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Tutelabilità dei testi delle polizze assicurative: un caso statunitense

Sebbene il diritto statunitense riconosca in astratto il copyright sulle polizze assicurative, è tuttora questione aperta quella dell’individuazione dello scopo, sempre che ne esista uno, di quella tutela.
Infatti, il copyright su una polizza assicurativa non impedisce ad altri assicuratori di utilizzare il piano assicurativo. Allo stesso modo, un assicuratore può includere nel proprio piano assicurativo clausole simili a quelle contenute in una polizza coperta dal copyright, a condizione che l’espressione originale non sia interamente riprodotta.
Quali sono in concreto i benefici del copyright su una polizza assicurativa’
La tesi dominante, nella giurisprudenza statunitense, è che “affinché possa configurarsi un illecito ‘ dovrebbe richiedersi l’avvenuta appropriazione, quantomeno nella sostanza, del materiale tutelato”.
Storicamente, le Corti statunitensi sono sempre state restie ad accertare violazioni del diritto d’autore sulle polizze assicurative, a meno che non avessero riscontato una stretta similarità tra le due polizze. Secondo le Corti, “tutte le parole e le espressioni sono di uso comune nel campo delle assicurazioni” e, peraltro, “ciò che potrebbe essere definito una parafrasi o un’espressione plagiataria in un’altra opera, non è tale allorché si paragonano due polizze assicurative”.
La Corte Distrettuale degli Stati Uniti del Distretto Nord della Georgia, tuttavia, si è recentemente pronunciata con giudizio sommario ed emettendo una ingiunzione preliminare nella controversia American Family Life Insurance Co. of Columbus (AFLAC) v. Assurant, Inc., No. 1:05-CV-1462-BBM: questa pronuncia potrà cambiare il modo con il quale gli assicuratori considerano le proprie polizze, per quanto concerne la legge sul diritto di autore.
La parte attrice AFLAC metteva in luce il fatto che la polizza assicurativa da questa ideata consisteva nella resa in forma “narrativa” di altre polizze assicurative già esistenti.
La convenuta, avendo riprodotto le versioni iniziali delle polizze assicurative create realizzate da AFLAC, sosteneva che nell’opera “derivata” di AFLAC non erano riscontrabili espressioni originali e che quindi parte attrice non poteva invocare a proprio favore la tutela di diritto d’autore.
La Corte però ha rigettato tale argomentazione ed ha identificato l’originalità dell’opera di AFLAC nelle varie scelte discrezionali da questa effettuate per realizzare le proprie polizze.
In particolare, la Corte ritenuto ha che queste scelte discrezionali, consistenti in revisioni editoriali, annotazioni ed elaborazioni, fossero idonee a conferire alle polizze uno stile “narrativo”: tutto ciò, a giudizio della Corte, le rendeva tutelabili attraverso il copyright.
La Corte ha infatti stabilito che proprio lo stile “narrativo” utilizzato da AFLAC dovesse portare ad escludere che parte attrice avesse utilizzato espressioni assolutamente comuni nel linguaggio tipico delle polizze assicurative, non tutelabili con il copyright. Al contrario, secondo la Corte, proprio il fatto che AFLAC avesse effettuato scelte discrezionali circa le espressioni narrative con le quali esprimere le proprie idee, rendeva le polizze tutelabili.
La Corte è andata anche oltre, ritenendo che, sebbene le scelte discrezionali effettuate da AFLAC avevano come contenuto l’individuazione dei vantaggi offerti, ciò pure era contemplato dalla legge sul copyright come oggetto di tutela.
In sostanza, l’opera di AFLAC, a giudizio della Corte, presentava il requisito dell’originalità , in quanto le differenze tra le vecchie polizze assicurative, già cadute in pubblico dominio, e quelle nuove realizzate da parte attrice, erano tali da rendere queste ultime tutelabili come opere derivate.
Di conseguenza, accertato che la convenuta aveva riprodotto le polizze AFLAC, la Corte ha emesso un’ingiunzione a favore di quest’ultima.
Sebbene sia troppo presto per stabilire se questa pronuncia segni l’inizio di un “cambiamento di rotta” nella giurisprudenza statunitense, il caso senza dubbio suggerisce alle compagnie assicurative l’opportunità di rivedere le proprie procedure nella stesura delle polizze e le relative pratiche aventi ad oggetto il copyright su queste.
Il testo dell’ordinanza è disponibile nel nostro Centro Documentazione

Eleonora Trigari

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.