Sheryl Crow contro Grokster

Nel suo ruolo di vicepresidente della Recording Artists’ Coalition, la rocker americana è intervenuta con una lettera aperta nel vivo della causa “MGM contro Grokster”, attualmente pendente alla Corte Suprema statunitense.
“Grokster incassa milioni di dollari in pubblicità dalla promozione che fa al suo sistema mentre gli artisti, gli ingegneri del suono, i compositori ecc. non prendono un dollaro. Se nessuno paga, come faranno i musicisti, i cantanti, gli arrangiatori, gli ingegneri, i produttori e gli autori ad essere ricompensati’ E chi realizza le copertine e le foto dei Cd e Dvd’ E chi lavora nelle fabbriche di stampa e nei negozi di dischi’ Le loro esistenze dipendono dal fatto che tutti paghino la musica. Se queste persone non ricevono una retribuzione, come possono pagare affitti e bollette’ Come possono sostenere le loro spese di trasporto e gli acquisti dal droghiere’
Le ‘stelle’ che ascoltiamo alla radio e vediamo in Tv rappresentano meno del 5 % del mondo della musica. Il resto di quel mondo consiste di gente normale che lavora sodo per sostenere se stessa e le sue famiglie e che spesso deve lottare per far quadrare i bilanci. Gli stessi musicisti, autori e cantanti sognano tutti il grande successo, ma solo pochi ce la fanno”.
La posizione di miss Crow e dei suoi alleati nel RAC, come Don Henley e Courtney Love, è chiara: servizi come Grokster devono inserire dei filtri che blocchino il downloading illegale di materiale protetto dal copyright e, in caso di violazioni del diritto d’autore, essere ritenuti corresponsabili.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.