Parere favorevole in Commissione Giustizia alla modifica del DL 373/2000

Pubblichiamo il verbale della seduta e il testo del progetto di legge.

Il verbale della seduta:
(606) CENTARO. – Modifica al decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, in tema di tutela del diritto d’autore.
(Seguito e conclusione dell’esame)

Riprende l’esame sospeso il 6 dicembre scorso.

Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale.

Il senatore CENTARO illustra l’emendamento 1.1, motivandone la necessità in ragione dell’esigenza di chiarire che restano salve non solo le sanzioni penali dettate a presidio del diritto d’autore, ma altresì le sanzioni amministrative, nonché le altre misure previste per le attività illecite di cui al capo III del titolo III della “legge sul diritto d’autore”. In particolare l’oratore sottolinea che la proposta è motivata dall’esigenza di effettuare una efficace attività di contrasto rispetto ad un settore in cui si rinviene una presenza preferenziale dell’attività delle associazioni criminali organizzate.

Il senatore ZANCAN esprime riserve in merito all’effetto ampliativo dell’emendamento proposto, il quale estendendo l’intervento oltre le attività illecite di cui agli articoli 171-bis e 171-octies della legge “sul diritto d’autore”, gli appare in controtendenza rispetto ad una disciplina della materia coerente con i principi cui si è ispirato l’intervento di modifica effettuato con la legge n. 248 del 2000.

Il presidente Antonino CARUSO sottolinea che l’esigenza di predisporre idonee forme di tutela nella materia in oggetto si giustifica anche in ragione del bene oggetto di protezione giuridica, il quale può essere identificato con un comune patrimonio del sapere che non coincide con i profili economici del bene. Senza contare che la diffusa violazione delle norme a tutela del diritto d’autore non può non avere come effetto di ritorno l’aumento del prezzo dei prodotti, perché su questo elemento vengono trasferiti i costi derivanti dalla perdita di introiti dovuta al mancato rispetto delle norme a tutela del diritto d’autore stesso.

Il senatore FASSONE mette quindi, problematicamente, in rilievo i principi ed i criteri direttivi della legge di delega n. 526 del 1999 rispetto al decreto legislativo n. 373 del 2000.

Seguono interventi del senatore CENTARO – che insiste per l’approvazione dell’emendamento 1.1 – della relatrice ALBERTI CASELLATI – che propone alcune ipotesi di riformulazione – e del PRESIDENTE, il quale ritiene adeguato il testo del disegno di legge in titolo. Il senatore CENTARO insiste per la votazione dell’emendamento 1.1, anche in vista di una eventuale rimeditazione del problema nel corso dell’esame in Assemblea.

Il RAPPRESENTANTE del Governo si rimette alla Commissione.

Il senatore CENTARO ritira, quindi, l’emendamento 1.1.

La Commissione, constatata la presenza del numero legale, conferisce quindi mandato alla relatrice Alberti Casellati a riferire favorevolmente sul provvedimento in titolo, autorizzandola a richiedere lo svolgimento della relazione orale.

Il presidente Antonino CARUSO, prende quindi atto che i gruppi presenti in Commissione convengono sulla richiesta di trasferimento in sede deliberante e si riserva di acquisire l’assenso dei senatori Ruvolo, a nome del Gruppo per le autonomie e Pirovano, a nome del Gruppo Lega Nord Padania, al momento non presenti in Commissione.

Qui per il testo del DL 373/200

Il testo del progetto di legge:

SENATO DELLA REPUBBLICA

”” XIV LEGISLATURA ””

N. 606

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa del senatore CENTARO

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 3 AGOSTO 2001

””

Modifica al decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, in tema di tutela del diritto d’autore

””

Onorevoli Senatori. ‘ La legge 18 agosto 2000, n. 248, ha introdotto, a tutela del diritto d’autore, la previsione di sanzioni penali per la realizzazione, duplicazione, importazione, detenzione, vendita e installazione di apparecchi o supporti elettronici in grado di consentire l’accesso ad un servizio o programma protetto, anche di elaboratore elettronico, senza l’autorizzazione del fornitore o del titolare del servizio.

L’innovazione e le modifiche inserite nella legge 22 aprile 1941, n. 633, dalla normativa anzi citata muovevano dalla necessità di adeguare la protezione del diritto d’autore, nelle espressioni tecnologicamente più avanzate dell’opera intellettuale, dalla pirateria. Il volume di affari derivante dalle relative attività illecite ha assunto una entità tale da attirare l’attenzione della criminalità organizzata, che ne ha fatto uno dei suoi «affari» più remunerativi e di minore impatto sociale, poichè non comporta pericoli per l’incolumità fisica o per il patrimonio dei cittadini. Le conseguenze sul mercato e sulle imprese sono, però, gravissime, con le inevitabili ripercussioni negative in termini di occupazione. Altrettanto pericolosi sono gli effetti derivanti dagli introiti provenienti dall’attività illecita, investiti dalle organizzazioni criminali nel finanziamento di azioni delittuose di maggiore pericolosità sociale.
Le ragioni succintamente elencate nella pregressa narrativa, origine dell’inasprimento delle sanzioni penali della citata legge n. 633 del 1941 e dell’introduzione di nuove, sono state alla base dell’emanazione della citata legge n. 248 del 2000 e non sono venute meno, nè si sono modificate, nel volgere di pochi mesi.
L’emanazione del decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, volto a dare attuazione alla direttiva 98/84/CE sulla scorta della delega al Governo contenuta nella legge 21 dicembre 1999, n. 526, ha comportato un’abrogazione di fatto delle sanzioni penali contenute negli articoli 171-bis e 171-octies della citata legge n. 633 del 1941, come modificati dalla legge n. 248 del 2000.
Non vi è, infatti, nel decreto legislativo alcun riferimento alla normativa anzi richiamata ma solo la previsione delle sanzioni, di natura squisitamente amministrativa, per le attività oggetto degli articoli 171-bis e 171-octies della citata legge n. 633 del 1941. In virtù della disciplina della successione delle leggi nel tempo, la sostituzione di una sanzione anche di natura diversa, senza alcun riferimento a quella precedentemente prevista, ne determina l’abrogazione di fatto. Né può invocarsi, al riguardo, una intangibilità del dettato normativo di una legge da parte della disciplina di un decreto legislativo giacché esso riceve la sua qualità e la sua forza legislativa dalla legge di delega ed è equiparato ad essa come fonte primaria e non secondaria.
L’abrogazione di fatto, essendo ascrivibile ad assenza di coordinamento e non ad altre ragioni, posto che la direttiva europea fa salve espressamente le eventuali sanzioni ulteriori previste dagli ordinamenti interni degli Stati membri, rappresenta un effetto non voluto e contraddittorio con la volontà espressa dal Parlamento con la citata legge n. 248 del 2000.
Va, quindi, modificata la norma del decreto legislativo relativa alle sanzioni mediante un’espressa riserva di applicazione delle previsioni della citata legge n. 633 del 1941.
Essa, infatti, consente di proseguire nella lotta alla pirateria ed alla criminalità organizzata, seriamente compromessa dalla disciplina sanzionatoria del provvedimento legislativo delegato anzidetto, con strumenti repressivi e sanzionatori adeguati.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
1. Dopo il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, è aggiunto il seguente comma:
«3-bis. Sono fatte salve le sanzioni penali e le altre misure previste per le attività illecite di cui agli articoli 171-bis e 171-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni».

Il testo del Dlgs 15 novembre 2000, n. 373

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.