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La posizione di FIMI, FPM e SCF

FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, SCF, Società Consortile Fonografici e FPM, Federazione contro la pirateria musicale hanno chiesto al Governo di recepire con urgenza la Direttiva Europea sul Copyright, strumento essenziale per lo sviluppo del settore in particolare nell’ambiente digitale.

Lo sviluppo di Internet infatti, e in generale delle reti, della telefonia, offre all?industria discografica grandi opportunità di espansione sul mercato mondiale, avvicinando nuovi ascoltatori, riducendo i costi di produzione e distribuzione, migliorando l?efficienza dei sistemi di distribuzione, allargando il repertorio disponibile e consentendo ai consumatori di acquistare la musica che desiderano nei formati preferiti, nel momento preferito e da qualsiasi luogo. Si tratta di consolidare questa vera e propria rivoluzione tecnologica e dei modelli di business con regole certe, che favoriscano lo sviluppo del mercato legale.

L’industria discografica italiana ritiene pertanto fondamentale il recepimento della Direttiva che finalmente consentirà un’adeguata totale normativa delle misure tecnologiche di protezione, ovvero i lucchetti elettronici che sempre di più si vanno diffondendo a protezione delle opere dell’ingegno. Non solo, la Direttiva sarà essenziale per tutelare le informazioni sul regime dei diritti (DRMS – Digital Rights Management systems), uno strumento fondamentale per esercitare e gestire i diritti nella società dell?informazione. Ogni brano musicale porterà con se una sorta di DNA contenente tutte le informazioni riguardanti gli artisti, gli autori, i produttori. Sarà così possibile gestire la complessa attività di ripartizione dei diritti legata alla diffusione digitale della musica.

Un ultimo punto importante riguarda l’adeguamento dei compensi per copia privata agli standard europei. L’industria discografica concorda con il progetto di legge del Governo che ha rivisto i compensi sui supporti vergini. Il ritardo del nostro Paese viene finalmente colmato con una vera armonizzazione. La Direttiva introduce nel nostro ordinamento il diritto di farsi una copia per uso solo personale e per fini non commerciali, a condizione che gli aventi diritto ricevano un equo compenso.

Alberto Pojaghi, Presidente di FIMI ha dichiarato: “Un efficace e rigoroso sistema di protezione dei diritti d”autore e dei diritti connessi è uno dei principali strumenti per assicurare alla produzione musicale europea ed italiana le necessarie risorse e per garantire in particolare ai creatori ed agli interpreti autonomia e dignità. La musica italiana oggi, nel nostro Paese, rappresenta circa il 50 % della produzione con notevoli opportunità di espansione all’estero”.

Gianluigi Chiodaroli, Presidente SCF ha affermato: “Il recepimento della direttiva comunitaria sul copyright è un evento atteso, decisivo e non più procrastinabile per lo sviluppo del settore Musicale. Sarà ora possibile regolamentare la diffusione della musica in rete tramite webcasting e simulcasting consentendo finalmente lo sviluppo legale di un importante settore industriale. L?evoluzione tecnologica ha offerto e continua ad offrire nuovi scenari e nuove possibilità di sviluppo per l?industria culturale, ma non è pensabile una crescita concreta senza una solida costruzione normativa che, anche in Italia, tuteli la proprietà intellettuale, unico vero motore di sviluppo della cultura”.

Enzo Mazza, Presidente della Federazione contro la pirateria musicale ha dichiarato: “Non si può pensare che possa decollare un business della rete se a dominare sono servizi di distribuzione illegale della musica.
La direttiva è urgente perchè consentirà di combattere più efficacemente la diffusione non autorizzata di brani musicali consentendo allo stesso tempo di lanciare modelli di business che favoriranno la distribuzione legale di musica online”.