IFPI accoglie con favore la decisione della Corte Suprema canadese sulle trasmissioni Internet trans-nazionali

LONDRA ‘ La Corte Suprema canadese ha stabilito in data 30 giugno 2004 che le trasmissioni Internet che entrino nel paese provenienti da un paese terzo sono comunque da considerarsi soggette alla legge sul copyright canadese. La sentenza segue un trend internazionale e segna un importante precedente in materia.
La decisione ha fatto seguito ad una causa avviata da organizzazioni dell’industria del disco canadesi, tra cui la IFPI e la CRIA, le quali volevano ottenere proprio la subiettività alla legge canadese delle trasmissioni Internet che entrano in questo paese dopo averne attraversato i confini.
L’intervento in questione fece seguito ad una domanda d’appello presentata da compagnie di connettività canadesi contro una tariffa richiesta loro dalla SOCAN (la Society of Canadian Composers, Authors and Music Publishers), la società che in Canada gestisce i diritti degli artisti.
Allen Dixon, Consigliere Generale della IFPI, ha salutato con entusiasmo la decisione della corte canadese: ‘la sentenza è importante nel senso che dimostra che i servizi illegali di peer-to-peer non possono pensare di aggirare le leggi nazionali semplicemente trasmettendo file da un paese d’origine differente da quello finale. Questa disposizione, nel momento in cui verrà attuata dagli altri paesi, risulterà strumentale al far sì che nella rete non si formino delle isole felici per coloro che violano il diritto d’autore’.
La CRIA ha fatto sapere che dal 1999 le perdite nel mercato discografico canadese si aggirano intorno ai $465 milioni, mentre le persone che hanno perso il loro impiego a causa di queste allarmanti cifre sono state nel solo scorso anno più del 25% del totale ‘stimato in 45.000 individui ‘ che direttamente o indirettamente dipendono dal mercato del disco in Canada.

Alla luce di quanto riportato sopra, la IFPI ha chiesto una rettifica alla news da noi pubblicata lo scorso 7 luglio dal titolo ‘In Canada nulla è dovuto dagli ISP agli autori per il P2P’: ad aver ‘terreno difficile in Canada’ risulterebbero infatti essere la società degli autori e quella che gestisce i diritti degli artisti, e non le major del disco, come invece riportato nella news in questione, che riprendeva una nota d’agenzia diffusa da Reuters.

La redazione (Alessandro Di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.