Passa il decreto sull’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale. I resoconti delle sedute delle camere

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 27 giugno ha approvato il decreto legislativo che istituisce Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia, con competenza sulle controversie relative a marchi nazionali e comunitari, brevetti d’invenzione e per nuove varietà vegetali, disegni, modelli, diritto d’autore, concorrenza sleale.
Si sono favorevolmente espresse sul decreto le Commissioni parlamentari competenti, delle quali riportiamo i verbali delle sedute.

CAMERA
A) Commissione Giustizia

II Commissione – Resoconto di martedì 3 giugno 2003
Schema di decreto legislativo concernente l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Atto n. 234.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame.

Luigi VITALI (FI), relatore, illustra lo schema di decreto legislativo in esame, diretto ad attuare la delega prevista dall’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002 n. 273, avente ad oggetto l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale di primo e secondo grado.
La Commissione dovrà valutare la conformità dello schema di decreto ai principi e criteri direttivi previsti dalla delega, la quale, comunque, lascia ridotti margini di discrezionalità al legislatore delegato. La delega, in primo luogo, fissa le materie da attribuire alle istituende sezioni specializzate: marchi nazionali e comunitari, brevetti d’invenzione e per nuove varietà vegetali, modelli di utilità , disegni e modelli e diritto d’autore nonché concorrenza sleale interferente con la tutela della proprietà industriale e intellettuale. Sono poi individuati i tribunali e le corti d’appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia quali sedi delle sezioni specializzate, le quali, secondo la delega, devono essere costituite in composizione collegiale per la trattazione delle controversie riguardanti le materie indicate, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche. Si prevede nella delega che nelle materie indicate le competenze riservate dalle leggi vigenti al presidente del tribunale e al presidente della corte d’appello debbano spettare al presidente delle rispettive sezioni specializzate, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche. Altro principio è quello secondo cui, nell’emanare le necessarie disposizioni transitorie, il Governo deve avere cura di evitare che le sezioni specializzate vengano gravate da un carico iniziale di procedimenti che ne impedisca l’efficiente avvio.
Il decreto legislativo all’articolo 1 provvede ad istituire le sezioni specializzate di primo e secondo grado nei tribunali e nelle sedi giudiziarie decise dal Parlamento, ribadendo che la riforma non deve comportare oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche dei magistrati.
L’articolo 2 ha per oggetto la composizione delle sezioni specializzate, delle quali si è indicato soltanto il numero minimo dei magistrati componenti. Ciò significa che il magistrato capo dell’ufficio potrà aumentarne il numero ove richiesto dalle esigenze della singola sede giudiziaria, tenuto conto del carico di lavoro. Ai giudici delle sezioni specializzate può comunque essere assegnata, rispettivamente dal presidente del tribunale o della corte d’appello, anche la trattazione di processi diversi, purché ciò non comporti ritardo nella trattazione e decisione dei giudizi in materia di proprietà industriale ed intellettuale. La ratio di tale disposizione si giustifica se si tiene conto che il carico di lavoro gravante sui giudici delle sezioni specializzate potrebbe risultare modesto, specialmente nel primo periodo di entrata in funzione delle sezioni ed in alcune sedi giudiziarie.
All’articolo 3 sono indicate le competenze per materia delle sezioni specializzate riproducendosi la disposizione, già adeguatamente dettagliata, dettata in proposito dalla legge delega. Nella relazione di accompagnamento si legge che «qualche problema interpretativo potrà verificarsi perché non appare agevole definire quali siano le «fattispecie di concorrenza sleale interferenti con la tutela della proprietà industriale ed intellettuale» di cui al comma 1 dell’articolo 16 (…). Si è stimato, però, che ogni intervento indirizzato a meglio specificare il contenuto della previsione della legge delega potrebbe comportare da parte del legislatore delegato un eccesso rispetto ai poteri conferitigli dal Parlamento, e si è perciò ritenuto necessario rimettere agli interpreti di chiarire l’esatto significato della disposizione.»
All’articolo 4 si disciplina la competenza territoriale delle sezioni specializzate. Si tratta di uno dei punti di maggior ampiezza della delega, in quanto il legislatore delegante ha indicato solo dodici sedi giudiziarie presso cui saranno istituite le sezioni specializzate di primo e secondo grado. Al legislatore delegato è rimasto perciò affidato il compito di provvedere ad accorpare i distretti di corte d’appello al fine di definire le competenze territoriali delle sezioni.
Sempre nella relazione di accompagnamento si legge che «si è proceduto pertanto preliminarmente alla raccolta dei dati statistici relativi al carico di lavoro attualmente gravante sugli uffici giudiziari nelle materie destinate ad essere trattate dalle sezioni specializzate. Si è quindi operata una valutazione preliminare che ha tenuto nella massima considerazione criteri di vicinanza territoriale e facilità di comunicazione. In secondo luogo si è reputato necessario tener conto del carico di lavoro atteso e delle dotazioni di organico degli uffici giudiziari presso cui le sezioni dovranno operare. Gli uffici giudiziari di maggiori dimensioni, infatti, più agevolmente possono sopportare l’aggravio del carico di lavoro che si registrerà per effetto dell’incardinamento presso di essi pure delle controversie che, in base ai criteri ordinari, dovrebbero essere trattate presso diversi distretti di corte d’appello.»
All’articolo 5 si è sostanzialmente riprodotta la disposizione, già adeguatamente dettagliata, dettata dalla legge delega, prevedendosi che le competenze riservate dalla legge al presidente del tribunale e al presidente della corte d’appello debbano essere attribuite al presidente delle rispettive sezioni specializzate per la proprietà industriale ed intellettuale.
All’articolo 6 si è indicata la disciplina transitoria. Per evitare che le sezioni specializzate siano gravate da un carico iniziale di procedimenti che ne impedisca l’efficiente avvio non sono stati assegnati ad esse giudizi già pendenti.
Infine, in assenza di diverse indicazioni provenienti dal legislatore delegante, si prevede che le norme processuali del rito civile ordinario saranno applicate per la trattazione dei giudizi devoluti alle sezioni specializzate per le controversie in materia di proprietà industriale ed intellettuale.

Francesco BONITO (DS-U), dopo aver richiamato le obiezioni già formulate nell’ambito dell’esame della legge delega, sottolinea come la Sardegna non sia stata compresa tra le sedi che hanno le sezioni specializzate, con grave disagio per i cittadini sardi, che saranno costretti a recarsi a Roma per la trattazione di una causa.

Il sottosegretario Michele VIETTI fa presente che il prescelto numero di dodici sedi non impedisce che si possa intervenire per eliminare le distonie segnalate, sebbene i limiti contenuti nella legge delega rendano difficili interventi più sostanziali.

Francesco CARBONI (DS-U) sottolinea l’urgenza di risolvere la questione segnalata istituendo anche in Sardegna una sezione specializzata, la cui assenza produce gravi danni all’utenza dell’isola.

Gaetano PECORELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.25.

Martedì 10 giugno 2003.
– Presidenza del presidente Gaetano PECORELLA. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Giuseppe Valentino.

La seduta comincia alle 11.40.

Schema di decreto legislativo concernente l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Atto n. 234.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 3 giugno 2003.

Gaetano PECORELLA, presidente, dopo aver ricordato che nella precedente seduta è stata svolta la relazione introduttiva, avverte che è pervenuto il parere favorevole della V Commissione.
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara concluso l’esame preliminare e fissa il termine per la presentazione delle proposte di parere alle ore 14 di mercoledì 11 giugno 2003.
Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

B) Bilancio, tesoro e programmazione

Resoconto della V Commissione permanente Mercoledì 4 giugno 2003

Schema di decreto legislativo recante istituzioni di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Atto n. 234.
(Rilievi alla II Commissione)
(Esame, ai sensi dell’articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e conclusione).

La Commissione inizia l’esame.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, sostituendo il relatore in ragione dell’esigenza di esprimere tempestivamente il parere richiesto, osserva che l’articolo 16 della legge n. 273 del 2002 ha delegato il Governo ad istituire con decreto sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale di primo e secondo grado presso i tribunali e le corti d’appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche, al fine di assicurare una più rapida ed efficace definizione dei procedimenti giudiziari in materia di marchi nazionali e comunitari, brevetti d’invenzione e per nuove varietà vegetali, modelli di utilità , disegni e modelli e diritto d’autore nonché di fattispecie di concorrenza sleale interferenti con la tutela della proprietà industriale e intellettuale. Illustra quindi lo schema di decreto, che istituisce sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale di primo e secondo grado presso dodici sedi giudiziarie, confermando la clausola di salvaguardia finanziaria prevista dalla legge delega. In particolare, viene indicata la composizione delle sezioni specializzate (articolo 2), la competenza per materia (articolo 3), la competenza territoriale (articolo 4) nonché la disciplina transitoria (articolo 6).
Per quanto riguarda i profili di carattere finanziario di competenza della Commissione bilancio, non vi sono rilievi da formulare, dal momento che rimane confermata la clausola di salvaguardia finanziaria, che esclude oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato nonché aumenti di dotazioni organiche.

Il sottosegretario Vito TANZI dichiara che il Governo non ha osservazioni contrarie in ordine alle conseguenze finanziarie del provvedimento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente relatore, propone di valutare favorevolmente lo schema di decreto in esame.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

Martedì 17 giugno 2003. – Presidenza del vicepresidente Nino MORMINO.

Schema di decreto legislativo concernente l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Atto n. 234.
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 giugno 2003.

Nino MORMINO, presidente, nessuno chiedendo d’intervenire, invita il relatore ha formulare la proposta di parere.

Luigi VITALI (FI), relatore, alla luce delle indicazioni emerse nel corso del dibattito svoltosi nelle sedute precedenti, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 2).

Francesco BONITO (DS-U) sottolinea l’opportunità di rimarcare in termini più evidenti il riferimento, contenuto nel terzo capoverso delle premesse della proposta di parere, alla situazione della Sardegna, per la quale non si prevede alcuna sezione, nonostante la peculiare posizione geografica della regione.

Luigi VITALI (FI), relatore, accoglie l’invito del deputato Bonito e, di conseguenza, riformula la sua proposta di parere (vedi allegato 3).

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.35.

ALLEGATO 3

Schema di decreto legislativo concernente l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale (Atto n. 234).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La II Commissione,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale;
rilevato che:
l’istituzione di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale è giustificata dalla complessità della materia oggetto del giudizio e quindi dalla esigenza che le relative controversie siano affidate alla cognizione di giudici che abbiano una preparazione teorica specifica volta proprio a risolvere le diverse e particolari problematiche attinenti a tale materia;
sarebbe stato opportuno, proprio in ragione della complessità della materia, prevedere nella legge delega anche un adeguato aumento dell’organico togato ed amministrativo da destinare alle istituende sezioni;
la distribuzione delle sezioni specializzate tra le diverse sedi di tribunale e corte d’appello, pur essendo conforme ai principi di delega, non risulta essere adeguata alle concrete esigenze delle diverse realtà industriali stanziate sul territorio nazionale, come, ad esempio, quelle della Lombardia e del Piemonte, per le quali si prevede l’istituzione di una sola sezione specializzata, o della Sardegna, per le quali addirittura non si prevede alcuna sezione, nonostante la peculiare posizione geografica di tale regione;
le esigenze di specializzazione della giustizia non possono comunque giustificare una configurazione della geografia giudiziaria nella quale il servizio giustizia si allontana dal cittadino in maniera tale da vanificarne l’effettività o, come per la Sardegna, rendendo estremamente arduo l’esercizio del diritto di azione previsto dall’articolo 24, comma 1, della Costituzione;
è necessario, pertanto, esercitare quanto prima la delega prevista dal comma 4 dell’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, secondo cui entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare un decreto legislativo volto a rivedere la dislocazione delle sezioni specializzate in conseguenza della rideterminazione delle circoscrizioni territoriali degli uffici giudiziari;
all’articolo 2 dello schema di decreto si prevede che le sezioni specializzate sono composte di un numero di giudici non inferiore a cinque, per cui nel caso di ricorso alle procedure cautelari, di cui agli articoli 669-ter e 669-quater cpc si potrebbe presentare un problema relativo alla composizione del collegio competente in caso di reclamo, in quanto la procedura cautelare comporterà il coinvolgimento di tre giudici in primo grado e di altri tre giudici in caso di reclamo;
all’articolo 3 dello schema di decreto si prevede, riproducendo la disposizione di delega che le sezioni specializzate sono competenti sulle «fattispecie di concorrenza speciale interferenti con la tutela della proprietà industriale ed intellettuale», per cui la disposizione appare su tale punto di incerta interpretazione;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
1. all’articolo 2, sia valutata l’opportunità di portare a sei il numero minimo dei giudici componenti la sezione specializzata;
2. all’articolo 3, sia valutata l’opportunità di chiarire, nel rispetto dei princìpi di delega, il significato dell’espressione fattispecie interferenti al fine di chiarire se in essa rientrino solo le domande accessorie rispetto a quelle sulle quali si prevede la competenza esclusiva delle sezioni specializzate o se invece abbia una portata più ampia.

SENATO

COMMISSIONE GIUSTIZIA (2ª)

MARTEDI’ 10 GIUGNO 2003

222ª Seduta
Presidenza del Presidente Antonino CARUSO

Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Valentino.

La seduta inizia alle ore 15,55.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante: “Istituzioni di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale, in attuazione dell’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273” (n. 234)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273. Esame. Parere favorevole con osservazioni)

Riferisce il senatore CONSOLO che illustra la seguente proposta di parere:

“La legge 12 dicembre 2002, n. 273, intitolata ‘Misure per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza’, ha, all’articolo 16, delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di marchi nazionali e comunitari, brevetti d’invenzione e per nuove varietà vegetali, modelli di utilità , disegni e modelli, diritto d’autore, nonché di fattispecie di concorrenza sleale interferenti con la tutela della proprietà industriale intellettuale. Il Governo ha, dunque, presentato lo schema di decreto legislativo in titolo in attuazione della predetta delega.
Lo schema di decreto legislativo si compone di sette articoli che, oltre a prevedere l’istituzione delle sezioni specializzate presso i tribunali e le corti di appello delle dodici circoscrizioni territoriali individuate dalla medesima legge-delega, ne disciplinano il funzionamento.
Sotto il profilo del rispetto degli articoli 76 e 77 della Costituzione, l’articolato risulta essere conforme ai principi e criteri direttivi individuati dalla legge-delega e coglie lo spirito della riforma delineata dall’articolo 16 citato, nonché risulta essere idoneo a perseguire gli obietti prefissati dal Parlamento con tale norma di delegazione.
Sul merito delle singole disposizioni, si muovono, invece, le seguenti osservazioni.
La previsione, all’articolo 2 dello schema del decreto legislativo, di un numero di giudici non inferiore a cinque per ciascuna sezione specializzata ‘ inserita, come si legge nella relazione ad esso allegata “in ossequio a quanto del resto previsto dall’ordinamento giudiziario” – vale a dire dal comma 4 dell’articolo 46 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 come inserito dall’articolo 2 del decreto legislativo 4 maggio 1999, n. 138 ‘ andrebbe sostituita con la previsione di un numero di giudici non inferiore a sei. E, questo, al fine di consentire la costituzione di almeno due collegi con una conseguentemente migliore e maggiormente coordinata ripartizione del carico di ruoli ed udienze (che sarà destinato ad essere senz’altro considerevole stante la concentrazione territoriale delle sezioni), ripartizione che non potrebbe essere adeguatamente garantita tramite il ricorso al meccanismo della rotazione dei magistrati consiglieri all’interno di un singolo collegio.
All’articolo 4 sarebbe, invece, opportuno sostituire la generica espressione “secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale” con la seguente: «secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale, nel rispetto delle disposizioni normative disciplinanti le materie elencate all’articolo 3″ e, questo, al fine di evitare ogni eventuale problema interpretativo ed applicativo del medesimo articolo 4, sotto il profilo della corretta individuazione del foro territorialmente competente, anche alla luce della normativa attualmente disciplinante la proprietà industriale ed intellettuale e senza incorrere in sovrapposizioni con le norme del codice di procedura civile ove queste non siano specificamente richiamate dalla normativa di settore.”

Interviene il senatore Luigi BOBBIO il quale, con riguardo alla prima delle osservazioni del relatore Consolo sull’articolo 2 dello schema di decreto legislativo in titolo, pur condividendone la preoccupazione che la composizione della sezione specializzata risulti numericamente adeguata per assicurarne il buon funzionamento, osserva come l’indicazione di un numero di giudici non inferiore a cinque sia preferibile in quanto ripropone un riferimento numerico classico dell’ordinamento giudiziario che, garantendo per la sezione almeno la presenza di un presidente e di quattro magistrati addetti, permette lo svolgimento dell’ordinario carico di lavoro attraverso le consuete turnazioni.
Potrebbe inoltre risultare utile – continua il senatore Luigi Bobbio – introdurre una previsione nello schema del decreto legislativo in titolo che consenta al Parlamento periodicamente di effettuare un monitoraggio sul funzionamento delle sezioni specializzate in esame, in particolare per verificare l’efficacia e l’adeguatezza dell’articolazione territoriale delineata nello schema medesimo, al fine di consentire eventuali aggiustamenti alla luce dell’esperienza applicativa. Al riguardo, più in particolare, non può non evidenziarsi come l’articolazione territoriale in questione penalizzi in special modo la regione Calabria in riferimento alla quale sarebbe auspicabile, in una prospettiva de iure condendo, che fosse presa in considerazione l’opportunità di istituire, presso il tribunale e la corte d’appello di Reggio Calabria, ulteriori sezioni distaccate rispetto a quelle previste dallo schema in titolo.

Il presidente Antonino CARUSO evidenzia anch’egli come l’assetto delineato dalla delega contenuta nell’articolo 16 della legge n.273 del 2002 e nello schema di decreto legislativo in titolo risulti obiettivamente penalizzante per la regione Calabria e come ciò renda auspicabile, in prospettiva, un’ulteriore riflessione al riguardo.

Il senatore ZANCAN preannuncia il voto contrario sullo schema di decreto legislativo in titolo in quanto – riferendosi in particolare alla riforma dell’ordinamento giudiziario all’esame della Commissione – si tratterebbe di un’ulteriore manifestazione di quella concezione dell’ordinamento giudiziario voluta dal Governo che non appare condivisibile in quanto favorisce la creazione di sacche di inefficienza e di scarso lavoro. E’ facile infatti ipotizzare che i giudici interessati saranno scarsamente impegnati, in relazione al prevedibile carico di lavoro delle istituende sezioni specializzate, ma, di contro, quanto meno in via di fatto, potranno essere difficilmente impiegati in altre attività come l’esperienza testimonierebbe; risulterebbero quindi per lo più dediti alla redazione di poche, ma lunghissime sentenze, al fine di precostituire quei titoli utili soprattutto alla progressione della loro carriera secondo un sistema – quale è quello delineato dalla proposta governativa di riforma dell’ordinamento giudiziario – che, anche per tale ragione, non è sostenibile.

Il senatore CENTARO sottolinea come la partecipazione alle sezioni specializzate, in questo come in altri casi – ad eccezione della materia del diritto del lavoro – non determina l’impossibilità per i giudici delle sezioni di essere impiegati in altre funzioni e quindi risulterebbero infondate le preoccupazioni sollevate dal senatore Zancan.

Interviene il senatore FASSONE il quale condivide la proposta di elevare a sei il numero minimo di giudici chiamati a comporre ciascuna sezione specializzata, appunto in quanto ciò consentirebbe la formazione di un secondo collegio, con evidenti vantaggi sul funzionamento delle sezioni.
Con riferimento al secondo comma dell’articolo 2 dello schema in titolo suggerisce poi una riformulazione della disposizione nel senso di prevedere, non più in termini di mera facoltà , l’assegnazione ai giudici delle sezioni anche della trattazione di processi diversi.
Suggerisce inoltre, di prevedere una disposizione ad hoc che risolva in favore delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale il possibile conflitto di competenza per eventuali casi di connessione con altre materie.
Infine, con riferimento all’articolo 5 – che individua le competenze del presidente della sezione specializzata – il senatore Fassone ritiene opportuna l’introduzione di una migliore definizione dei compiti allo stesso attribuiti al fine di evitare incertezze applicative.

Il senatore CIRAMI, quanto alle perplessità sollevate sulla composizione delle sezioni, condividendo le osservazioni del senatore Luigi Bobbio, propone di mantenere la previsione di un numero non inferiore a cinque componenti e di prevedere, però, dei supplenti chiamati ad integrare la composizione del collegio in caso di necessità .

Il senatore FASSONE manifesta la preoccupazione che in tal modo si integrerebbe la composizione con soggetti, i supplenti, non sufficientemente specializzati in quanto chiamati solo sporadicamente alla funzione.

Dopo che il presidente Antonino CARUSO ha constatato la presenza del numero legale, la Commissione conferisce mandato al relatore Consolo a riferire in senso favorevole sullo schema di decreto legislativo in esame, nei termini risultanti dalla proposta di parere illustrata dal relatore medesimo e convenendo, in particolare, che nel parere venga proposto al Governo di modificare l’articolo 2 stabilendo che le sezioni specializzate siano composte da un numero di giudici non inferiore a cinque, nonché da un giudice con funzioni di supplente, di modificare l’articolo 3 precisando quale sia la sorte dei procedimenti connessi con quelli che dal medesimo articolo 3 vengono assegnati alla competenza delle istituende sezioni specializzate e, infine, di modificare l’articolo 5 precisando in maniera più puntuale quali siano le competenze che vengono assegnate al presidente della sezione specializzata.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.