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Carlo Scollo Lavizzari, René Viljoen (a cura di), Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice (Inglese)

Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice

Nell’ambiente legale di oggi, le licenze di copyright richiedono una prospettiva internazionale.
I licenzianti nei mercati emergenti e sviluppati devono avere una comprensione dettagliata delle pratiche transfrontaliere. Il testo offre una guida selettiva alle pratiche di licenza d’autore in un certo numero di giurisdizioni, affrontando questioni chiave sull’agomento.

Le questioni principali affrontate:

  • analisi capitolo per capitolo della legislazione sulle licenze nelle giurisdizioni più frequenti, tra cui: Cina, UE, India, Messico, Russia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti;
  • discussione dell’interazione tra diritto d’autore e diritto della concorrenza;
  • chiara delineazione delle questioni legali più rilevanti e critiche, relative alle pratiche di licenza in tutte le giurisdizioni menzionate;
  • contributi di professionisti esperti, con preziosa conoscenza di prima mano delle pratiche di licenza internazionale..

Una risorsa preziosa per gli avvocati che stanno implementando o applicando un regime di licenze di copyright transfrontaliere. Gli studiosi di proprietà intellettuale troveranno il testo come una utile guida sui regolamenti e le pratiche internazionali.

Dettagli prodotto
Copertina rigida: 420 pagine
Editore: Edward Elgar Pub (29 giugno 2018)
Collana: Elgar Intellectual Property Law and Practice
Lingua: Inglese
ISBN-10: 9781784718503
ISBN-13: 978-1784718503
ASIN: 1784718505
Peso di spedizione: 880 g

FIEG: soddisfazione per i risultati ottenuti a tutela del copyright dei giornali

La Federazione Italiana Editori Giornaili FIEG ha annunciato che il trafficopirata” dall’Italia si è ridotto del 67% grazie alla identificazione di 2014 siti web contenenti PDF di testate associate FIEG.
Ciò è avvenuto grazie al servizio di monitoraggio fornito dalla società MUSO, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione della FIEG con Google, sono positivi e inducono a perseverare nel contrasto alla illegalità.

Di questi, 20 siti web sono stati definitivamente chiusi, 121.885 PDF di testate associate FIEG sono stati rimossi dalle pagine che li ospitavano.
Su questi risultati del programma di monitoraggio delle violazioni online del diritto d’autore il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ha espresso piena soddisfazione e ha ribadito che “la Fieg proseguirà con sempre maggiore determinazione la lotta alla pirateria digitale che colpisce i contenuti editoriali pubblicati dalle 334 testate associate alla FIEG”.

“La Fieg utilizza tutti i rimedi oggi esperibili per contrastare il dilagare dei fenomeni di pirateria digitale che colpiscono i contenuti editoriali” ha dichiarato Riffeser.
In un quadro così complesso, i risultati ad oggi conseguiti sono ancor più significativi. Al programma di monitoraggio del web – prosegue Riffeser – si aggiungono le altre iniziative di contrasto alla diffusione non autorizzata di contenuti editoriali sulle piattaforme social: per la prima volta la Fieg ed alcuni associati hanno segnalato congiuntamente a Telegram 11 canali/bot pirata e avviato la procedura AGCOM a tutela del diritto d’autore online nei confronti di Telegram e Facebook. Ma molto resta ancora da fare.”

Proseguiremo lungo la strada del contrasto alla illegalità” – conclude Riffeser –”poiché solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità“.

Copyright UE: il sapore di un alimento non può beneficiare della tutela del diritto d’autore

Nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea (causa C‑310/17), che ha statuito che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e pertanto non gode della tutela del diritto d’autore / copyright.

La vicenda

L’«Heksenkaas» è un formaggio spalmabile con panna ed erbe aromatiche, creato nel 2007 da un commerciante olandese di prodotti ortofrutticoli e prodotti freschi. I diritti di proprietà intellettuale su tale prodotto sono attualmente detenuti dalla Levola, una società di diritto olandese, alla quale tale commerciante li ha ceduti.
Dal 2014 la Smilde, società di diritto olandese, produce un alimento denominato «Witte Wievenkaas» per una catena di supermercati nei Paesi Bassi.
Considerando che la produzione e la vendita del «Witte Wievenkaas» violassero il suo diritto d’autore sul sapore dell’«Heksenkaas», la Levola ha chiesto ai giudici olandesi di ingiungere alla Smilde di porre fine alla produzione e alla vendita di tale prodotto.
La Levola sostiene, da un lato, che il sapore dell’«Heksenkaas» costituisce un’opera tutelata dal diritto d’autore e, dall’altro, che il sapore del «Witte Wievenkaas» costituisce una riproduzione di tale opera.
Chiamato a pronunciarsi in sede di appello su tale controversia, il Gerechtshof ArnhemLeeuwarden (corte d’appello di Arnhem-Leeuwarden, Paesi Bassi) chiede alla Corte di giustizia se il sapore di un alimento possa beneficiare di tutela in forza della direttiva sul diritto d’autore.

La sentenza della Corte di Giustizia

Nella sua sentenza, la Corte sottolinea che, per essere tutelato dal diritto d’autore a norma della Direttiva 2001/29/CE, il sapore di un alimento deve poter essere qualificato come «opera» ai sensi della medesima direttiva.
Tale qualificazione presuppone, anzitutto, che l’oggetto di cui trattasi costituisca una creazione intellettuale originale. Essa richiede, inoltre, un’«espressione» di tale creazione intellettuale originale.
Infatti, ai sensi dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPs, n.d.r.), adottato nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e al quale l’Unione ha aderito, e del Trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) sul diritto d’autore (WCT – WIPO Copyright Treaty, n.d.r.), del quale l’Unione è parte, sono le espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali a poter costituire oggetto di tutela in virtù del diritto d’autore.
Di conseguenza, la nozione di «opera» di cui alla direttiva implica necessariamente un’espressione dell’oggetto della tutela ai sensi del diritto d’autore che lo renda identificabile con sufficiente precisione e obiettività.

La decisione

In tale contesto, la Corte rileva che non vi è possibilità di procedere a un’identificazione precisa e obiettiva per quanto riguarda il sapore di un alimento.
Su tale punto, la Corte precisa che, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, che è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili.
Infatti, queste ultime dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l’ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene  assaggiato.
Inoltre, non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili allo stato attuale dello sviluppo scientifico, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo.
Ciò considerato, la Corte conclude dichiarando che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e, quindi, non può beneficiare della tutela del diritto d’autore ai sensi della direttiva.

La redazione

Crowfunding per la musica italiana? ci pensa commON Music

Crowfunding per la musica italiana? CommON Music è una innovativa piattaforma di crowdfunding per promuovere la musica italiana, generando benefici sia agli artisti che ai loro sostenitori.

Attraverso commOn Music gli artisti hanno la possibilità di realizzare i loro progetti grazie al sostegno dei “Supporter” e all’aiuto dello staff, che si occupa di management a 360 gradi: dalla supervisione e coordinamento audio/video dei brani, alla distribuzione digitale e alla promozione degli album, al recupero dei proventi derivati del diritto d’autore.

I “Supporter“, d’altra parte, hanno la possibilità di sostenere i loro artisti preferiti, prendendo parte attiva allo sviluppo del progetto. Possono anche ricevere una quota degli eventuali proventi editoriali maturati dalle opere.

L’iniziativa è finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del PO Puglia 2014/2020 nell’ambito del progetto PIN – Pugliesi Innovativi.

La registrazione, sia per gli artisti che per i sostenitori, è gratuita. Per conoscere meglio l’iniziativa e per registrarsi: www.commonmusic.it

Big data tra tecnologia, impresa e diritto, Milano, Assolombarda, 20 novembre 2018

Martedì 20 novembre 2018, ore 14:30 – 18:30 Auditorium Gio Ponti presso Assolombarda, via Pantano 9, Milano

Big data tra tecnologia, impresa e diritto

I big data presentano grandi opportunità ma anche importanti rischi e sfide per il mondo della tecnica, dell’impresa e del diritto. Ne discutono scienziati, rappresentanti del mondo dell’impresa e dell’informazione, giuristi, in occasione della presentazione del volume “Big Data: privacy, gestione, tutele”.

PROGRAMMA
Saluti e Presentazione
Prof. Avv. Paolo Mondini – Università Cattolica – Studio Legale Mondini Rusconi

BIG DATA E TECNOLOGIA

Relazioni
Big data e trasformazione digitale: sfide e opportunità per le imprese
Prof. Ernesto Damiani – Università degli Studi di Milano – Laboratorio Nazionale Big Data CINI
Big data e cyber security: il ruolo primario della consapevolezza
Prof. Pier Luca Montessoro – Università degli Studi di Udine – Ordinario di Sistemi di Elaborazione

BIG DATA E IMPRESA

Tavola Rotonda Introduce e presiede
Dott. Stefano Venturi – Vicepresidente – Assolombarda

Interventi di:
Avv. Pietro Galizzi – Head of Regulatory Affairs – ENI gas e luce
Dott. Pietro Grignani – Data Protection Office – RAI
Dott. Daniele Manca – Vicedirettore ed Editorialista – Corriere della Sera
Avv. Massimiliano Lovati – Responsabile Consulenza Legale – Banco BPM s.p.a.
Dott. Carlo Torniai – Director of Digital Product Development – Pirelli s.p.a.

BIG DATA E DIRITTO

Introduce e presiede
Prof. Avv. Marco Ricolfi – Università di Torino – Studio Weigmann e Associati

Relazioni
Big data tra tutela e accesso
Prof. Avv. Marco Ricolfi – Università di Torino – Studio Weigmann e Associati
Big data e concorrenza
Avv. Giacomo Bonelli – Studio Legale Mondini Rusconi
Big data e privacy
Avv. Omar Cesana – Studio Legale Mondini Rusconi

Il modulo può essere compilato in Adobe Reader e inviato via email a bigdata@mondinirusconi.it
L’iscrizione è soggetta a conferma da parte dell’organizzazione del convegno.

La classifica mondiale delle società di collecting copyright: SIAE è al sesto posto

Bilancio positivo per tutte le società di gestione collettiva, che nel 2017 hanno incassato complessivamente 9,6 miliardi di euro, con una crescita del 6,2% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dai dati presenti nel Global Collections Report 2018, pubblicato ieri da CISAC (Confédération Internationale des Sociétés d’Auteurs et Compositeurs).

Gli ottimi risultati registrati in tutte le regioni e su tutti i repertori creativi dimostrano, ancora una volta, che il modello delle società di gestione collettiva come SIAE si conferma vincente su scala globale, nonostante le sfide. “Questa performance straordinaria è la prova che le società degli autori contribuiscono a portare valore ai milioni di creatori che rappresentano in tutto il mondo. Le società di collecting hanno risposto prontamente ai rapidi cambiamenti tecnologici, fornendo licenze ai servizi digitali attraverso modalità nuove e flessibili e gestendo migliaia di miliardi di transazioni di dati. E continuano a lottare per ottenere i migliori termini di licenza, e le royalties più alte possibili, in un mondo in cui potenti utilizzatori sono determinati ad evitare, o a ridurre al minimo, il pagamento del giusto compenso per le opere dei creativi” ha commentato il Direttore Generale di CISAC, Gadi Oron.

Le società di collecting europee si confermano leader nell’intermediazione del diritto d’autore e rappresentano ben il 56,4% del totale dei proventi. SIAE, nella top ten mondiale, si mantiene stabile al sesto posto, posizione che ha guadagnato dal 2012.

Il posizionamento della SIAE nella classifica

SIAE porta l’Italia sul gradino più alto del podio per il repertorio lirico e teatrale. In aumento anche gli incassi per la musica, dove SIAE si attesta al sesto posto. Si continua a crescere anche nelle arti figurative e nelle opere letterarie, che vedono i repertori italiani collocarsi rispettivamente al quinto e al settimo posto. Risultati positivi che contrastano con il forte calo registrato nel settore audiovisivo: nonostante il nostro Paese mantenga la terza posizione, subisce una perdita del 31,8% rispetto all’anno precedente. Questo dato si riflette sulla crescita complessiva dei proventi che, nel confronto con il 2016, segna un -2,7%. Come spiega il Report di CISAC, il calo in Italia è dovuto sia al venir meno di importanti conguagli per anni precedenti, che avevano determinato un’impennata degli incassi nel 2016, che ad “un contenzioso che ha riguardato un’importante emittente televisiva che è sfociato nella cessazione dei pagamenti dei diritti nel 2017” (Sky, n.d.r.).

Il contenzioso con Sky

Non è passato inosservato agli occhi degli autorevoli osservatori internazionali che gli autori italiani e tutti gli autori stranieri rappresentati in Italia da SIAE sono danneggiati dal comportamento di chi non vuole riconoscere il giusto compenso per l’utilizzo delle loro opere. Continua comunque l’impegno di SIAE a tutela della creatività italiana e a difesa di ogni tentativo di distruggerne il valore.

La redazione

Stato dell’unione 2016: la Commissione propone norme moderne sul diritto d’autore nell’UE per la promozione e la circolazione della cultura europea

Commissione europea – Comunicato stampa

In occasione del discorso sullo stato dell’Unione del 2016 del Presidente Juncker, la Commissione ha presentato ieri 14 settembre 2016 alcune proposte per la modernizzazione del diritto d’autore al fine di aumentare la diversità culturale in Europa e i contenuti disponibili online, oltre a introdurre norme più chiare per tutti gli utenti online. Le proposte conterranno inoltre conterranno strumenti per l’innovazione dell’istruzione, della ricerca e delle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale.

Le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui la musica, i film, la televisione, la radio, i libri e la stampa vengono prodotti e distribuiti e in cui divengono accessibili. Nuovi servizi on-line, quali la musica in streaming, le piattaforme di video on demand e gli aggregatori di notizie, sono diventati molto popolari, mentre i consumatori si aspettano sempre più frequentemente di accedere a contenuti culturali mentre si spostano e attraversano le frontiere. Il nuovo panorama digitale creerà opportunità per i creatori europei se le norme saranno in grado di fornire chiarezza e certezze del diritto a tutti coloro che ne usufruiscono. La Commissione ha adottato proposte che costituiscono in elemento fondamentale della Strategia per il mercato unico digitale volte a garantire:

  • maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri;
  • norme migliorate sul diritto d’autore per l’istruzione, la ricerca, il patrimonio culturale e l’inclusione delle persone con disabilità;
  • un mercato più equo e sostenibile per i creatori, le industrie creative e la stampa.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “L’Europa desidera un accesso transfrontaliero alla nostra cultura così ricca e varia. La nostra proposta garantirà una maggiore disponibilità di contenuti, trasformando le norme europee sul diritto d’autore alla luce della nuova era digitale. Il contenuto creativo dell’Europa non deve essere inaccessibile, ma deve anche essere rigorosamente protetto, in particolare per migliorare le possibilità di remunerazione dei nostri creatori. Avevamo annunciato che tutte le nostre iniziative per creare un mercato unico digitale sarebbero state completate entro la fine dell’anno e stiamo mantenendo la nostra promessa. Senza un mercato unico digitale efficiente perderemo creatività, crescita e occupazione.”

Günther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “La nostra industria creativa trarrà vantaggio da queste riforme che affrontano con successo le sfide dell’era digitale e offrono ai consumatori europei una più ampia scelta di contenuti da utilizzare. Noi proponiamo un ambiente per il diritto d’autore che sia stimolante, equo e che premi gli investimenti.”

Oggi, quasi la metà degli utenti internet dell’UE ascolta musica, guarda serie televisive e film o fa uso di giochi online; tuttavia, le emittenti e gli altri operatori hanno difficoltà ad assolvere i diritti per i propri servizi online o digitali quando vogliono renderli disponibili in altri paesi dell’UE. Analogamente, i settori importanti dal punto di vista socioeconomico, quali l’istruzione, la ricerca e il patrimonio culturale, troppo spesso sono soggetti a restrizioni o a incertezze del diritto che ne ostacolano l’innovazione digitale quando utilizzano contenuti protetti dal diritto d’autore, anche oltre frontiera. Infine, gli autori, gli altri titolari di diritti e gli editori a stampa spesso non sono in grado di negoziare le condizioni né i pagamenti per l’utilizzo online delle proprie opere ed esecuzioni.

Nel complesso, le proposte odierne sui diritti d’autore vertono su tre priorità principali:

1. Maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri

Con la proposta sulla portabilità dei contenuti online, presentata nel dicembre 2015, abbiamo concesso ai consumatori il diritto di utilizzare i propri abbonamenti online di film, musica, libri elettronici (e-book) quando si trovano al di fuori del paese di origine, ad esempio per trascorrere vacanze o per viaggi di lavoro. Oggi proponiamo un meccanismo giuridico che consenta alle emittenti di ottenere più facilmente le autorizzazioni dei titolari dei diritti di cui hanno bisogno per trasmettere programmi online in altri Stati membri dell’UE. Si tratta di programmi che le emittenti trasmettono online contemporaneamente alle loro trasmissioni televisive nonché ai servizi di catch up che desiderano mettere a disposizione online in altri Stati membri, come MyTF1 in Francia, ZDF Mediathek in Germania, TV3 Play in Danimarca, Svezia e negli Stati baltici e AtresPlayer in Spagna. Dare alle emittenti la possibilità di rendere disponibili la maggior parte dei propri contenuti, quali notiziari, documentari, programmi culturali, politici o di intrattenimento anche in altri Stati membri offrirà più scelta ai consumatori.

Le norme odierne renderanno più facile per gli operatori che offrono pacchetti di canali televisivi (come Proximus TV in Belgio, Movistar + in Spagna, Deutsche Telekom’s IPTV Entertain in Germania) ottenere le autorizzazioni di cui hanno bisogno: invece di dover negoziare individualmente con ciascun titolare di diritti al fine di poter offrire tali pacchetti di canali provenienti da altri Stati membri dell’UE, saranno in grado di ottenere le licenze tramite organismi di gestione collettiva che rappresentano i titolari dei diritti. Questa soluzione aumenterà anche la scelta dei contenuti per i loro clienti.

Per contribuire allo sviluppo delle offerte di video on demand (VoD) in Europa, chiediamo agli Stati membri di istituire organismi di negoziazione per raggiungere accordi in materia di concessione di licenze, comprese quelle per i servizi transfrontalieri, tra i titolari di diritti audiovisivi e le piattaforme VoD. Un dialogo con il settore audiovisivo sulle licenze e l’uso di strumenti innovativi come le piattaforme per la concessione di licenze completerà questo meccanismo.

Per migliorare l’accesso al ricco patrimonio culturale europeo, la nuova direttiva sul diritto d’autore aiuterà i musei, gli archivi e le altre istituzioni a digitalizzare e rendere disponibile a livello transfrontaliero opere fuori commercio, come libri o film protetti da diritti d’autore ma non più disponibili al pubblico.

In parallelo, la Commissione utilizzerà 1,46 miliardi di EUR del programma MEDIA di “Europa creativa” per sostenere ulteriormente la circolazione dei contenuti creativi al di là delle frontiere. Nello specifico vi saranno maggiori finanziamenti per il doppiaggio e la sottotitolazione, un nuovo catalogo delle opere audiovisive europee per i fornitori di VoD che potrà essere usato direttamente per la programmazione e strumenti online per migliorare la distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e facilitarne il reperimento e la visualizzazione online.

Questo insieme di azioni incoraggerà la gente a scoprire programmi televisivi e radiofonici di altri paesi europei, restare in contatto con il proprio paese d’origine quando si vive in un altro Stato membro e migliorare la disponibilità, anche transfrontaliera, dei film europei, mettendo quindi in luce la ricchezza della diversità culturale in Europa.

2. Miglioramento delle norme sul diritto d’autore per la ricerca, l’istruzione e l’inclusione delle persone con disabilità

Gli studenti e gli insegnanti desiderano utilizzare materiali e tecnologie di apprendimento digitali, ma oggi quasi 1 su 4 educatori si trova ogni settimana di fronte a restrizioni relative ai diritti d’autore nella propria attività di insegnamento digitale. La Commissione ha proposto una nuova eccezione per consentire agli istituti educativi di utilizzare materiali per illustrare l’insegnamento grazie a strumenti digitali e corsi online attraverso le frontiere.

La direttiva proposta contribuirà inoltre a rendere più facile per i ricercatori in tutta l’UE l’uso delle tecnologie di text and data mining (TDM) per l’analisi di grandi insiemi di dati. Questo darà un impulso quanto mai necessario alla ricerca in materia di innovazione, considerando che attualmente quasi tutte le pubblicazioni scientifiche sono digitali e il loro volume complessivo è in aumento dell’8-9% ogni anno in tutto il mondo.

La Commissione propone inoltre una nuova eccezione UE obbligatoria che consenta alle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale di preservare le opere in formato digitale, fondamentali per la sopravvivenza del patrimonio culturale e per l’accesso dei cittadini a lungo termine.

Infine, la Commissione propone una legislazione per attuare il trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. Tali misure sono importanti per garantire che il diritto d’autore non costituisca un ostacolo alla piena partecipazione alla società di tutti i cittadini e consentiranno lo scambio di copie in formato accessibile all’interno dell’UE e con i paesi terzi che sono parti contraenti del trattato suddetto, evitando doppioni e sprechi di risorse.

3. Un mercato più equo e sostenibile per i creatori e la stampa

La direttiva sul diritto d’autore ha lo scopo rafforzare la posizione dei titolari dei diritti nella negoziazione e nella percezione di una remunerazione per lo sfruttamento online dei contenuti su piattaforme per la condivisione di video quali Youtube o Dailymotion. Tali piattaforme avranno l’obbligo di utilizzare strumenti efficaci, come tecnologie per individuare automaticamente canzoni o opere audiovisive che i titolari dei diritti hanno identificato e la cui autorizzazione o eliminazione è stata concordata con le piattaforme.

I giornali, le riviste e altre pubblicazioni su stampa hanno beneficiato del passaggio dalla stampa ai servizi digitali e online quali i media sociali e gli aggregatori di notizie. Ciò ha portato a un pubblico più vasto, ma ha anche avuto un effetto sugli introiti pubblicitari e ha reso la concessione di licenze e il rispetto dei diritti di tali pubblicazioni sempre più difficile. La Commissione propone di introdurre un nuovo diritto connesso per gli editori, analogo a quello già esistente nel diritto dell’Unione per i produttori di film, i produttori discografici (di fonogrammi) e altri operatori delle industrie creative come le emittenti.

Il nuovo diritto riconosce l’importante ruolo svolto dagli editori a stampa nell’investire in contenuti giornalistici di qualità e nel crearli, che è essenziale per l’accesso dei cittadini alla conoscenza nelle nostre società democratiche. Poiché saranno giuridicamente riconosciuti per la prima volta come titolari dei diritti, si troveranno in una posizione migliore quando dovranno negoziare con i servizi online l’uso dei propri contenuti o l’accesso ad essi e saranno maggiormente in grado di combattere la pirateria. Questo approccio fornirà a tutti gli operatori un quadro giuridico chiaro per la concessione di licenze per contenuti ad uso digitale e contribuirà allo sviluppo di modelli commerciali innovativi a vantaggio dei consumatori.

Il progetto di direttiva obbliga inoltre gli editori e i produttori alla trasparenza e ad informare gli autori o gli interpreti o esecutori dei profitti ottenuti con le loro opere. Inoltre istituisce un meccanismo per aiutare gli autori e gli interpreti ed esecutori ad ottenere una quota equa della remunerazione in sede di negoziazione con i produttori e gli editori e dovrebbe condurre ad un grado più elevato di fiducia tra tutti gli attori della catena del valore digitale.

Verso un mercato unico digitale

Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale, presentata nel maggio 2015, le proposte integrano la proposta di regolamento in materia di portabilità dei contenuti legali (dicembre 2015) e la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e la comunicazione sulle piattaforme online (maggio 2016). Nel corso dell’autunno la Commissione presenterà una proposta volta a migliorare il rispetto di tutti i tipi di diritti di proprietà intellettuale, compreso il diritto d’autore.

Le norme odierne dell’UE sul diritto d’autore, presentate unitamente ad iniziative per promuovere la connettività internet all’interno dell’Unione (comunicato stampaconferenza stampa alle 15.15, ora dell’Europa centrale), fanno parte della strategia dell’UE volta a creare un mercato unico digitale (DSM). La Commissione ha avviato 16 iniziative (comunicato stampa) ed è sulla buona strada per realizzarle tutte alla fine di quest’anno.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sul diritto d’autore

Per saperne di più sul text and data mining (TDM)

Documenti adottati:

Comunicazione — Promuovere un’economia europea equa, efficiente e competitiva basata sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici

Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento relativo alla scambio transfrontaliero tra l’Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi, a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa

Direttiva relativa a taluni utilizzi consentiti delle opere e di altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa e che modifica la direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione

Diritto d’autore: 58 eurodeputati chiedono all’Unione Europea massima tutela per autori e creatori di contenuti

Sono 58 gli europarlamentari appartenenti ai tre principali schieramenti – S&D, Ppe e Liberali – che hanno firmato una lettera aperta alla Commissione UE affinché l’annunciata riforma del copyright tuteli senza riserve gli autori e i creatori di contenuti.

L’appello bipartisan è stato indirizzato al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, al vicepresidente Andrus Ansip e al commissario Günther Oettinger, per ribadire alcuni punti di fondamentale importanza in vista della proposta europea.

“Chiediamo alla Commissione – si legge nel documento – che la prossima riforma sul copyright preveda in modo chiaro che le esenzioni di responsabilità vadano applicate solo ai provider di servizi online realmente neutri e passivi, e non ai servizi che svolgono un ruolo attivo nella distribuzione, promozione e monetizzazione di contenuti a scapito dei creatori e degli autori. Siamo convinti che la rimozione di questa distorsione nel mercato digitale stimolerebbe la crescita nell’ambito di una economia digitale europea“.

L’iniziativa è stata accolta con favore dalla Gesac, l’associazione europea degli autori e dei compositori. “Questa lettera – afferma il Presidente Christophe Depreter – rappresenta un importante segnale alla Commissione sul fatto che esiste una volontà politica sulla necessità urgente di affrontare positivamente il nodo del trasferimento di valore”.
Infatti, il punto centrale è la remunerazione della creatività sui canali digitali, cioè la questione del value gap, il divario tra il valore ricavato da alcuni dei cosiddetti intermediari tecnici (ne sono esempi aggregatori di contenuti, notizie e motori di ricerca) attraverso la distribuzione e monetizzazione di contenuto (musica, video, notizie, ecc.) e il valore che viene riconosciuto ai titolari dei relativi diritti. Un divario che le principali associazioni di categoria hanno individuato come fonte di criticità per il panorama discografico internazionale.

Tra i firmatari diversi eurodeputati italiani come la capo delegazione del Pd, Patrizia Toia, la presidente della commissione Cultura, Silvia Costa (Pd), i democratici Nicola Danti, Luigi Morgano, Alessia Mosca, e il popolare Stefano Maullu.

Fonte: www.siae.it

L’Open Access tra repository e editoria: policies, copyright, valutazione, Firenze, 21 ottobre 2015

In occasione della Settimana internazionale dell’open access la Commissione di Ateneo per l’Accesso aperto presenta l’incontro

L’Open Access tra Repository e Editoria: policies, copyright, valutazione

Mercoledì 21 ottobre 2015, ore 14.50 – 18.00
Università degli Studi di Firenze, Aula Magna, Palazzo Fenzi, via San Gallo, 10

Programma:

Saluti ai partecipanti: Rettore Alberto Tesi
Rettore eletto Luigi Dei
Direttore SAGAS Anna Benvenuti

Ore 15.00 Prima sessione: Presiede Mauro Guerrini, SAGAS, Commissione di Ateneo per l’Accesso aperto

intervengono
Simona Turbanti, Università di Pisa
Alcuni spunti sulla Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014: criteri, nodi, ipotesi

Antonella De Robbio, Università di Padova
La gestione dei diritti entro un repository istituzionale: i vari volti delle versioni di un paper tra cessioni e licenze

Tessa Piazzini, SBA – Università di Firenze
Una proposta di revisione per la policy di Ateneo sull’accesso aperto: evoluzione dello scenario

Ore 16.30 Seconda sessione: Presiede Andrea Novelli, Presidente Firenze University Press
Presentazione e discussione del volume:
Via verde e via d’oro. Le politiche open access dell’Università di Firenze
a cura di Mauro Guerrini e Giovanni Mari

intervengono
Francesca Bernardini, Presidente Comitato Editoriale Sapienza Università Editrice
Mario Infelise, Presidente Edizioni Ca’ Foscari
Mauro Rossi, Direttore Edizioni Università di Trieste

UK: pubblicato il rapporto annuale sui reati contro la proprietà intellettuale

Pubblicato il 24 settembre 2015, il rapporto governativo evidenzia le minacce attuali ed emergenti riguardanti la contraffazione e la pirateria, compresi quelle effettuate via internet.
La relazione contiene anche le statistiche e le attività a protezione svolte dalle agenzie di settore del Regno Unito quali la polizia, gli enti doganali insieme con gli enti del settore.

Per maggiori informazioni e per scaricare il rapporto:

https://www.gov.uk/government/publications/annual-ip-crime-report-2014-to-2015

“Happy Birthday to you” è pubblico dominio: la decisione della Corte Federale del Distretto della California

Moltissimi giornali italiani hanno diffuso la notizia della decisione della Corte Federale del Distretto della California che ha stabilito che la famosissima canzone “Happy Birthday to you” (in italiano “Tanti auguri a te”) sia di pubblico dominio.

Noi di Dirittodautore.it vi diamo la possibilità di leggere il testo integrale della sentenza, che trovate linkata qui di seguito:

Decisione della Corte Distrettuale della California del 22 settembre 2015

SESAC si compra Harry Fox Agency

SESAC, Inc., società di gestione collettiva del diritto d’autore americana, ha annunciato di aver stipulato un accordo per l’acquisizione di Harry Fox Agency (HFA), organizzazione statunitense leader per i diritti di riproduzione meccanica musicale (in Italia, i DRM della SIAE).
L’operazione è stata approvata dal Consiglio della National Music Publishers Association (NMPA), proprietaria dell’ente, ed è soggetta aalla approvazione dei membri NMPA.

L’operazione pone SESAC come l’unica organizzazione per i diritti meccanici musicali negli Stati Uniti, con la capacità di offrire singole licenze per le opere dei suoi associati. Ciò permette a SESAC di portare una maggiore efficienza nella concessione delle licenze agli utenti di musica, così come maggior valore per i creatori di musica e gli editori. L’annuncio è stato dato da John Josephson, Presidente e CEO di SESAC.

Per i servizi di streaming, che rappresentano una opportunità di crescita dell’industria della musica, oggi le licenze sono frammentate in diversi tipi di diritti, e in più territori. Il risultato è un complesso, opaco e attualmente inefficiente regime di licenze che non riesce a fornire i migliori risultati per i creatori e gli editori, così come gli utenti finali“, ha dichiarato John Josephson. “Quello che ci entusiasma di questa transazione è la possibilità che offre di rendere il processo di autorizzazione più semplice e più efficiente, e in tal modo creare valore aggiunto per i creatori e gli editori musicali, nonché per le piattaforme di musica digitale.

Sono entusiasta che abbiamo trovato in SESAC un acquirente strategico perfetto, dato il loro approccio lungimirante per la gestione dei diritti in modo efficiente nella nuova economia della musica digitale“, ha dichiarato David israelita, CEO e Presidente di NMPA. “Non solo: questo accordo rafforzerà anche NMPA nelle le tante battaglie che stiamo combattendo a nome di tutti i compositori e gli editori musicali.

Parlamento Europeo e riforma del diritto d’autore: risoluzione (non vincolante) lo scorso 9 luglio per la promozione della diversità culturale e l’accesso ai contenuti

Nella riunione di giovedì 9 luglio scorso, i deputati del Parlamento Europeo hanno dichiarato che le prossime proposte di riforma per adattare il diritto d’autore all’era digitale devono garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi dei creatori e dei consumatori. Il Parlamento chiede inoltre di migliorare l’accesso ai contenuti online a livello transfrontaliero, pur riconoscendo l’importanza delle licenze territoriali, specialmente per quanto riguarda la produzione audiviovisiva e cinematografica.

Il Parlamento ha ascoltato le preoccupazioni degli europei e definitivamente respinto la proposta di limitare il diritto di fotografare liberamente lo spazio pubblico. Questa decisione esemplifica il messaggio centrale della relazione: l’imminente proposta di riforma da parte del Commissario Oettinger deve riflettere il ruolo essenziale e poliedrico delle eccezioni – dando agli autori lo spazio per creare, agli utenti la certezza del diritto per le loro azioni quotidiane e l’accesso a tutti alla cultura e alla conoscenza” ha dichiarato Julia Reda (Greens/EFA, DE), a conclusione del voto.

La risoluzione non vincolante, che valuta l’attuazione degli aspetti fondamentali del diritto d’autore nell’UE, in vista della prossima proposta di modernizzazione del diritto d’autore della Commissione, è stata approvata con 445 voti a favore, 65 contrari e 32 astensioni.

Migliorare l’accessibilità transfrontaliera per la cultura e la conoscenza

Il Parlamento afferma che ai consumatori è negato troppo spesso l’accesso ad alcuni servizi legati ai contenuti per ragioni geografiche, sottolineando che le pratiche di blocco geografico adottate dall’industria non dovrebbero impedire alle minoranze culturali che vivono negli Stati membri dell’UE di accedere ai contenuti o ai servizi, sia gratuiti che a pagamento, offerti nella loro lingua; Esorta quindi la Commissione a proporre soluzioni adeguate per migliorare l’accessibilità transfrontaliera dei servizi e dei contenuti protetti da diritto d’autore per i consumatori.

Tuttavia, Il Parlamento prende atto anche dell’importanza delle licenze territoriali, specialmente per la produzione audiovisiva e cinematografica, che riflettono la ricca diversità culturale dell’Europa. Nella risoluzione si dichiara anche che, sebbene il copyright implichi intrinsecamente la territorialità, non vi è alcuna contraddizione tra quest’ultima e la portabilità dei contenuti e che si esprime sostengo per le iniziative finalizzate a migliorare la portabilità.

Norme sul copyright per l’era digitale e giornalismo

La Commissione dovrebbe rivedere le eccezioni esistenti per le norme sul copyright al fine di adattarle meglio all’ambiente digitale. Si dovrebbe inoltre valutare l’introduzione di un’eccezione che consenta alle biblioteche pubbliche e egli enti di ricerca di concedere legalmente in prestito al pubblico opere in formato digitale nonché “l’estrazione di dati e testi” per finalità di ricerca.

l Parlamento chiede misure volte a garantire una remunerazione equa e adeguata per tutte le categorie di titolari dei diritti, anche per quanto riguarda la distribuzione digitale delle loro opere, e migliorare la posizione contrattuale degli autori ed esecutori rispetto ad altri titolari di diritti e intermediari.

Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di esaminare l’impatto del titolo unico europeo sul diritto d’autore che copra tutto il territorio dell’Unione europea.

Immagini di edifici pubblici e opere d’arte

Per quanto riguarda il diritto di creare e pubblicare le immagini e le fotografie di edifici pubblici e opere d’arte, i deputati hanno preferito mantenere la situazione attuale eliminando la proposta presente nel progetto di risoluzione dove l’utilizzo commerciale di tali immagini sarebbe stato consentito solo previa richiesta di autorizzazione preventiva ai titolari dei diritti. Secondo le norme attuali sul diritto d’autore UE, gli Stati membri hanno la possibilità di inserire la cosiddetta clausola sulla “libertà di panorama” nelle propria legislazione sul copyright, per consentire a chiunque di usare tali riproduzioni senza previa autorizzazione.

Prossime tappe

La Commissione deve presentare una proposta entro la fine del 2015 per modernizzare il diritto d’autore UE in modo da adattarlo all’era digitale.

Canada: il Copyright Board decide le tariffe per le riproduzioni di opere letterarie da parte dei dipendenti pubblici

Il 22 maggio scorso, il Copyright Board of Canada ha pubblicato la sua decisione in materia di royalties da pagare da parte dei governi provinciali e territoriali per la copia di opere letterarie fuori dal Quebec. Queste opere letterarie comprendono libri, giornali, riviste, giornali e altre pubblicazioni copiati dai dipendenti del governo. I canoni sono fissati in una tariffa e sono pagabili alla organizzazione Access Copyright, un copyright collecting che amministra il diritto di riproduzione di opere letterarie pubblicate in tutto il Canada, a eccezione del Quebec.

Dopo un’udienza di otto giorni, il Board ha stabilitola royalty a 11,56 centesimi per dipendente, per anno, per il periodo 2005-2009 e 49,71 centesimi per dipendente, per anno, per il periodo 2010-2014.

I motivi della decisione del Board sono riassunti nel comunicato stampa:
http://www.cb-cda.gc.ca/decisions/2015/news-release-may22.pdf

La decisione è scaricabile dal seguente link:
http://www.cb-cda.gc.ca/decisions/2015/DEC-2015-03-22.pdf

UK: pubblicati 3 report sull’impatto della stampa 3D nella proprietà intellettuale

L’Intellectual Property Office inglese ha commissionato una valutazione dello sviluppo del settore della stampa 3D e le implicazioni per il diritto di proprietà intellettuale.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Centre for Intellectual Property Policy and Management (CIPPM Dinusha Mendis e Davide Secchi, insieme a Phil Reeves.

I tre rapporti sono pubblicati al seguente indirizzo:

https://www.gov.uk/government/publications/3d-printing-research-reports

WIPO Magazine, in distribuzione l’ultimo numero con diversi articoli sul diritto d’autore

Segnaliamo la pubblicazione dell’ultimo numero di “WIPO Magazine”, il bimestrale della World Intellectual Property Organization.

Gli articoli del numero:

Mercato unico digitale: gli editori italiani molto interessati a partecipare. Polillo (AIE): “Fa piacere constatare che la Commissione sottolinei il ruolo delle industrie creative in questo scenario”

“E’ l’inizio di un percorso cui siamo molto interessati a partecipare”, è il primo commento del Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al documento presentato la settimana scorsa dalla Commissione europea sulla Strategia per il mercato unico digitale.

“Fa piacere constatare – ha aggiunto Polillo – come la Commissione sottolinei il ruolo delle industrie creative, e quindi anche dell’editoria, nello sviluppo dell’Europa digitale, e negli obiettivi di crescita e occupazione che sono alla base della sua strategia”.

Il documento della Commissione evidenzia l’importanza della tutela del diritto d’autore per garantire lo sviluppo delle industrie creative, e lo affronta a 360 gradi, proponendo una serie di temi su cui annuncia necessari approfondimenti per arrivare in tempi rapidi a concrete proposte normative. Molti gli argomenti affrontati: la territorialità, e in particolare la possibilità per i consumatori che acquistino accessi legali in un paese di utilizzarli anche in un altro paese dell’Unione; l’armonizzazione delle eccezioni, alla ricerca di “soluzioni che massimizzino l’offerta disponibile per gli utenti e aprano nuove opportunità per gli autori preservando al contempo l’equilibrio economico dei media e dei contenuti innovativi europei”; la lotta alla pirateria in Internet, che sia efficace anche cross-borders; la necessità di un ruolo più attivo degli intermediari del web nella rimozione dei contenuti illegali pubblicati attraverso i propri servizi. Si preannuncia un pacchetto organico di misure sulle quali la Commissione dovrà fare i necessari approfondimenti così da avere un nuovo quadro generale equilibrato. “Certo, la posizione italiana sullo stesso tema, pubblicata a fine marzo, è ancora più incisiva, richiamando ad esempio la necessità di sostenere soluzioni contrattuali innovative, basate su licenze, per favorire l’accesso legale ai contenuti – ha sottolineato Polillo – ma anche su questo il documento della Commissione lascia aperte le porte a soluzioni autenticamente innovative”.

L’interesse degli editori non è limitato al diritto d’autore. Proprio perché protagonisti del digitale, guardano con interesse anche a quanto il documento dice a proposito di IVA, quando ripropone all’ordine del giorno l’IVA sugli ebook. “Anche in questo caso il testo avrebbe potuto essere più coraggioso – ha proseguito Polillo – perché il riferimento alla riforma generale dell’IVA in Europa rischia di implicare tempi molto lunghi, ma è importante che il tema sia sul tappeto”.

Altro tema di grande rilevanza è quello della concorrenza tra industrie creative e grandi intermediari di Internet, il cui potere di mercato “preoccupa” la Commissione, che di conseguenza si impegna a condurre un’analisi di vari aspetti del problema: dall’uso delle grandi quantità di dati raccolti dalle piattaforme online ai rapporti tra queste e i fornitori dei contenuti, e alla necessità di garantire ai consumatori la portabilità dei contenuti, oggi spesso bloccata dalla mancanza di interoperabilità. “Forse si sarebbe potuto aggiungere anche qui un cenno al tema fiscale – ha aggiunto Polillo – giacché quando in uno stesso mercato gli operatori non sono soggetti agli stessi regimi fiscali, la concorrenza rischia di essere semplicemente una chimera”.

Nel complesso, il documento della Commissione apre un percorso, che dovrà passare da analisi di impatto, approfondimenti, ricerca di equilibrio tra esigenze diverse. “La Federazione europea degli editori FEP – ha ricordato il delegato AIE nella Federazione, Stefano Mauri – ha immediatamente dato la sua disponibilità a collaborare pubblicando un primo commento che condividiamo a pieno. Non poteva essere altrimenti, considerato che gli editori italiani sono particolarmente attivi nel dibattito europeo”.

Diritto d’autore, anche quest’anno l’Italia fuori dalla lista nera degli USA

Anche nel 2015 l’Italia non figura nella Watch List degli Stati Uniti. Nell’ultima edizione del Report Special 301 dell’ufficio del commercio statunitense (United States Trade Representative – USTR), pubblicato il 30 aprile scorso, il nostro Paese è infatti fuori dalla lista nera dei Paesi sotto osservazione per lo stato della tutela della proprietà intellettuale.

Il Governo americano ha nuovamente riconosciuto gli sforzi intrapresi dall’Italia nella lotta al downloading illegale grazie in particolare al Regolamento Agcom sul diritto d’autore online. Il provvedimento è stato approvato dall’Autorità il 12 dicembre 2013 ed è entrato in vigore dal 31 marzo 2014, introducendo una serie di procedure di notice-and-takedown per contrastare la pirateria su larga scala.

Per gli USA, l’applicazione delle norme ha prodotto effetti “positivi” in particolare con importanti e numerose azioni “nei confronti di diversi siti web che offrivano contenuti in violazione del diritto d’autore”. “Questi siti – si legge nel Report – hanno cessato di operare in Italia, rimosso i contenuti illegali o cominciato a cooperare con i titolari dei diritti d’autore”.

L’Italia è fuori dalla Watch List dal 2014, dopo venticinque anni in cui veniva considerato un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright.

Fonte: SIAE

Petizione #copyrightforfreedom su change.org

Sostenere un sistema di copyright robusto per promuovere la creatività europea, che va di pari passo con la libertà di espressione.

Siamo autori ed editori; scrittori e giornalisti, artisti, fotografi e traduttori, librai, agenti di notizie, lettori e consumatori.

La libertà di espressione va di pari passo con la libertà di creare e preservare il valore di ciò che è stato creato – copyright promuove la libertà di espressione!

Nel dibattito in corso su come modernizzare il quadro comunitario, ci sono alcuni che cercano di convincerci che il copyright è obsoleto. Ci opponiamo con forza l’idea che questa libertà fondamentale non è adatto allo scopo oggi – la digitalizzazione non ha ridotto, ma aumentato la necessità di protezione del copyright.

Oggi, ci troviamo insieme per chiedere ai nostri politici eletti a offrire il loro sostegno a un sistema di copyright robusto che sottende la diversità delle nostre culture e permette le molte differenze di opinioni per fiorire.

Vorremmo invitarvi a sostenere questa campagna firmando questa petizione – sentitevi liberi di utilizzare anche il #copyrightforfreedom hashtag sul social network.

Per aderire alla petizione:

https://www.change.org/p/european-parliament-european-commission-council-of-the-european-union-support-creation-support-freedom-of-expression-support-copyright-7

UK: BBC realizza un sito educativo sul copyright

L’emittente statale inglese BBC ha pubblicato all’inizio di questo mese il sito  www.bbc.co.uk/copyrightaware, ideato dalper educare e spiegare il concetto di copyright alla sua vasta platea di utenti.

BBC sottolinea che “con un crescente numero di persone di tutte le età che producono e condividono contenuti online – siano foto, video, blog e altri lavori creativi protetti dal copyright – questo sito ha lo scopo di educare al rispetto del copyright attraverso una serie di video e di strumenti pratici. Affrontando il tema del copyright in modo semplice per poter rispondere alle domande di base ma anche arrivando a concetti più avanzati come le eccezioni alla legge sul copyright o il modo migliore per proteggere le proprie opere dell’ingegno. Lo scopo del sito è quello di fornire una maggiore conoscenza e consapevolezza del copyright nell’epoca digitale“.

Bal Samra, direttore commerciale di BBC, ha dichiarato: “riconosciamo che il nostro pubblico è un potenziale produttore di copyright, facendo foto e girando video coi loro telefoni cellulari, spesso condivisi con gli amici sulla rete. Abbiamo ideato il sito, che è anche un valido aiuto nella battaglia contro le violazioni del copyright, per aiutarli a comprendere quanto sia importante il tema del copyright e essere responsabili coi lavori creativi di altri autori che aiutano a far andare avanti l’industria dei contenuti e a creare nuovi lavori che tutti noi apprezziamo“.

Fonte: www.siae.it