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Legge milleproroghe: prolungata la moratoria per le copie illecite di oggetti di design

La legge milleproroghe, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale, prevede all’art. 22-bis che all’articolo 239, comma 1, del codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, come da ultimo sostituito dall’articolo 123 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 131, le parole: “e a quelli da essi fabbricati nei cinque anni successivi a tale data” sono sostituite dalle seguenti: “e a quelli da essi fabbricati nei tredici anni successivi a tale data”».
In sostanza la norma estende, con una sorta di condono mascherato, da 5 a 13 anni i termini sanzionatori nei confronti di chi produce, senza alcun diritto, copie di oggetti di design.
Questo è il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: “mentre l’Unione Europea approva norme che estendono il diritto d’autore a 70 anni l’Italia, patria del design contemporaneo, continua a tollerare in modo incomprensibile l’attività fraudolenta di chi, aggirando la legge, danneggia chi investe sul lavoro, la conoscenza, la ricerca e la creatività . E’ davvero sconcertante ed incomprensibile come la politica si ostini a non riconoscere la qualità dei prodotti industriali del nostro Paese, le capacità dei suoi progettisti ed il know how delle sue aziende e non sia capace, conseguentemente, di varare dei provvedimenti in grado di tutelare chi investe in idee e innovazione”.
“Il Governo ed il Parlamento hanno il dovere morale di sostenere, sia per ragioni culturali ma anche per evidentissime motivazioni di carattere economico, il “made in Italy” attraverso concreti provvedimenti di valorizzazione nei confronti dei progettisti e delle imprese. La battaglia contro i “falsi d’autore” che tanto danneggiano il nostro Paese, e che spesso purtroppo vengono prodotti proprio in Italia, deve avere una convinta adesione da parte di tutte le componenti della società per tutelare le specificità di una nazione che può trovare soltanto nella cultura del progetto gli strumenti per riscattarsi dall’attuale difficile situazione economica e sociale. E’ assolutamente paradossale che mentre, giustamente si stringono le maglie contro gli evasori fiscali, così non è verso quanti rapinano le idee”.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.