Il P2P come le classifiche di vendita

In questi giorni di conflitti tra popolo della rete e governi di ogni parte del mondo occidentale sul peer-to-peer emerge un dato che è tanto strano quanto significativo: le majors discografiche guardano ai servizi di file-sharing per avere la situazione delle classifiche di “vendite” dei singoli sul mercato musicale.
Tant’è che sempre più le stesse majors si ritrovano a sottoscrivere ‘ certo in tutta segretezza ‘ contratti con società di monitoraggio della rete, e del P2P in particolare.
“Se non seguissimo l’andamento del mercato in questo settore”, ha detto Jeremy Welt, capo della sezione new media per l’etichetta Maverick di Madonna ‘ una delle prime ad aver ammesso di ricorrere a tali servizi di controllo del mercato ‘ , “saremmo degli sciocchi”.
E mentre John Fagot, consulente per Webspin, uno dei servizi di monitoraggio in questione, ammette che la Maverick certamente non è l’unico caso, BigChampagne, un altro di questi stessi servizi, riconosce che anche la Warner Bros., la Interscope, la Elektra, la DreamWorks di Steven Spielberg e David Geffen, la Atlantic e la Hollywood della Disney sono tutte sue clienti, così come lo è la MTV.
Il che non può non sollevare una domanda: può forse ritenersi che questo sistema di monitoraggio in qualche modo legittimi quegli stessi servizi che le majors discografiche stanno con tanto accanimento cercando di eliminare’
La RIAA (Recording Industry Assosiation of America) è pronta nella risposta: “così come è utile individuare in che modo e da dove i CD piratati giungono sul mercato nero, così può dirsi per il mondo on-line. E questo non costituisce certo una giustificazione per la illegalità dell’attività , né tantomeno per coloro che la sfruttano”.
La BigChampagne , la cui base operativa è a Beverly Hills, in California, e che ha aperto i suoi uffici nel 2000, controlla due attività di base del P2P: le “queries”, o ricerche degli utenti nei servizi di file-sharing, e le “acquisitions”, e quindi i download veri e propri. Ciò fatto, essa traccia gli IP dei computer che hanno fatto quelle ricerche e che stanno effettuando quei download. Ed infine identifica il C.A.P. di ogni IP. A quel punto essa crea così una vera e propria mappa topografica dell’attività di file-sharing, ed al contempo una mappa di “vendite” dei singoli brani musicali.
La Maverick ha sottoscritto un contratto con la BigChampagne fin dal 2000. “A volte ti trovi ad un punto morto”, spiega Welt, “ed avere un’idea precisa di ciò che il pubblico sta cercando in quel preciso momento risulta fondamentale in quanto serve a riportarti sul mercato’.
Per le etichette discografiche ciò si traduce in singoli che vengono spinti alla radio, ed in ultima istanza in vendite.
Basti citare il caso del gruppo Story of the Year, della stessa Maverick: il loro singolo “Until the Day I Die” risultava nella classifica dei 20 singoli più ‘downloadati’ di BigChampagne, eppure le radio non lo proponevano, e quindi il singolo stesso stagnava nelle vendite. A quel punto la Maverick portò singolo e statistiche sul P2P alle stesse radio, ed è notizia recente che l’album del gruppo, ‘Page Avenue’, ha finora raggiunto vendite per più di 500,000 copie, e dunque il suo primo disco d’oro.
Per quanto la classifica dei ‘Top Swaps’ della BigChampagne ricalchi spesso la Billboard Mainstream Top 40, ‘a volte ti permette di vedere le cose prima che accadano”, continua Welt. “Capita che il fermento ci sia già e tu neppure te ne accorgi”.
L’industria discografica sta di fatto già cercando un modo per monetizzare il traffico ora illegale su Internet.
Questa eventualità , comunque, dovrà concretizzarsi in cause sul copyright e solo se ci sarà collaborazione tra le majors discografiche, le etichette indipendenti, gli editori, i creatori di software, gli artisti e gli Internet Service Providers.
“Sarà una trasformazione difficile, ma non impossibile”, afferma Eric Garland, direttore esecutivo della BigChampagne. “per noi il problema era quello di riuscire ad utilizzare la musica come prova di un concetto su cui basare una tesi. E ci stiamo riuscendo”.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.