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USA: una sentenza innovativa per le arti visive

Si approfondisce il dibattito sulla tutela del diritto d’autore nel campo delle arti visive, con particolare riferimento alle possibilità di rielaborazione delle opere consentite dalle nuove tecnologie.
L’ultimo caso riportato dagli organi d’informazione riguarda una sentenza di condanna emessa da un giudice statunitense nei confronti di Richard Prince, noto artista il cui genere creativo è essenzialmente basato sulla reinterpretazione personalizzata di immagini prodotte da altri. Una “moda” inaugurata nel 1962 da Andy Warhol con le sue celebri lattine Campbell, basata sulla norma americana del “fair use”, che consente questo genere di rielaborazioni in presenza di un approfondimento critico relativo al contesto storico-sociale in cui è stata concepita l’immagine originale.
Il giudice, ribaltando i precedenti orientamenti giurisprudenziali, ha accolto il ricorso di un fotografo la cui opera era stata utilizzata da Richard Prince per le sue reinterpretazioni creative, rivendute a cifre elevatissime sul mercato dell’arte.
Una sentenza che farà discutere, ma che soprattutto pone l’accento sul sottile discrimine fra plagio e citazione nel mondo dell’arte. Riproponendo il problema della tutela delle opere creative su Internet, dove viaggiano miliardi di immagini e video facilmente utilizzabili anche per fini economici, senza alcun rispetto dei diritti patrimoniali e morali dei loro autori.
Fonte: www.siae.it