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Approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale: il comunicato stampa ufficiale del Parlamento UE

Riportiamo integralmente il comunicato stampa del Parlamento Europeo relativo all’approvazione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Il comunicato è pubblicato qui.

Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

  • Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano
  • Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva
  • Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente
  • I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore
  • Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi

Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.

I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni.

Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.

La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.

I giganti del web devono condividere i ricavi con artisti e giornalisti

La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.

Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.

Libertà di espressione

Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.

Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.

Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve“.

Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.

Molte piattaforme online non interessate dalla direttiva

Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.

Diritti di negoziazione più solidi per autori, artisti, interpreti o esecutori

Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.

Agevolare la ricerca e preservare il patrimonio culturale

L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.

Come cambia lo status quo

Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo.

La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

Citazione

Il relatore Axel Voss (EPP, DE) ha dichiarato: “Questo accordo è un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono.
Allo stesso tempo, l’accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Tali disposizioni non erano di per sé necessarie, perché la direttiva non creerà nuovi diritti per i titolari. Tuttavia, abbiamo ascoltato le preoccupazioni sollevate e abbiamo scelto di garantire doppiamente la libertà di espressione. I “meme”, i “gif”, i “snippet” sono ora più che mai protetti.
Sono inoltre lieto che il testo concordato oggi protegga in particolare le imprese in fase di avviamento. Le aziende leader di domani sono le start-up di oggi e la diversità dipende da un profondo bacino di aziende giovani, innovative e dinamiche.
Si tratta di un accordo che protegge la vita delle persone, salvaguarda la democrazia difendendo un panorama mediatico diversificato, rafforza la libertà di espressione e incoraggia la creazione di nuove imprese e lo sviluppo tecnologico. Aiuta a rendere Internet pronta per il futuro, uno spazio a beneficio di tutti, non solo di pochi potenti
“.

Prossime tappe

L’accordo sostenuto dal Parlamento deve essere ancora formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri UE. Entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE.

Il Parlamento UE adotta la Direttiva copyright nel mercato digitale

Questa mattina, dopo oltre due anni e mezzo di discussioni, il Parlamento Europeo ha adottato l’ultima versione della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (il testo sarà anche pubblicato qui).

348 deputati hanno votato a favore dell’adozione, 274 hanno votato contro e 36 si sono astenuti.

Spetterà ora agli Stati membri approvare la decisione del Parlamento nelle prossime settimane.

Se gli Stati membri accettano il testo (di solito questa è una formalità), la Direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore. Gli Stati membri avranno poi due anni per recepirla.

Diritto d’autore, da Mogol, Morricone, Piovani e Conte l’appello agli Europarlamentari: approvate la direttiva

È un coro unanime quello degli autori italiani che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori.

SIAE, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori.  Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo.

A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE e grande autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e uno dei più prestigiosi autori italiani, il Maestro Paolo Conte.

Per il Maestro Ennio Morricone: “Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”.

Aggiunge il Maestro Nicola Piovani: “Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”.

Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” commenta Paolo Conte.

Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

UE: previsto per la prossima settimana il voto definitivo sulla Direttiva destinata a riformare il diritto d’autore in Europa

Il 13 febbraio scorso il Parlamento europeo, la Commissione UE e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo sulla nuova Direttiva che si propone l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali.

I punti più salienti dell’accordo:

  • diritti di negoziazione più forti per autori ed artisti: Maggiori possibilità per i titolari di diritti, quali musicisti, interpreti, autori ed editori di notizie, di negoziare migliori accordi di remunerazione per l’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme online.
  • Gli autori e gli artisti interpreti potranno richiedere un compenso aggiuntivo al distributore che sfrutta i loro diritti quando la remunerazione, inizialmente concordata, è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici derivati al distributore.
  • collegamenti ipertestuali ad articoli di notizie, accompagnati da “singole parole o estratti molto brevi”, possono essere condivisi liberamente, così come i Meme e i GIF. L’accordo contiene, tuttavia, disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa indennità.
  • diritto dei giornalisti di ottenere una quota di tutte le entrate relative al copyright dei loro articoli ottenute dalla casa editrice.
  • diverse piattaforme online escluse dall’applicazione della nuova normativa. Il testo della Direttiva specifica che il caricamento delle opere su enciclopedie online non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, non saranno interessati dalla normativa.
  • Anche le piattaforme di Start-up saranno soggette a obblighi meno restrittivi.

Di seguito il link del comunicato stampa del Parlamento Europeo:

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190212IPR26152/agreement-reached-on-digital-copyright-rules

Il testo definitivo approda in Parlamento nella seduta plenaria di settimana prossima, tra il 25 e il 28 marzo.

Corte di Cassazione: sentenza in tema di responsabilità dell’hosting provider

Stavolta è la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. del 19 marzo 2019, si è pronunciata in tema di responsabilità dell’hosting provider per avere ospitato materiali protetti senza il consenso dell’avente diritto.

Nel caso di specie, su Yahoo erano state pubblicate sequenze di immagini in movimento tratte dalle trasmissioni “Amici” e “Striscia la notizia”, in violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva di RTI.

A accogliendo in buona parte il ricorso di RTI, la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza con rimessione alla Corte d’Appello di Milano, affermando una serie di principi.

Innanzitutto, in linea con la Giurisprudenza della Corte Eu e con la Direttiva in corso di approvazione, ha stabilito che sia da qualificarsi come servizio di hosting “attivo, sottratto al regime generale di esenzione di cui all’art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 e soggetto alle regole comuni della responsabilità civile, quello offerto da un provider che goda di tecnologie avanzate, come ad esempio, di ottimizzazione, gestione dei file, di valutazione comportamentale degli utenti, anche nel senso dei vantaggi economici che ne derivano.

Dette circostanze vanno accertate dal Tribunale di merito che deve ricercare in concreto “indici di interferenza” con i contenuti caricati dall’autore principale.

La responsabilità dell’hosting provider, in particolar modo, sussiste in capo al provider che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti quando: a) abbia conoscenza (in qualunque modo acquisita, quindi anche dietro semplice diffida dell’avente diritto) dell’illecito; b) l’illecito sia constatabile alla luce di un criterio di diligenza che è ragionevole attendersi da un operatore professionale della rete in un determinato momento storico; c) abbia la possibilità di attivarsi utilmente, in quanto reso edotto in modo sufficientemente specifico dei contenuti protetti da rimuovere.

Per leggere il testo integrale della sentenza: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20190319/snciv@s10@a2019@n07708@tS.clean.pdf

Sullo stesso tema la nostra notizia di ieri sulla vittoria di RTI contro Facebook.

RTI vs Facebook: vittoria del diritto d’autore


Il Tribunale di Roma ha condannato Facebook per violazione del diritto d’autore, riconoscendone la responsabilità per il “linking” a contenuti protetti.

La portata della sentenza è innovativa perché, per un verso, è stato puntualizzato che pubblicare un link a un materiale protetto senza autorizzazione è attività vietata (nella specie, lesiva del diritto del titolare alla comunicazione al pubblico) e, per altro verso, che sussiste la responsabilità civile e risarcitoria del prestatore di servizi internet (anche provider passivo) ogni qualvolta non si attivi prontamente per la rimozione dei contenuti protetti comunque abbia acquisito la conoscenza della relativa illiceità (quindi non solo se appresa per il tramite di un provvedimento delle autorità competenti o a seguito di esplicita diffida del titolare dei diritti).

Nel caso di specie, i link presenti su Facebook portavano a video (“caricati” a propria volta illecitamente su YouTube) tratti dal cartone animato giapponese “Kilari”, trasmesso da Italia 1, i cui diritti di utilizzazione economica sono di titolarità esclusiva dell’attrice RTI.

Facebook si era attivata solo dopo ben due anni, nonostante apposita diffida di RTI; vieppiù i contenuti erano corredati da svariati commenti offensivi degli utenti nei confronti dell’artista che ne aveva interpretato la sigla e della rete televisiva stessa.

Il Giudice Italiano ha quindi condannato Facebook al risarcimento del danno patrimoniale da violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva spettanti a RTI, in applicazione del criterio del “prezzo del consenso” di cui all’art. 158 LDA, nonché al risarcimento di tutti i danni non patrimoniali derivanti alla società e all’artista per la lesione dell’onore, del decoro e della reputazione, conseguenti alle frasi offensive pubblicate a corredo dei contenuti illeciti.

Per leggere il testo integrale della sentenza: https://sistemaproprietaintellettuale.it/giurisprudenza/procedimenti-giurisdizionali/merito/13969-tribunale-roma-15-02-2019.html

Sondaggio Harris Interactive: Google, Facebook & C. paghino il giusto compenso agli autori

A poco più di due mesi dalle elezioni europee, un sondaggio condotto da Harris Interactive in Francia, Germania, Polonia, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Grecia e Romania, mostra che l’Europa vuole una maggiore regolamentazione per i giganti del web come Google e Facebook.

In particolare, per quanto riguarda l’Italia, l’86% degli intervistati dichiara pieno consenso all’imposizione fiscale sulle entrate realizzate da queste aziende all’interno dell’Unione Europea e l’81% ritiene che i colossi del digitale si espongano solo per proteggere i propri interessi economici e non per il bene comune.

L’85% degli intervistati, inoltre, risponde con un chiaro all’introduzione di una regolamentazione che garantisca ad autori, editori e artisti una adeguata protezione e remunerazione circa la distribuzione delle loro opere sulle piattaforme digitali.

Questo è un messaggio forte e chiaro per i parlamentari comunitari che saranno chiamati a decidere nei prossimi giorni sulla Direttiva in materia di copyright e che i giganti del web stanno cercando di ostacolare con forza.

In generale, il sondaggio rivela che agli europei interessa molto che autori e artisti recepiscano compensi adeguati dalle piattaforme online. I cittadini europei vorrebbero che autori e artisti avessero la possibilità di negoziare accordi migliori per la distribuzione delle loro opere sulle piattaforme della rete: l’80% degli intervistati dichiara di essere favorevole all’entrata in vigore di una normativa che garantisca loro una equa remunerazione.

Ritengono inoltre che i giganti del tech statunitensi non stiano giocando pulito: il 74% degli intervistati dichiara infatti che queste realtà quando escono allo scoperto lo fanno per proteggere i loro vantaggi economici e non certo per l’interesse degli utenti. Stiamo infatti parlando di aziende con massicce infrastrutture di comunicazione con cui portano avanti le proprie agende politiche e commerciali e che investono budget milionari per difendere le proprie posizioni.

Il voto finale riguardante la Direttiva europea sul copyright è previsto nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo del 25-28 marzo.

Il testo è frutto di un lavoro legislativo durato quasi tre anni, con l’obiettivo di portare un maggiore equilibrio nelle relazioni economiche tra le potenti piattaforme del web come YouTube, Facebook, Google News e autori, editori o artisti le cui opere contribuiscono in modo sostanziale al successo delle piattaforme stesse.

La Direttiva sul copyright fornirà pertanto una certezza giuridica alla community dei “creators” e all’intero settore della cultura garantendo allo stesso tempo il più ampio accesso a materiale educativo, testi e data mining e migliori condizioni contrattuali per politiche remunerative più eque.

Clicca qui per scaricare la ricerca integrale

EUROPE FOR CREATORS è un’organizzazione professionale di scrittori, musicisti, produttori, comici, registi provenienti da tutta Europa. Rappresenta circa 12 milioni di lavoratori in tutti i settori culturali e creativi europei. L’obiettivo principale è difendere la cultura e gli artisti per intrattenere, arricchire e ispirare tutti.

http://www.article13.org/about-us

Oltre 200 associazioni di autori, editori ed operatori del settore artistico-culturale sottoscrivono una lettera a sostegno della Direttiva Europea sul Copyright

Una lettera, una vera e propria petizione indirizzata al Parlamento Europeo, sottoscritta da oltre 200 associazioni rappresentative di autori, editori, artisti ed operatori del settore artistico-culturale di tutta Europa.

Con essa le associazioni in parola, che hanno lanciato l’ashtag #yes2copyright, qualificano la Direttiva EU sul copyright come una grande opportunità per il settore e ne sostengono l’adozione, in funzione del voto finale.

Tra le organizzazioni italiane hanno aderito SIAE, AIE, PMI, AUDIOCOOP.

Come noto, la Direttiva risponde alla logica di subordinare al pagamento l’accesso ai contenuti creativi digitali, garantendo così condizioni di parità con la tutela dei diritti d’autore vigente al di fuori del web.

Sul campo, si scontrano gli interessi di Autori, Editori e i cospicui investimenti dell’industria culturale europea che coinvolge svariate figure di professionisti del settore e quelli dei colossi digitali, che vorrebbero invece un internet più “libero”.

Per leggere il testo integrale della lettera clicca qui.

Controversie in cerca d’autore: mediazione e arbitrato nel Copyright, Milano, 9 aprile 2019

ALAI Italia, gruppo italiano dell’Association Littéraire et Artistique Internationale, e CAM fanno il punto sull’utilizzo degli strumenti di giustizia alternativa nelle controversie in materia di copyright.

I relatori riflettono sull’esperienza italiana, soffermandosi sull’utilizzo di questi strumenti in materia di diritto d’autore, nell’arte, nella musica e in campo audiovisivo.

La partecipazione è gratuita, sino all’esaurimento dei posti disponibili. Iscrizione online obbligatoria.
L’evento è in corso di accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati Milano.

Programma:

ore 14:30
Registrazione partecipanti
Saluti di benvenuto: Stefania Ercolani (Presidente ALAI Italia)

ore 15:15
Relazioni
Leandro Toscano (WIPO Ginevra): Wipo mediation and arbitration center
Giovanni Nicola Giudice (Servizio di conciliazione Camera Arbitrale di Milano): La mediazione
Marina Nitrola (Camera Arbitrale di Milano): L’arbitrato
Gianluca Pojaghi (Studio legale Pojaghi): Mediazione in materia di diritto d’autore
Simona Lavagnini (Studio legale LGV): Strumenti alternativi di risoluzione delle dispute
Paolo Auteri (ALAI Italia): Riflessioni sull’esperienza italiana

ore 17:00
Tavola Rotonda Vantaggi e svantaggi di mediazione e arbitrato
Presiede e coordina Giorgio Mondini
Christian Collovà (LegalInternational): L’esperienza in campo audiovisivo
Annapaola Negri-Clementi (Negri-Clementi Studio legale associato): L’arbitrato e l’arte
Salvo Dell’Arte (studio legale Dell’Arte): L’arbitrato e la musica

ore 17:30
Conclusioni
Alberto Maria Gambino (Università Europea di Roma)

Ore 18:00
Chiusura dei lavori

Per informazioni e iscrizione:
https://www.camera-arbitrale.it/it/corsi/controversie-in-cerca-d-autore-mediazione-e-arbitrato-nel-copyright.php?id=181

Direttiva copyright: l’industria culturale e creativa italiana, con una lettera congiunta, chiede agli europarlamentari italiani “una convinta approvazione”

L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, si muove unita per dire SI alla direttiva copyright, in agenda nella seduta dell’Europarlamento a fine marzo. E chiede agli europarlamentari italiani – con una lettera congiunta (vedi link a fondo pagina) – “una convinta approvazione della Direttiva comunitaria che favorirà lo sviluppo dei contenuti nell’era digitale nel rispetto del diritto d’autore. (…) Un voto importante a tutela del nostro DNA di italiani ed europei, creatori e coltivatori di emozioni”.

Ben diciannove le associazioni firmatarie, rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale: 100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva, AFI – Associazione Fonografici Italiani, AIE – Associazione Italiana Editori, ALI – Associazione Italiana Librai, ANAC- Associazione Anazionale Autori Cinematografici, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEM – Associazione Nazionale Editori Musicali, ANES – Associazione Nazionale Editoria di Settore, CCI – Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio TV – Associazione dei media televisivi e radiofonici italiani, EMUSA – Editori Musicali Associati, Federazione Autori, FEM – Federazione Editori Musicali, Federazione Carta e Grafica, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, Writers Guild Italia – Sindacato degli scrittori di cinema, tv e web.

L’Italia creativa – proseguono le associazioni – produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l’Europa. (…) L’Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. (…) La Direttiva sostanzialmente (…) aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del web d’Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi”.

“La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo. Ci appelliamo a Voi – concludono – affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio”.

Pier Palo Muià, Manuale breve della proprietà industriale e intellettuale

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In particolare, il testo si occupa dell’inquadramento teorico generale degli istituti del marchio, del brevetto e dei modelli industriali e delle opere dell’ingegno, nonché dell’esame delle principali questioni giuridiche connesse a detti istituti ed al loro corretto sfruttamento.

L’opera illustra i fondamentali istituti di diritto industriale e del diritto d’autore, attraverso un linguaggio semplice e chiaro, nonché numerosi richiami a casi pratici decisi dalle corti italiane, e si propone di far acquisire ai lettori, in maniera semplice ed elementare, la conoscenza base degli aspetti essenziali del Diritto della proprietà intellettuale ed industriale e dei relativi Contratti commerciali, nonché degli strumenti legali per la tutela giudiziaria delle opere dell’ingegno artistico-creativo.

Dopo aver inquadrato il tema della proprietà industriale ed intellettuale all’interno della normativa italiana, nella seconda parte, l’autore esamina il marchio e gli istituti per la protezione dell’attività innovativa, in particolare il brevetto per invenzioni e i modelli di utilità, nonché i disegni e modelli. Vengono, quindi, illustrati gli strumenti processuali civilistici per la tutela della proprietà industriale e gli strumenti contrattuali per la circolazione dei relativi diritti. Infine, nella terza parte, vengono illustrate le varie opere tutelate dalla normativa sul diritto d’autore e le relative caratteristiche, i diritti scaturenti dalla creazione dell’opera e le limitazioni a detti diritti, nonché le modalità di registrazione delle opere protette dal diritto d’autore, gli strumenti di tutela giudiziaria civile delle opere e quelli contrattuali, attraverso cui si possono trasferire i diritti d’autore.

Pier Paolo Muià, dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze. Esercita la professione di avvocato tra Firenze, Prato e Pistoia, occupandosi in particolare di diritto di internet, pri- vacy e IP, nonché responsabilità medica. È autore di diverse monografie sulle materie di sua competenza nonché di numerose pubblicazioni sulle principali riviste giuridiche nazionali ed è referente di dette materie per il portale telematico giuridico Diritto.it. È stato relatore in diversi convegni.
FORMULARIO ON LINE: L’acquisto del volume include la possibilità di accedere al materiale on line. All’interno sono presenti le istruzioni per effettuare l’accesso all’area.

Copertina flessibile: 214 pagine
Editore: Maggioli Editore; I edizione (15 gennaio 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8891632066
ISBN-13: 978-8891632067

UE: la Commissione pubblica la Watch List dei siti pirata

La Commissione Europea ha ufficialmente pubblicato la tanto attesa prima edizione della Counterfeit and Piracy Watch-List, lista contenente i siti internet e i mercati fisici che distribuiscono materiale pirata.

La lista segue la consultazione pubblica terminata il 22 gennaio 2018, ed è stata approntata con lo scopo di indicare sia i marketplace online che quelli offline nei quali la violazione della proprietà intellettuale è una prassi normale. La lista si concentra principalmente sui mercati al di fuori dell’Unione Europea, non solo con lo scopo di incoraggiare i controlli locali e i governi a prendere provvedimenti, ma anche di informare i cittadini dell’Unione Europe sui rischi di acquisti in tali marketplace.

Pare che un dominio segnalato sia lecito: si tratta di 1channel, noto ex sito di streaming pirata di film e serie tv di successo, che è stato acquistato di recente dalla Marshall Domains e tramutato in un servizio lecito di redirect al sito 123 Movies, per cercare di convertire i pirati del web che lo utilizzavano in normali consumatori paganti attraverso l’offerta di informazioni sui siti e link ad Amazon Prime.

La Watch-List completa può essere scaricata al seguente link:
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/december/tradoc_157564.pdf 

Carlo Scollo Lavizzari, René Viljoen (a cura di), Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice (Inglese)

Cross-Border Copyright Licensing: Law and Practice

Nell’ambiente legale di oggi, le licenze di copyright richiedono una prospettiva internazionale.
I licenzianti nei mercati emergenti e sviluppati devono avere una comprensione dettagliata delle pratiche transfrontaliere. Il testo offre una guida selettiva alle pratiche di licenza d’autore in un certo numero di giurisdizioni, affrontando questioni chiave sull’agomento.

Le questioni principali affrontate:

  • analisi capitolo per capitolo della legislazione sulle licenze nelle giurisdizioni più frequenti, tra cui: Cina, UE, India, Messico, Russia, Singapore, Sud Africa e Stati Uniti;
  • discussione dell’interazione tra diritto d’autore e diritto della concorrenza;
  • chiara delineazione delle questioni legali più rilevanti e critiche, relative alle pratiche di licenza in tutte le giurisdizioni menzionate;
  • contributi di professionisti esperti, con preziosa conoscenza di prima mano delle pratiche di licenza internazionale..

Una risorsa preziosa per gli avvocati che stanno implementando o applicando un regime di licenze di copyright transfrontaliere. Gli studiosi di proprietà intellettuale troveranno il testo come una utile guida sui regolamenti e le pratiche internazionali.

Dettagli prodotto
Copertina rigida: 420 pagine
Editore: Edward Elgar Pub (29 giugno 2018)
Collana: Elgar Intellectual Property Law and Practice
Lingua: Inglese
ISBN-10: 9781784718503
ISBN-13: 978-1784718503
ASIN: 1784718505
Peso di spedizione: 880 g

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FIEG: soddisfazione per i risultati ottenuti a tutela del copyright dei giornali

La Federazione Italiana Editori Giornaili FIEG ha annunciato che il trafficopirata” dall’Italia si è ridotto del 67% grazie alla identificazione di 2014 siti web contenenti PDF di testate associate FIEG.
Ciò è avvenuto grazie al servizio di monitoraggio fornito dalla società MUSO, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione della FIEG con Google, sono positivi e inducono a perseverare nel contrasto alla illegalità.

Di questi, 20 siti web sono stati definitivamente chiusi, 121.885 PDF di testate associate FIEG sono stati rimossi dalle pagine che li ospitavano.
Su questi risultati del programma di monitoraggio delle violazioni online del diritto d’autore il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ha espresso piena soddisfazione e ha ribadito che “la Fieg proseguirà con sempre maggiore determinazione la lotta alla pirateria digitale che colpisce i contenuti editoriali pubblicati dalle 334 testate associate alla FIEG”.

“La Fieg utilizza tutti i rimedi oggi esperibili per contrastare il dilagare dei fenomeni di pirateria digitale che colpiscono i contenuti editoriali” ha dichiarato Riffeser.
In un quadro così complesso, i risultati ad oggi conseguiti sono ancor più significativi. Al programma di monitoraggio del web – prosegue Riffeser – si aggiungono le altre iniziative di contrasto alla diffusione non autorizzata di contenuti editoriali sulle piattaforme social: per la prima volta la Fieg ed alcuni associati hanno segnalato congiuntamente a Telegram 11 canali/bot pirata e avviato la procedura AGCOM a tutela del diritto d’autore online nei confronti di Telegram e Facebook. Ma molto resta ancora da fare.”

Proseguiremo lungo la strada del contrasto alla illegalità” – conclude Riffeser –”poiché solo una efficace protezione del contenuto editoriale e l’applicazione di regole chiare, in condizioni di effettiva concorrenza, possono garantire la sopravvivenza di una informazione libera e di qualità“.

AAVV, Prove di resistenza del diritto d’autore. Modelli di distribuzione delle opere sulle piattaforme digitali. Incontro in memoria di Mario Fabiani

Prove di resistenza diritto d'autore

Gli articoli raccolti nel primo Quaderno di ALAI Italia affrontano una serie di temi che vanno ben oltre il campo riservato agli addetti ai lavori, ed entrano direttamente nel dibattito sugli sviluppi del Copyright nell’Unione Europea.

I contributi di accademici e di operatori del diritto seguono un percorso finalizzato ad analizzare l’importanza delle piattaforme digitali e della tecnologia cloud per la diffusione di libri, giornali, musica e audiovisivi. Infatti evidenziano gli effetti della direttivaDiritto d’autore nel Mercato Unico Digitale” sul commercio elettronico e di quella sul diritto d’autore nella società dell’informazione.

Il volume è un omaggio alla memoria di Mario Fabiani, uno dei più eminenti studiosi di diritto d’autore, da parte di ALAI Italia, Gruppo nazionale dell’Association Littéraire et Artistique Internationale.

Copertina flessibile: 200 pagine
Editore: Aracne (14 giugno 2018)
Collana: Quad. di ALAI Italia
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8825511760
ISBN-13: 978-8825511765

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Copyright UE: il sapore di un alimento non può beneficiare della tutela del diritto d’autore

Nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea (causa C‑310/17), che ha statuito che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e pertanto non gode della tutela del diritto d’autore / copyright.

La vicenda

L’«Heksenkaas» è un formaggio spalmabile con panna ed erbe aromatiche, creato nel 2007 da un commerciante olandese di prodotti ortofrutticoli e prodotti freschi. I diritti di proprietà intellettuale su tale prodotto sono attualmente detenuti dalla Levola, una società di diritto olandese, alla quale tale commerciante li ha ceduti.
Dal 2014 la Smilde, società di diritto olandese, produce un alimento denominato «Witte Wievenkaas» per una catena di supermercati nei Paesi Bassi.
Considerando che la produzione e la vendita del «Witte Wievenkaas» violassero il suo diritto d’autore sul sapore dell’«Heksenkaas», la Levola ha chiesto ai giudici olandesi di ingiungere alla Smilde di porre fine alla produzione e alla vendita di tale prodotto.
La Levola sostiene, da un lato, che il sapore dell’«Heksenkaas» costituisce un’opera tutelata dal diritto d’autore e, dall’altro, che il sapore del «Witte Wievenkaas» costituisce una riproduzione di tale opera.
Chiamato a pronunciarsi in sede di appello su tale controversia, il Gerechtshof ArnhemLeeuwarden (corte d’appello di Arnhem-Leeuwarden, Paesi Bassi) chiede alla Corte di giustizia se il sapore di un alimento possa beneficiare di tutela in forza della direttiva sul diritto d’autore.

La sentenza della Corte di Giustizia

Nella sua sentenza, la Corte sottolinea che, per essere tutelato dal diritto d’autore a norma della Direttiva 2001/29/CE, il sapore di un alimento deve poter essere qualificato come «opera» ai sensi della medesima direttiva.
Tale qualificazione presuppone, anzitutto, che l’oggetto di cui trattasi costituisca una creazione intellettuale originale. Essa richiede, inoltre, un’«espressione» di tale creazione intellettuale originale.
Infatti, ai sensi dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPs, n.d.r.), adottato nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e al quale l’Unione ha aderito, e del Trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) sul diritto d’autore (WCT – WIPO Copyright Treaty, n.d.r.), del quale l’Unione è parte, sono le espressioni e non le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali a poter costituire oggetto di tutela in virtù del diritto d’autore.
Di conseguenza, la nozione di «opera» di cui alla direttiva implica necessariamente un’espressione dell’oggetto della tutela ai sensi del diritto d’autore che lo renda identificabile con sufficiente precisione e obiettività.

La decisione

In tale contesto, la Corte rileva che non vi è possibilità di procedere a un’identificazione precisa e obiettiva per quanto riguarda il sapore di un alimento.
Su tale punto, la Corte precisa che, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, che è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili.
Infatti, queste ultime dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l’ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene  assaggiato.
Inoltre, non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili allo stato attuale dello sviluppo scientifico, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo.
Ciò considerato, la Corte conclude dichiarando che il sapore di un alimento non può essere qualificato come «opera» e, quindi, non può beneficiare della tutela del diritto d’autore ai sensi della direttiva.

La redazione

Crowfunding per la musica italiana? ci pensa commON Music

Crowfunding per la musica italiana? CommON Music è una innovativa piattaforma di crowdfunding per promuovere la musica italiana, generando benefici sia agli artisti che ai loro sostenitori.

Attraverso commOn Music gli artisti hanno la possibilità di realizzare i loro progetti grazie al sostegno dei “Supporter” e all’aiuto dello staff, che si occupa di management a 360 gradi: dalla supervisione e coordinamento audio/video dei brani, alla distribuzione digitale e alla promozione degli album, al recupero dei proventi derivati del diritto d’autore.

I “Supporter“, d’altra parte, hanno la possibilità di sostenere i loro artisti preferiti, prendendo parte attiva allo sviluppo del progetto. Possono anche ricevere una quota degli eventuali proventi editoriali maturati dalle opere.

L’iniziativa è finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del PO Puglia 2014/2020 nell’ambito del progetto PIN – Pugliesi Innovativi.

La registrazione, sia per gli artisti che per i sostenitori, è gratuita. Per conoscere meglio l’iniziativa e per registrarsi: www.commonmusic.it

Big data tra tecnologia, impresa e diritto, Milano, Assolombarda, 20 novembre 2018

Martedì 20 novembre 2018, ore 14:30 – 18:30 Auditorium Gio Ponti presso Assolombarda, via Pantano 9, Milano

Big data tra tecnologia, impresa e diritto

I big data presentano grandi opportunità ma anche importanti rischi e sfide per il mondo della tecnica, dell’impresa e del diritto. Ne discutono scienziati, rappresentanti del mondo dell’impresa e dell’informazione, giuristi, in occasione della presentazione del volume “Big Data: privacy, gestione, tutele”.

PROGRAMMA
Saluti e Presentazione
Prof. Avv. Paolo Mondini – Università Cattolica – Studio Legale Mondini Rusconi

BIG DATA E TECNOLOGIA

Relazioni
Big data e trasformazione digitale: sfide e opportunità per le imprese
Prof. Ernesto Damiani – Università degli Studi di Milano – Laboratorio Nazionale Big Data CINI
Big data e cyber security: il ruolo primario della consapevolezza
Prof. Pier Luca Montessoro – Università degli Studi di Udine – Ordinario di Sistemi di Elaborazione

BIG DATA E IMPRESA

Tavola Rotonda Introduce e presiede
Dott. Stefano Venturi – Vicepresidente – Assolombarda

Interventi di:
Avv. Pietro Galizzi – Head of Regulatory Affairs – ENI gas e luce
Dott. Pietro Grignani – Data Protection Office – RAI
Dott. Daniele Manca – Vicedirettore ed Editorialista – Corriere della Sera
Avv. Massimiliano Lovati – Responsabile Consulenza Legale – Banco BPM s.p.a.
Dott. Carlo Torniai – Director of Digital Product Development – Pirelli s.p.a.

BIG DATA E DIRITTO

Introduce e presiede
Prof. Avv. Marco Ricolfi – Università di Torino – Studio Weigmann e Associati

Relazioni
Big data tra tutela e accesso
Prof. Avv. Marco Ricolfi – Università di Torino – Studio Weigmann e Associati
Big data e concorrenza
Avv. Giacomo Bonelli – Studio Legale Mondini Rusconi
Big data e privacy
Avv. Omar Cesana – Studio Legale Mondini Rusconi

Il modulo può essere compilato in Adobe Reader e inviato via email a bigdata@mondinirusconi.it
L’iscrizione è soggetta a conferma da parte dell’organizzazione del convegno.

La classifica mondiale delle società di collecting copyright: SIAE è al sesto posto

Bilancio positivo per tutte le società di gestione collettiva, che nel 2017 hanno incassato complessivamente 9,6 miliardi di euro, con una crescita del 6,2% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dai dati presenti nel Global Collections Report 2018, pubblicato ieri da CISAC (Confédération Internationale des Sociétés d’Auteurs et Compositeurs).

Gli ottimi risultati registrati in tutte le regioni e su tutti i repertori creativi dimostrano, ancora una volta, che il modello delle società di gestione collettiva come SIAE si conferma vincente su scala globale, nonostante le sfide. “Questa performance straordinaria è la prova che le società degli autori contribuiscono a portare valore ai milioni di creatori che rappresentano in tutto il mondo. Le società di collecting hanno risposto prontamente ai rapidi cambiamenti tecnologici, fornendo licenze ai servizi digitali attraverso modalità nuove e flessibili e gestendo migliaia di miliardi di transazioni di dati. E continuano a lottare per ottenere i migliori termini di licenza, e le royalties più alte possibili, in un mondo in cui potenti utilizzatori sono determinati ad evitare, o a ridurre al minimo, il pagamento del giusto compenso per le opere dei creativi” ha commentato il Direttore Generale di CISAC, Gadi Oron.

Le società di collecting europee si confermano leader nell’intermediazione del diritto d’autore e rappresentano ben il 56,4% del totale dei proventi. SIAE, nella top ten mondiale, si mantiene stabile al sesto posto, posizione che ha guadagnato dal 2012.

Il posizionamento della SIAE nella classifica

SIAE porta l’Italia sul gradino più alto del podio per il repertorio lirico e teatrale. In aumento anche gli incassi per la musica, dove SIAE si attesta al sesto posto. Si continua a crescere anche nelle arti figurative e nelle opere letterarie, che vedono i repertori italiani collocarsi rispettivamente al quinto e al settimo posto. Risultati positivi che contrastano con il forte calo registrato nel settore audiovisivo: nonostante il nostro Paese mantenga la terza posizione, subisce una perdita del 31,8% rispetto all’anno precedente. Questo dato si riflette sulla crescita complessiva dei proventi che, nel confronto con il 2016, segna un -2,7%. Come spiega il Report di CISAC, il calo in Italia è dovuto sia al venir meno di importanti conguagli per anni precedenti, che avevano determinato un’impennata degli incassi nel 2016, che ad “un contenzioso che ha riguardato un’importante emittente televisiva che è sfociato nella cessazione dei pagamenti dei diritti nel 2017” (Sky, n.d.r.).

Il contenzioso con Sky

Non è passato inosservato agli occhi degli autorevoli osservatori internazionali che gli autori italiani e tutti gli autori stranieri rappresentati in Italia da SIAE sono danneggiati dal comportamento di chi non vuole riconoscere il giusto compenso per l’utilizzo delle loro opere. Continua comunque l’impegno di SIAE a tutela della creatività italiana e a difesa di ogni tentativo di distruggerne il valore.

La redazione

Stato dell’unione 2016: la Commissione propone norme moderne sul diritto d’autore nell’UE per la promozione e la circolazione della cultura europea

Commissione europea – Comunicato stampa

In occasione del discorso sullo stato dell’Unione del 2016 del Presidente Juncker, la Commissione ha presentato ieri 14 settembre 2016 alcune proposte per la modernizzazione del diritto d’autore al fine di aumentare la diversità culturale in Europa e i contenuti disponibili online, oltre a introdurre norme più chiare per tutti gli utenti online. Le proposte conterranno inoltre conterranno strumenti per l’innovazione dell’istruzione, della ricerca e delle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale.

Le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui la musica, i film, la televisione, la radio, i libri e la stampa vengono prodotti e distribuiti e in cui divengono accessibili. Nuovi servizi on-line, quali la musica in streaming, le piattaforme di video on demand e gli aggregatori di notizie, sono diventati molto popolari, mentre i consumatori si aspettano sempre più frequentemente di accedere a contenuti culturali mentre si spostano e attraversano le frontiere. Il nuovo panorama digitale creerà opportunità per i creatori europei se le norme saranno in grado di fornire chiarezza e certezze del diritto a tutti coloro che ne usufruiscono. La Commissione ha adottato proposte che costituiscono in elemento fondamentale della Strategia per il mercato unico digitale volte a garantire:

  • maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri;
  • norme migliorate sul diritto d’autore per l’istruzione, la ricerca, il patrimonio culturale e l’inclusione delle persone con disabilità;
  • un mercato più equo e sostenibile per i creatori, le industrie creative e la stampa.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “L’Europa desidera un accesso transfrontaliero alla nostra cultura così ricca e varia. La nostra proposta garantirà una maggiore disponibilità di contenuti, trasformando le norme europee sul diritto d’autore alla luce della nuova era digitale. Il contenuto creativo dell’Europa non deve essere inaccessibile, ma deve anche essere rigorosamente protetto, in particolare per migliorare le possibilità di remunerazione dei nostri creatori. Avevamo annunciato che tutte le nostre iniziative per creare un mercato unico digitale sarebbero state completate entro la fine dell’anno e stiamo mantenendo la nostra promessa. Senza un mercato unico digitale efficiente perderemo creatività, crescita e occupazione.”

Günther H. Oettinger, Commissario per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “La nostra industria creativa trarrà vantaggio da queste riforme che affrontano con successo le sfide dell’era digitale e offrono ai consumatori europei una più ampia scelta di contenuti da utilizzare. Noi proponiamo un ambiente per il diritto d’autore che sia stimolante, equo e che premi gli investimenti.”

Oggi, quasi la metà degli utenti internet dell’UE ascolta musica, guarda serie televisive e film o fa uso di giochi online; tuttavia, le emittenti e gli altri operatori hanno difficoltà ad assolvere i diritti per i propri servizi online o digitali quando vogliono renderli disponibili in altri paesi dell’UE. Analogamente, i settori importanti dal punto di vista socioeconomico, quali l’istruzione, la ricerca e il patrimonio culturale, troppo spesso sono soggetti a restrizioni o a incertezze del diritto che ne ostacolano l’innovazione digitale quando utilizzano contenuti protetti dal diritto d’autore, anche oltre frontiera. Infine, gli autori, gli altri titolari di diritti e gli editori a stampa spesso non sono in grado di negoziare le condizioni né i pagamenti per l’utilizzo online delle proprie opere ed esecuzioni.

Nel complesso, le proposte odierne sui diritti d’autore vertono su tre priorità principali:

1. Maggiori possibilità di scelta e migliore accesso ai contenuti online e transfrontalieri

Con la proposta sulla portabilità dei contenuti online, presentata nel dicembre 2015, abbiamo concesso ai consumatori il diritto di utilizzare i propri abbonamenti online di film, musica, libri elettronici (e-book) quando si trovano al di fuori del paese di origine, ad esempio per trascorrere vacanze o per viaggi di lavoro. Oggi proponiamo un meccanismo giuridico che consenta alle emittenti di ottenere più facilmente le autorizzazioni dei titolari dei diritti di cui hanno bisogno per trasmettere programmi online in altri Stati membri dell’UE. Si tratta di programmi che le emittenti trasmettono online contemporaneamente alle loro trasmissioni televisive nonché ai servizi di catch up che desiderano mettere a disposizione online in altri Stati membri, come MyTF1 in Francia, ZDF Mediathek in Germania, TV3 Play in Danimarca, Svezia e negli Stati baltici e AtresPlayer in Spagna. Dare alle emittenti la possibilità di rendere disponibili la maggior parte dei propri contenuti, quali notiziari, documentari, programmi culturali, politici o di intrattenimento anche in altri Stati membri offrirà più scelta ai consumatori.

Le norme odierne renderanno più facile per gli operatori che offrono pacchetti di canali televisivi (come Proximus TV in Belgio, Movistar + in Spagna, Deutsche Telekom’s IPTV Entertain in Germania) ottenere le autorizzazioni di cui hanno bisogno: invece di dover negoziare individualmente con ciascun titolare di diritti al fine di poter offrire tali pacchetti di canali provenienti da altri Stati membri dell’UE, saranno in grado di ottenere le licenze tramite organismi di gestione collettiva che rappresentano i titolari dei diritti. Questa soluzione aumenterà anche la scelta dei contenuti per i loro clienti.

Per contribuire allo sviluppo delle offerte di video on demand (VoD) in Europa, chiediamo agli Stati membri di istituire organismi di negoziazione per raggiungere accordi in materia di concessione di licenze, comprese quelle per i servizi transfrontalieri, tra i titolari di diritti audiovisivi e le piattaforme VoD. Un dialogo con il settore audiovisivo sulle licenze e l’uso di strumenti innovativi come le piattaforme per la concessione di licenze completerà questo meccanismo.

Per migliorare l’accesso al ricco patrimonio culturale europeo, la nuova direttiva sul diritto d’autore aiuterà i musei, gli archivi e le altre istituzioni a digitalizzare e rendere disponibile a livello transfrontaliero opere fuori commercio, come libri o film protetti da diritti d’autore ma non più disponibili al pubblico.

In parallelo, la Commissione utilizzerà 1,46 miliardi di EUR del programma MEDIA di “Europa creativa” per sostenere ulteriormente la circolazione dei contenuti creativi al di là delle frontiere. Nello specifico vi saranno maggiori finanziamenti per il doppiaggio e la sottotitolazione, un nuovo catalogo delle opere audiovisive europee per i fornitori di VoD che potrà essere usato direttamente per la programmazione e strumenti online per migliorare la distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e facilitarne il reperimento e la visualizzazione online.

Questo insieme di azioni incoraggerà la gente a scoprire programmi televisivi e radiofonici di altri paesi europei, restare in contatto con il proprio paese d’origine quando si vive in un altro Stato membro e migliorare la disponibilità, anche transfrontaliera, dei film europei, mettendo quindi in luce la ricchezza della diversità culturale in Europa.

2. Miglioramento delle norme sul diritto d’autore per la ricerca, l’istruzione e l’inclusione delle persone con disabilità

Gli studenti e gli insegnanti desiderano utilizzare materiali e tecnologie di apprendimento digitali, ma oggi quasi 1 su 4 educatori si trova ogni settimana di fronte a restrizioni relative ai diritti d’autore nella propria attività di insegnamento digitale. La Commissione ha proposto una nuova eccezione per consentire agli istituti educativi di utilizzare materiali per illustrare l’insegnamento grazie a strumenti digitali e corsi online attraverso le frontiere.

La direttiva proposta contribuirà inoltre a rendere più facile per i ricercatori in tutta l’UE l’uso delle tecnologie di text and data mining (TDM) per l’analisi di grandi insiemi di dati. Questo darà un impulso quanto mai necessario alla ricerca in materia di innovazione, considerando che attualmente quasi tutte le pubblicazioni scientifiche sono digitali e il loro volume complessivo è in aumento dell’8-9% ogni anno in tutto il mondo.

La Commissione propone inoltre una nuova eccezione UE obbligatoria che consenta alle istituzioni che gestiscono il patrimonio culturale di preservare le opere in formato digitale, fondamentali per la sopravvivenza del patrimonio culturale e per l’accesso dei cittadini a lungo termine.

Infine, la Commissione propone una legislazione per attuare il trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa. Tali misure sono importanti per garantire che il diritto d’autore non costituisca un ostacolo alla piena partecipazione alla società di tutti i cittadini e consentiranno lo scambio di copie in formato accessibile all’interno dell’UE e con i paesi terzi che sono parti contraenti del trattato suddetto, evitando doppioni e sprechi di risorse.

3. Un mercato più equo e sostenibile per i creatori e la stampa

La direttiva sul diritto d’autore ha lo scopo rafforzare la posizione dei titolari dei diritti nella negoziazione e nella percezione di una remunerazione per lo sfruttamento online dei contenuti su piattaforme per la condivisione di video quali Youtube o Dailymotion. Tali piattaforme avranno l’obbligo di utilizzare strumenti efficaci, come tecnologie per individuare automaticamente canzoni o opere audiovisive che i titolari dei diritti hanno identificato e la cui autorizzazione o eliminazione è stata concordata con le piattaforme.

I giornali, le riviste e altre pubblicazioni su stampa hanno beneficiato del passaggio dalla stampa ai servizi digitali e online quali i media sociali e gli aggregatori di notizie. Ciò ha portato a un pubblico più vasto, ma ha anche avuto un effetto sugli introiti pubblicitari e ha reso la concessione di licenze e il rispetto dei diritti di tali pubblicazioni sempre più difficile. La Commissione propone di introdurre un nuovo diritto connesso per gli editori, analogo a quello già esistente nel diritto dell’Unione per i produttori di film, i produttori discografici (di fonogrammi) e altri operatori delle industrie creative come le emittenti.

Il nuovo diritto riconosce l’importante ruolo svolto dagli editori a stampa nell’investire in contenuti giornalistici di qualità e nel crearli, che è essenziale per l’accesso dei cittadini alla conoscenza nelle nostre società democratiche. Poiché saranno giuridicamente riconosciuti per la prima volta come titolari dei diritti, si troveranno in una posizione migliore quando dovranno negoziare con i servizi online l’uso dei propri contenuti o l’accesso ad essi e saranno maggiormente in grado di combattere la pirateria. Questo approccio fornirà a tutti gli operatori un quadro giuridico chiaro per la concessione di licenze per contenuti ad uso digitale e contribuirà allo sviluppo di modelli commerciali innovativi a vantaggio dei consumatori.

Il progetto di direttiva obbliga inoltre gli editori e i produttori alla trasparenza e ad informare gli autori o gli interpreti o esecutori dei profitti ottenuti con le loro opere. Inoltre istituisce un meccanismo per aiutare gli autori e gli interpreti ed esecutori ad ottenere una quota equa della remunerazione in sede di negoziazione con i produttori e gli editori e dovrebbe condurre ad un grado più elevato di fiducia tra tutti gli attori della catena del valore digitale.

Verso un mercato unico digitale

Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale, presentata nel maggio 2015, le proposte integrano la proposta di regolamento in materia di portabilità dei contenuti legali (dicembre 2015) e la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e la comunicazione sulle piattaforme online (maggio 2016). Nel corso dell’autunno la Commissione presenterà una proposta volta a migliorare il rispetto di tutti i tipi di diritti di proprietà intellettuale, compreso il diritto d’autore.

Le norme odierne dell’UE sul diritto d’autore, presentate unitamente ad iniziative per promuovere la connettività internet all’interno dell’Unione (comunicato stampaconferenza stampa alle 15.15, ora dell’Europa centrale), fanno parte della strategia dell’UE volta a creare un mercato unico digitale (DSM). La Commissione ha avviato 16 iniziative (comunicato stampa) ed è sulla buona strada per realizzarle tutte alla fine di quest’anno.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sul diritto d’autore

Per saperne di più sul text and data mining (TDM)

Documenti adottati:

Comunicazione — Promuovere un’economia europea equa, efficiente e competitiva basata sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici

Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Regolamento relativo alla scambio transfrontaliero tra l’Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi, a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa

Direttiva relativa a taluni utilizzi consentiti delle opere e di altro materiale protetto da diritto d’autore e diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa e che modifica la direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione