In Canada nulla è dovuto dagli ISP agli autori per il P2P

Non è la prima volta che le major del disco trovano terreno difficile in Canada. Solo tre mesi fa, il 31 marzo, la Corte federale canadese rigettò la richiesta fattale dall’industria del disco di obbligare gli Internet Service Providers ad identificare gli utenti che facevano uso di canali del peer-to-peer così da permettere all’industria stessa di poterli incriminare.
Ora la Corte Suprema del paese ha stabilito che i fornitori di connettività sono semplici conduttori di informazioni, e che sarebbe troppo difficile per gli stessi monitorare tutto il traffico ed i contenuti che attraversano la rete giornalmente. Ne deriva che ISP quali BCE Inc. ed AOL della Time Warner Inc. – providers sulle cui linee passano circa 11 milioni di trasmissioni al giorno ‘ non dovranno pagare royalties ai musicisti ed ai loro editori e produttori a titolo risarcitorio dell’uso dei canali di peer-to-peer che i loro utenti possano farne.
Il giudice Ian Binnie ha scritto a motivazione della sentenza che “la capacità di Internet di mettere a disposizione di grandi quantità di persone opere dell’arte e dell’ingegno è una delle grandi innovazioni dell’era dell’informazione”. Lo stesso giudice ha comunque aggiunto che “il suo uso dovrebbe essere facilitato, e non scoraggiato, ma non a spese del creatore dell’opera”.
“E’ chiaro che il Parlamento non ha inteso risolvere le dispute sul diritto d’autore tra creatore dell’opera e suo fruitore ponendone la soluzione in capo agli ISP, la cui continua espansione e sviluppo sono ritenuti essenziali per la crescita economica della nazione.” Ed in proposito la Canadian Cable Television Association ha riflettuto che “imporre agli ISP di pagare per reati commessi da alcuni dei suoi tanti utenti per il fatto di fornire accessibilità , hosting, caching e servizi di trasmissibilità avrebbe comportato un aumento dei costi dell’abbonamento pagato dagli utenti stessi, con una susseguente diminuzione negli investimenti e nell’innovazione necessarie per lo sviluppo di un’economia basata su Internet.”

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.