere.
Punto di partenza è infatti l’esigenza di far funzionare al meglio il sistema, così come definito dalla legge di liberalizzazione, traguardo che appare ad oggi seriamente impedito o ostacolato. A tale scopo è essenziale superare i motivi del contenzioso e dare nuove certezze a tutti gli operatori, nel presupposto che dalla liberalizzazione non si torna indietro, mentre occorre rimuovere gli ostacoli al suo pieno e corretto funzionamento, mettendo al primo posto le irrinunciabili esigenze degli aventi diritto (AIE).

1. La procedura di liquidazione del vecchio Imaie

La Commissione ha interrogato, nel corso delle audizioni, i liquidatori del vecchio IMAIE, ricevendo tutte le informazioni sulla procedura in corso e sulle iniziative prese per dare la massima soddisfazione possibile agli aventi diritto. Il quadro rappresentato evidenzia che si è “sostanzialmente esaurita l’attività di contrattualizzazione e di recupero delle somme afferenti ai diritti maturati dagli artisti, interpreti e esecutori fino alla data del 14 luglio 2009” e che “la procedura è impegnata nel completamento delle attività di attribuzione dei proventi riferiti ai diritti incassati per il periodo 1°.1.2008-14.7.2009”.
L’obiettivo è quello di “completare l’attività nel corso dei primi nove mesi del 2014 e depositare lo stato passivo finale dell’Ente entro la fine dell’esercizio 2014”. Alla data odierna, dice infine la relazione dei liquidatori, “le disponibilità liquide (depositi bancari e gestioni) della procedura ammontano a complessivi 99 milioni di euro circa”. Pur comprendendo che i liquidatori operano sotto l’egida del Tribunale di Roma, appare importante che il Governo agevoli il loro compito, in modo che i diritti acquisiti vengano garantiti al più presto.

2. L’approvazione del decreto interministeriale di riordino

Essenziale sarà – in pari tempo – l’approvazione del decreto interministeriale di riordino della materia. L’adozione del provvedimento, costruito con un ampio quanto faticoso coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, può consentire di risolvere alcuni problemi rilevanti, anche se non tutti. Gli aspetti più importanti normati dal decreto saranno infatti:
– la definizione, in prima applicazione, delle figure di artista primario e comprimario, indispensabile per “poter effettuare la ripartizione dei compensi tra gli aventi diritto in presenza di criteri differenti adottati dalle diverse società di collecting”. Il Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore, interpellato già nel luglio 2013, ha fortemente caldeggiato il varo di “una disciplina transitoria e sperimentale che preveda, per un periodo iniziale di tempo, l’impiego di definizioni valide per tutti gli operatori, al fine di favorire il pacifico avvio delle contrattazioni”;
– la libertà delle imprese accreditate a concludere accordi sulle modalità e le condizioni più utili a favorire un’equa e celere ripartizione dei compensi dovuti ai rispettivi mandanti. La disposizione implicitamente sancisce la necessità di rispettare il principio generale per cui l’individuazione dell’intermediario abilitato ad incassare i compensi spetta all’artista che conferisce mandato ad una collecting e non al produttore o utilizzatore che deve versare i compensi (audio e video). Sarà peraltro inserita una clausola di salvaguardia, in caso di mancato accordo fra intermediari, a vantaggio dei comprimari, che rappresenta un passo avanti rispetto alla situazione attuale;
– l’inclusione nel perimetro della liberalizzazione dei compensi per copia privata spettanti agli AIE, insieme all’inserimento di una disposizione transitoria che assegna alle imprese accreditate una quota dei compensi per copia privata, per gli anni 2012-13, proporzionale al numero dei mandati espliciti di ogni collecting;
– il principio dell’interoperabilità delle banche dati possedute da ogni associazione, con l’introduzione di sanzioni per chi non adempie all’obbligo di comunicare i dati relativi alle interpretazioni degli artisti;
– il concetto che il criterio contabile della competenza è elemento discriminante per l’individuazione del soggetto preposto alla riscossione dei compensi spettanti, con decorrenza dal primo giorno del mese in cui è effettuata la comunicazione di accreditamento. Sulla decorrenza si sono manifestate forti contrarietà, che hanno portato alcuni soggetti a ricorrere all’Antitrust. Il Dipartimento per l’editoria ha avviato uno specifico approfondimento con l’Autorità garante, nel quadro del più ampio confronto già in essere su eventuali profili anticoncorrenziali di accordi recentemente conclusi;
– l’assenza di qualunque strumento di rappresentanza obbligatoria per gli AIE che non hanno conferito mandato ad alcuna impresa accreditata, determinando di fatto la decadenza della rappresentanza obbligatoria del nuovo IMAIE, ma raccogliendo al tempo la raccomandazione del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore affinché “venga monitorata con attenzione la situazione degli artisti che, per varie ragioni sociali o economiche (ad esempio perché maturano annualmente compensi di importo limitato), non siano informati della liberalizzazione dalle imprese accreditate, al fine di accertare che non vengano lasciati senza adeguata rappresentanza e, quindi, senza protezione dei propri interessi”.

3. La prospettiva occupazionale dei dipendenti del nuovo Imaie

In questo quadro di transizione si aggiunge un nuovo, delicato problema: la situazione dei lavoratori del nuovo IMAIE, resa critica dall’avvio della procedura di licenziamento decisa dal consiglio di amministrazione dell’Ente. Al di là delle cause riferibili allo stallo del mercato dell’attività di intermediazione, che produce anche per il nuovo IMAIE un momento particolarmente critico dal punto di vista economico-finanziario, viene in evidenza in questa vicenda la contraddizione insita nella doppia scelta compiuta dal Legislatore nel giro di pochi anni: nel 2010 si è registrata la conferma nel nuovo IMAIE della funzione generalista e mutualistica, comprensiva del carico dei lavoratori e, nel 2012, si è avviata la liberalizzazione del settore, con conseguente messa in mora della funzione del nuovo IMAIE appena confermata.
La Commissione ritiene che il Governo, nell’esercizio dell’attività di vigilanza, debba seguire con attenzione le vicende dei dipendenti del nuovo IMAIE, anche in considerazione del fatto che la stessa norma istitutiva dell’Ente indica tra le finalità quella di “garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”. È indispensabile al riguardo fare una valutazione più accurata della situazione una volta che il mercato potrà considerarsi a regime, anche considerando il fatto che le problematiche economiche potrebbero essere parzialmente alleggerite se venisse introdotto un sistema sanzionatorio efficace a carico degli utilizzatori inadempienti nelle comunicazioni e/o nei pagamenti.
La questione della tutela dei lavoratori dipendenti ha ovviamente una portata generale e riguarda il personale di tutte le collecting. È auspicabile, e andrà in ogni caso monitorato, che un corretto sviluppo del mercato liberalizzato possa creare nuovi posti di lavoro. Non è ovviamente ragionevole attendersi una rilevante crescita occupazionale, ma le dinamiche competitive potrebbero spingere gli operatori ad adoperarsi per potenziare l’attività di riscossione e la gamma dei servizi offerti ai soci, ottenendo per questa via un aumento, per quanto lieve, del numero complessivo di occupati del settore.
Inoltre, ove ciò si rendesse necessario, diverse collecting hanno dichiarato nelle audizioni la disponibilità ad assorbire parte del personale del nuovo IMAIE.

4. Le questioni che rimangono aperte

A valle degli aspetti legati all’attenta gestione della fase di transizione in corso, è doveroso segnalare al Governo e al Parlamento che rimangono aperte alcune importanti questioni, sulle quali proseguire l’attività istituzionale ed associativa di tutti i soggetti coinvolti. Si possono segnalare, come esempio, le seguenti problematiche:
– come risolvere in via definitiva la condizione dei cosiddetti “apolidi”, gli AIE che non conferiscono mandato ad alcuna collecting? Va qui considerata la raccomandazione del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore che “venga monitorata con attenzione la situazione di artisti che non siano informati della liberalizzazione delle imprese accreditate, al fine di accertare che non vengano lasciati senza adeguata rappresentanza e, quindi, senza protezione dei propri interessi”;
– occorre pensare al necessario superamento della situazione che vede, nel settore della musica, la coincidenza tra produttori e riscossori, il che determina un’anomalia operativa e il possibile determinarsi di un concreto conflitto d’interessi;
– bisogna evitare il costituirsi di condizioni di dumping sindacale, di una competizione non ben regolata tra le varie collecting, con il rischio di un danno diretto proprio per gli aventi diritto, così come va scongiurato il determinarsi di situazioni in cui siano gli utilizzatori a “scegliersi” le collecting cui pagare i compensi, secondo una concezione distorta della liberalizzazione;
– occorre andare in tempi rapidi alla costituzione di un consorzio di collecting, che coordini le attività, detenga la banca-dati e renda fluido il funzionamento del mercato.
Questo coordinamento va fatto in via volontaria e paritaria, distinguendo i ruoli di arbitro e giocatore, e puntando ad un’ottimizzazione del sistema. Se non fosse possibile raggiungere un accordo tra competitor circa la creazione del consorzio, la funzione di controllo del mercato potrebbe essere affidata ad una autorità indipendente già esistente, quale ad esempio una sezione specializzata dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, come peraltro auspicato in molte sedi istituzionali.

5. L’esigenza di nuove norme primarie per governare la transizione

La complessiva riflessione svoltasi sulla situazione dei diritti connessi ha fatto emergere alcune criticità di fondo del sistema, che è giusto aver presente per poter operare al meglio in questo delicato settore. Esemplificando:
– è in arrivo, in tempi stretti, una direttiva europea sulla materia, la quale sembra voler spingere verso una ampia liberalizzazione, sicuramente dei diritti per l’uso on line ma, in senso generale, anche per l’attività tutta. Le autorità italiane dovranno ovviamente tenerne conto, anche solo per dire – ove si verificasse che è questa la verità – che noi il passo l’abbiamo già fatto;
– è opportuno pensare ad una più ampia ed articolata riforma dell’assetto dell’intero settore, valutando l’opportunità che siano ammesse collecting “pure”, ossia composte di soli artisti o soli produttori oppure – come sta accadendo adesso – anche collecting “miste”. In quest’ultimo caso, tuttavia, occorrerebbero opportuni correttivi volti ad evitare potenziali conflitti di interesse. Tale riflessione potrebbe essere completata alla luce dell’effettivo andamento delle dinamiche del mercato liberalizzato, una volta assorbita la prima applicazione sia della normativa sui requisiti minimi sia del decreto attuativo di riordino;
– si evidenzia la stridente differenza che viene a determinarsi tra la situazione del diritto d’autore e quella del diritto connesso: del tutto “monopolistico” il primo (concentrato nella responsabilità della SIAE), liberalizzato in modo non del tutto regolato il secondo. L’incongruenza patente di questa situazione determina uno squilibrio sistemico che necessita una seria valutazione da parte del Governo e del Parlamento;
– è richiesta una messa a punto della diversità di situazione dei vari settori (in particolare musica e video), che probabilmente richiede una separazione (o articolazione) della gestione per tipologia di spettacolo, come succede in altre parti d’Europa e del mondo;
– va introdotto il divieto di cessione ai produttori del diritto connesso, a tutela e garanzia della parte più debole contrattualmente, obiettivo da tempo invocato dai rappresentanti di tutte le collecting degli AIE;
– va eliminata, ove venissero abrogate le previsioni normative che attribuiscono in esclusiva al nuovo IMAIE particolari finalità di natura mutualistica o pubblicistica di carattere generale nei confronti dell’intera categoria degli AIE, la vigilanza pubblica oggi esistente. Essa diventerebbe un fattore negativo fuori quadro nel nuovo contesto;
– occorre definire un livello più adeguato, nel senso di una loro elevazione, delle sanzioni a carico degli utilizzatori che non effettuano il versamento dei compensi spettanti agli AIE, atteso che la questione non è risolvibile sulla base della fonte normativa che legittima il decreto di riordino.
Un intervento legislativo organico e coerente a livello di normativa primaria è più che mai opportuno. Il decreto di riordino non opera e non potrebbe operare infatti che all’interno del perimetro definito dal quadro normativo vigente nel 2010, superato dalla successiva liberalizzazione. La Commissione dichiara pertanto la sua piena disponibilità a lavorare concretamente sul tema, sia misurandosi su un’organica proposta legislativa del Governo sia assumendosi l’onere di un’iniziativa in prima persona.

6. Impegni al Governo

Alla luce del quadro suesposto, la Commissione impegna il Governo:
1. a mettere in atto tutti gli sforzi possibili per agevolare il compito dei liquidatori affinchè i diritti acquisiti vengano garantiti al più presto;
2. ad intervenire, anche con l’adozione di una specifica norma primaria, affinché il residuo attivo della liquidazione (circa 99 milioni di euro) sia ripartito tra tutti gli operatori in possesso dei requisiti minimi sulla base di criteri di rappresentanza effettivi e sostanziali;
3. a dare piena attuazione al decreto di riordino, tenendo conto delle eventuali segnalazioni in materia dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, e a verificare costantemente l’evolversi della situazione;
4. nell’esercizio dell’attività di vigilanza, a seguire con attenzione le vicende dei dipendenti del nuovo IMAIE, svolgendo una valutazione più accurata della situazione una volta che il mercato sarà a regime, tenuto conto che le problematiche economiche potrebbero essere parzialmente alleggerite se venisse introdotto un sistema sanzionatorio efficace a carico degli utilizzatori inadempienti nelle comunicazioni e/o nei pagamenti;
5. a valutare l’opportunità di affidare la funzione di controllo ad un’autorità indipendente già esistente, nel caso in cui non si raggiungesse un accordo circa la creazione del consorzio;
6. a sostenere l’approvazione di nuove norme primarie sulla materia, sulla base delle indicazioni elencate nel paragrafo 5, in quanto non è possibile procedere solo mediante decreti o accordi tra le parti su un terreno non chiaramente definito.

Pubblicato il D.Lgs. di recepimento della direttiva 2011/77/UE

E’ stato pubbicato in Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2014, n. 58 il Decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n. 22, con il quale viene data attuazione alla direttiva 2011/77/UE che modifica la direttiva 2006/116/CE concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi.

Il decreto entrerà in vigore il 26 marzo prossimo.

Il testo del Decreto è disponibile nella nostra Banca Dati Leggi.