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Arte e Cultura: strategie di marketing, comunicazione e fundraising, Master Part Time, 24Ore Business School, Milano, dal 7 ottobre al 17 dicembre 2016

Per sviluppare un dialogo costruttivo tra le istituzioni culturali e le imprese che vogliono investire in cultura si avverte la necessità di una figura professionale – il manager culturale – che sia uno specialista dei beni e dei servizi culturali, con competenze di marketing e di comunicazione d’impresa e in grado di sviluppare progetti innovativi per il rilancio delle imprese culturali.
E’ quindi in quest’ottica di interesse per un settore in pieno sviluppo che la Business School del Sole24ORE propone la tredicesima edizione del Master di specializzazione in Arte e cultura: strategie di marketing, comunicazione e fundraising, strutturato in formula weekend quindi conciliabile con l’attività lavorativa. L’obiettivo è quello di favorire la comprensione delle politiche di finanziamento dei progetti culturali e gli strumenti strategici di marketing e comunicazione, con un approccio agli strumenti della comunicazione digitale, in modo da favorire lo sviluppo e la conoscenza dei servizi culturali e garantire alle aziende private il know how per comprendere le potenzialità dell’arte nello sviluppo d’impresa dell’immagine aziendale.
Per maggiori informazioni:

Arte e cultura: strategie di marketing, comunicazione e fundraising, Roma, marzo-giugno 2016

MASTER PART TIME

ARTE E CULTURA: STRATEGIE DI MARKETING, COMUNICAZIONE E FUNDRAISING
12′ EDIZIONE

ROMA DALL’11 MARZO 2016 FINO AL 10 GIUGNO 2016

OBIETTIVO
Il Master di specializzazione “Arte e cultura: strategie di marketing, comunicazione e fundraising” offre ai partecipanti gli strumenti per la promozione e comunicazione dei progetti che nascono nell’ambito dei beni e dei servizi culturali.
Fornisce inoltre alle aziende private il know how per comprendere le potenzialità dell’arte nello sviluppo d’impresa, oltre ad approfondire le strategie e le politiche da seguire per gli investimenti nel settore culturale.

PROGRAMMA
Il “sistema arte”: lo scenario e le caratteristiche del settore
Il marketing delle istituzioni e dei prodotti artistici e culturali
Le strategie di comunicazione web 2.0 del prodotto e degli eventi culturali
Project management e il fundraising per le iniziative artistiche e culturali

DESTINATARI
Il Master è rivolto ai manager di imprese che vogliono operare nel campo della cultura o investire in arte, a professionisti che all’interno delle fondazioni, delle cooperative, degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni si occupano della gestione strategica delle aree marketing e comunicazione; ai giovani professionisti del settore interessati a migliorare la propria preparazione professionale.  La sua formula di frequenza, concentrata nei fi ne settimana, permette di conciliare l’attività lavorativa con lo studio.

BORSE DI STUDIO
Il Sole 24 ORE Formazione ed Eventi mette a disposizione una borsa di studio a copertura totale del costo di partecipazione per un/una giovane interessato/a a svolgere durante il percorso incarichi di tutorship (gestione operativa dell’aula e monitoraggio dell’andamento delle lezioni).
Il candidato ideale è un/una laureato/a, in possesso di buone capacità organizzative e doti relazionali. Gli interessati possono inviare entro il 04/02/2016 il proprio Curriculum Vitae, completo di lettera di motivazione e fotografia, alla referente del Master dott.ssa Marta Sportelli, all’indirizzo:marta.sportelli@ilsole24ore.com.

CONTATTI
Per ulteriori informazioni sul Master

http://www.bs.ilsole24ore.com/master-part-time/arte-e-cultura-strategie-di-marketing-comunicazione-e-fundraising-ya8134.html?utm_source=DBM&utm_medium=DEM&utm_campaign=PT_YA8134_2016

oppure contattare la referente Marta Sportelli al numero di telefono 06.3022.6387
oppure all’indirizzo e-mail: marta.sportelli@ilsole24ore.com.

Italia Creativa: tutte le cifre dell’Industria della Cultura e della Creatività in Italia presentate con uno studio EY alla Triennale di Milano

Quarantasette miliardi di euro e quasi un milione di occupati. Sono alcune delle cifre chiave che emergono dallo studio Italia Creativa, presentato ieri alla Triennale di Milano.

Italia Creativa è il primo studio che presenta l’Industria della Cultura e della Creatività italiana realizzato da EY (Ernst &Young) con il supporto di tutte le principali associazioni di categoria, guidate da Mibact e SIAE. Alla base della ricerca c’è la volontà di dare un quadro d’insieme – articolato e di ampiezza senza precedenti – sui numeri e le potenzialità complessive di un’industria che raramente viene considerata nel suo totale.

Nel dettaglio, Italia Creativa fotografa per l’Industria della Cultura e della Creatività italiana cifre decisamente rilevanti. Per il 2014 (anno di riferimento), il valore economico complessivo è pari a 47 miliardi di euro, il 2,9% del prodotto interno lordo nazionale. Sotto il profilo occupazionale l’incidenza è ancora più significativa: quasi un milione di addetti a livello complessivo. Inoltre, il 41% degli occupati nell’Industria della Cultura e della Creatività in Italia sono giovani fra i 15 e i 39 anni, contro una media del circa 37% in tutti i settori dell’economia del Paese. Dai numeri emersi, risulta chiaro che si tratta di un’industria ad alto tasso di capitale umano, fondata in larga parte sull’apporto intellettuale.

La ricerca di EY ha misurato gli undici settori maggiormente rappresentativi dell’Industria della Cultura e della Creatività: Architettura, Arti performative, Arti Visive, Cinema, Libri, Musica, Pubblicità, Quotidiani e Periodici, Radio, Televisione e Home Entertainment, Videogiochi.

Proprio per l’importanza dell’aspetto creativo di questa industria, un elemento che riveste particolare rilevanza è quello della tutela del diritto d’autore volto ad assicurare ad autori ed editori l’adeguata remunerazione delle loro opere per ciascun tipo di utilizzazione: dai concerti alla radio e televisione, dai teatri alle sale da ballo, dai cinema ai bar ad altri luoghi pubblici, ma anche su web o nella telefonia mobile.

«Italia Creativa dimostra esattamente quanto i diversi settori dell’industria culturale italiana contribuiscano all’economia del Paese in termini di occupazione e fatturato. È nostro preciso dovere – spiega il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – adoperarci per favorire al massimo ogni espressione di questo settore, garantendo le corrette condizioni di mercato, contrastando pirateria e contraffazione e riconoscendo il giusto compenso a chi vi opera con il proprio talento. Questo vuol dire pensare al futuro del nostro Paese e tornare a fare dell’Italia il Paese delle Arti e della Bellezza».

«L’Italia Creativa è il cuore e il cervello del corpo economico del nostro Paese. Il settore culturale e creativo – dichiara il Presidente SIAE Filippo Sugar – è infatti pieno di start up: ogni autore, ogni artista che inizia a pensare di dedicare la sua vita alla creatività o comunque a realizzare opere nuove è, di fatto, una start up. Quindi da sempre questa è un’industria fortemente legata all’innovazione, e l’innovazione è fonte di rottura, di pensieri nuovi, di libertà».

Diciannove le associazioni di categoria che hanno collaborato allo studio: AESVI (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani), AGIS (Associazione generale italiana dello spettacolo), AIE (Associazione italiana editori), ANEM (Associazione nazionale editori musicali), ANES (Associazione nazionale editoria periodica specializzata), ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), APT (Associazione produttori televisivi), CNAPPC (Consiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori), Confcultura – Associazione imprese private per la valorizzazione del Cultural Heritage, Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio Televisioni, DISMAMUSICA (Distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), FEM (Federazione editori musicali), FIEG (Federazione italiana editori giornali), FIMI (Federazione industria musicale italiana), NUOVOIMAIE (Nuovo istituto mutualistico per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori), PMI (Produttori musicali indipendenti), SIAE (Società italiana degli autori ed editori), UNIVIDEO (Unione italiana editoria audiovisiva media digitali e online).

Oltre sessanta personalità di primo piano dell’industria creativa e culturale del nostro Paese hanno sostenuto Italia Creativa con le loro testimonianze, tra cui: Ennio Morricone, Carlo Verdone, Rosario Fiorello, Monica Maggioni, Fedele Confalonieri, Fabio Fazio, Dacia Maraini, Paolo Conte, Mogol, Lillo e Greg, Malika Ayane, Erri De Luca, Lorenzo Suraci, Maurizio Costa, Linus, Luigi De Laurentiis, Marco Mengoni, Giancarlo De Cataldo, Stefano Boeri, Walter Veltroni, Gianni Letta, Luigi Vicinanza, Mario Cucinella, Andrea Zappia, Andrée Ruth Shammah, Domenico Procacci, Tilde Corsi, Ferruccio De Bortoli, Michelangelo Pistoletto, Beppe Severgnini e molti altri ancora.

Lo studio è stato presentato nel Salone d’Onore della Triennale di Milano il 20 gennaio 2016 alle ore 15. Tra gli interventi, insieme con il Ministro Dario Franceschini e con il Presidente SIAE Filippo Sugar, la Produttrice Indigo Film e Presidente Produttori ANICA, Francesca Cima, il Direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, il Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, l’Amministratore Delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’Area Med, Donato Iacovone, l’Amministratore Delegato del Gruppo Mondadori, Ernesto Mauri, l’Amministratore Delegato di Sky Italia, Andrea Zappia. Il dibattito è stato moderato dal Direttore di SkyTg24, Sarah Varetto. Ha aperto i lavori l’Assessore alla cultura di Milano Filippo Del Corno. 

hashtag dell’evento: #italiacreativa  – sito: www.italiacreativa.eu

11° Rapporto Annuale Federculture – Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro

Mercoledì 8 luglio alle ore 10:30 presso la Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia è stato presentato l’11° Rapporto Annuale di Federculture dal titolo “Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro”. La pubblicazione, presentata nell’ambito dell’Assemblea Generale della Federazione ed edita dal Sole 24 Ore, analizza annualmente lo stato dell’arte della cultura in Italia e si è trasformata negli anni in un punto di riferimento per gli operatori del settore grazie anche all’obiettivo di creare una piattaforma di proposte per orientare le scelte verso una nuova qualità dello sviluppo, centrato sulla valorizzazione dell’identità territoriale e sulle potenzialità delle produzioni culturali.

L’analisi condotta sull’immenso patrimonio artistico e culturale italiano mostra numerose criticità che vanno dalle risorse finanziarie limitate ai complessi meccanismi di collaborazione pubblico-privato che stanno trasformando questa ricchezza in un elemento potenziale e non concretamente competitivo. La difesa, la valorizzazione e il rilancio del patrimonio e delle attività culturali e artistiche sono operazioni essenziali da mettere in atto urgentemente per restituire il giusto valore alle istituzioni culturali e riportare le politiche culturali al centro degli interessi della società civile. La cultura, infatti, superandone la concezione come fenomeno di consumo e mero intrattenimento può e deve divenire il vero fattore in grado di risollevare la società dal declino morale e civile attuale, nel quale la progressiva perdita dei valori mina la pace e la convivenza civile.

Lo studio comprende anche un focus su scenari alternativi di estrema attualità come il crowdfunding o l’art bonus che si vanno affermando sempre più come risultato della progressiva riduzione delle forme di finanziamento pubblico.

Tra gli interventi presenti nel volume la prefazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i contributi del Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, del direttore del Louvre Jean-Luc Martinez e del fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti.

Alla presentazione del volume, i cui contenuti sono stati illustrati dalla relazione del Presidente di Federculture Roberto Grossi, ha partecipato anche il Ministro Dario Franceschini.

Per maggiori informazioni:
http://www.federculture.it/xi-rapporto-annuale-federculture/

“Patrimonio culturale digitale tra conoscenza e valorizzazione. accesso, informazioni, diritti”, Roma, 2 luglio 2015

Accademia Italiana del Codice di Internet

PATRIMONIO CULTURALE DIGITALE TRA CONOSCENZA E VALORIZZAZIONE
 Accesso, informazioni, diritti

Roma, 2 Luglio 2015

Ore 9.00 – 14.00

Archivio Storico della Presidenza della Repubblica

Palazzo Sant’Andrea – Via del Quirinale, 30

Il quadro normativo europeo nel quale si inserisce il Convegno si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default.

Il Convegno intende approfondire le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico. L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta infatti l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali.

La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all’indirizzo di posta elettronica info@iaic.it

Programma

Apertura

Marina Giannetto
Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica

Introduce e modera

Alberto M. Gambino
Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet
Ordinario di Diritto privato Università Europea di Roma

Relazioni

Gustavo Ghidini
Ordinario di Diritto industriale Università Statale di Milano – Direttore dell’Osservatorio di Proprietà intellettuale, Concorrenza e Comunicazione LUISS

Giuseppe Piperata
Associato di Diritto amministrativo IUAV Venezia

Antonia Pasqua Recchia
Segretario Generale Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo

Conclusioni

Angelo Rughetti
Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione

Tavola rotonda

Introduce e modera

Antonello Cherchi
Il Sole 24 Ore

Intervengono

Valentina Grippo
Accademia Italiana del Codice di Internet

Roberta Guizzi
Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Andrea Marcucci
Commissione Istruzione pubblica, beni culturali – Senato

Flavia Piccoli Nardelli
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Marco Pierani
Altroconsumo

Riccardo Pozzo
Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Eugenio Prosperetti
Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Roberto Rampi
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Ferdinando Tozzi
Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

Conclusioni

Silvia Costa
Presidente Commissione Cultura Unione Europea

È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

L’evento si inquadra nell’ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”.

Convegno “Patrimonio e cultura tra tutela e business”, Roma, Biblioteca del senato, 18 giugno 2015

Patrimonio e cultura tra tutela e business
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Sala degli Atti parlamentari
Piazza della Minerva 38 – Roma
giovedì 18 giugno 2015 dalle 9.30 alle 13.00

FOCUS
Inserita tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana, la Cultura rappresenta uno degli aspetti fondamentali della nostra Repubblica. L’insieme delle norme che si sono succedute nei nostri ordinamenti hanno costituito di volta in volta nuove risposte ad un concetto sottoposto a forte evoluzioni, e che rappresenta una sfida costante per il legislatore, chiamato ad adeguare a tali mutamenti la disciplina specifica.
In questo periodo di profonde trasformazioni sociali ed economiche, fortemente influenzate dal progresso scientifico, si sono moltiplicate le modalità attraverso le quali è possibile perpetrare illeciti aventi per oggetto beni culturali.
Per questo motivo si rende necessario svolgere un’analisi attenta e in chiave prospettica in grado di individuare le lacune che impediscono una tutela reale dei beni culturali del Paese. Da questo punto di partenza costruire con gli strumenti a disposizione, ma altresì con la creazione e/o implementazione di nuovi istituti giuridici, una nuova area di interesse socio-giuridico che valorizzi, nell’equilibrio degli interessi coinvolti, il patrimonio culturale italiano. Arte come “bene comune” e allo stesso tempo oggetto di interesse economico, per disciplinare una realtà che troppo spesso viene sottovalutata a danno della collettività.

Tavola Rotonda
9.30- 10.00 Saluti Iniziali
Assessore alla cultura di Roma Giovanna Marinelli (nominativo da confermare)

Moderano i vari interventi: Prof. Stefano Monti, Partner Monti&Taft e Avv. Nicoletta Giorgi, Presidente AIGA

10.00- 10.45 La sfida della Cultura nello Scenario Globale
Intervengono: Dott. Alfonso Valentino Casalini, caporedattore di Tafter Journal, On. Lorenza Bonaccorsi – CD, Commissione Attività produttive, Responsabile cultura per il PD
Durata: 45 min.
Il concetto di Cultura è uno dei cardini principali delle Politiche di Sviluppo Sostenibile. La grande esplosione di processi di riqualificazione urbana legati a fenomeni culturali o la grande esplosione del Mercato dell’Arte (legale ed illegale) sono esempi di come la cultura possa essere un vero e proprio asset per l’Italia in un contesto internazionale.

10.45- 11.05 Pirateria, Mercato nero dell’Arte e ISIS: Proposte per contrastare illeciti vecchi e nuovi nella cultura
Intervengono: Dott. Luca Nannipieri, saggista e firma di Panorama
Durata: 20 min.
Lo sviluppo tecnologico, e soprattutto la creazione di una comunità globale attraverso Internet, generano al contempo una grande possibilità culturale e un potente strumento capace di favorire network di illegalità. Dalla pirateria al mercato nero dell’arte, proposte per una nuova legislazione a tutela dei beni culturali.

11.05-11.50 Detrazioni e Cultura: dall’ebook all’artbonus, le nuove iniziative fiscali in un contesto
internazionale.
Intervengono: Avv. Silvia Stabile, Negri-Clementi Studio Legale Associato, On. Maria Coscia – CD, Commissione Cultura, relatrice del DL Art Bonus e Dott. Comm. Fazio Segantini, Presidente UNGDCEC
Durata: 45 min.
La normativa fiscale rappresenta uno dei maggiori e più efficaci strumenti di indirizzo politico. Attraverso detrazioni e agevolazioni, si può di fatto favorire lo sviluppo di alcune categorie di “beni” anche grazie all’intervento privato diretto. Lo stato dell’arte in Italia in una prospettiva globale.

11.50- 12.35 Il concetto di Valore Culturale nel trasferimento di beni: dalle aste online al conferimento in uso
Intervengono: Dott. Alessandro Guerrini, Open Care, Avv. Andrea Greco, Giunta AIGA – Dipartimento regolamenti di riforma e Dott. Ludovico Capuano, Presidente ASIGN
Durata: 45 min.
La definizione del valore culturale di un bene è una questione tutt’altro che risolta. Dalla sentenza della Corte di Cassazione che individua nelle opere d’arte un bene non soggetto ad ammortamento in quanto bene non soggetto a svalutazione, ai progetti di valorizzazione dei beni artistici per poterne aumentare il valore commerciale.
Inoltre una volta attribuito il “valore culturale” ad un bene esso è soggetto a differenti tipologie di circolazione: dalla circolazione fisica del ben mobile e le problematiche inerenti l’istituto della notifica di interesse culturale, alla circolazione giuridica del bene immobile e al suo conferimento in uso ad enti creati ad hoc fino alla dismissione di beni culturali immobili da parte della Pubblica Amministrazione
Sfide e criticità.

12.35- 13.00 Chiusura

L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

Deliberate dal Consiglio dei Ministri le capitali italiane della cultura 2015

Il Consiglio dei Ministri del 12 dicembre scorso, su proposta del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, in applicazione della legge Art Bonus e sulla base della procedura di selezione prevista dal decreto ministeriale, ha deliberato il titolo di capitale italiana della cultura 2015 per le città italiane che hanno partecipato con Matera alla selezione per scegliere la capitale europea della cultura per il 2019, selezionate come finaliste e non risultate vincitrici.

Le città selezionate sono Cagliari, Lecce, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena.

All’indomani della scelta di Matera come capitale europea della cultura 2019, il Ministro Franceschini aveva espresso infatti l’auspicio che lo sforzo progettuale fatto dalle altre città candidate non andasse perduto. Le capitali italiane della cultura riceveranno un finanziamento per realizzare in parte i progetti che avevano inserito nella proposta di programma consegnata alla commissione che lo scorso settembre ha analizzato le candidature per il 2019.

Regione Lazio: approvata la nuova legge sullo spettacolo dal vivo

Approvata la nuova legge sullo spettacolo dal vivo. Per la prima volta la Regione Lazio si dota di un testo unico sullo spettacolo dal vivo e la promozione culturale. Il nuovo testo supera la vecchia legge sulla promozione culturale, risalente al 1978, e razionalizza i diversi provvedimenti legislativi succedutisi nel corso degli anni.

A sistema tutta la filiera dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale. Dal teatro alla danza, dalla musica fino all’arte di strada e a quella circense, con il nuovo testo la Regione intende dare pieno riconoscimento al settore in ogni sua espressione attraverso una normativa più chiara e più agile.

“Un percorso laborioso e condiviso per far ripartire il sistema cultura del lazio: questa legge quadro che riordina, comprende, elenca, prevede e sostiene tutti quelli che, con qualsiasi dimensione, dalla grande fondazione al gruppo amatoriale, alla scuola di musica per i bambini, vogliano arricchire le nostre vite producendo teatro musica danza” – è il commento di Lidia Ravera, assessore alla cultura e alle politiche giovanili.

Lettera dell’Associazione degli scrittori italiani per ragazzi (ICWA) al Ministro Franceschini sul valore della cultura e la letteratura per ragazzi

Riportiamo il testo integrale della lettera dell’Associazione degli scrittori italiani per ragazzi (ICWA) al Ministro Franceschini sul valore della cultura e la letteratura per ragazzi, datata 8 ottobre 2014.
Egregio Signor Ministro Franceschini,

l’iniziativa LIBRIAMOCI, che prevede tre giorni di lettura nelle scuole, è senz’altro lodevole negli intenti e speriamo anche fruttuosa nei risultati. A nostro avviso, però, la lettura è un’attività che gli insegnanti dovrebbero curare durante tutto l’anno scolastico e per l’intero ciclo di studi: essa, come parte integrante dello sviluppo intellettuale e culturale dei bambini e dei ragazzi, dovrebbe inserirsi nella pratica educativa non come un evento eccezionale ma come una normale attività curricolare.

Intervenire in modo incisivo nella scuola con progetti di promozione alla lettura significa prima di tutto dotare le scuole di biblioteche, aggiornare gli insegnanti sulla letteratura per ragazzi italiana e tradotta, organizzare attività complementari alla lettura come incontri con l’autore, mostre del libro, redazione di recensioni, momenti di confronto sui libri letti eccetera. Tutto questo dalle scuole materne agli istituti superiori, sull’esempio di molte realtà scolastiche straniere ma anche italiane.

È sicuramente positivo che finalmente si levi una voce ufficiale come la Sua in favore della lettura, ma il Suo invito sarebbe ancora più efficace se tenesse conto di tutte quelle iniziative (e di tutte quelle persone) che da molti anni e con fatica tentano di introdurre la lettura nella scuola come pratica quotidiana e di farla amare dai bambini e dai ragazzi: alcune di queste buone pratiche, infatti, rischiano di scomparire o sono già scomparse per carenza di risorse.

Esistono nel nostro paese numerosissimi autori per ragazzi, esiste (anche se non omogenea sul territorio) un’efficiente rete di
biblioteche, esistono insegnanti che creano e gestiscono progetti di lettura in collaborazione con librai specializzati e bibliotecari competenti. Esiste infine una sana e creativa Letteratura contemporanea per ragazzi in grado di coinvolgere e appassionare i giovani lettori. Tutto questo non trova spazio sui media né supporti a livello nazionale, come invece avviene in molti altri paesi europei.

La Sua iniziativa, che fa appello anche a personalità dello spettacolo e dello sport, e si basa sulla totale gratuità degli interventi, potrebbe avallare la pericolosa idea che la cultura non costi nulla, e dunque non valga nulla. Siamo invece convinti che si debba riconoscere la professionalità e dare valore al lavoro di chi questa cultura la produce.

Vorremmo quindi approfittare di questa occasione per invitarLa a svolgere un’indagine conoscitiva a livello nazionale sulle tante, ma non sufficienti, iniziative di promozione alla lettura e sullo stato dell’arte della Letteratura per ragazzi in Italia, con l’obiettivo di predisporre un programma nazionale di interventi concreti.

L’ICWA, Italian Children Writers Association, che raccoglie oltre cinquanta autori per bambini e ragazzi italiani, ed è un’associazione che vive sull’autofinanziamento, è disponibile, se crede, ad accompagnarla in un viaggio virtuale alla scoperta del mondo suggestivo e ricco della Letteratura contemporanea per ragazzi.

Con l’augurio per il Suo importante lavoro, La salutiamo con stima

I soci ICWA e il consiglio direttivo

Manuela Salvi – Presidente
Anna Vivarelli – Vicepresidente
Rosa Tiziana Bruno – consigliere
Anna Lavatelli – consigliere
Chiara Lossani – consigliere
Guido Quarzo – consigliere
Guido Sgardoli – consigliere

Il Decreto Cultura è legge

L’approvazione definitiva da parte del Senato del decreto proposto dal Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, introduce novità significative per il settore, a cominciare dall’ArtBonus, che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici, le biblioteche e gli archivi, gli investimenti dei teatri pubblici e delle fondazioni lirico sinfoniche, fino a arrivare alle agevolazioni fiscali per favorire la competitività del settore turistico attraverso la sua digitalizzazione e la ristrutturazione e riqualificazione degli alberghi. Tra le maggiori innovazioni le misure per Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero delle periferie, le semplificazioni amministrative in campo turistico, le foto libere nei musei, il riesame dei pareri delle soprintendenze, la Capitale italiana della Cultura.

“Grazie al positivo contributo di deputati e senatori – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini – il decreto Cultura e Turismo è ora legge, con alcune migliorie significative al testo originale frutto del dibattito parlamentare. Finalmente anche in Italia ci sono strumenti fiscali adeguati per sostenere la cultura e rilanciare il turismo. Questa legge abbatte due barriere: quella del rapporto tra pubblico e privato e quella della separazione tra la tutela e la valorizzazione che per troppo tempo hanno monopolizzato il dibattito italiano. Adesso non ci sono più scuse: veniamo da anni di tagli, è arrivato il momento di investire”.

Costituito l’Intergruppo Parlamentare per la valorizzazione della musica

In occasione delle celebrazioni per la Festa europea della Musica, la senatrice Elena Ferrara ha annunciato la costituzione di un intergruppo parlamentare per valorizzare la cultura musicale nel nostro Paese. Questa formazione – che può contare sul coinvolgimento di oltre trenta tra deputati e senatori – ha in animo di rilanciare, tra l’altro, l’espressione musicale e artistica nell’insegnamento.

Proprio la scorsa settimana, a Roma, si era tenuto l’incontro/conferenza “La musica in mezzo al guado”, promosso da Arci, Amici della Musica e Audiocoop, per fare il punto sui provvedimenti legislativi in vigore, le proposte di legge, gli strumenti per lo sviluppo del mondo della musica, un comparto messo a dura prova dalla crisi economica e che ha visto negli ultimi anni diminuire sempre più consumi ed investimenti.

I promotori e gli operatori presenti all’iniziativa avevano giudicato positivamente alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto “Valore Cultura”, in particolar modo la possibilità, prevista dal decreto di poter usufruire degli spazi demaniali per realizzare progetti dedicati alle arti e alla musica. Si è anche data grande attenzione alle proposte di legge che sostengono la formazione musicale in ogni ordine e grado del sistema scolastico e la valorizzazione dei soggetti che promuovono educazione musicale sul territorio.

L’intergruppo parlamentare sulla Musica sarà presentato all’interno del Mei, in programma a Faenza dal 26 al 28 settembre.

Fonte: Note Legali

“La cultura nuoce gravemente al degrado”: Daniela Poggi, Lorenzo Lavia e Maurizio Mattioli per il secondo appuntamento con gli spettacoli di NUOVOIMAIE e I Municipio domani 7 giugno a Roma

Sabato 7 giugno alle ore 21 in Piazza dei Renzi NUOVOIMAIE, la collecting per la tutela dei diritti di Artisti Interpreti Esecutori, insieme al I Municipio del Comune di Roma, presenta il secondo appuntamento “La cultura nuoce gravemente al degrado”, la rassegna di spettacoli gratuiti contro la movida violenta.

Sabato sera sul palco si alterneranno gli attori Daniela Poggi e Lorenzo Lavia, il gruppo Musica dal Sud e il comico Marco Tana. Ospite della serata Maurizio Mattioli. Teatro, musica e cabaret per una serata dedicata alla creatività e alla promozione della cultura come antidoto all’abbandono.

“Oggi la cultura è il solo strumento per combattere qualunque tipo di degrado. Ambientale e morale” dice Daniela Poggi che porterà in scena un testo di Lia Levi e alcuni passaggi tratti dall’opera di Hannah Arendt e Gandhi. Per Lorenzo Lavia al centro dell’iniziativa “Far tornare i quartieri a vivere, attraverso la cultura, la musica e la poesia”. L’attore romano doc che durante la serata regalerà al pubblico alcune letture tratte dall’opera di Pasolini sottolinea poi come questo genere di eventi siano importanti “per tornare a sentirsi protagonisti della nostra città”.

Ancora una volta NUOVOIMAIE con “La cultura nuoce gravemente al degrado” è a fianco del Comune di Roma per promuovere la cultura della legalità attraverso la valorizzazione della creatività e dell’arte.

Roma: iniziativa del I Municipio e del NUOVOIMAIE contro la violenza, per la legalità in favore della cultura e della creatività.

NUOVOIMAIE, la collecting per la tutela dei diritti di Artisti Interpreti Esecutori, su invito del I Municipio collabora alla campagna di sensibilizzazione contro la movida violenta “La cultura nuoce gravemente al degrado“, con sei spettacoli gratuiti per sei sabati consecutivi.

Protagonisti dell’iniziativa la cultura e la creatività come antidoti naturali al degrado urbano e sociale. Tanti gli artisti romani e non che si alterneranno nelle principali piazze del I Municipio. Gli attori: Massimo Dapporto, Maurizio Mattioli, Debora Caprioglio, Daniela Poggi, Lorenzo Lavia, Susanna Marcomeni, Gianguido Baldi, Lunetta Savino, Paolo Bessegato, Antonio Catania, Marina Giulia Cavalli, Benedetta Ponticelli. Tra i comici: Oscar Biglia, Pietro Sparacino, Marco Tana, Gianluca Giulianelli, i Sequestrattori, Andrea e Simone. Tanti anche i musicisti e i gruppi musicali, tra cui Massimo Di Cataldo, Maurizio Fortini e i Musici Romani, Musica dal Sud, Batucada Trio, Musica dal Mondo, Franco Bolignari Quintett.

Il rispetto della creatività e della legalità sono tra le linee guida dell’Istituto. “Noi artisti del NUOVOIMAIE ci impegniamo a diffondere la cultura musicale e cinematografica italiana, a promuovere la ricerca, lo studio e la conoscenza a fianco delle istituzioni” dice Franco Trevisi portavoce dell’iniziativa e membro del C.d.A. di NUOVOIMAIE e continua “questi spettacoli sono un’occasione di crescita e condivisione, la cultura e l’intrattenimento vanno valorizzati all’interno di un quadro legislativo che incentivi la produzione e ne tuteli la circolazione“.

Le prossime serate saranno il 31 maggio a Piazza Scala, il 7 giugno a Piazza Dei Renzi, il 14 giugno a Piazza Tavani Arquati, il 21 giugno a Piazza San Callisto, il 28 Giugno sempre a Piazza Tavani Arquati.

NUOVOIMAIE è al fianco del Comune di Roma I Municipio per proporre musica, poesia, letteratura come antidoti alla violenza. “Impariamo a ubriacarci di cultura. Lontani dalla violenza, vicini alla legalità” continua Trevisi e conclude “la cultura è la nostra memoria, la nostra identità fatta di persone, immagini, colori, suoni e valori irrinunciabili. Difendiamo la cultura come strumento di aggregazione sociale che riporti la gente a circolare nelle nostre piazze“.

Approvato un decreto legge che prevede crediti d’imposta per chi investe in cultura

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha approvato, nella riunione del 22 maggio, un decreto legge per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.

Il testo del provvedimento prevede, fra l’altro, un credito d’imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016 per le erogazioni liberali destinate alla tutela e al restauro del patrimonio artistico nazionale (ArtBonus). Del bonus fiscale potranno beneficiare persone fisiche e enti senza scopo di lucro nei limiti del 15 % del reddito imponibile, e i soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui.

Il decreto contiene inoltre l’incremento di 50 milioni di euro per il fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti trentennali alle fondazioni lirico-sinfoniche che hanno presentato il piano di risanamento.

Le fondazioni dovranno conformare, i propri statuti a quanto previsto dal dl Valore Cultura entro il 31 dicembre 2014.

Viene inoltre innalzato da 5 a 10 milioni di euro il limite massimo del credito d’imposta per le imprese di produzione cinematografica che realizzano in Italia, utilizzando manodopera italiana, film o parti di film stranieri.

Lo stanziamento per le agevolazioni fiscali al cinema e agli audiovisivi è aumentato di 5 milioni di euro e passa da 110 a 115 milioni.

L’appello dei creatori per una nuova Europa della cultura

Un’ampia mobilitazione di musicisti, registi e autori a favore della nascita di una nuova Europa della cultura in vista delle prossime elezioni europee: con questo obiettivo i numerosi partecipanti al Forum di Chaillot, organizzato a Parigi dal Ministero della Cultura e Comunicazione francese in aprile per definire una strategia di sviluppo dell’industria culturale, hanno lanciato un appello ai cittadini, ai politici ed alle istituzioni d’Europa.

La petizione è stata già firmata da nomi di spicco nel panorama culturale europeo quali, tra gli altri, Jean-Michel Jarre, Marianne Faithfull, Jaco van Dormael, Stephen Frears, Daniele Luchetti, Peter Brook, Bruno Mantovani, Luc Dardenne, Bertrand Tavernier, Constantin Costa Gavras (nella foto, durante l’intervento al forum) Radu Mihaileanu.

L’appello dei creatori europei contiene proposte per la promozione della diversità culturale nell’era digitale con l’obiettivo di dare a tutti coloro che contribuiscono alla crescita culturale dell’Europa la possibilità di beneficiare pienamente delle opportunità offerte dalla stessa rivoluzione digitale. I promotori dell’appello sottolineano tuttavia l’importanza per i creatori di continuare a beneficiare di un alto livello di protezione dei loro diritti, auspicando che i diffusori di opere culturali contribuiscano al finanziamento della creazione e che ai beni e ai servizi culturali sia applicato un regime fiscale specifico.

E’ arrivato il momento che l’ Europa agisca concretamente per tutelare la cultura e chi la fa” ha dichiarato il vicepresidente del consiglio di gestione Siae Filippo Sugar durante il Forum di Chaillot . “Abbiamo molto apprezzato gli interventi del ministro Filippetti e del ministro Franceschini” ha proseguito Sugar che ha sottolineato che al Forum di Chaillot ”si è percepita chiaramente la mobilitazione di artisti, autori e intellettuali di tutta Europa per il sostegno della copia privata, una battaglia fondamentale su cui si gioca il principio stesso di difesa del valore della creatività e della cultura“.

Gli autori, gli artisti e gli intellettuali devono far sentire la propria voce a sostegno della cultura europea.

Tutti possono firmare l’appello, che è disponibile online alla pagina https://www.lapetition.be/en-ligne/A-new-deal-for-culture-in-europe-14349.html.

Fonte: www.siae.it

Parte il nuovo educational sul management della cultura

Parte all’Ara Pacis di Roma, nel mese di giugno (7, 14, 21, 28 giugno 2014), la nuova edizione di The Next Stop, educational sul management della cultura.
Giunto al suo quinto appuntamento, The Next Stop si sposta sul settore dell’innovazione: in un momento in cui la cultura deve ripensarsi e affrontare le trasformazioni della contemporaneità, la piattaforma propone un cambio di rotta rispetto ai contenuti e lo fa cercando di descrivere la possibile convergenza del mondo culturale con gli altri aspetti che caratterizzano oggi il mondo economico, sociale, professionale.

Temi tradizionalmente interpretati come “distanti” dal mondo strettamente culturale, come l’impresa, l’innovazione, la tecnica e la tecnologia, argomenti complessi che toccano aspetti legati al cambiamento delle professioni, al rinnovarsi dei modelli socio-culturali, al definirsi di strategie di progettazione e produzione sempre più più sofisticate, sono oggi al centro dell’indagine di The Next Stop.

Il programma è già visibile on line.

Partecipano:

Giancarlo Sciascia – Fondazione Ahref
Neve Mazzoleni – Cultural Manager
Marcello Smarrelli – Fondazione Pastificio Cerere
Michele Gervasuti – Fondazione Gervasuti
Antonio Scuder – Capitale Cultura
Raffaele Gavarro – Senior Curator
Alfredo Accatino – Gruppo Filmmaster
Francesca Billi – European Funds Consultant
Paolo Marcesini – Memo, Magazzini Culturali
Bertram Niessen – Social Media Strategist
Maurizio Rossi – H-Farm
Paolo Giordano – Banzai Consulting
Domenico Quaranta – Link Art Center

Per le modalità d’iscrizione scrivere a: francescafornari@thenextstop.eu

Convegno sulla Cultura Sostenibile presso LUISS Roma – 27 febbraio 2014

LUISS Business School e SMART, la cultura sostenibile, organizzano un evento sul tema della città che cambia il prossimo 27 febbraio.

Un format di un giorno, un evento diviso in due sessioni: SMART riunisce opinionisti e operatori provenienti da diversi settori della cultura e dell’innovazione nel racconto di una nuova società possibile.
Il programma è disponibile al seguente indirizzo:

http://www.lbs.luiss.it/2014/02/18/7689/

L’evento è su invito.
Per motivi organizzativi è obbligatoria la registrazione
http://www.lbs.luiss.it/news-eventi/registrazione-smart/

Europa Creativa: tre le opportunità per il comparto cultura

L’eurodeputata Silvia Costa ha presentato, nei giorni scorsi a Firenze, le proposte per la cultura e la creatività contenute nella programmazione pluriennale 2014-2020 dell’Unione europea.

Tre, in particolare, le opportunità offerte dalle risorse europee alle Regioni, ai Comuni, e più in generale all’intero comparto della cultura: Europa Creativa (1,462 miliardi di euro), Horizon 2020 (72 miliardi di budget) e Politiche di Coesione (risorse di 30 miliardi per il nostro Paese).

Per Europa Creativa, come ha spiegato Costa, relatrice del programma all’europarlamento, i primi bandi sono in scadenza a marzo e offrono alle Regioni, Comuni e Città metropolitane la possibilità di dimostrare che nel modello sociale ed economico la cultura ha un ruolo fondamentale, una leva di straordinario valore per la competitività e la crescita.

Il 56% delle risorse comunitarie saranno destinate al sub programma ‘Media’, il 31% a ‘Cultura’ e il 13% a una sezione transettoriale, con tante novità per i settori dell’audiovisivo (multimediale incluso), dal cinema ai videogiochi. La cosa importante, ha concluso l’eurodeputata, è tenere presente che ‘Unione europea ”non è un bancomat e finanzia soltanto azioni coerenti con gli obiettivi precedentemente negoziati e condivisi”.

Fonte: www.siae.it

Unioncamere Piemonte: la cultura produce ricchezza e occupazione. 6,4 miliardi di euro il valore aggiunto generato e 121mila gli occupati

Quanto pesa la cultura in Piemonte? A questa domanda risponde il report sull’impatto economico della cultura in Piemonte “La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura” realizzato per il secondo anno da Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Finpiemonte S.p.A., e Osservatorio culturale del Piemonte e scaricabile dal sito all’indirizzo www.pie.camcom.it/laculturachestimiamo.

I risultati dell’indagine sono stati presentati martedì 17 dicembre presso la sede di Unioncamere Piemonte.
La cultura continua a rivelarsi un importante driver di sviluppo per il Piemonte. Il nostro sistema produttivo culturale sta mostrando una buona capacità di reazione a quelle stesse difficoltà congiunturali che hanno invece creato più difficoltà all’andamento complessivo dell’economia piemontese: la cultura, infatti, continua a generare ricchezza e occupazione – dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. A partire da questi dati, diventa ancora più miope la tendenza a non puntare su un comparto che, adeguatamente inserito nelle proposte turistiche, non può che contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra regione“.

Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha sottolineato: “Da tempo come Camera di commercio promuoviamo indagini per quantificare oggettivamente l’impatto degli eventi culturali sull’economia locale nel suo complesso: se sono infatti già di per sé rilevanti i 6,4 miliardi di valore aggiunto generati direttamente, addirittura in crescita rispetto all’anno precedente, lo sono ancor di più i 18 miliardi di ricadute trasversali. Investire in cultura non è dunque un lusso per pochi, ma una ‘fabbrica’ di benessere e occupazione per tutti i settori economici locali“.

La crisi non ha distrutto l’interesse per la cultura di un pubblico torinese sempre più attento e partecipe, anzi. Credo che questo segni un ‘punto di non ritorno’ per una città che sa apprezzare e valutare le produzioni culturali” – ha dichiarato Marco Demarie, responsabile dell’Ufficio Studi, Programmazione e Documentazione della Compagnia di San Paolo – “Naturalmente, si tratta di un punto di nuova partenza e non di arrivo: in particolare, bisognerà che la programmazione culturale punti più alla qualità che alla quantità, che i vari tipi di pubblico apprendano a compartecipare al costo delle occasioni culturali, anche mediante un nuovo mecenatismo diffuso, che la cultura diventi occasione di impresa. Cultura e social innovation sono ambiti che possono abbastanza facilmente imparare ad andare a braccetto e che possono trovare in Piemonte un ambiente adeguato e preparato“.

Il Presidente di Finpiemonte S.p.A., Fabrizio Gatti, ha aggiunto: “A conferma della rilevanza strategica degli investimenti nell’ambito culturale, la Commissione Europea ha recentemente varato il nuovo programma ‘Europa Creativa’, che sosterrà cultura e creatività mettendo a disposizione un budget di 1,46 miliardi di euro, incrementando così le risorse del 10% rispetto all’attuale programmazione. Sono fiducioso che la consolidata collaborazione tra gli attori regionali nell’elaborare il rapporto oggi presentato sia un buon punto di partenza per lavorare insieme affinché l’industria culturale del Piemonte trovi i migliori strumenti per usufruire di tutte le opportunità di finanziamento, valorizzando le proprie competenze e professionalità“.

Il Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, Luca dal Pozzolo, ha dichiarato che: “Il 70% piemontesi pensa che la cultura rivestirà un ruolo cruciale per l’economia del futuro e che gli investimenti nei beni e nelle attività culturali contribuiranno al benessere collettivo diffuso soprattutto in quelle porzioni di territorio più decentrate. Tuttavia la crisi mette a dura prova la tenuta del sistema nel suo complesso, evidenziando la frammentarietà e i limiti della programmazione delle risorse economiche decrescenti. Diventa sempre più pressante una pianificazione attenta e puntuale degli interventi in cultura per comprendere le complessità emergenti da diversi punti di vista“.

Anche Michele Coppola, Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte ha sottolineato che: “Negli ultimi vent’anni Torino e il Piemonte hanno investito in cultura esaltando così il dna della nostra Regione. Abbiamo trasformato il nostro territorio e creato ricadute economiche, occupazionali e turistiche uniche. La seconda edizione di La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura conferma la centralità del comparto cultura per il Piemonte. Ne riafferma l’importanza nel migliorare la qualità della vita e nel contribuire alla produzione di benessere e di ricchezza, sempre con attenzione ai valori economici e occupazionali che le industrie culturali e creative sono in grado di creare, nonostante la crisi“.

La valutazione economica della cultura in Piemonte 
Nel 2012 le 33.148 imprese del sistema produttivo culturale registrate in Piemonte (raggruppate nei quattro comparti delle industrie creative, industrie culturali, performing arts e arti visive, e patrimonio storico-artistico) hanno creato un valore aggiunto pari a circa 6,4 miliardi di euro, il 5,8% della ricchezza regionale, e impiegato oltre 121mila unità, il 6,0% dell’occupazione piemontese, consolidando l’importanza rivestita all’interno del sistema economico regionale. In un contesto generale che ha visto il valore aggiunto piemontese (a valori correnti) contrarsi dell’1,3% tra il 2011 e il 2012, e la base occupazionale regionale diminuire di 1,1 punti percentuale, la ricchezza generata dal sistema produttivo culturale è aumentata dello 0,4% e il relativo numero di occupati dell’1,6%. Il sistema culturale riveste in Piemonte un’importanza maggiore rispetto a quanto si osserva a livello complessivo in Italia, dove crea il 5,4% della ricchezza e impiega il 5,7% degli occupati.
Le oltre 33mila imprese registrate in Piemonte non rappresentano, tuttavia, gli unici attori del sistema produttivo culturale. Esiste, infatti, soprattutto per quanto concerne alcune attività legate al patrimonio storico-artistico-architettonico, una rilevante presenza di istituzioni pubbliche e non profit. In base ai primi risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, a fine 2011 si contavano in Piemonte 11.068 istituzioni non profit culturali, impegnate principalmente in attività ricreative e di socializzazione, e in ambito artistico e culturale in senso stretto.
Aggiungendo il contributo delle istituzioni pubbliche e di quelle non profit, il sistema produttivo culturale piemontese arriva a generare un valore aggiunto pari a 6,8 miliardi di euro, il 6,1% del totale dell’economia.
La cultura estende, inoltre, i propri effetti anche al di fuori dei confini settoriali individuati per il sistema produttivo culturale, permeando altre attività economiche, come effetto delle interdipendenze che legano tra di loro le varie produzioni. Per ogni euro attivato da una delle attività che ricade all’interno del perimetro del sistema produttivo culturale piemontese, se ne attivano, al di fuori di questo, mediamente 1,7.
I 6,8 miliardi di euro prodotti dal sistema produttivo culturale (allargato ai contributi delle istituzioni pubbliche e non profit) sono, dunque, in grado di attivarne altri 11,5, per un valore aggiunto complessivo della filiera culturale pari a 18,3 miliardi di euro.
Il sistema produttivo culturale vede, così, crescere il proprio ruolo all’interno del sistema economico piemontese: l’incidenza sul valore aggiunto complessivo regionale passa dal 6,1% al 16,5%.

Le misure regionali a favore della cultura
In Piemonte numerosi attori, istituzionali e non, realizzano interventi in ambito culturale e la Regione ne sostiene le attività, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio culturale del territorio e favorire la diffusione della cultura. Nel 2012 Finpiemonte ha erogato, per conto della Regione Piemonte, contributi alla Cultura, riferiti al 2009 (in un caso 2008), 2010, 2011 e 2012 per oltre 47 milioni di euro, indirizzati a oltre 1.200 beneficiari.

I consumi culturali: il racconto di una crisi 
Nel 2011 i festeggiamenti legati al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia avevano attratto un considerevole numero di visitatori da fuori regione, con sensibili effetti positivi non solo a Torino, ma in molte aree del Piemonte, grazie a un programma di manifestazioni che si è rivelato fortemente attrattivo fuori regione e ha trainato verso l’alto sia le presenze turistiche che gli arrivi, come pure le affluenze relative ai beni culturali.
Non è una sorpresa, dunque, se il confronto fra il 2012 e il 2011 segni un calo importante del pubblico museale in Piemonte. Tuttavia, se i 3,7 milioni di visite registrate nel 2012 a livello del Sistema Museale Metropolitano di Torino, in contrazione del 24,6% rispetto al 2011, si mantengono, nonostante l’aggravarsi della crisi economica, su livelli superiori a quelli registrati nel 2010 e nel 2009, i circa 680mila ingressi rilevati nel resto del territorio piemontese, il 32,4% in meno rispetto all’anno precedente, appaiono in lieve contrazione anche rispetto agli anni precedenti il 2011. Gli incassi al botteghino per gli spettacoli dal vivo nel 2012 sono aumentati dell’1,7% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 38,1 milioni di euro, così come parallelamente è aumentata l’offerta di rappresentazioni del 3,5% (circa 11mila spettacoli), tuttavia i biglietti venduti sono calati dell’1,8% (2,1 milioni). Sul fronte dei consumi cinematografici, nel 2012 sono stati venduti in Piemonte 7,9 milioni di biglietti in 359 schermi. Rispetto all’anno precedente le presenze nelle sale piemontesi sono calate del 12,8% a parità di numero di schermi e di posti.

Per scaricare l’indagine completa:
http://images.pie.camcom.it/f/StudiPubblicazioni/22/22718_UCCP_16122013.pdf