La BPI prende di mira i privati che scaricano files musicali: un altro colpo al P2P

La British Phonographic Industry ha annunciato che provvederà a far pervenire diffide dal continuare nelle loro azioni agli utenti finali più incalliti dei servizi peer-to-peer. Segno che le cause non sono poi così lontane a venire.
La stessa BPI ha sottolineato che “il messaggio che vogliamo portare a conoscenza degli utenti dei servizi di file-sharing è che se continuano nelle loro attività rischiano un’azione giudiziale”. Ed in effetti ora ogni utente britannico di servizi quali KaZaa o WinMX, al semplice log-on al servizio ricevono un messaggio che li avvisa che stanno violando le leggi vigenti sul copyright.
Tutto questo è il risultato della volontà già espressa dalla stessa BPI lo scorso Gennaio di seguire il dubbio tracciato segnato dagli Stati Uniti d’America, i quali a partire dal Settembre 2003 hanno iniziato a citare in giudizio centinaia di utenti finali dei servizi peer-to-peer.
La BPI spera comunque che questi avvisi agli utenti serviranno come deterrente sufficientemente efficace da non vedersi costretta a far valere in giudizio i suoi diritti.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.