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La giapponese MMO condannata in appello per le proprie attività di file sharing

Una Corte d’Appello giapponese ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato MMO al pagamento di una somma pari a circa 200mila euro, con l’aggiunta di interessi e spese legali, per aver violato il diritto d’autore dei soggetti che si sono costituiti al processo: le major raccolte nella RIAJ, l’associazione locale dei discografici, da una ventina di etichette e dalla società degli autori JASRAC.
La violazione si riferisce specificamente al “diritto di messa a disposizione” delle opere, ovvero a quello di diffonderle su reti telematiche. L’entità della somma è stata calcolata sulla base di quanti e quali file venivano mediamente scambiati dagli utenti del servizio peer-to-peer, utenti che sono stati tenuti fuori dall’intero procedimento.
Secondo IFPI, l’associazione internazionale dei fonografici, quella giapponese è una decisione importante perché “è la prima nel mondo che ha stabilito come il servizio di file sharing non autorizzato rappresenti in sé una violazione del diritto delle società discografiche di rendere disponibili o meno le opere su Internet”.

La redazione