USA: L’indirizzo IP non costituisce un dato personale

Secondo il giudice Richard Jones della corte federale di Seattle l’indirizzo IP non costituisce un dato personale, la raccolta e la memorizzazione di indirizzi IP non rappresenta una violazione della privacy. Con questa decisione la corte ha chiuso un lungo contenzioso che ha visto Microsoft difendersi da una class action di cittadini statunitensi contro il programma Windows Genuine Advantage (WGA).
Secondo gli attori WGA raccoglierebbe e consentirebbe la successiva memorizzazione di informazioni sul BIOS e seriale dell’hard disk, configurazioni hardware, product key e indirizzi IP dei singoli utenti, dati ritenuti personali.
Secondo Microsoft tale raccolta non violerebbe in alcun modo il diritto alla riservatezza. Accogliendo tale tesi, il giudice Jones ha spiegato che “affinché le informazioni si possano considerare personali è necessario che identifichino davvero una persona, mentre un indirizzo IP identifica un computer”.
La decisione avrà probabilmente importanti conseguenze nel confronto in corso tra la tutela del diritto d’autore e la tutela del diritto alla riservatezza.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.