Più protezione per i file sharers

E’ quanto ha stabilito il giudice distrettuale della Pennsylvania Cynthia Rufe lo scorso 12 ottobre: coloro che siano indiziati di fare uso illegale dei canali del peer-to-peer dovranno ricevere preventivo avviso comprensivo della messa a conoscenza dei propri diritti, e solo a quel punto gli Internet Service Providers saranno tenuti ‘ se così stabilito dal tribunale a seguito di espressa richiesta dell’accusa ‘ a fornire i dati degli utenti incriminati stessi.
Wendy Seltzer, avvocato per la Electronic Frontier Foundation, lo ritiene un notevole passo avanti nella protezione dell’identità personale del singolo, che pur nell’atto di commettere un’illegalità non deve vedersi spogliato dei propri diritti fondamentali.
Lo stesso giudice Rufe ha anche chiarito un punto di non poco rilievo, ma che all’utente poteva risultare assai poco chiaro: “per portare avanti una causa legale contro un singolo nella corte distrettuale di Philadelphia, le etichette discografiche devono prima stabilire giurisdizione sullo stesso singolo nello stato della Pennsylvania’, sicché “se l’accusato non vive o lavora in Pennsylvania, né visita lo Stato regolarmente, lo stesso accusato potrà mettere in discussione la giurisdizione della corte della Pennsylvania sul suo caso specifico”; questo a sottolineare la realtà degli Stati Uniti d’America, in cui alcuni ISP hanno la propria sede in uno stato diverso da quello in cui risiede l’utente registrato presso quello stesso ISP.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.