Nuovo coro di proteste contro il decreto Urbani: questione pregiudiziale alla Camera

Il decreto firmato dal Ministro Urbani, attraverso il quale si tenta di controllare la condivisione di opere cinematografiche e assimilate tutelate dal diritto d’autore, è giunto alla Camera col n. A.C. 4833. E’ iniziato così l’iter per la conversione in legge del provvedimento, subito interrotto da una questione pregiudiziale che pubblichiamo in calce alla notizia, che poi ieri sera è stata ritirata dai presentatori.
Nel frattempo raccogliamo altre voci critiche nei confronti di tale decreto.
Il presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) si chiede il perché si sia pensato esclusivamente alla pirateria cinematografica, senza prevedere la stessa tutela per le opere letterarie, di musica, di software e in generale tutte le opere dell’ingegno:
Anche la FIMI ha evidenziato il fatto che, se le misure contro la pirateria rimarranno solo nel settore cinematografico, si creerà una disparità di trattamento sul piano della tutela penale.
Il Ministro Urbani ha replicato: “Il Ministero provvederà a definire uno strumento contro la pirateria per quanto riguarda i diritti d’autore anche nel campo della musica e della letteratura”. Ha poi aggiunto che questo “è solo un primo intervento che fa parte di un intero progetto contro la pirateria che investe l’interno campo dei beni culturali e non soltanto il cinema”.
Andrea Monti, presidente dell’associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva ALCEI, ha dichiarato che trattasi dell’ennesima legge in cui vengono mischiati tematiche diverse ma non correlate tra loro “come il terrorismo e la duplicazione di musica, video, sofware”.

La questione pregiudiziale:

A.C. 4833

QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, recante interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo.

N. 1.

Seduta del 31 marzo 2004
La Camera,

premesso che:

le terminologie utilizzate dall’articolo 1 del decreto non risultano conformi alle definizioni della normativa europea ed in particolare alle direttive 2000/31 CE sul commercio elettronico e 2001/29 CE sulla tutela del diritto d’autore. Tale indeterminatezza nominalistica non consente una precisa individuazione dei destinatari delle norme e quindi una graduazione delle misure sanzionatorie, violando in tal modo sia l’articolo 117, primo comma, della Costituzione – in quanto assoggetta la potestà legislativa al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario – sia il classico principio costituzionale della proporzionalità della sanzione;

la tutela del diritto d’autore limitatamente al solo settore delle opere audiovisive crea una irragionevole disparità di trattamento rispetto alle altre opere dell’ingegno, in violazione del principio di uguaglianza previsto dall’articolo 3, primo comma, della Costituzione;

il comma 3 dello stesso articolo 1 opera inoltre una violazione dell’articolo 109 della Costituzione prevedendo un’attività di polizia giudiziaria non coordinata dall’autorità giudiziaria,

delibera

di non procedere nell’esame del provvedimento.

n. 1. Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Leoni, Innocenti, Ruzzante, Magnolfi.

La Redazione (Anna Serafin)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.