La Corte di Giustizia Europea si pronuncia in merito al contrassegno S.I.A.E.

La Corte di Giustizia Europea si è pronunciata in merito al contrassegno S.I.A.E. (il cd. “bollino”) a seguito del ricorso pregiudiziale proposto dal Tribunale di Forlì durante il processo penale a carico del cittadino tedesco sig. Schwibbert.
Costui nell’anno 2000 era stato trovato in possesso di un certo numero di cd contenenti riproduzioni dei pittori Giorgio De Chirico e Mario Schifano, importati dalla Germania per la vendita e privi del contrassegno S.I.A.E., e di conseguenza rinviato a giudizio per il reato previsto dall’art. 171 ter, n. 1, lett. c) della sul diritto d’autore).
Il difensore dell’imputato aveva sollevato una domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia per violazione delle norme europee che stabiliscono l’obbligo da parte degli Stati membri di notificare i progetti delle regolamentazioni tecniche relative ai prodotti e ai servizi della società dell’informazione, alla Commissione e agli altri Stati membri pr ima che queste siano adottate nelle legislazioni nazionali come previsto dalla direttiva 98/34.
Questa la massima della Corte:
La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione, come modificata con direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 luglio 1998, 98/48/CE, dev’essere interpretata nel senso che disposizioni nazionali come quelle di cui trattasi nella causa principale, in quanto abbiano stabilito, successivamente all’entrata in vigore della direttiva del Consiglio 28 marzo 1983, 83/189/CEE, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, l’obbligo di apporre sui dischi compatti contenenti opere d’arte figurativa il contrassegno “SIAE” in vista della loro commercializzazione nello Stato membro interessato, costituiscono una regola tecnica che, qualora non sia stata notificata alla Commissione, non può essere fatta valere nei confronti di un privato.
La sentenza è pubblicata integralmente nella nostra banca dati Sentenze

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.