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SIAE: presentato l’ennesimo progetto di legge a modifica dell’art. 180 l.d.a.

Andrea Romano, capogruppo alla Camera di Scelta Civica, ha presentato una proposta di legge per superare il regime di monopolio nel quale opera la SIAE: “serve una nuova legge per la tutela del diritto d ‘autore, che in Italia risale al lontanissimo 1941, allo scopo di dare più voce ai produttori di cultura (autori e titolari di diritti, anche piccoli) e di adeguare la legislazione italiana agli standard europei e all’avvento del digitale“.
I monopoli“, ha dichiarato Romano, “sono delle eccezioni alla concorrenza che possono essere mantenuti in vita se efficienti da un punto di vista economico e dell’interesse generale. Con la nostra proposta di legge si vuole riconoscere la libertà degli autori di associarsi attraverso la creazione di collecting societies, le quali dovrebbero mantenere una struttura privatistica, a base associativa o cooperativa, ed essere assoggettate alle normali regole di disciplina che valgono per gli enti privati della stessa natura associativa che svolgono attività di tipo economico. Al contempo sarà necessario, per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali della SIAE, e in ragione delle valide competenze della presenza sul territorio e del know how maturato nel settore dell’intermediazione dei diritti d’autore, conservare per la SIAE l’attività di accertamento, vigilanza e riscossione di imposte, contributi e diritti“.

Leggendo le dichiarazioni stampa dell’on. Andrea Romano, sottoscrittore, assieme ad altri 36 deputati, di una proposta di legge che vuole superare il regime di monopolio nel quale opera la SIAE, ci si chiede come mai la politica insista su questo argomento, dopo che ormai tutti hanno dovuto prendere atto dei danni provocati agli artisti dal pasticcio della liberalizzazione nel campo dei diritti connessi (vedi l’IMAIE), tutt’ora non risolti” ha dichiarato Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Proprio oggi (il 29 gennaio scorso, ndr), al workshop organizzato da Confindustria Radio e Televisione, si è parlato di come tutelare il diritto d’autore dalla pirateria facilitata dai nuovi sistemi digitali. Un fenomeno che procura un danno al settore stimato in quasi tre miliardi, e una ricaduta diretta su autori ed artisti non soltanto in termini economici ma anche occupazionali, essendo stata stimata la perdita di ben 20.000 posti di lavoro. Le nuove tecnologie rischiano di danneggiare direttamente quello che Kant definiva essere un diritto primario e irrinunciabile a tutela della creatività umana.”
Come in occasione del diritto connesso”, prosegue la sindacalista, “c’è chi decide di buttare l’acqua con il bambino. Vogliamo ricordare a chi si cimenta su materie tanto delicate, che questo diritto per gli autori e gli artisti diventa un reddito, in un Paese che non garantisce tutela alcuna agli artisti stessi. Manca una legislazione di sistema del settore, mancanza che viene pagata pesantemente proprio da chi contribuisce alla cultura di questo Paese.
Vogliamo ricordare agli onorevoli deputati che gli artisti non soltanto non hanno tutele, e gli attuali criteri per ammortizzatori quali la mini Aspi e lo stesso calcolo per i requisiti previdenziali li escludono dalla possibilità di utilizzo. E’ possibile pensare che un artista o uno scrittore debbano veder messi in discussione i pochi diritti che hanno e che nessuno si preoccupi di offrire una vita dignitosa a chi contribuisce a far grande l’Italia?

Il presidente della SIAE Gino Paoli ha ribadito che la Società “non ha pregiudizi rispetto a meditate e consapevoli riforme legislative che mantengano un’efficace tutela dei diritti degli autori e degli attuali livelli occupazionali“. Per questo motivo ha dichiarato la piena disponibilità a lavorare, unitamente al Parlamento, ad una complessiva riforma della normativa del diritto d’autore secondo le linee che verranno tracciate dall’Europa nel quadro della necessaria armonizzazione della materia nel mercato interno.
Tuttavia non è possibile ignorare le criticità di tale operazione di revisione normativa: “dovrebbe infatti essere considerato quanto è accaduto e sta accadendo con la liberalizzazione dell’intermediazione dei diritti connessi. A distanza di due anni le sette società di collecting accreditatesi presso la Presidenza del Consiglio si trovano di fatto davanti ai Tribunali e sono ancora in attesa di un DPCM attuativo“.
La tutela dei diritti degli autori è una materia della cui complessità bisogna tenere conto: “non può sfuggire, in tema di complessità, che Siae, contrariamente alle più grandi consorelle europee, non gestisce solo i repertori musicali ma anche generi creativi altrettanto nobili ma di più complessa e difficile tutela (lirica, teatro di prosa, danza, opere radiotelevisive, cinema, opere letterarie e delle arti figurative come la pittura, la scultura e la fotografia) garantendo anche, in ottemperanza ad espressi mandati legislativi, taluni diritti di importanza indiscutibile. La SIAE, peraltro, ha da tempo avviato, con la consorella francese SACEM, la spagnola SGAE, la belga SABAM e l’ungherese Artisjus, un polo europeo, Armonia, di licenze digitali paneuropee e multi territoriali“.
In conclusione, l’opinione del professor Mario Monti che, da Commissario UE alla Concorrenza, segnalava come dove esistono società concorrenti che gestiscono gli stessi repertori di diritto d’autore non si realizza lo stesso livello di tutela che può realizzare l’azione di un’unica società di gestione collettiva poiché aumenterebbero le “spese amministrative sia per le Società di gestione che per i consumatori, a scapito dei redditi percepiti dagli aventi diritto” nonché si verificherebbe “una minore sicurezza giuridica“.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.