SIAE e Teatro Valle: confronto su legalità e illegalità nel mondo dello spettacolo

Presa di posizione durissima di SIAE nei confronti degli occupanti del Tratro Valle, a Roma, tramite un un articolo pubblicato in evidenza nel proprio sito, che riproduciamo integralmente qui di seguito.

Da 131 anni, la Società Italiana Autori ed Editori, opera in un regime di piena e totale legalità. Il nuovo Statuto della SIAE è perfettamente in linea con la bozza di Direttiva Europea sulle Società di collecting. In tutti gli altri paesi del mondo, le Società di collecting hanno un monopolio di fatto. La questione del monopolio è quindi da parte degli occupanti del Teatro Valle, una “foglia di fico” o meglio un alibi per spostare i termini della questione.
Da tre anni operano in un regime di totale illegalità. A parte il mancato pagamento del diritto d’autore, agli occupanti del Teatro Valle si deve: la totale evasione fiscale, il mancato pagamento dei contributi previdenziali Enpals, la totale ed assoluta mancanza di qualsivoglia misura di sicurezza per autori, tecnici e spettatori.
I tanti teatri che a Roma operano in un regime di legalità, hanno dovuto sopportare, in questi anni, una concorrenza sleale tanto da registrare le proteste, cadute nel vuoto, dei tanti artisti che pure in un primo momento li avevano sostenuti: dal M° Giorgio Albertazzi (“Chi occupa fa le regole? No, non mi convince”); a Marco Lucchesi (“Non capisco come sia tollerata e si tolleri la situazione del Valle”); a Pino Quartullo (“hanno creato là dentro un regime militaresco; fanno scelte arbitrarie a nome di non si sa chi”); ad Armando Pugliese (“Chi doveva – leggasi le Istituzioni – non è intervenuto per paura di far la figura dei reazionari”).
A tutto ciò si aggiunge lo stato di degrado assoluto di un bene pubblico che appartiene a tutti i cittadini. Questi signori non possono essere interlocutori credibili e fanno tornare alla memoria le parole del M° Pasolini sui “figli di papà” di Valle Giulia.
Alla SIAE aderiscono oltre 100.000 autori ed editori che pagano le tasse e da 131 anni alimentano la cultura del nostro paese. La SIAE è pronta e disponibile a confrontarsi con tutti su tutto, ma non è disponibile a confrontarsi con chi opera nella totale illegalità e non si comprendono i motivi per cui da tre anni le Istituzioni consentono questa “zona franca” di totale illegalità.

Fonte: www.siae.it

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.