Le dichiarazioni di Urbani scatenano le reazioni dell’industria culturale

“Pugno di ferro per chi ruba a scopo di lucro, massima comprensione per chi lo fa a scopo individuale, che poi sono soprattutto i giovani”. Il ministro Urbani, a margine della presentazione della società “Arcus” per la valorizzazione della cultura, parla anche del decreto antipirateria cinematografica.
Il decreto, ora in sede di conversione parlamentare “sta andando – a giudizio del ministro – molto bene, dopo una prima perplessità da parte di alcuni verso la necessità di colpire la pirateria a scopo individuale, quella dei giovani”. Il “punto di equilibrio” raggiunto, spiega il ministro, è stato quello di “prevedere sanzioni penali per tutti coloro che rubano a scopo di lucro.
Per chi invece compie il furto a scopo di consumo individuale scattano due fattispecie: se l’opera non è coperta dal diritto di autore non accade nulla, chi ha rubato non paga alcun fio perché ha attinto da una ‘terra di nessuno’; restano piccole sanzioni amministrative a scopo simbolico – conclude Urbani – se invece l’opera era coperta dal diritto d’autore”.
Tali dichiarazioni hanno scatenato le reazioni dell’industria culturale. La Federazione contro la Pirateria Musicale ha espresso un forte disappunto: in particolare la preoccupazione deriva dalla proposta di formulazione dell’articolo 1 del decreto, articolo che prevede l’obbligo di corredare le opere dell’ingegno immesse in rete con un avviso che certifichi l’avvenuto assolvimento dei diritti d’autore e dei diritti connessi. Il “fantomatico” avviso, totalmente inapplicabile da un punto di vista tecnico e giuridico, favorirebbe di fatto coloro che immettono in rete file illecitamente duplicati a scapito di coloro che intendono rispettare la normativa.
Ma a suscitare ancora maggiore preoccupazione è la volontà , confermata da assurde dichiarazioni di ben due Ministri della Repubblica, di “tollerare” il file sharing, identificandolo con una non meglio precisata “copia ad uso personale” (identificazione condotta in totale spregio alla normativa nazionale e internazionale in materia di diritto d’autore).
Il Decreto Urbani, se le ipotesi di modifica verranno confermate, assegnerà all’Italia un invidiabile primato: quello dell’unico Paese Europeo che tollera un’attività illecita come la condivisione in rete di file musicali, audiovisivi, informatici ed editoriali duplicati abusivamente e questo grazie al Decreto “salva pirati”, nato per proteggere il diritto d’autore e cresciuto con tutte le carte in regola per affossarlo.
Il presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) Federico Motta ha dichiarato: “Siamo fortemente preoccupati per quanto previsto nell’articolo 1 del “decreto salvacinema” e per le ipotesi di modifica emerse in Commissione Cultura della Camera. Stupisce e sconcerta ancora di più però che un ministro della Cultura dichiari che ci sarà “massima comprensione” per chi scambia via internet file piratati “a scopo individuale”, in particolare per i giovani. E che il ministro Gasparri vada in questa stessa direzione, con le sue dichiarazioni di poco fa”.
Federico Motta ritorna ad attaccare il cosiddetto decreto Urbani. E contesta in particolare che “le proposte di emendamento avanzate in merito alla necessità di “liberalizzare” lo scambio di file via internet tra privati (attraverso l’eliminazione delle sanzioni, già previste nel testo originale del decreto e dall’attuale legge sul diritto d’autore) aprano la strada e persino incentivino un aumento incontrollato e selvaggio del livello, già altissimo, della pirateria su internet”.
“Non solo”, continua Motta, se le cose proseguiranno in questa direzione, e sembra che sia così sulla base delle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro Urbani e questa mattina dal ministro Gasparri, il decreto antipirateria rischia di diventare il “decreto per la pirateria”. In questo modo gli oltre 800milioni di file illegali – che interessano non solo le opere letterarie, ma anche quelle della musica, del software e delle banche dati ‘ verranno “legalizzati”. Saremmo l’unico paese in Europa che, in dispregio della normativa comunitaria e internazionale vigente, autorizza una pratica illecita di questo tipo. Sconcerta, lo ripeto, la visione del diritto d’autore ‘ immotivatamente indulgente verso comportamenti illeciti – che il Governo dimostra d’avere. Ne prendiamo atto e ci riserviamo di fare ricorso nelle sedi più opportune per tutelare i nostri diritti, anche in ambito internazionale se sarà necessario”.
Secondo FIMI è meglio che il Decreto Urbani salti. “Stiamo andando verso l’approvazione di una norma che ridurrà il livello di protezione della musica in Italia dopo una direttiva approvata un anno fa, altro che combattere con determinazione la pirateria come ha affermato il Presidente Ciampi. E’ una situazione paradossale, a questo punto è meglio che il decreto salti” ha affermato Enzo Mazza, direttore generale della Fimi, la Federazione dei discografici italiani. “Secondo il Ministro Urbani il decreto legge sul cinema va avanti bene’ Non risulta -sostiene Mazza- anche perché il ministro rilascia dichiarazioni inquietanti come “Pugno di ferro per chi ruba a scopo di lucro, massima comprensione per chi lo fa a scopo individuale, che poi sono soprattutto i giovani”.
Perchè allora non fare un decreto legge per l’ingresso gratis negli stadi per i giovani oppure che ai giovani è consentito viaggiare senza biglietto sui tram o rubare a scopo individuale'”.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.