La Commissione Europea definisce le modifiche alle regole sulla proprietà intellettuale per i progetti integrati

Un documento di lavoro dal titolo “Provisions for implementing integrated projects” (“Disposizioni sull’attuazione dei progetti integrati”), pubblicato il 21 gennaio dalla Dg Ricerca della Commissione Europea, illustra le misure per semplificare e rendere più flessibili le regole sulla proprietà intellettuale nell’ambito del sesto programma quadro per la ricerca (6PQ).
Il documento definisce le modifiche alle regole relative alla protezione, alla diffusione e alla valorizzazione della conoscenze nei progetti integrati, allo scopo di applicare gli stessi orientamenti a tutti i partecipanti.
La normativa è stata adattata per contribuire a un’efficiente cooperazione, a un utilizzo appropriato e alla diffusione dei risultati. In base alle regole semplificate, i partecipanti potrebbero quindi decidere autonomamente le disposizioni più idonee al loro caso specifico nel quadro del contratto-modello.
Il documento afferma che i partecipanti ai progetti integrati possiederanno la proprietà intellettuale delle conoscenze derivanti dal progetto, aggiungendo che “se del caso, il proprietario assicura una protezione adeguata ed efficace delle conoscenze suscettibili di applicazione industriale o commerciale”.
Il documento aggiunge che la Commissione può adottare misure di protezione, laddove si renda necessario, per tutelare le conoscenze in un paese particolare e dove tale protezione non è stata applicata o vi è stato rinunciato. Il documento inoltre definisce disposizioni per l’impiego e la divulgazione obbligatoria delle conoscenze.
I partecipanti hanno la facoltà di impiegare qualsiasi conoscenza derivante dal progetto di cui sono proprietari, secondo i loro desideri e in conformità a qualsiasi accordo raggiunto dal gruppo coinvolto nel progetto. Il documento afferma altresì che i partecipanti dovranno garantire la diffusione delle conoscenze entro un periodo stabilito a tale scopo dalla Comunità . Se i partecipanti non lo fanno entro la scadenza prefissata, la Commissione provvede direttamente a diffondere le conoscenze, tenendo conto dell’esigenza di salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale, la riservatezza e gli interessi legittimi dei partecipanti.
Il documento stabilisce una semplificazione dei diritti di accesso in modo che le stesse disposizioni siano valide per tutti i partecipanti. Si tratta di una posizione divergente rispetto alle pratiche adottate nell’ambito del quinto programma quadro di ricerca (5PQ), in cui esistevano diritti di accesso diversi per i contraenti principali e ausiliari.
Inoltre è stato migliorato il controllo esercitato dai proprietari sul know-how preesistente, tanto che un partecipante può escludere tale forma di conoscenza dall’obbligo di concessione del diritto di accesso ad altri partecipanti.
E’ stato perfezionato anche il controllo esercitato dai proprietari sulle conoscenze derivanti da un progetto: essi hanno accesso reciproco al know-how preesistente e alle conoscenze, solo nella misura in cui tali informazioni siano necessarie per eseguire il lavoro di ricerca in base al progetto o sfruttare le conoscenze che ne derivano.
Nonostante siano stati aboliti i diritti di accesso obbligatorio tra i progetti, i partecipanti possono redigere un accordo per concedere diritti di accesso ulteriori o più favorevoli, oppure specificare i requisiti a essi applicabili. Tuttavia, la Commissione può opporsi alla concessione di diritti di accesso a parti terze, in particolare quelle non stabilite in uno Stato membro o in uno Stato associato, se tale cessione non coincide con l’interesse di sviluppare la competitività dell’industria europea o non è conforme ai principi etici, in particolare quelli descritti nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
I diritti di accesso alle conoscenze e al know-how preesistente saranno concessi gratuitamente, tranne se altrimenti convenuto prima della firma del contratto.
Per esaminare il documento:
http://europa.eu.int/comm/research/nfp/networks-ip.html

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.