Direttiva Europea contro la pirateria poco utile secondo i discografici: non aggiunge nulla, l’attuale norma italiana è migliore

Secondo FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, la recente bozza di Direttiva Europea contro la pirateria “Enforcement Directive” presentata dalla Commissione Europea non offre nulla di utile nella lotta ad un fenomeno che ormai è nelle mani della criminalità organizzata. Dopo quattro anni di gestazione la Commissione produce un testo confuso che non consentirà di combattere efficacemente un fenomeno in forte espansione in Europa.
“Si elencano una serie di previsioni riguardanti le azioni legali preventive, l’esibizione di prove nei giudizi, utili in procedimenti civili nei confronti di contraffattori ma totalmente inutili nella vera lotta alle mafie della pirateria.
Su questo fronte la recente normativa antipirateria italiana del 2000, che ha modificato la legge sul diritto d’autore, è già più avanzata.
Inoltre, nulla dice la direttiva in merito allo sviluppo della contraffazione nelle reti digitali, il vero business del futuro e che la Commissione Europea dimentica completamente”, ha affermato Enzo Mazza, direttore generale di FIMI.
La pirateria musicale in Italia rappresenta il 25 % del mercao con punte del 50 % nel Sud del Paese. Nel 2002 le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 2 milioni di cd falsi, con un incremento del 74 % rispetto all’anno precedente. Quasi 1500 le persone arrestate e oltre 750, gli impianti di duplicazione illegali sequestrati.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.