Un P2P interamente legale’ Forse esiste

Basta coniugare la tecnologia dei classici programmi per il file-sharing con quella per la trasmissione radio sulla Rete.
Ciò che si ottiene è la possibilità per i singoli utenti di trasmettere on-line il contenuto del proprio hard-disk. Ovviamente il tutto è correlato ad un servizio che funzioni da data-base il cui fine è quello di permettere a chiunque sia collegato alla Rete di sapere chi sta trasmettendo quale canzone.
Non a caso il CEO della Mercora ‘ una delle pioniere, insieme ad Apple Computer ed a Virgin Digital, di questa che per il momento è terra incognita ‘ afferma: “noi diamo agli utenti ciò che dà loro Google o qualunque altro motore di ricerca”.
Ciò che terrebbe al riparo da eventuali beghe legali queste radio in Rete sarebbe il fatto che il servizio di trasmissione radio è regolato economicamente dallo U.S. Copyright Office, ove i costi effettivi delle licenze per le trasmissioni radio risultano essere sostanzialmente più contenuti rispetto a quelli che richiederebbero le etichette discografiche per l’utilizzo dei propri brani musicali.
Al contempo, sono i fornitori di questo servizio di data-base a pagare le licenze, sicché il singolo che voglia creare una propria radio da trasmettere on-line non deve pagare nulla; e gli utenti che vogliano connettersi a quella determinata radio non dovranno parimenti pagare alcunché, né correranno il rischio di infrangere la legge sul copyright, esattamente come chiunque ascolti la radio così come la conosciamo ora.
La differenza tra legalità ed illegalità sta tutta nel fatto che la radio è un servizio di per sé estremamente volatile, sicché il brano musicale che si sta cercando non risulta ‘messo a disposizione’ degli utenti, bensì molto più semplicemente “trasmesso”. Sicché al momento in cui ci si sintonizza su di una stazione alla ricerca di una data canzone, quella stessa canzone potrebbe essere già iniziata, o potrebbe venir trasmessa in un qualunque momento della giornata, a random.
La RIAA ha di par suo annunciato battaglia legale in materia, ma per ora sta a guardare.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.