Napster posta in liquidazione

Pochi giorni fa il CEO di Napster aveva dichiarato che la società sarebbe stata con molta probabilità posta in liquidazione.
Konrad Hilbers aveva espresso questo pensiero a fronte della decisione di un giudice della sezione fallimentare, che aveva stabilito che Napster non potesse cedere il proprio attivo al colosso dei media Bertelsmann.
Il giudice Peter J. Walsh della Federal Bankruptcy Court del Delaware aveva infatti sostenuto che la cessione non fosse in buona fede a causa della presenza di Hilbers negli staff dirigenziali di entrambe le società , e che quindi, per questo motivo, le trattative non fossero state portate a termine in modo corretto.
La Corte ha perciò affidato a Trenwith Securities il compito di iniziare una nuova procedura per porre all’incanto le attività della società , libere da qualsiasi questione legale in sospeso, e a un prezzo di base d’asta decisamente più basso.
Trenwith ha quindi fissato il prezzo di partenza a sei milioni di dollari per tutte le attività e le proprietà di natura intellettuale di Napster e intende completare l’operazione di cessione nell’arco di una trentina di giorni.
A detta di alcuni analisti il marchio Napster ha ancora un notevole impatto e quindi l’asta può rappresentare l’occasione per aggiudicarsi una attività in grado di assicurare all’acquirente una buona penetrazione di mercato.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.