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UE: la Commissione pubblica la Watch List dei siti pirata

La Commissione Europea ha ufficialmente pubblicato la tanto attesa prima edizione della Counterfeit and Piracy Watch-List, lista contenente i siti internet e i mercati fisici che distribuiscono materiale pirata.

La lista segue la consultazione pubblica terminata il 22 gennaio 2018, ed è stata approntata con lo scopo di indicare sia i marketplace online che quelli offline nei quali la violazione della proprietà intellettuale è una prassi normale. La lista si concentra principalmente sui mercati al di fuori dell’Unione Europea, non solo con lo scopo di incoraggiare i controlli locali e i governi a prendere provvedimenti, ma anche di informare i cittadini dell’Unione Europe sui rischi di acquisti in tali marketplace.

Pare che un dominio segnalato sia lecito: si tratta di 1channel, noto ex sito di streaming pirata di film e serie tv di successo, che è stato acquistato di recente dalla Marshall Domains e tramutato in un servizio lecito di redirect al sito 123 Movies, per cercare di convertire i pirati del web che lo utilizzavano in normali consumatori paganti attraverso l’offerta di informazioni sui siti e link ad Amazon Prime.

La Watch-List completa può essere scaricata al seguente link:
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/december/tradoc_157564.pdf 

Diritto d’autore: 58 eurodeputati chiedono all’Unione Europea massima tutela per autori e creatori di contenuti

Sono 58 gli europarlamentari appartenenti ai tre principali schieramenti – S&D, Ppe e Liberali – che hanno firmato una lettera aperta alla Commissione UE affinché l’annunciata riforma del copyright tuteli senza riserve gli autori e i creatori di contenuti.

L’appello bipartisan è stato indirizzato al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, al vicepresidente Andrus Ansip e al commissario Günther Oettinger, per ribadire alcuni punti di fondamentale importanza in vista della proposta europea.

“Chiediamo alla Commissione – si legge nel documento – che la prossima riforma sul copyright preveda in modo chiaro che le esenzioni di responsabilità vadano applicate solo ai provider di servizi online realmente neutri e passivi, e non ai servizi che svolgono un ruolo attivo nella distribuzione, promozione e monetizzazione di contenuti a scapito dei creatori e degli autori. Siamo convinti che la rimozione di questa distorsione nel mercato digitale stimolerebbe la crescita nell’ambito di una economia digitale europea“.

L’iniziativa è stata accolta con favore dalla Gesac, l’associazione europea degli autori e dei compositori. “Questa lettera – afferma il Presidente Christophe Depreter – rappresenta un importante segnale alla Commissione sul fatto che esiste una volontà politica sulla necessità urgente di affrontare positivamente il nodo del trasferimento di valore”.
Infatti, il punto centrale è la remunerazione della creatività sui canali digitali, cioè la questione del value gap, il divario tra il valore ricavato da alcuni dei cosiddetti intermediari tecnici (ne sono esempi aggregatori di contenuti, notizie e motori di ricerca) attraverso la distribuzione e monetizzazione di contenuto (musica, video, notizie, ecc.) e il valore che viene riconosciuto ai titolari dei relativi diritti. Un divario che le principali associazioni di categoria hanno individuato come fonte di criticità per il panorama discografico internazionale.

Tra i firmatari diversi eurodeputati italiani come la capo delegazione del Pd, Patrizia Toia, la presidente della commissione Cultura, Silvia Costa (Pd), i democratici Nicola Danti, Luigi Morgano, Alessia Mosca, e il popolare Stefano Maullu.

Fonte: www.siae.it

L’Italia trasmette alla Commissione Europea il position paper sul Digital Single Market in Europa

Il Governo ha trasmesso alla Commissione Europea la posizione italiana a sostegno dello sviluppo del mercato unico digitale europeo.

In tema di diritto d’autore, secondo Antonello Giacomelli sottosegretario alle Comunicazioni, occorre “bilanciare l’accesso alla conoscenza e all’informazione con la necessità per gli autori e gli altri titolari di diritti sulle opere dell’ingegno di ottenere tutela giuridica e una adeguata remunerazione da parte degli utilizzatori nel rispetto delle diversità culturali e favorendo la crescita economica, chiamando ad un ruolo più deciso, anche in termini di responsabilità, gli intermediari/operatori delle reti elettroniche“.

L’armonizzazione della legislazione sul diritto d’autore dovrebbe proseguire favorendo soluzioni contrattuali, analogamente a quanto già previsto con le licenze multiterritoriali nel settore musicale. Un quadro uniforme in materia di concorrenza e fiscalità dovrebbe, inoltre, essere il presupposto della scelta del regime giuridico in base al criterio del paese di origine dell’uploading (messa a disposizione) ovvero a quello del paese di destinazione. E’ necessario che un’eventuale revisione della direttiva 2001/29/CE avvenga, pertanto, in efficace combinazione con l’adeguamento delle direttive 2004/48/CE in tema di enforcement e 2000/31/CE in materia di commercio elettronico.

Per maggiori informazioni e la consultazione del position paper:
http://www.agid.gov.it/notizie/2015/03/24/trasmesso-il-position-paper-dellitalia-sul-digital-single-market-europa

UE: pubblicati gli elenchi dei tribunali competenti in materia di proprietà industriale e intellettuale in Europa

La Commissione Europea ha pubblicato una pagina sul sito dedicato alla legislazione europea, dal quale è possibile ricavare quali sono i Tribunali competenti in materia di proprietà industriale e intellettuale (diritto d’autore, marchi, brevetti, design, modelli, ecc.) di ciascuno Stato membro dell’Unione europea.

Gli elenchi sono pubblicati al seguente link:
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.C_.2014.332.01.0004.01.ENG

La Commissione presenta azioni intese a migliorare la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale

La Commissione europea ha adottato l’1 luglio scorso due comunicazioni: una relativa ad un piano d’azione inteso a far fronte alle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nell’UE e una relativa ad una strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi.
Il piano d’azione definisce una serie di azioni volte a far sì che la politica dell’UE in materia di rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) si concentri sulle violazioni su scala commerciale (il cosiddetto approccio “follow the money”). La strategia, che definisce un approccio internazionale, esamina i recenti cambiamenti e illustra le possibili modalità per migliorare gli strumenti di cui la Commissione attualmente dispone per promuovere norme più rigorose in materia di DPI nei paesi terzi e per arrestare il commercio di prodotti che violano i DPI.

Il piano d’azione adottato illustra come l’UE intende riorientare la propria politica per migliorare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale da parte del settore privato”, ha dichiarato Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi. “Anziché penalizzare i singoli per violazioni – spesso inconsapevoli – dei diritti di proprietà intellettuale, le azioni indicate nel piano d’azione preparano il terreno verso un approccio “follow the money“, allo scopo di privare i trasgressori su scala commerciale dei loro flussi di entrate.”

È giusto che le nostre imprese, i nostri creatori e i nostri inventori siano adeguatamente ricompensati per i loro sforzi creativi e innovativi“, ha dichiarato Karel De Gucht, Commissario per il Commercio. “Per questo motivo, e per mantenere incentivi che stimolino l’innovazione e la creatività, dobbiamo continuare a lavorare con i nostri partner internazionali per migliorare le norme in materia di diritti di proprietà intellettuale. Rimarremo disponibili ad adattare il nostro approccio in funzione del loro livello di sviluppo, mettendo però in risalto le conseguenze positive che la proprietà intellettuale può avere sulla crescita, sui posti di lavoro e sui consumatori“.

Un’efficace tutela dei DPI deve essere sostenuta da una stretta cooperazione tra le autorità preposte al controllo del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e tra dette autorità e le imprese interessate. Ciò è essenziale sia all’interno dell’UE che con i nostri partner internazionali”, ha dichiarato Algirdas Šemeta, Commissario responsabile per la Fiscalità e l’unione doganale. “Promuovere questo approccio multilaterale è sì arduo ma è l’unico modo per assicurare un’adeguata protezione della nostra proprietà intellettuale nell’UE e nel commercio internazionale.

L’economia globalizzata di oggi si fonda sempre più su industrie basate sulla conoscenza, che hanno resistito alla crisi e sono in forte crescita. Tra il 2003 e il 2012 il numero di nuove registrazioni di brevetti europei, marchi comunitari e disegni comunitari è più che raddoppiato. L’elevato numero di attività che violano i DPI può tuttavia pregiudicare questa tendenza positiva. Nel solo 2012, gli organi di controllo delle frontiere dell’UE hanno rilevato 90 000 casi di merci sospettate di violare i DPI (rispetto a meno di 27 000 nel 2005). Secondo le stime dell’OCSE, ogni anno l’economia mondiale subisce una perdita pari a circa 200 miliardi di euro a causa di violazioni dei DPI.

Per far fronte a questo problema, il piano d’azione dell’UE contro le violazioni dei DPI prevede quanto segue:

  • avviare un dialogo con le parti interessate (ad esempio le agenzie di pubblicità online e i prestatori di servizi di pagamento) inteso a ridurre gli utili provenienti dalle violazioni su scala commerciale via internet;
  • promuovere la dovuta diligenza tra tutti gli attori coinvolti nella produzione di merci fortemente legate alla proprietà intellettuale (PI), in quanto un audit responsabile delle catene di approvvigionamento e l’applicazione della dovuta diligenza riducono i rischi di violazione della PI;
  • aiutare le piccole imprese a far valere i loro DPI in modo più efficace migliorando le procedure giudiziarie; a tal fine, la Commissione esaminerà per la prima volta i regimi nazionali che assistono direttamente le PMI nell’accedere ai sistemi giudiziari;
  • migliorare la cooperazione tra Stati membri e facilitare gli scambi di buone pratiche;
  • prevedere un programma di formazione completo per le autorità degli Stati membri al fine di realizzare più rapidamente interventi preventivi contro le attività di contraffazione su scala commerciale in tutta l’UE e individuare gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera.

Per quanto riguarda la protezione dei DPI a livello internazionale, la Commissione propone quanto segue:

  • proseguire gli sforzi multilaterali intesi a migliorare il quadro dei DPI a livello internazionale e garantire che i capitoli relativi ai DPI negli accordi commerciali bilaterali offrano un’adeguata ed efficace tutela per i titolari dei diritti;
  • collaborare con i paesi partner, attraverso dialoghi e gruppi di lavoro sulla PI che affrontino le questioni sistemiche relative alla PI e individuino le principali debolezze dei loro sistemi di protezione dei DPI;
  • effettuare sondaggi periodici al fine di individuare un elenco di “paesi prioritari” dove è opportuno che l’UE concentri i propri sforzi;
  • assistere le PMI e i titolari dei diritti sul campo tramite progetti quali gli helpdesk per i DPI, valorizzando e rafforzando nel contempo le conoscenze e l’esperienza in materia di PI nelle rappresentanze dell’UE e degli Stati membri nei paesi terzi;
  • promuovere e rafforzare la diffusione di informazioni in materia di programmi di assistenza tecnica relativi alla PI a favore di paesi terzi (ad esempio formazione, creazione di capacità, valorizzazione del potenziale della PI).

Prossime tappe

Le azioni contenute nelle comunicazioni in oggetto saranno lanciate e condotte nel 2014 e nel 2015. La Commissione, che seguirà la realizzazione di queste iniziative, invita il Parlamento europeo, il Consiglio, gli Stati membri, il Comitato economico e sociale europeo e le parti interessate (tra cui l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI), tramite l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale) a contribuire attivamente ai lavori futuri. In una fase successiva la Commissione esaminerà la necessità di ulteriori misure, eventualmente di natura legislativa.

Campagna europea contro i prodotti contraffatti

Destinati a defraudare e ingannare, i prodotti contraffatti rappresentano una minaccia per i cittadini europei e l’economia europea. La qualità scadente delle contraffazioni suscita grandi preoccupazioni in materia di salute e di sicurezza, senza parlare del loro modello fraudolento di business , che mette in pericolo migliaia di posti di lavoro.
In un’intervista condotta da I&I Magazine, Antonio Tajani, Vice Presidente della Commissione europea, parla della campagna anti-contraffazione condotta dalla CE e del perchè i prodotti falsificati devono esser combattuti.

Per leggere l’intervista:
http://ec.europa.eu/enterprise/magazine/articles/industrial-competitiveness/article_11095_it.htm