Spettacolo e "crash covid": SIAE pubblica i dati del 2021

Spettacolo e “crash covid”: SIAE pubblica i dati del 2021

SIAE pubblica il rapporto annuale 2021 sullo spettacolo e sullo sport, “Lo Spettacolo e lo Sport nel sistema culturale italiano: il rapporto annuale SIAE 2021”, realizzata dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE in partenariato con l’Istituto italiano per l’Industria Culturale – ISICULT, per fornire un’analisi del sistema nell’economia del triennio 2019-2021, oltre a una fotografia censuaria del “crash” Covid.

Il nuovo rapporto è caratterizzato da una nuova impostazione, con l’obiettivo di una maggiore diffusione dei dati statistici e una migliore disseminazione delle analisi sull’andamento dello spettacolo e dello sport.

I dati definitivi relativi all’anno 2021 confermano le gravi conseguenze della pandemia, con un numero totale di spettatori calato dai 306 milioni del 2019 agli 84 milioni del 2021 e con la spesa al botteghino crollata dai 2,7 miliardi di euro del 2019 agli 870 milioni di euro nel 2021.

Complessivamente, rispetto all’anno ultimo di normalità pre-Covid (il 2019), gli indicatori del 2021 evidenziano un calo del 72 % degli spettatori e del 78 % della spesa.

Dall’altra parte, da un confronto con i dati 2020, quelli del 2021 mostrano un significativo incremento dell’offerta di spettacoli, cresciuti del 26 %, che però non trainato il numero degli spettatori, cresciuti soltanto nell’ordine del 4,5 %.

A livello di macrosettori di attività, nel 2021 perdono spettatori rispetto al 2020 il cinema, con un -12 %, il teatro e simili con un -9 %, il ballo e gli intrattenimenti musicali anch’essi con un -9 %, a fronte di settori che mostrano una crescita comunque condizionata dalle disposizioni sanitarie, che hanno tenuto lontano gli spettatori dagli eventi: in quest’ottica, va letta la crescita percentuale del 75 % dei concerti, del 65 % dello spettacolo viaggiante, del 42 % dei parchi di divertimento, del 32 % di mostre e fiere. Anche lo sport è in crescita, con un + 18%, sebbene il totale di spettatori, pari a 8,3 milioni, sia ben lontano dai 30,9 milioni del 2019.

Fatto 100 il totale degli spettatori nel 2021, è ancora una volta il cinema il settore che attira di più, con 32 spettatori su 100, seguito dal ballo ed intrattenimenti musicali con 18 spettatori, i parchi con 13, le mostre e fiere con 10, il teatro con 8, i concerti con 6. Lo sport assorbe 10 spettatori su 100.

A livello di spesa, sul totale di 870 milioni di euro di spesa al botteghino in spettacolo e sport da parte degli italiani nel 2021, è il settore del cinema ad assorbire la quota più alta, con il 20,4 % (corrispondente a 177 milioni di spesa), seguito dallo sport con il 20,2 % (176 milioni), dai parchi da divertimento con il 19,3 % (168 milioni), dal teatro e lirica con il 14 % (122 milioni), dai concerti con il 11,6 % (101 milioni), dalle mostre e fiere con il 7,5 % (66 milioni), dal ballo con il 5,1 % (44 milioni), dallo spettacolo viaggiante con l’1,7 % (15 milioni) e infine dalle manifestazioni all’aperto con 0,3 % (2 milioni).

Analizzando le cifre in maniera più dettagliata, si osserva come nel 2021 il settore dei concerti di musica pop-rock-leggera abbia registrato un incremento di spettatori di ben il 113 % rispetto al 2020, seguito da un +101 % per i concerti jazz, +40 % della lirica e un +31 % del balletto. All’interno del macrosettore “sport”, il calcio segna una crescita del 22 % rispetto all’anno precedente. Il calo maggiore lo registrano ovviamente le discoteche (a causa delle chiusure particolarmente drastiche imposte dal Governo), con un -56 %.

Quest’anno il Rapporto propone inoltre alcuni dati inediti, ed elaborazioni originali, con particolare attenzione alla distribuzione geografica dei consumi di spettacolo: emerge come il Sud sia una macroregione svantaggiata, perché ha il 34 % della popolazione nazionale, ma soltanto un 20 % del totale di spettatori, a fronte del Nord che vanta il 58 % di spettatori a fronte del 46 % della popolazione; il Centro ha un 20 % di abitanti ed un 22 % di spettatori. A livello di spesa, lo squilibrio è ancora maggiore, con un Nord che assorbe il 63 % del totale, a fronte del 20 % del Centro e del 17 % del Sud.

Le prime 5 Regioni con il maggior livello di attrazione di spettatori sono l’Emilia-Romagna, con 248 spettatori ogni 100 abitanti, seguita dal Veneto con 208, la Toscana con 169, la Lombardia con 162, il Lazio con 160. Le ultime 5 sono invece la Campania con 86 spettatori ogni 100 abitanti, la Sicilia con 78, la Basilicata con 71, la Calabria con 41 ed ultimo il Molise con 36. La media nazionale è di 143 spettatori per 100 abitanti. Il campo di oscillazione va quindi dai 248 spettatori dell’Emilia-Romagna ai 36 del Molise.

Le statistiche a livello provinciale: la Provincia di Rimini può vantare 768 fruitori di spettacoli ogni 100 abitanti (record nazionale), a fronte dei 14 ogni 100 abitanti di Vibo Valentia (la Provincia con il dato più negativo).

Considerando il totale dei fruitori di spettacoli in ogni singola Provincia, questa la classifica delle prime 5: Roma ha 8,1 milioni di spettatori (9,7 % del totale Italia), Milano 7,9 milioni (9,4 %), Verona 4,5 milioni (5,4 %), Torino 3,7 milioni (4,4 %), Napoli 3,1 milioni (3,7 %). Le prime 5 Provincie registrano quindi 27,3 milioni di spettatori, corrispondenti ad una concentrazione di un terzo del totale degli spettatori di tutta Italia.

A livello di andamento temporale, si segnala come sia il fine settimana ad assorbire il 48 % dei biglietti venduti ed il 49 % della spesa. A livello di mese su anno, i mesi di picco sono stati nel 2021 agosto, con il 16,5 % del totale degli spettatori, seguito da dicembre con il 15,6 %.

Nella presentazione dell’opera il Presidente Onorario SIAE, Giulio Rapetti Mogol, ha evidenziato come il settore dell’industria culturale e creativa “è stato uno dei comparti più colpiti dall’onda d’urto del Covid-19. È irrealistico, tuttavia, pensare che la pandemia sia destinata a non lasciare traccia: bisogna prestare attenzione ai cambiamenti in atto e cercare di cogliere tutte le opportunità offerte da questa nuova situazione per garantire la sostenibilità economica del settore”. Mogol auspica “una visione sistemica e un’idea di sviluppo condivisa per attivare una vera ripartenza con un’attenzione particolare ai lavoratori creativi e alle loro specifiche esigenze riconoscendo, misurando e sostenendo lo sforzo imprenditoriale in questo settore così importante per il nostro Paese”.

Il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini ha rimarcato “il senso della nuova rimodulazione dei dati e delle analisi, con l’auspicio che possano stimolare riflessioni critiche ed elaborazioni strategiche, anche nella prospettiva delle necessarie innovazioni normative, sulle quali possa svilupparsi un dibattito – ampio e plurale e pubblico – tra artisti, imprenditori culturali e decisori istituzionali. Coerentemente con la missione storica di SIAE, ben sintetizzata dal suo motto: “SIAE: dalla parte di chi crea”.

SIAE ha poi anticipato alcuni dati relativi al primo semestre del 2022: il totale dei biglietti venduti, per quanto riguarda i concerti di musica leggera, è cresciuto dai 5,5 milioni del 2019 (anno pre-Covid) ai 6,2 milioni del 2022 (erano stati meno di 300 mila nel 2021); il cinema registra soltanto 21,5 milioni nel 2022 di biglietti a fronte dei 51,4 milioni del 2019; il ballo e gli intrattenimenti musicali totalizzano 6,7 milioni di biglietti nel 2022, a fronte degli 11,5 milioni del 2019 (e dei poco più di 56 mila del 2021).

Complessivamente, nei primi 6 mesi del 2022 sono stati staccati 71 milioni di biglietti, per attività di spettacolo e sport, a fronte dei 122,7 milioni del 2019 (- 42 %); la spesa al botteghino complessiva è stata di 979 milioni di euro, a fronte dei 1.265 milioni dell’analogo periodo del 2019 (- 23 %). Il settore permane quindi in difficoltà e si auspica un rinnovato intervento di sostegno e stimolazione da parte dello Stato.

Il Rapporto “Lo Spettacolo e lo Sport nel sistema culturale italiano: il rapporto annuale SIAE 2021” è scaricabile questo link.

 

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.