Napster chiude ai brani musicali protetti da copyright… forse

Pare che i filtri di Napster non sembrino così efficaci a bloccare lo scambio di brani musicali protetti da copyright, cosicché l’azienda sta cercando un accordo con la californiana Gracenote, che potrebbe “installare” blocchi anti-pirateria più evoluti di quelli usati in questo momento.
Intanto la RIAA minaccia che se i filtri non si riveleranno sufficienti a bloccare lo scambio di un totale di circa 26mila titoli, il giudice Patel potrebbe rilasciare una (l’ennesima) ingiunzione di chiusura del sistemone.
A meno che il sistemone non si trasferisca su Sealand, un luogo giuridicamente inaccessibile ai discografici.
Sealand è una piattaforma al largo delle coste britanniche che gode di sovranità territoriale, un “Principato” utilizzato per operazioni off-shore di vario genere e tra queste anche il “posizionamento” di server che vogliano godere del particolarissimo status dell'”isola”.
Questa l’idea di Matt Goyer, intraprendente 21enne che vuole raccogliere 15mila dollari all’anno per pagare l’affitto alla HeavenCo, azienda di Sealand.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.