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Copia privata: sentenza del Consiglio di Stato statuisce la legittimità del compenso

Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il 18 febbraio scorso, ha deciso in merito agli appelli proposti contro diverse sentenze del Tar Lazio del 2012 da diversi produttori di apparecchi e supporti digitali. La sentenza è disponibile, nel testo integrale, nella nostra banca dati Giurisprudenza.

Il Consiglio di Stato ha rimesso all’esame della CGUE una serie  questioni di corretta interpretazione del diritto comunitario, nei termini che seguono:

1) se l’ordinamento comunitario – e segnatamente il considerando 31 e l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b) della direttiva 2001/29/CE – osti a una disciplina nazionale (in particolare: l’articolo 71-sexies della LDA italiana in combinato operare con l’art. 4 del d.m. 30 dicembre 2009) la quale preveda che, nel caso di supporti e dispositivi acquistati per scopi manifestamente estranei a quelli di copia privata – ossia per uso esclusivamente professionale-, la determinazione dei criteri di esenzione “ex ante” dal prelievo sia rimessa alla contrattazione –o “libera negoziazione”- privatistica, con particolare riguardo ai “protocolli applicativi” di cui al citato art. 4, in assenza di previsioni generali e di alcuna garanzia di parità di trattamento tra Siae e soggetti obbligati al versamento del compenso, o loro associazioni di categoria”;

2) se l’ordinamento comunitario – e segnatamente il considerando 31 e l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b) della direttiva 2001/29/CE – osti a una disciplina nazionale (in particolare: l’articolo 71-sexies della LDA italiana in combinato operare con il d.m. 30 dicembre 2009 e con le istruzioni impartire dalla SIAE in tema di rimborsi) la quale preveda che, nel caso di supporti e dispositivi acquistati per scopi manifestamente estranei a quelli di copia privata – ossia per uso esclusivamente professionale -, il rimborso possa essere richiesto dal solo utente finale anziché dal produttore dei supporti e dispositivi.

Non possiamo che esprimere grande soddisfazione per la decisione di ieri del Consiglio di Stato che, confermando le sentenze del Tar Lazio del 2012, ha integralmente rigettato i ricorsi presentati contro la copia privata, che è e resta un compenso giusto e perfettamente legittimo. La sentenza è senza ombre e chiude la porta, speriamo definitivamente, a ogni strumentalizzazione contraria al diritto degli autori e editori italiani di vedere remunerate le loro opere” ha dichiarato il presidente della Siae, Gino Paoli.

Quanto alle esenzioni ‘ex ante’ per gli apparecchi a uso esclusivamente professionale, e quindi non suscettibili di uso per copia privata, la Siae ha sino a oggi operato nel rispetto dell’ incarico assegnatole dall’ ordinamento nazionale. Del resto, il criterio dettato dalla stessa Corte di Giustizia per l’ individuazione delle predette esenzioni è quello della manifesta estraneità dei dispositivi alla copia privata (e quindi manifesta destinazione dei dispositivi stessi a un uso esclusivamente professionale)“.

Viva il Consiglio di Stato. Viva il diritto d’ autore“- commenta Paoli – “e se poi qualcuno volesse fissare dei criteri generali per gli usi professionali, la Siae sarà contenta e persino sollevata di doverli applicare“.

In seguito ai ricorsi proposti per l’ annullamento del decreto ministeriale 30 dicembre 2009 sulla determinazione dell’ equo compenso per copia privata, di cui è giunta recentemente la sentenza dal Consiglio di Stato, Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell’ industria musicale italiana) afferma: “La decisione del Consiglio di Stato in materia di copia privata conferma l’ impianto italiano e respinge le pretese di annullare il D.M. del 30 dicembre 2009“.

Mazza ha inoltre aggiunto che “il rinvio alla Corte di Giustizia con riferimento al tema dei protocolli applicativi Siae per l’ uso professionale non potrà fare altro che chiarire ulteriormente l’estensione del prelievo, cosa che come industria musicale abbiamo sempre auspicato“.

Per Confindustria Cultura, la sentenza parziale del Consiglio di Stato conferma la piena legittimità del Decreto dell’allora Ministro Bondi rigettando nel merito tutti i motivi di ricorso degli appellanti. “Le censure dedotte sono infondate e vanno respinte: le sentenze impugnate del TAR meritano di essere confermate”, un pronunciamento piuttosto eloquente ed emblematico a favore delle ragioni dei titolari dei diritti e del provvedimento del 2009 con si è previsto l’aggiornamento dei compensi per copia privata. La remissione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per uno specifico e limitato aspetto, relativo alla compatibilità del nostro impianto normativo (primario e secondario) per l’esenzione ex ante del prelievo per gli usi esclusivamente professionali, tramite protocolli applicativi, non sposta di una virgola il giudizio complessivo sul sistema di prelievo italiano e cioè di conformità, proporzionalità e ragionevolezza del quadro vigente, aggiornato, come noto, nel 2014 dal Ministro Dario Franceschini. La Sesta Sezione della massima giustizia amministrativa ha infatti ribadito, in tutte le sue parti, le decisione assunte dal TAR, confermando l’infondatezza e l’inconsistenza giuridica del ricorso degli appellanti, sottolineando, ancora una volta, che ciò che conta ai fini della soggezione all’obbligo di pagamento dell’equo compenso è che apparecchiature, dispositivi e supporti di riproduzione siano idonei (“la mera capacità, idoneità, potenzialità di realizzazione di copie private da parte di tali apparecchi”) a essere utilizzati per realizzare copie private, potendo causare un pregiudizio potenziale all’autore dell’opera protetta.

Per il Presidente del NuovoImaie Andrea Miccichè, “questa sentenza non solo conferma la piena legittimità delle tariffe di Copia Privata stabilite nel Decreto Bondi, ma sferra un duro colpo ai continui attacchi che gli autori, i produttori e gli artisti interpreti e esecutori continuano a subire da parte di aziende che sempre più massicciamente ottengono un successo commerciale grazie alla loro capacità di riprodurre contenuti tutelati“. È una decisione fondamentale, quindi, per tutto il settore creativo e, in particolare, per gli artisti interpreti esecutori. “I compensi per copia privata per gli interpreti esecutori” – conclude Miccichè – rappresentano una componente significativa dei loro diritti oltre che fonte di sostegno e promozione delle loro attività artistiche e professionali”.

Anche Audiocoop, il coordinamento delle etichette discografiche indipendenti italiane, esprime soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato. “Hanno vinto la logica della tutela e dello sviluppo del diritto d’autore contro chi, senza pagare alcun prezzo equo, ritiene di poter diffondere la creatività culturale praticamente a titolo gratuito per sfruttarla al massimo tenendo per sé, in gran parte piattaforme multinazionali monopoliste, il massimo del profitto senza condividerlo in maniera più giusta con la filiera creativa culturale e musicale come richiesto a gran voce da più parti da ogni parte del mondo, anche da grandi artisti. Ora dopo questa vittoria che tutto il settore saluta con soddisfazione è tempo urgente di rispondere agli impegni presi come filiera della musica con il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, che ha siglato con forza tale decreto, a tutela dei contenuti del made in Italy culturale, con l’allestimento di un tavolo tecnico presso il Mibact insieme alla Siae e alle associazioni della discografia e dell’audiovisivo per investire una parte dei maggiori introiti per i diritti nell’innovazione e nella creatività, nei giovani e nel futuro, nelle opere prime e nei festival e nelle piattaforme Made in Italy che valorizzano i giovani talenti guardando così con maggiore fiducia al futuro culturale del nostro paese“.

Il Copyright Board Of Canada stabilisce le tariffe per copia privata per il 2015 e 2016

Il 13 dicembre scorso il Copyright Board of Canada ha stabilito le tariffe per copia privata per gli anni 2015 e 2016.

Le tariffe mantengono il prelievo per copia privata per ogni unità di CD-R, CD-RW, CD-R audio e CD-RW audio al valore di 29 centesimi di dollaro (canadese).

Le tariffe sono disponibili sul sito web del Copyright Board al seguente indirizzo:
http://www.cb-cda.gc.ca

La Finlandia cambia il sistema di copia privata

Come già in precedenza la Spagna, in Finlandia nei giorni scorsi è stata approvata una modificata al sistema di copia privata di fonogrammi e videogrammi, ove è stato eliminato il prelievo dai supporti e apparecchi di riproduzione e istituito un fondo speciale, gestito dal Governo, che si occuperà di finanziare e distribuire il compenso agli aventi diritto (autori ed editori musicali, artisti interpreti esecutori, produttori discografici, produttori audiovisivi).

Ricordiamo che nella UE, il sistema del prelievo vige in tutti i paesi, tranne Inghilterra e Irlanda, dove la copia privata è proibita, e Spagna e Finlandia che hanno istituito il fondo speciale.

Anche l’Adusbef nell’accordo tra Siae e Federconsumatori

La Adusbef (Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari) è entrata a far parte del Protocollo d’intesa dello scorso 22 settembre firmato da SIAE e Federconsumatori.

Nato con l’intento di dar vita a una serie di iniziative per sostenere e sviluppare una corretta informazione e formazione dei cittadini, per favorire la fruizione legale delle opere dell’ingegno e per sostenere e promuovere la creatività, con il Protocollo è stato costituito l’Osservatorio per il monitoraggio delle dinamiche del mercato interno ed internazionale, con particolare riferimento a quello digitale a tutela dei consumatori, e ai servizi di offerta delle opere dell’ingegno. A siglare l’addendum al Protocollo d’intesa, il Presidente di Adusbef, Elio Lannutti, il Presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti e il Presidente di SIAE, Gino Paoli.

Insieme a SIAE e Federconsumatori quindi anche l’Adusbef, associazione che promuove ed assicura la tutela, sul piano informativo-preventivo, contrattuale e giudiziale-risarcitorio, di fondamentali diritti, tra i quali quelli di natura informativo-divulgativa, quali il diritto ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità. L’Osservatorio per il monitoraggio dell’informazione e della legalità nel diritto d’autore, originariamente composto da tre rappresentanti della SIAE e tre della Federconsumatori, viene ora integrato con un rappresentante dell’Adusbef, raggiungendo il numero complessivo di sette componenti.

Fonte: www.siae.it

SIAE: protocollo d’intesa con AIRES e ANCRA per monitorare il mercato dei prodotti per i quali è previsto il compenso per copia privata

E’ stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), ANCRA (Associazione Nazionale Commercianti Radio Televisione Elettrodomestici Dischi e Affini) in coordinamento con Confcommercio – Imprese per l’Italia e SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) con l’obiettivo di monitorare il mercato dei prodotti per i quali è previsto il compenso per copia privata.

Il Protocollo d’intesa – firmato dai Presidenti Gino Paoli (SIAE), Alessandro Butali (AIRES), Paolo Galimberti (ANCRA) – è nato con l’intento di contrastare azioni scorrette che possano compromettere la giusta raccolta e la conseguente distribuzione dei diritti d’autore ai titolari e al tempo stesso creare forme di concorrenza sleale a discapito degli operatori commerciali onesti.

L’accordo prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che raccoglierà dati utili ad individuare linee di tendenza del comportamento delle aziende in tema di adempimenti previsti dalla legge nel settore. Semestralmente, poi, saranno redatte relazioni sul lavoro svolto e sulle problematiche di mercato riscontrate. Il Gruppo, inoltre, potrà richiedere specifiche audizioni presso il Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore per rappresentare tematiche afferenti il mercato dei prodotti per i quali è prevista la corresponsione dei compensi per copia privata.

Il gruppo di lavoro sarà formato da quattro componenti, due designati da SIAE e due designati congiuntamente da AIRES e ANCRA, ai quali potranno unirsi altri soggetti a seconda delle necessità. I componenti del gruppo interverranno a titolo gratuito.

Siae coglie la prima mela e regala iPhone

Alla mossa provocatoria di Apple (che ha alzato i prezzi dei suoi device con la scusa della copia privata) gli autori italiani hanno risposto con una conferenza stampa, mercoledì 30 luglio al Museo Teatrale del Burcardo, a Roma, ribadendo le loro giuste ragioni e regalando i preziosi cellulari (acquistati in Francia e pagati meno che in Italia) agli allievi di tre prestigiose scuole, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia.

Al tavolo c’erano il regista Paolo Virzì e l’autore televisivo Antonio Ricci, in sala i musicisti Franco Micalizzi, Federico Monti Arduini, il regista e sceneggiatore Francesco Bruni, gli autori Biagio Proietti, Andrea Purgatori, Linda Brunetta, Paolo Franchini, rappresentanti del Consiglio di Sorveglianza come Silvia Villevieille Bideri, Massimo Cinque e Alessandro Angrisano, insieme ai rappresentanti di tante associazioni che operano nel sociale, Leonardo Carmenati della Croce Rossa Italiana, Sandra Cioffi di Telefono Azzurro, Cristina D’Antoni della Comunità di San Benedetto al Porto (di Genova) alle quali è stato donato il telefonino (insieme a Libera, Exodus e l’Associazione Italiana Boy Scout).

Il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, ha fatto il punto sulle iniziative sull’equo compenso per la copia privata che ha portato, dopo la firma del decreto Franceschini sull’ aumento delle tariffe, a un aumento dei prezzi da parte di Apple per i suoi dispositivi, indicando in fattura la dicitura ‘ tassa sul copyright’ al posto di equo compenso. “Abbiamo comprato 22 Iphone a Nizza – ha dichiarato Blandini che ha dato un morso a una rotonda mela gialla a simboleggiare la sfida con l’azienda fondata da Steve Jobs – per dimostrare a tutti come in Francia, nonostante l’equo compenso per copia privata sia molto più alto che in Italia, i prezzi siano inferiori rispetto a quelli del nostro Paese. Questo è un fatto, non un’opinione discutibile. Io rappresento i quasi 100 mila associati Siae, tanti autori che provano a vivere coi frutti del loro lavoro e perciò difendo la libertà dei tantissimi creativi italiani. Abbiamo varato nei giorni scorsi e a settembre partiremo con l’istituzione di un Osservatorio Permanente sulla Copia Privata e sul Diritto d’Autore, insieme a Federconsumatori, un’associazione che raggruppa oltre 160mila utenti, monitorando regolarmente il mercato dei prodotti multimediali e i loro prezzi“.

Proprio Francesco Avallone, il Vice Presidente di Federconsumatori, ha ricordato “la class action che abbiamo intentato contro Apple che non dava una garanzia di due anni sui suoi prodotti come prescritto dalle norme europee, abbiamo vinto e li abbiamo costretti a concederla. Adesso vogliamo portare all’attenzione del Consiglio Nazionale Consumatori -sede adatta per discutere di questi temi- i rappresentanti di alcune società tecnologiche per fare in modo che i device, che sono anche e soprattutto dei prodotti culturali, siano sempre più a buon mercato e con le giuste garanzie per i consumatori. Non possiamo assistere senza far niente all’aumento dei profitti dei produttori che già lucrano abbondantemente sul prezzo di vendita“.
All’azione dimostrativa odierna, il dg Blandini, ha accompagnato tre lettere di diffida partite questa mattina e dirette alle tre sedi, in Usa, Italia e Olanda, del colosso americano, accusato di aver messo nero su bianco sulle sue ricevute l’impropria dicitura ‘copyright levy’ ovvero tassa sul diritto d’autore.

A lanciare l’allarme sulla situazione del mondo della cultura è Gino Paoli, presidente della Siae: “C’è un attacco al Diritto d’Autore in tutto il mondo, ma il diritto d’autore è l’unico guadagno che gli artisti hanno. La creatività è uno dei beni più grossi che abbiamo, e dobbiamo far capire alla gente che l’equo compenso non è una tassa Siae ma un compenso legittimo all’autore, come ha stabilito la Corte di Giustizia Europea in numerose sentenze. Continuo a sentir parlare di Siae come un carrozzone burocratico ma nessuno racconta le nostre tante iniziative di solidarietà, andiamo a portare aiuto negli ospedali, nelle carceri, alle associazioni che lavorano coi disabili. E diamo borse di studio ai giovani talenti e contributi in denaro a tante manifestazioni“.

In platea anche Francesco Boccia, il parlamentare del Partito democratico e presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati: “Ci vuole forza, coraggio e libertà per sostenere questa battaglia culturale – ha detto Boccia – La musica e il cinema sono stati i primi comparti ad avere il commercio elettronico e sono stati travolti dall’economia digitale che ha trasformato la vita nostra e quella dei nostri figli. Le risorse accumulate da queste società che vendono pubblicità sulla rete sono enormi, loro non pagano le tasse nel Paese in cui producono reddito. L’equità fiscale che io sostengo non deve essere vista come un freno allo sviluppo della rete“.

SIAE: Apple discrimina i consumatori italiani

La SIAE prende atto con rammarico dell’incremento dei prezzi dei dispositivi Apple, fatto che dimostra ancora una volta come la multinazionale americana abbia come unico obiettivo quello di aumentare i propri profitti attraverso la discriminazione dei consumatori italiani rispetto a quelli degli altri Paesi europei dove,pur in presenza di una copia privata più elevata, i prezzi restano notevolmente più bassi, come risulta palese dalla tabella allegata.

La SIAE inoltre reagirà con determinazione rispetto alla proditoriaindicazione “tassa sul copyright”, utilizzata da Apple.

Inoltre, per dimostrare la scorrettezza del colosso americano, laSIAE si riserva di vendere in Italia iPhone ai prezzi francesi, favorendo così i consumatori ed evitandone l’ingiustificata depredazione decisa dall’azienda di Cupertino.

La SIAE invita, infine, tutte le associazioni dei consumatori a unirsi alla Società per difendere i consumatori italiani e la cultura del nostro Paese.

Tabella comparativa prezzi

Equo compenso per copia privata – Polillo (Confindustria Cultura Italia): “Nessuna tassa sull’innovazione ma giusta retribuzione per copyright”

Confindustria Cultura Italia difende il decreto del Governo che ha adeguato, dopo quasi due anni dalla scadenza, i compensi per le riproduzioni ad uso personale di musica e film su device come smartphone e tablet. Marco Polillo, presidente della Federazione italiana dell’industria culturale aderente a Confindustria, che riunisce 17mila imprese che producono contenuti e che sono in prima linea nell’innovazione digitale, torna a prendere posizione sul tema: “E’ una falsa rappresentazione quella che vede l’equo compenso come una tassa sull’innovazione e nemica dei giovani consumatori di tecnologie digitali. L’adeguamento del compenso, peraltro a standard meno elevati di Paesi leader nella produzione di contenuti come Francia e Germania, è un processo in atto in molti Stati membri. Prima dell’Italia – spiega – hanno adattato il compenso a smartphone e tablet, oltre ai già citati Francia e Germania, anche Austria, Olanda, Belgio e Svezia“.

Quest’ultimo caso risulta interessante perché una delle critiche mosse al provvedimento siglato dal Ministro Franceschini sarebbe quella di non aver tenuto conto dell’evoluzione tecnologica che favorirebbe un consumo prevalente in streaming: “La Svezia, mercato leader nello streaming musicale, con il 70% del mercato che genera ricavi da questo segmento (IFPI 2013), – prosegue – lo scorso anno ha approvato una revisione della norma che include smartphone e tablet nel compenso per copia privata. Nella stessa Francia i consumatori che utilizzano lo streaming sono il 36% (Ipsos) e nel 2013 anche qui sono state elevate le tariffe su smartphone e tablet, molto al di sopra della media italiana. Insomma non è vero. Come non è vero il fatto che questo compenso frenerebbe lo sviluppo digitale in Italia: è smentito dai dati sul mercato dei device di altri Paesi dove già si può misurarne l’impatto“.

In Francia, per esempio, nel 2012 la penetrazione degli smartphone era sotto il 30% e dopo l’approvazione al rialzo del compenso, nel 2013 è salita al 53% (Comscore); in Olanda è passata dal 35% al 44% (eMarketer) e in Svezia il forecast per il 2014 prevede di arrivare al 56%. “E’ evidente – sottolinea Polillo – che l’applicazione del compenso non ha alcun effetto depressivo del mercato e in ogni caso tutti i device sono ampiamente utilizzati per archiviare contenuti protetti da copyright. Ad un costo irrisorio rispetto ad uno smartphone di fatto un consumatore ha una possibilità illimitata di riprodurre contenuti, ad esempio musicali, da una fonte legittima“.

Confindustria Cultura Italia nega anche che il “compenso possa andare a rimpinguare il bilancio della SIAE. La società ha solo un mandato per legge di incassare tale compenso ma l’intera somma viene poi ripartita agli aventi diritto, ovvero autori, editori, artisti e imprese del settore, direttamente o tramite altre collecting“.

Confermiamo il nostro appoggio – conclude Polillo – alla misura introdotta dal Governo, che riconosce l’impianto di un sistema di remunerazione che fino ad oggi, come stabilito da ripetute decisioni della Corte di Giustizia UE, è il migliore possibile“.

Il Ministro Franceschini firma il decreto che ridetermina l’equo compenso per la copia privata

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, dopo un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate, ha firmato il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore. Il Ministro Franceschini e il Presidente della Siae, Gino Paoli hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime.

GARANTITA LA CREATIVITÀ
“Con questo intervento – ha commentato Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori.”

CAPZIOSO CHI PARLA DI TASSA SUI TELEFONINI A CARICO DEI CONSUMATORI
“Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.

NESSUN AUTOMATISMO SUI PREZZI DI VENDITA
“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”.

AGGIORNAMENTO PREVISTO DALLA LEGGE
“Ho applicato doverosamente una norma di legge vigente” ha concluso il ministro Franceschini ricordando che “è dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato e che, entro 12 mesi, verificherà lo stato di applicazione di questo provvedimento. Governo e parlamento dovranno adesso riflettere sulla necessità di adeguare la norma di legge ai cambiamenti tecnologici e di mercato, in parte già avvenuti e in parte prevedibili”.

L’APPELLO DEL MONDO DELLA CULTURA
Il decreto corrisponde alle tante sollecitazioni del mondo della cultura. Solo un mese fa, oltre 4.000 autori hanno chiesto al governo di intervenire a tutela del diritto alla creatività e di monitorare i riflessi della costante e rapida evoluzione tecnologica nel mondo dell’arte.

I FIRMATARI: DA SORRENTINO A MORRICONE
Hanno firmato l’appello al ministro Franceschini tra gli altri: Paolo Sorrentino, Toni Servillo, Roberto Andò, Renzo Arbore, Pupi Avati, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Al Bano, Angelo Barbagallo, Franco Battiato, Pippo Baudo, Andrea Bocelli, Fausto Brizzi, Caterina Caselli, Luca Carboni, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Paola Cortellesi, Maurizio Costanzo, Simone Cristicchi, Gigi D’Alessio, Maria De Filippi, Francesco De Gregori, Elisa, Roby Facchinetti, Fedez, Sabrina Ferilli, Tiziano Ferro, Elio Germano, Paolo Genovese, Dori Ghezzi, Irene Grandi, Raphael Gualazzi, Francesco Guccini, Luciano Ligabue, Daniele Luchetti, Neri Marcoré, Franco Migliacci, Riccardo Milani, Mogol, Enzo Monteleone, Gianni Morandi, Ennio Morricone, Orchestra Piazza Vittorio, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Nicola Piovani, Eros Ramazzotti, Danilo Rea, Antonio Ricci, Marco Risi, Kim Rossi Stuart, Stefano Rulli, Renzo Rubino, Stefano Rulli, Claudio Santamaria, Enrico e Carlo Vanzina, Antonello Venditti, Carlo Verdone, Renato Zero, Nina Zilli e Zucchero.

LA TABELLA DEI COMPENSI

EquoCompenso2014
Equo compenso per copia privata 2014

 

I COMMENTI

Capezzone conferma la sua ignoranza delle normative europee e delle leggi dello Stato italiano. Non rammenta neanche che l’equo compenso su smartphone fu introdotto da Sandro Bondi. Il suo disprezzo verso chi crea arte e cultura non merita neanche di essere ulteriormente commentato“. Cosi’ risponde Gino Paoli, presidente della SIAE, in una nota ufficiale a Daniele Capezzone (FI) che aveva attaccato la Societa’ definendola “un carrozzone pubblico, un ente inutile e inefficiente che andrebbe abolito, il quale a sua volta girera’ questi soldi ad artisti gia’ famosi e gia’ ricchissimi“, nel merito della del provvedimento di adeguamento delle tariffe per copia privata.

Comprendo l’amarezza e le preoccupazioni del presidente di Confindustria Digitale Catania. D’altronde i 4 euro concessi agli autori rischiano di mettere in grave pericolo i fatturati delle multinazionali che invece del 120% potrebbero crescere solo del 118%. Chiedero’ al nostro direttore generale di trovare 10/20 mila euro per un progetto di sostegno psicologico destinato ai manager delle multinazionali” ha commentato Gino Paoli .
Per quanto riguarda le dichiarazioni di Capezzone, non mi sorprendono affatto – prosegue Paoli -. Si tratta infatti di una persona che, nel tempo, ha piu’ volte tradito se stesso; ininfluente e incompiuto come i suoi pensieri“.

Per FIMI, (Federazione dell’industria musicale italiana di Confindustria), il Decreto in materia di equo compenso per la copia privata firmato dal Ministro Dario Franceschini, risulta equilibrato e tiene conto dell’evoluzione tecnologia che attualmente consente ai consumatori di realizzare con più facilità riproduzioni personali grazie a smartphone e tablet.
La copia privata é una forma di licenza illimitata che consente di utilizzare al meglio la propria musica legale” ha dichiarato il CEO di FIMI, Enzo Mazza. “Con questo Decreto il Ministro aggiorna le tariffe avvicinandole a quelle europee, riconoscendo che si tratta di un compenso per diritti e non una tassa” ha concluso infine Mazza.

Diritti connessi: accordo tra le tre società di gestione collettiva SCF, Nuovo IMAIE e Itsright

SCF, Nuovo Imaie e Itsright, le tre società di collecting dei diritti dei produttori fonografici e degli artisti interpreti ed esecutori (ricordiamo che per legge i produttori incassano dagli utilizzatori anche la quota spettante agli artisti interpreti), dopo mesi di dure battaglie finite anche in Tribunale, hanno siglato un accordo trilaterale che consentirà finalmente, nei prossimi mesi, di ripartire agli artisti stessi i diritti raccolti da SCF sia in relazione alle utilizzazioni secondarie dei fonogrammi ex artt. 73 e 73.bis l.d.a. che il compenso per la copia privata incassato da SIAE ex artt. 71-sexies e seguenti l.d.a.

Le somme raccolte dal 2012 in poi da SCF e ora ripartibili agli aventi diritto ammontano a circa 20 milioni di euro.

L’accordo è stato notificato, come da legge, al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria presso la Presidenza del Consiglio.

Franceschini: a breve le nuove tariffe sulla copia privata, poi la verifica

Verifica ad un anno dall’introduzione per le nuove tariffe da applicare in tema di diritto d’autore per l’equo compenso della copia privata. E’ la proposta del ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini, che mercoledì scorso in un’audizione alla commissione Cultura della Camera, è tornato sulla spinosa questione.

“Il tentativo di mediazione tra Confindustria Digitale e Siae, che sono su posizioni contrapposte, non è riuscito”, ha ammesso Franceschini, “ma il decreto è scaduto dal 2012 ed io sono costretto per legge ad aggiornarlo. Continuerò a spendermi fino all’ultimo per un accordo, poi mi assumerò l’onere della decisione”.

Riferendo ai deputati della commissione presieduta da Giancarlo Galan, il ministro ha ricordato tutto il lungo percorso di incontri, consultazioni, audizioni delle parti. “La cosa importante – ha fatto notare – è che va detto chiaramente che la copia privata non è una tassa sui telefonini, come ho letto spesso, bensì una modalità di riscossione del diritto d’autore che va a beneficio degli autori e della creatività. Non va pagata dai consumatori, bensì da coloro che fabbricano e importano questi prodotti”.

Uno studio affidato al comitato consultivo per il diritto d’autore, ha sottolineato Franceschini, dimostra poi che in Europa, laddove esiste la legge sulla copia privata (in Gran Bretagna per esempio non c’è) queste tariffe sono molto più alte rispetto all’Italia (su uno smartphone adesso in Italia la tariffa è di 0,90 euro, in Francia 8 euro, in Germania fino a 36 euro). E nei paesi dove le tariffe sono più alte rispetto a quelle italiane, “il prezzo dei più noti smartphone è di solito più contenuto” (un iPhone 5 costa 729 euro in Italia e 709 in Francia). Di qui la necessità di aumentare le tariffe anche in Italia.

Il ministro ha ricordato che lo studio del comitato consultivo ha portato ad indicare una cifra di riferimento possibile per smartphone e tablet “che è di 5,20 euro”. La legge, ha ribadito, “mi obbliga ad emanare il decreto e ad aggiornare le tariffe. Ho proposto alle parti che, poiché in questo settore è tutto in evoluzione e lo sarà sempre, sono disponibile, subito dopo l’introduzione delle nuove tariffe, ad avviare un tavolo tecnico e poi fare una verifica dopo un anno in modo che si possa decidere se in base all’andamento si debba aumentare, diminuire o cambiare la legge”.

Tra le possibilità, ha concluso, anche quella di destinare, previo accordo con la Siae, una parte del gettito della copia privata (che nel 2012 con le tariffe a 0,90 euro è stato di 70 milioni) ai giovani autori: “Ne ho già cominciato a parlare con la Siae”.

Corte di Giustizia Europea: la copia privata è legale solo se la fonte è legale

La Quarta sezione della Corte di Giustizia Europea con sentenza del 10 aprile scorso, ha statuito che il diritto dell’Unione, in particolare l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29/CE, in combinato disposto con il paragrafo 5 di tale articolo, dev’essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale che non fa distinzione tra la situazione in cui la fonte a partire dalla quale una riproduzione per uso privato è realizzata è legale e la situazione in cui tale fonte è illegale.
Pertanto, la direttiva 2004/48/CE dev’essere interpretata nel senso che non è applicabile ad un procedimento in cui i debitori dell’equo compenso chiedono al giudice del rinvio di statuire contro l’organizzazione incaricata della riscossione e della ripartizione di tale compenso tra i titolari dei diritti d’autore, che si oppone a tale domanda.

Siamo soddisfatti nel leggere che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea” ha commentato il presidente della Siae Gino Paoli, “sottolinea la necessità dell’equo compenso per gli autori, confermando ancora una volta che il compenso per copia privata è da intendersi solo per le opere protette dal diritto d’autore e non per le riproduzioni illegali“.

In sostanza la Corte ha chiarito che la copia privata è permessa solamente nel caso in cui la fonte da cui è realizzata la copia sia legale. Nella pratica, non è possibile applicare le norme sulla copia privata di cui alla direttiva 2001/29/CE e presenti nella nostra l.d.a. agli artt. 71-sexies e ss., se il fonogramma o il videogramma sono di provenienza illecita.

La normativa italiana considera la copia privata solo con riferimento alle fonti lecite di riproduzione, come si legge dalla relazione illustrativa del DM del 30/12/2009 e come si evince dal riconoscimento del TAR. A tale proposito l’avvocato generale della Corte Europea di Giustizia ha sottolineato che in alcuni Stati Membri, tra cui la Repubblica Italiana “la legge che assicura la trasposizione della direttiva 2001/29 esclude l’applicazione della copia privata alle riproduzioni realizzate a partire dalle fonti illecite“.

In Italia sono 250mila gli iscritti alle 10 associazioni audiovisive e, grazie alla copia privata, viene tutelato il loro lavoro e, soprattutto il diritto alla creatività. “Quotidianamente combattiamo contro la pirateria e l’illegalità” conclude Paoli, “due pesanti realtà che sempre più ostacolano il lavoro degli autori e delle produzioni italiani“.

Megatruffa da 252 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza e dalla SIAE

Una megatruffa con evasione fiscale per oltre 252 milioni di euro, su materiale informatico, cd e dvd vergini, è stata scoperta e smantellata ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la SIAE.

Dobbiamo fare un plauso all’eccellente esito dell’azione delle Fiamme Gialle che si è giovata della collaborazione del Servizio Antipirateria e dell’Ufficio Copia Privata della SIAE” ha detto Sabina Riccardelli, Vice Direttore Generale SIAE, commentando l’operazione che ha portato a smascherare un ingegnoso sistema criminale. “Il successo è frutto di un’attività d’intelligence attenta e raffinata, che ha individuato ingenti quantitativi di supporti audiovisivi vergini ed altro materiale informatico, prevalentemente a marchio Verbatim, destinati ad alimentare il mercato italiano in totale evasione delle imposte e dei compensi dovuti per copia privata“.

Le indagini, avviate dagli uomini della Guardia di Finanza di Fiumicino, partono da una pregressa attività investigativa su clan camorristici che avevano il controllo della pirateria audiovisiva partenopea, per svilupparsi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e controlli presso le aziende, volti a ricostruire minuziosamente i canali di approvvigionamento del materiale informatico.

In tale contesto sono stati sequestrati oltre 23 milioni di cd/dvd “vergini” oltre a 500.000 euro in contanti utilizzati per pagamento, ovviamente in nero, del materiale sequestrato. La merce in apparenza esportata al di fuori del territorio nazionale, tramite vendite estero su estero, veniva di fatto distribuita in Italia, scortata da documenti di trasporto contraffatti, inoltre, grazie all’omesso pagamento delle imposte e dei compensi dovuti alla SIAE, sia le aziende campane in odore di camorra che quelle operanti nella grande distribuzione, riuscivano ad ottenere la merce a prezzi talmente bassi da sbaragliare letteralmente la concorrenza del settore.

Il profitto dei reati, conseguito dall’associazione è stato quantificato in euro 252.340.629, di cui 156.013.094,70 euro, per la mancata corresponsione del compenso per copia privata; e 96.327.534,30 euro di IVA ed IRES evasi.

La DDA ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente sui beni nella disponibilità degli indagati, anche per interposta persona, fino a concorrenza per la somma di euro 252.340.629, in particolare: 164 conti correnti, 46 obbligazioni finanziarie, 34 titoli al portatore, 8 cassette di sicurezza, 38 fondi di investimento, 56 auto e moto di lusso, uno yacht di 15 metri e 71 prestigiose proprietà immobiliari e terriere, di poter garantire l’ingente pretesa erariale.

L’importante risultato di oggi, nel campo dei supporti fisici, non deve far diminuire l’allerta sul fenomeno della pirateria digitale, molto radicato nel nostro paese, che colpisce l’industria dei contenuti, l’erario e anche l’immagine dello Stato Italiano” ha aggiunto la Riccardelli. “In questo senso, fortunatamente, possiamo disporre anche del prezioso Regolamento Agcom sul diritto d’autore online, uno strumento che consente una più incisiva tutela della filiera creativa tutta“.

 

Equo compenso per la copia privata: l’aggiornamento arriverà

Il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, presentando alla stampa i nuovi componenti del Consiglio Superiore dei Beni culturali, ha dichiarato che aggiornerà l’equo compenso per copia privata.

Scaduto nel 2012, verrà aggiornato come previsto dalla legge” ha assicurato il ministro. “La prossima settimana faremo un tavolo con tutte le parti interessate e poi prenderò una decisione. Probabilmente mi prenderò fischi da tutti, perché così accade quando si devono fare mediazioni di questo genere, ma io ho un obbligo di legge, cioè rivedere quelle tabelle che sono del 2009 e che dovevano essere aggiornate nel 2012“.

Dobbiamo fare il decreto ministeriale per l’equo compenso che va a incidere su una serie di supporti tecnologici che ormai non interessano più nessuno. Va a insistere su smartphone, tablet e computer. Sapete che i punti di vista sono molto lontani tra Confindustria digitale, la Siae e i consumatori. Io ho fatto diversi incontri, l’ultimo questa mattina“.

Franceschini ha poi precisato: “dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è: il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’ artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività. Il diritto d’ autore è stato uno dei temi centrali dell’ incontro della scorsa settimana dei ministri della Cultura dell’ Ue ed è in cima all’ agenda europea, perché tutte le nuove tecnologie comportano questioni attinenti il diritto d’ autore“.

Il Nuovo IMAIE esprime soddisfazione per la sentenza che sancisce il diritto irrinunciabile alla copia privata

Con la sentenza pubblicata in questi giorni e relativa alla causa SKY – SIAE, di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi, il Tribunale di Milano conferma il principio dell’irrinunciabilità dell’equo compenso per copia privata, poiché si tratta di compenso diverso da quello oggetto del procedimento.

Questa sentenza conferma quanto da sempre da noi sostenuto – dice il Presidente Nuovo IMAIE, Andrea Miccichè – ovvero che l’equo compenso per copia privata è un diritto indipendente e diverso dagli altri diritti riconosciuti agli artisti, interpreti ed esecutori ai quali, quindi, spetta un diritto irrinunciabile all’ equo compenso per copia privata a prescindere da qualsiasi diverso accordo in merito. La sentenza – conclude Miccichè –fa quindi luce su una questione fondamentale, confermando che anche a fronte di una eventuale cessione del diritto all’ equo compenso per copia privata, gli artisti interpreti esecutori mantengono comunque la piena legittimazione a ricevere la quota di copia privata di loro spettanza“.

UK verso la copia privata

Il governo britannico ha redatto un disegno di legge che modifica l’attuale disciplina sul diritto d’autore che, se approvato dal Parlamento, entrerà in vigore nel giugno prossimo.

Fra le principali modifiche previste dal testo di legge, quelle relative alla copia privata, fino ad oggi proibita dalla normativa britannica: da giugno sarà possibile effettuare copie ad uso personale di cd o e-book acquistati legalmente come nella maggior parte dei paesi europei allo scopo di creare copie di backup sui propri dispositivi digitali.

Non sarà invece consentito distribuire copie, anche se senza fini di lucro, delle opere riprodotte o copiare video scaricati illegalmente da siti di condivisione.

Fonte: www.siae.it

Anche gli autori e gli interpreti inglesi vogliono il compenso per copia privata

Anche i musicisti inglesi scendono in campo a favore della copia privata.

Mentre in Italia continuano ad affluire senza sosta le firme alla petizione al Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, per l’adeguamento dell’equo compenso per la copia privata (le adesioni sono finora oltre 2.000), da pochi giorni anche in Inghilterra la Musicians Union (MU) – l’associazione che rappresenta, tra gli altri, cantanti come Paul McCartney, Mick Jagger e Rod Stewart – è scesa in campo assieme al Basca (British Academy of Songwriters, Composers and Authors ovvero la SIAE inglese) per chiedere che la ricompensa per la creatività sia riconosciuta anche nella patria del pop.

Gli unici paesi europei infatti, che non prevedono alcun compenso per la copia privata, sono Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e, appunto, l’ Inghilterra.

Il rappresentante di MU, il sassofonista Horace Trubridge (nella foto), ha dichiarato “oltre la metà dei musicisti professionisti guadagna meno di 20mila sterline l’anno” (poco meno di 24mila euro) e “con i minori introiti derivanti dalla vendita di dischi, oggi i musicisti fanno sempre piu’ affidamento sui piccoli compensi provenienti dai diritti radiofonici, dai concerti o dal merchandising“.

Il compenso per copia privata sarebbe dunque “un’ulteriore e importante fonte di reddito – prosegue Trubridge – per gli artisti. L’ industria musicale inglese vale una somma enorme per l’ economia britannica e negare ai musicisti queste entrate, dando cosi’ ascolto alla lobby delle grandi aziende tecnologiche, non e’ semplicemente ingiusto, e’ anche controproducente“.

Secondo il portavoce, “le grandi aziende tecnologiche possono tranquillamente assorbire questo costo, senza che il prezzo dei dispositivi che vendono aumenti“.

Fonte: www.siae.it

Un sito per la petizione sulla copia privata

SIAE, oltre a mobilitare tutti i suoi associati, ha creato un sito a sostegno della petizione a favore dell’aggiornamento dei compensi per copia privata:

www.copiaprivata.it/

SIAE sta cercando di ottenere l’aggiornamento, fissato per legge, dei compensi per la copia privata, scaduta già da tredici mesi. Il Parlamento Europeo nelle scorse settimane ha approvato il rapporto dell’europarlamentare Françoise Castex, confermando la validità dell’istituto della copia privata.

In Italia, la scorsa settimana, più di 500 autori, registi, artisti e uomini di spettacolo hanno firmato una petizione che chiede al Ministro di fissare l’equo compenso per la copia privata e di tutelare il lavoro degli autori.

Si può aderire alla petizione sia dal Portale Associati SIAE, o dal sito www.copiaprivata.it.

Il mondo della cultura, da Arbore a Verdone, si mobilita per la copia privata

Il mondo della musica, quello del cinema e della televisione, autori e operatori di settore scendono in campo uniti per difendere il diritto di equo compenso per la copia privata, una delle misure necessarie e fondamentali che compensano autori e editori delle opere creative disponibili sui nuovi supporti tecnologici.

Circa 500 nomi illustri del mondo dello spettacolo di tutte le generazioni hanno sottoscritto un appello che parte dalla constatazione che “l’innovazione tecnologica permette di rendere sempre più accessibili i contenuti creativi” e di poterli “duplicare con grande facilità“. “I prodotti delle sempre più ricche multinazionali delle tecnologie vivono anche e soprattutto grazie ai contenuti creativi degli autori e degli artisti. Purtroppo – si legge nella petizione – il decreto del ministero dei Beni culturali che fissa le tariffe dell’equo compenso, in vigore dal 2009, è scaduto nel 2012 e non è stato più adeguato ai cambiamenti tecnologici sopraggiunti nonostante la previsione di legge. Un ritardo insopportabile che rischia di emarginare ancora di più la produzione culturale italiana dal resto dell’Europa, e di togliere futuro e opportunità alle nuove generazioni di autori e artisti“.

I firmatari chiedono che “il nuovo ministro dei Beni culturali approvi con la massima urgenza l’adeguamento dell’equo compenso per copia privata e che le nuove tariffe siano in linea con quei paesi europei, come Francia e Germania, che hanno attuato in questi anni politiche serie di sostegno e tutela della cultura nel pieno rispetto dello sviluppo tecnologico“.
Tra i firmatari Renzo Arbore, Pupi Avati, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Al Bano, Angelo Barbagallo, Franco Battiato, Pippo Baudo, Gianni Bella, Andrea Bocelli, Red Canzian, Caterina Caselli, Luca Carboni, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Paola Cortellesi, Maurizio Costanzo, Simone Cristicchi, Gigi D’Alessio, Maria De Filippi, Francesco De Gregori, Elisa, Roby Facchinetti, Fedez, Sabrina Ferilli, Tiziano Ferro, Elio Germano, Dori Ghezzi, Irene Grandi, Raphael Gualazzi, Francesco Guccini, Luciano Ligabue, Daniele Luchetti, Fulvio Lucisano, Neri Marcoré, Franco Migliacci, Riccardo Milani, Mogol, Enzo Monteleone, Gianni Morandi, Ennio Morricone, Nek, Gino Paoli, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Nicola Piovani, Andrea Purgatori, Eros Ramazzotti, Danilo Rea, Antonio Ricci, Marco Risi, Renzo Rubino, Stefano Rulli, Claudio Santamaria, Cinzia Torrini, Maurizio Totti, Enrico e Carlo Vanzina, Antonello Venditti, Carlo Verdone, Renato Zero e Nina Zilli.

Fonte: www.siae.it