Il P2P si ricicla con le foto digitali’

La tecnologia del peer-to-peer, finora usata per lo scambio di file musicali ed audiovisivi attraverso la rete, potrebbe riciclarsi grazie al business della fotografia digitale.
OurPictures, una ditta di Palo Alto, in California, intende lanciare il prossimo martedì un servizio che permetterà ai propri utenti di scambiarsi fotografie attraverso la rete senza dover ricorrere all’allestimento di un sito apposito od all’uso di allegati ad e-mails, servizio quest’ultimo peraltro il più delle volte insufficiente a causa del peso delle foto stesse ed ai contestuali limiti di capienza delle caselle postali virtuali.
L’idea che ha avuto la OurPictures è quella di offrire un servizio per permettere ai propri utenti di utilizzare la rete per trasferire da PC a PC fotografie in formato digitale ad altri utenti sottoscrittori del servizio.
“A nostro vedere una persona vuole organizzare e gestire le proprie fotografie su di un desktop, non su di un sito”, ha affermato John Paul, capo dirigente e fondatore di OurPictures. “Una cosa è avere una foto che si vuole far vedere a migliaia di persone. Una cosa è invece avere migliaia di foto che si vogliono gestire in via del tutto privata.”
I siti web che offrono di organizzare e gestire foto digitali non mancano. Tra essi la Ofoto della Kodak e la Shutterfly, oltre a servizi sui maggiori portali quali Yahoo.
Ma OurPictures ‘ una piccola azienda privata finanziata tra gli altri da Sutter Hill Ventures, Foundation Capital and Legacy Venture ‘ è sicura che gli utenti troveranno più congeniale ai loro bisogni far circolare grandi quantità di foto servendosi delle reti P2P.
Oltre a poter inviare foto ad altri utenti, gli utenti di OurPictures avranno la possibilità di inviare le stesse alla maggior parte dei negozi delle catene Ritz Camera o Wolf Camera in qualunque parte degli Stati Uniti d’America, ed ottenere così che le stesse siano sviluppate e stampate in pochissimo tempo.
Il costo dell’abbonamento annuale a questo servizio innovativo è di $19.95, ma è previsto un periodo di prova di 30 giorni. Il servizio è per ora solo fruibile dagli utenti che posseggono un PC della Microsoft, ma presto anche gli utenti Apple potranno fruirne.
Per evitare il polverone sollevato dall’uso non sempre legale fatto dagli utenti delle reti P2P, la OurPictures ha stabilito nel suo contratto di sottoscrizione che è vietato qualunque uso del servizio stesso che possa risultare essere “illegale, dannoso, intimidatorio, opprimente, diffamatorio, osceno, pornografico, volgare, invasivo della privacy altrui o dell’altrui diritto alla pubblicità , che violi il diritto sulla proprietà intellettuale di terzi’ odioso, discutibile dal punto di vista razziale o etico, incoraggiante una condotta che potrebbe prefigurare una condotta sanzionabile dalla legge sia civile che penale'”.
Peraltro la OurPictures non è l’unico servizio di questo tipo: lo scorso febbraio la It’s The Content, una piccola ditta di Menlo Park, in California, ha lanciato un servizio del tutto simile chiamato ShareALot, e per cui essa ha presentato domanda di brevetto non ancora approvata. Ma ci sono anche la How2Share Technologies della Pixpo e la Hello della Picasa.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.