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SIAE: online il nuovo numero di Vivaverdi

E’ disponibile – nella sezione Edicola del sito Siae – il numero 1/2015 (gennaio-febbraio) della rivista Vivaverdi, il Giornale degli Autori e degli Editori, che torna ad essere bimestrale.

La copertina è dedicata ai tre ragazzi de Il Volo che si sono aggiudicati la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Grande amore”. Partiti dal programma tv “Ti lascio una canzone” condotto da Antonella Clerici, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble in poco tempo hanno conosciuto un crescente successo internazionale e si sono trovati giovanissimi a calcare i più importanti palcoscenici mondiali.
L’altro vincitore del Festival è stato Giovanni Caccamo, trionfatore delle Nuove Proposte con il suo brano “Ritornerò da te”. Il cantautore siciliano, scoperto da Battiato e prodotto da Caterina Caselli, ha vinto anche il premio della critica e quello della stampa.
Il giovanissimo Gabriele Rosciglione, in arte Kaligola, si è portato a casa invece il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo del Festival. Nella sua intervista con Emiliano Coraretti, ricorda il giorno in cui – pochi mesi fa – si è iscritto alla Siae, di cui apprezza l’impegno verso la leva cantautorale degli anni Duemila, dando la possibilità agli under 30 di iscriversi gratuitamente.
Tuttavia, se l’edizione 2015 del Festival condotta da Carlo Conti ha fatto registrare ottimi risultati negli ascolti televisivi, le canzoni sono state ridotte spesso ad un elemento parziale dello show: è questo il commento di Marinella Venegoni nel suo articolo “Festival di Sanremo. Note che svaniscono”.
Sembra lontana insomma quell’età dell’oro della musica italiana, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta, di cui parla Flaviano De Luca nel suo articolo dedicato al libro di Gianfranco D’Amato “Mi ritornano in mente”, in cui sono proprio gli autori a raccontare quegli anni smaglianti e la nascita dei loro successi.

Per il cinema, il 2015 si è aperto con l’importante appuntamento del Festival di Berlino, diventato un evento di massa ma anche il luogo di distribuzione alternativa di film che avrebbero altrimenti una circolazione parziale e frammentata. Solo nella capitale tedesca può succedere – come spiega nel suo articolo Mimmo Rafele – che anche il piccolo film di un esordiente vada subito in concorso e ottenga un grande consenso di pubblico: è quello che è capitato all’unica opera italiana in competizione, “Vergine giurata” di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher. Alla Berlinale non poteva mancare poi un omaggio in memoria del grande regista Francesco Rosi, scomparso lo scorso 10 gennaio, che Gian Luigi Rondi definisce “maestro del cinema civile” nel commosso ricordo che gli dedica sulle pagine di Vivaverdi. L’eccellenza italiana in ambito cinematografico si è manifestata sin dalle origini della settima arte anche nella creazione dei costumi. La Cineteca di Bologna, che la Siae sostiene, ha allestito nella meravigliosa cornice di Palazzo Braschi a Roma la mostra intitolata “I vestiti dei sogni. La scuola dei costumisti italiani per il cinema” che presenta per la prima volta un secolo di storia della settima arte attraverso gli abiti nati dall’inconfondibile creatività di maestri come Piero Tosi, Milena Canonero (vincitrice anche quest’anno dell’Oscar), Danilo Donati, Gabriella Pescucci, per citarne solo alcuni. All’esposizione che raccoglie oltre cento abiti originali, bozzetti e accessori è dedicato l’articolo di Maria Rosaria Grifone.

Vincenzo Salemme, intervistato da Adriana Pollice, svela la filosofia e i meccanismi della sua comicità torrenziale e parla del suo ultimo lavoro teatrale, che è stato premiato dal pubblico e dalla critica, coronando un momento particolarmente felice della carriera dell’artista napoletano. Valerio Magrelli ci porta invece a Parigi, dove hanno intitolato una promenade a Dora Brudel, protagonista di un romanzo di Patrice Modiano (che ha vinto recentemente il Nobel per la letteratura), una decisione che potrebbe segnare l’ingresso nella vita quotidiana di un pezzo dell’immaginario fantastico. “L’industria creativa è un importante fattore di sviluppo per la crescita economica e il benessere sociale” ha detto Eric Baptiste presentando lo scorso febbraio il Global Collections Report della Cisac per il 2013, di cui parla l’articolo di Monica Scalamogna “L’era digitale per Cisac e Ue”.

Come di consueto, Vivaverdi ospita anche rubriche e aggiornamenti sulle attività degli associati. Grazie al nuovo taglio multimediale del webmagazine, gli articoli sono arricchiti con photogallery, video, clip audio e frammenti filmati.

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About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.