Corte di Cassazione: è dovuto il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale conseguente alla pubblicazione non autorizzata di ritratto fotografico

Il caso esaminato dalla Cassazione nella sentenza n. 12433 del 16 maggio 2008 riguarda la pubblicazione su un periodico, a scopo pubblicitario, di fotografie senza il consenso della persona ritratta.
In materia di risarcimento del danno patrimoniale derivante dalla pubblicazione non autorizzata della fotografia, la Cassazione ha confermato la validità di principi ormai consolidati in dottrina e in giurisprudenza secondo cui la quantificazione del danno deve essere effettuata prendendo in considerazione il c.d. “prezzo del consenso alla pubblicazione” pari al vantaggio economico che la persona raffigurata “avrebbe potuto conseguire se – essendogli stato chiesto il consenso alla pubblicazione – avesse potuto negoziarne la concessione e chiedere per essa un compenso”.
A ulteriore conferma della validità del suddetto criterio interpretativo la Corte ha richiamato l’art. 158, comma II, l.a., (modificato dall’art. 5 del Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n. 140, attuativo della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale), ai sensi del quale ” il giudice può altresì liquidare il danno in via forfettaria sulla base quanto meno dell’importo dei diritti che avrebbero dovuto essere riconosciuti, qualora l’autore della violazione avesse chiesto al titolare l’autorizzazione per l’utilizzazione del diritto”.
Per la concreta quantificazione del prezzo del consenso la Cassazione ha poi precisato che “la liquidazione va compiuta, in tal caso (ndr. qualora si tratti di persona non nota), ai sensi dell’art. 2056 c.c., con riferimento agli utili presumibilmente conseguiti dall’autore dell’illecito, in relazione alla diffusione del mezzo su cui la pubblicazione è avvenuta, alle finalità (pubblicitarie o d’altro genere) che esso intendeva perseguire, e ad ogni altra circostanza rilevante allo scopo”.
Per quanto riguarda invece il risarcimento dei danni non patrimoniali derivanti dalla violazione del diritto all’immagine, la Corte ha statuito che “l’illecita pubblicazione dell’immagine altrui obbliga l’autore al risarcimento dei danni non patrimoniali sia ai sensi dell’art. 10 c.c., sia ai sensi della L. n. 675 del 1996, art. 29, (ndr. oggi Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196) ove la fattispecie configuri anche violazione del diritto alla riservatezza, sia in virtù della protezione costituzionale dei diritti inviolabili della persona, di cui all’art. 2 Cost.: protezione costituzionale che di per sé integra fattispecie prevista dalla legge (al suo massimo livello di espressione) di risarcibilità dei danni non patrimoniali, ai sensi dell’art. 2059 c.c.”.
La Corte ha infine affermato che sulla base dei principi suesposti il giudice del rinvio dovrà pronunciarsi sull’applicabilità al caso di specie dell’art. 97 l.a., richiamato dall’editore del periodico (convenuto in primo grado) poiché si tratterebbe di una pubblicazione effettuata per scopi scientifici, didattici o culturali.
La sentenza è pubblicata integralmente nella nostra banca dati Sentenze.

Avv. Raffaella Pellegrino

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.