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Sentenza della Corte d’Appello Messina, condanna per la riproduzione abusiva di testi librari

La Corte d’Appello del distretto di Messina ha depositato nel settembre scorso una sentenza in tema di riproduzione abusiva di testi librari per uso non personale e con finalità di lucro che, nel respingere le richieste attenuanti generiche e confermando integralmente il giudizio di primo grado, ha condannato l’imputato quale titolare di un copy center alla pena di un anno e sei mesi di reclusione ed euro 9.000 di multa, oltre all’interdizione dello stesso dall’esercizio di attività commerciale per la durata di sei mesi. L’imputato è stato “riconosciuto colpevole di aver promosso ed organizzato la riproduzione abusiva con il sistema della fotocopiatura di numerose opere letterarie, scientifiche e didattiche”, violazione prevista e punita dall’art. 171/ter II comma lettera C della legge n. 633/1941 e successive modificazioni, quale figura autonoma di reato (Cassazione Sezione III n. 13844/12.2.2008).
Il furto di creatività con intenti lucrativi, sia esso riferibile ad uno libro fotocopiato, ad un supporto audiovisivo pirata o ad un brano musicale commercializzato illecitamente in rete, è contrario al principio di legalità e danneggia oltre che il lavoro degli autori e degli editori anche l’imprenditoria che ruota attorno alla cultura, dalla produzione alla distribuzione. Danni, peraltro, che si ripercuotono sulla fiscalità tributaria e contributiva, alimentati da lavoro nero non di rado gestito dalla criminalità organizzata.
Fonte: www.siae.it

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.