Nuove cause in arrivo contro utenti P2P

Una nuova ondata di azioni legali contro utenti finali dei servizi di file-sharing sono state annunciate la settimana scorsa dalle major discografiche.
La IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) ha reso noto che provvederà a denunciare 24 singoli cittadini danesi per aver scaricato illegalmente materiale musicale protetto dal diritto d’autore. Presto alla lista si aggiungeranno anche utenti britannici, francesi e svedesi, sempre stando alla IFPI. Ma Jay Berman, a capo della stessa federazione, ha fatto sapere che anche il Giappone verrà preso di mira in tal senso, visto che indagini di mercato danno in forte diminuzione le vendite di Cd e collegati ‘ le major del disco incolpano il P2P per le recenti forti diminuzioni nelle vendite registrate nel mercato ‘.
Finora le cause iniziate dalla industria del disco sono 2.947 negli Stati Uniti d’America, e 230 in Europa. Ma, Berman ha aggiunto, “sulla base degli sviluppi delle cause intentate in Danimarca, Germania ed Italia, possiamo confermare che nel prossimo futuro inizieremo altre cause in altri paesi.”
Sempre secondo Berman la strategia del bastone e della carota intrapresa l’anno scorso sta mostrando i suoi primi frutti: il bastone (le azioni contro i servizi illegali di file-sharing) è servito a far diminuire drasticamente l’uso della rete peer-to-peer ‘ si parla di una diminuzione pari al 30% del suo utilizzo da parte di utenti privati ‘, mentre la carota (i vari sevizi di download di brani musicali a pagamento, servizi che si stanno moltiplicando col passare dei giorni) sta registrando un forte incremento nel numero di download a pagamento.
Per quanto riguarda il vecchio continente, la IFPI ha dichiarato piena soddisfazione per l’arresto di un cittadino tedesco di 23 anni trovato in possesso di 6.000 file musicali piratati, e di 70 CD contenenti svariati altri file. Il giovane si è accordato per pagare una multa di 8.000 euro come risarcimento. In Danimarca 88 persone sono state ritenute colpevoli di aver commesso lo stesso reato ed hanno accettato di pagare una cifra che si aggira sui 3.500 euro.
In Italia, invece, 30 persone sono al momento in attesa di giudizio per violazione della legge sul diritto d’autore.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.