Motezuma di Vivaldi ed “editio princeps”: la Corte di Appello tedesca rovescia la decisione di primo grado

La controversia legale che sta opponendo la Sing Akademie di Berlino all’Alt Stadtherbst kulturfestival di DàŒsseldorf, partner italiano di Opera Barga, coproduttori dell’opera vivaldiana “Motezuma” sembra giunta a una prima conclusione.
Si tratta di uno dei primi casi, affrontati dalla giurisprudenza europea, di protezione della cosiddetta editio princeps di cui all’art. 85-ter della nostra legge sul diritto d’autore, introdotto dal recepimento della Direttiva 93/98/CE, che riconosce un diritto di contenuto patrimoniale equivalente al diritto d’autore, per la durata di 25 anni, a chi lecitamente per la prima volta pubblica o comunica al pubblico un’opera mai pubblicata anteriormente.
Su questa questione si era pronunciato in sede di inibitoria, il Tribunale di DàŒsseldorf, riconoscendo in capo alla Sing Akademie, proprietaria del manoscritto (frammenti di uno spartito “da viaggio” dell’opera perduta), una potestà impeditiva all’utilizzazione non consentita (esecuzione, rappresentazione, pubblicazione, ecc.) dell’opera.
La sentenza del giudice tedesco, pur riservandosi in seguito di esprimere una valutazione di merito, aveva riconosciuto infatti valido dal punto di vista giuridico l’istanza chiesta con procedura d’urgenza dalla Sing Akademie, la quale rivendica diritti esclusivi sulla partitura vivaldiana e sulla sua esecuzione.
Nell’appello discusso il 16 agosto scorso il giudice ha accolto la tesi del’Alt Stadtherbst kulturfestival di DàŒsseldorf, annullando il provvedimento inibitorio e in sostanza non riconoscendo alcun diritto (d’autore) alla Sing Akademie.
Infatti, anche attraverso perizie giurate, si è dimostrato che l’opera doveva ritenersi già pubblicata, in quanto era prassi nella Venezia del 1700, data l’onerosità della stampa delle partiture, effettuare numerose copie a mano delle stesse su commissione di chi era interessato all’esecuzione o rappresentazione dell’opera.
Il manoscritto ritrovato è appunto una di queste copie eseguite a mano, prodotta per tali scopi. Il suo stesso ritrovamento è la prova dell’avvenuta circolazione dell’opera sotto forma di riproduzioni manuali, tale da smentire di per sé che l’opera fosse inedita.
Inoltre il provvedimento inibitorio non è stato notificato in forma esecutiva entro un mese dalla sua emanazione, come richiesto dalla legge tedesca, e ciò era elemento sufficiente per far cadere l’inibitoria stessa.
Ora si attende l’eventuale prosecuzione nel merito della causa, se questa verrà riassunta davanti al giudice ordinario.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.