Decreto Urbani: proseguono i lavori della Commissione Cultura. I verbali e le proposte di modifica

Il Decreto Legge presentato dal Ministro Urbani è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 marzo, e fin da subito è stato chiaro che ci sarebbero state notevoli difficoltà circa la sua approvazione presso le Camere.Sono infatti immediatamente piovute osservazioni e critiche sul dettato normativo da parte di tutte le parti in causa, specificatamente utenti ed associazioni dei fornitori di connettività per l’accesso ad Internet, che in ultima istanza ne uscivano come i più (ingiustamente, a sentir loro) colpiti dal decreto stesso.Col passare dei giorni ci si è mossi verso una logica per cui se è certamente lecito e doveroso punire la pirateria in ogni sua forma e manifestazione, il decreto in quanto tale non può certo ritenersi la parola definitiva sulla materia, anche e soprattutto in luce del diverso orientamento delineato dalla Comunità Europea (si veda al riguardo la news “Rodotà boccia il Decreto Urbani. Denuncia a Bruxelles contro il decreto”, del giorno 8 aprile, in questo stesso sito).
Il risultato è stato il tanto agognato ravvedimento circa il delicatissimo e discusso punto del decreto che avrebbe di fatto equiparato l’utente finale che scambi (in upload come in download) opere cinematografiche attraverso i servizi di file-sharing per uso prettamente privato, a chi invece di tali servizi si serva per finalità commerciali.Giovanna Grignaffini, capogruppo dei Democratici di Sinistra in commissione Cultura, ha così chiosato la decisione del Ministro: “La riformulazione non prevederà le sanzioni destinate agli utenti di Internet che scambiano file per uso privato, sarà allineata alle norme europee e riguarderà tutte le opere protette dal diritto di autore”.
“Il governo – ha proseguito Grignaffini – dopo il ritiro delle pregiudiziali di costituzionalità da noi presentate ha eliminato, infatti, il comma 2 che prevedeva pene pecuniarie fino a 1500 euro a chi effettua il così detto file-sharing. A fronte delle rassicurazioni e dell’impegno assunto dal Governo sul decreto, restano da chiarire ancora alcuni aspetti. In particolare i temi che riguardano le funzioni di controllo attribuite ai Provider”.
Ed in effetti il nuovo testo sperimentale dell’art.1 del D.L. non ha abolito le sanzioni per i Provider, che al momento vanno dai 50 ai 250mila euro. Oltre a ciò, va rilevato che la relatrice del provvedimento anti-pirateria Gabriella Carlucci ha proposto alle Camere una sorta di “compenso su Internet” da far gravare sui Provider stessi proprio al fine di risarcire del mancato guadagno gli autori il cui diritto venga illecitamente leso. Non solo questo: sarebbe anche previsto a loro carico l’obbligo di riprodurre sulla propria home page un banner anti-pirateria che rimandi gli utenti che vi clicchino ad un sito che avrà la funzione di render loro note le sanzioni previste dal decreto. In caso di violazione di questo obbligo le multe previste andrebbero da 103 a 10mila euro.
Totalmente nuova è anche l’idea di introdurre, con il nuovo comma 6-quater, un prelievo sul prezzo di vendita sui masterizzatori e sul software di masterizzazione.
La Commissione avrebbe infatti rilevato che, come già avviene per videoregistratori e registratori audio, il 3 percento sul prezzo di listino andrebbe esteso anche ai masterizzatori, in quanto ritenuti dispositivi strumentali “per il processo di copia privata”.Si attendono ulteriori sviluppi sulle modifiche al D.L. entro il 21 aprile, giorno in cui il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Ferdinando Adornato prevede che il provvedimento passerà all’esame della Camera.Pubblichiamo di seguito il resoconto della seduta del 7 aprile u.s., con gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi.

La redazione (Federica Gasparini e Alessandro di Francia)

DL 72/2004: Interventi contro la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo e a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo C. 4833 Governo. (Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, il 5 aprile 2004.
Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti e articoli aggiuntivi riferiti al testo del decreto-legge (vedi allegato). Ricorda, al riguardo che, ai sensi dell’articolo 96-bis, comma 7, del regolamento, non sono ammissibili gli emendamenti che non siano strettamente attinenti alla materia del decreto-legge. Il decreto-legge in esame reca interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo. Richiama quindi il contenuto specifico dei diversi articoli del provvedimento, rilevando che, alla luce di tali contenuti e delle predette disposizioni regolamentari, presentano profili di dubbia ammissibilità le seguenti proposte emendative: l’emendamento Orsini 2.2, che modifica la disciplina relativa alla composizione del consiglio di amministrazione della Fondazione la Biennale di Venezia, escludendo la possibilità che il Presidente della regione Veneto e il sindaco di Venezia possano essere sostituiti, al suo interno, da loro delegati; l’emendamento Colasio 2.4, che prevede che le televisioni satellitari e via cavo destinino una quota dei propri proventi all’acquisto di prodotti cinematografici nazionali o europei, per almeno il 50 per cento di produttori indipendenti; l’emendamento Tarantino 2.3, che interviene in materia di contributi a favore delle emittenti televisive locali; l’articolo aggiuntivo 2.02 del relatore, che prevede l’istituzione di un registro degli operatori di spettacoli di musica popolare, cui possono iscriversi i soggetti in possesso di determinati requisiti; l’emendamento 3.2 del relatore, che prevede che sia annualmente presentata al Parlamento una relazione annuale sugli interventi pubblici in materia di arte, cultura e spettacolo, realizzata dall’Istituto italiano per l’industria culturale (ISICULT) su incarico del Ministero per i beni e le attività culturali; l’emendamento Bianchi Clerici 4.2, che modifica la disciplina in materia di società sportive dilettantistiche introdotta con l’articolo 90 della legge finanziaria del 2003, intervenendo, in particolare, sulla definizione di società e associazione sportiva dilettantistica, sui requisiti dei relativi statuti e sulle modalità per il loro riconoscimento; l’articolo aggiuntivo Savo 4.01, che prevede la concessione di finanziamenti ad una serie di Università statali. Quanto all’articolo aggiuntivo 2.01 del relatore, rileva che esso modifica in più punti la disciplina relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche. In particolare, i commi 1, 3 e 6 modificano le norme in materia di partecipazione di soggetti privati nelle fondazioni, al fine di agevolarne l’ingresso e favorire l’apporto di nuove risorse, che integrino quelle erogate dallo Stato. Il comma 2 modifica le norme relative alla determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse pubbliche assegnate alle fondazioni tramite il Fondo unico dello spettacolo. Il comma 4 modifica le disposizioni relative al contributo dello Stato alla Fondazione lirico-sinfonica del Teatro Petruzzelli di Bari, prevedendo che i relativi finanziamenti siano reperiti, invece che nell’ambito del Fondo unico dello spettacolo, nell’ambito delle risorse rinvenienti dal gioco del Lotto. Il comma 5, infine, introduce vincoli alla destinazione di risorse delle fondazioni alla contrattazione integrativa aziendale. In relazione alla diversità della portata delle disposizioni richiamate, ritiene che l’articolo aggiuntivo possa essere considerato ammissibile ove riformulato nel senso di comprendere solo i contenuti dei commi 2 e 4, che appaiono direttamente riferibili al tema dei finanziamenti pubblici destinati alle fondazioni lirico-sinfoniche. Invita, pertanto, i presentatori delle richiamate proposte emendative a ritirarle, nonché a riformulare l’articolo aggiuntivo 2.01 nel senso indicato. Avverte infine che il relatore ha presentato una nuova formulazione del proprio emendamento 1.42 (vedi allegato).
Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, chiede chiarimenti in ordine alle valutazioni della presidenza sul suo articolo aggiuntivo 2.02.
Andrea COLASIO (MARGH-U) chiede chiarimenti in ordine alle valutazioni della presidenza sull’emendamento 2.4, di cui è primo firmatario.
Ferdinando ADORNATO, presidente, dopo aver ribadito che le disposizioni del decreto appaiono riconducibili a due ambiti di materia, quello della lotta contro la cosiddetta «pirateria informatica» e quello degli interventi pubblici nel campo dei beni e delle attività culturali, dello spettacolo e, residualmente, dello sport, evidenzia che l’articolo aggiuntivo 2.02, pur intervenendo nel settore dello spettacolo, ha carattere meramente ordinamentale e appare perciò estraneo alle finalità proprie delle norme del decreto in tale materia. Quanto all’emendamento 2.4, che pure persegue finalità di sostegno alla produzione cinematografica nazionale analoghe a quelle di altre disposizioni del decreto, sottolinea che esso – ponendo vincoli alla programmazione delle televisioni satellitari e via cavo – non agisce sul piano del sostegno pubblico al settore, che appare proprio degli interventi già previsti nel testo.
Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, nel prendere atto dei chiarimenti forniti, ritira l’articolo aggiuntivo 2.02 e l’emendamento 3.2, e riformula l’articolo aggiuntivo 2.01 nel senso indicato dalla presidenza (vedi allegato).
Andrea COLASIO (MARGH-U) prende atto dei chiarimenti forniti dalla presidenza e ritira l’emendamento 3.4.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI) ritira il proprio emendamento 2.2, nonché l’emendamento Bianchi Clerici 4.2, di cui è cofirmatario.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) chiede che il relatore fornisca chiarimenti in ordine alle finalità e alle motivazioni degli emendamenti da lui presentati, in particolare per quanto riguarda quelli riferiti agli articoli successivi al primo.
Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, nell’illustrare l’emendamento 1.42 (seconda versione), richiama l’attenzione della Commissione, in primo luogo, sulla prevista estensione delle norme contro la diffusione telematica abusiva a tutte le opere dell’ingegno, e quindi non solo alle opere cinematografiche, come previsto nell’attuale testo del decreto. Si accoglie così un rilievo espresso da rappresentati di vari gruppi, ed emerso anche nel corso delle audizioni informali svolte dalla Commissione, evitando ogni disparità di trattamento tra le diverse categorie di opere tutelate dal diritto d’autore. Ulteriore elemento particolarmente significativo della sua proposta emendativa consiste nella previsione (che recepisce, a suo avviso, in modo completo ed organico le prescrizioni delle direttive europee in materia) che l’immissione di un’opera dell’ingegno in un sistema di reti telematiche debba essere accompagnata da un avviso relativo all’avvenuto assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore. Fa presente che i soggetti tenuti all’assolvimento di tale obbligo saranno definiti con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni. Preannuncia inoltre l’intenzione di presentare, nel corso del successivo iter del provvedimento, un ordine del giorno volto ad impegnare il Governo a provvedere affinché gli operatori di INTERNET siano tenuti ad informare gli utenti, attraverso apposite indicazioni nelle loro home page, sulle sanzioni previste dalle nuove norme introdotte dal decreto. Altrettanto importante appare, a suo giudizio, la prevista soppressione delle norme volte a sanzionare l’attività di condivisione di file fra utenti. Si stempera in tal modo l’eccessiva rigidità, cui pare ispirarsi il provvedimento in titolo, in materia sanzionatoria. Nel rinviare alla lettura dell’emendamento per la valutazione delle ulteriori innovazioni che si propone di introdurre, ne raccomanda pertanto l’approvazione, invitando al ritiro dei restanti emendamenti riferiti all’articolo 1.
Il sottosegretario Nicola BONO sottolinea preliminarmente la particolare complessità e delicatezza, sui piani politico, giuridico e tecnico, della materia affrontata nell’articolo 1 del provvedimento in esame. Da questo punto di vista, ritiene che i tempi a disposizione della Commissione difficilmente possano risultare compatibili con le esigenze di ampio e aperto confronto da tutti avvertite. Peraltro, conferma la piena disponibilità del Governo, come già anticipato nella fase iniziale dell’esame del provvedimento, ad accogliere le proposte di modifica destinate a migliorare il testo del provvedimento, alla luce degli emendamenti proposti dal relatore e dai rappresentanti dei diversi gruppi e di quanto emerso nel corso delle audizioni svoltesi nei giorni scorsi. A tale proposito, rende noto che il Governo ha elaborato una proposta di riformulazione del testo, tesa a sciogliere i nodi problematici evidenziati nel corso della discussione tramite una complessiva e organica riscrittura dell’intero articolo 1. Peraltro, segnala che per oggettive difficoltà tecniche, tale emendamento non può essere effettivamente presentato nella seduta in corso, e si riserva pertanto di formalizzarlo nel seguito dell’esame del provvedimento. Invita, pertanto, al ritiro di tutti gli emendamenti presentati all’articolo 1, esprimendo altrimenti parere contrario. Illustra quindi i contenuti della proposta emendativa che il Governo intende presentare. In primo luogo, si prevede l’estensione dell’applicabilità delle norme dell’articolo 1 a tutte le opere dell’ingegno. Si accoglie così l’istanza, prospettata soprattutto dal relatore, di estendere le disposizioni in esame anche a tutela delle opere attinenti gli altri settori della proprietà intellettuale. Sottolinea che nell’originaria formulazione del decreto legge la tutela delle altre opere intellettuali non era stata presa in considerazione in quanto la previsione si poneva come corollario di una serie di interventi normativi destinati ad ottimizzare le forme di sostegno statale al settore cinematografico, ed esprime piena condivisione per la richiesta di estensione, che costituisce un esplicito riconoscimento dell’efficacia e dell’opportunità dell’iniziativa adottata. Fa inoltre presente che è stata colta con particolare attenzione l’esigenza, pervenuta dagli operatori e dagli utenti delle reti telematiche, di creare un «mercato legale» dei file protetti da copyright, rilevando che tale scopo, in realtà, costituiva già l’obiettivo primario che il Governo si era prefissato nel momento in cui ha formulato le disposizioni volte a sanzionare le condotte lesive del diritto d’autore. Osserva che il dibattito sviluppatosi in queste settimane ha reso evidente l’opportunità di esplicitare tale obiettivo, introducendo un’apposita disposizione destinata a regolamentare la lecita immissione in rete di contenuti protetti. Al proposito, segnala che si intende recepire il contenuto dell’emendamento del relatore, quanto alla previsione dell’obbligo di corredare l’immissione in rete di opere protette dal diritto d’autore con idonea comunicazione circa l’assolvimento degli obblighi relativi al diritto medesimo e che è stata, altresì, condivisa la proposta di prevedere sanzioni corrispettive alla violazione di tale obbligo di comunicazione. Evidenzia pertanto che l’introduzione di una regolamentazione che consenta agli utenti di conoscere la legittimità o meno della diffusione dell’opera in rete rende non più necessaria una modifica dell’articolo 174-ter della legge sul diritto d’autore, relativa alle violazioni per scopo non di lucro. Al proposito, fa presente che la modifica contenuta nel decreto-legge, infatti, aveva il solo scopo di specificare, con fattispecie tipiche, le condotte lesive commesse per via telematica, condotte, peraltro, già sanzionabili ai sensi delle attuali previsioni del medesimo articolo. Osserva inoltre che il Governo ritiene condivisibile la richiesta, formulata dal relatore, di menzionare espressamente la finalità di lucro, necessaria per l’applicazione della sanzione penale di cui all’articolo 171-ter, precisando che tale finalità non era stata indicata nella norma del decreto-legge, in quanto ritenuta già insita nella «ratio» della disposizione sanzionatoria. Inoltre, ai fini di una più chiara scrittura della norma, si prevede l’eliminazione, dalla descrizione della fattispecie, dell’inciso «anche mediante programmi di condivisione di file tra utenti», non considerandosi tale espressione indispensabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi del Governo, ossia il perseguimento delle condotte lesive del diritto d’autore, comunque descritte dalla restante formulazione del comma. Per quanto riguarda i soggetti tenuti agli obblighi di collaborazione con l’Autorità giudiziaria, previsti nei commi 4, 5 e 6 dell’articolo 1, rileva che si intende recepire le proposte emendative formulate al riguardo dal relatore, provvedendosi a un migliore coordinamento delle previsioni con la normativa attualmente vigente, e in particolare con il decreto legislativo n. 70 del 2003, attuativo della direttiva sull’e-commerce. I soggetti tenuti a tali obblighi sono poi individuati, più correttamente, nei «prestatori di servizi della società dell’informazione». Osserva inoltre che il comma 6, relativo all’obbligo di comunicazione, conseguente all’»effettiva conoscenza» di situazioni potenzialmente illecite, verrebbe più attentamente formulato, al fine di evitare equivoci sulla reale portata della disposizione. La conoscenza delle situazioni, in sostanza, prescinde da qualsiasi obbligo di controllo attivo sui contenuti della rete. Segnala quindi l’intenzione di prevedere una rivisitazione delle sanzioni, corrispettive alla violazione dei predetti obblighi, al fine di armonizzarne gli importi con quelli previsti nel decreto legislativo n. 70 del 2003. Ribadisce pertanto, conclusivamente, l’invito a ritirare tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 1, in considerazione dell’impegno formale del Governo a presentare, nel seguito dell’esame, un emendamento interamente sostitutivo del medesimo articolo, in cui si tenga conto delle esigenze di modifica emerse nel corso della discussione.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) esprime apprezzamento in ordine all’emendamento Carlucci 1.42 (seconda versione), che accoglie rilievi formulati dai rappresentanti dei diversi gruppi e tiene conto degli importanti elementi conoscitivi emersi nel corso delle audizioni informali svolte dalla Commissione. Ritiene peraltro che i commi 4, 5 e 6 del testo proposto, pur apparendo migliorativi rispetto al testo iniziale, presentino tuttora elementi che destano preoccupazione e perplessità. Obbligando in sostanza, a suo avviso, i prestatori dei servizi della società dell’informazione a svolgere un’attività di «indagine» sui contenuti da loro veicolati, le prescrizioni normative di tali commi sembrano rimanere ancorate alla logica originaria del provvedimento in esame, che giudica lesiva delle libertà personali tutelate costituzionalmente. Considera pertanto insufficiente la proposta emendativa della relatrice e ribadisce che la ratio cui dovrebbe conformarsi il decreto in esame è la cooperazione interistituzionale al fine della promozione della fruizione della cultura. Ritiene quindi necessario svolgere un ulteriore approfondimento della questione e, da questo punto di vista, dichiara di condividere la proposta del rappresentante del Governo, nella parte in cui suggerisce di non giungere a votazioni definitive su questa delicata materia. Dichiara altresì la disponibilità del suo gruppo a ritirare gli emendamenti presentati all’articolo 1, ove sia possibile verificare l’assenza delle prescrizioni recate dai suindicati commi nel testo emendativo predisposto dal Governo. Infine, ribadisce che i tempi a disposizione della Commissione nell’attuale fase dei lavori parlamentari appaiono del tutto insufficienti a un esame compiuto e approfondito delle delicate questioni poste dal provvedimento, e auspica che sia pertanto possibile un rinvio della data di inizio della relativa discussione in Assemblea, attualmente fissata al prossimo 19 aprile 2004.
Ferdinando ADORNATO, presidente, condivide le considerazioni del rappresentante del Governo e del deputato Grignaffini in ordine all’insufficienza dei tempi a disposizione della Commissione per affrontare in modo adeguatamente approfondito le complesse e delicate questioni affrontate dal decreto. Al proposito, ricorda di essersi personalmente impegnato, anche tramite atti formali, per richiedere un rinvio della data di inizio della discussione in Assemblea sul provvedimento in titolo, ma che la sua richiesta non ha potuto finora essere accolta. Peraltro, considerata l’imminenza della ripresa della seduta dell’Assemblea e la conseguente impossibilità di concludere l’esame dei numerosi emendamenti presentati, anche alla luce della complessità del dibattito fin qui svolto e dell’intenzione del Governo di presentare una propria proposta emendativa, propone di non procedere alle votazioni sugli emendamenti, rinnovando la richiesta alla Presidenza della Camera di valutare la possibilità di un rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea.
Il sottosegretario Nicola BONO, in relazione ad alcune delle considerazioni del deputato Grignaffini, sottolinea che l’impossibilità per il Governo di presentare tempestivamente il proprio emendamento all’articolo 1 (considerato, tra l’altro, che l’attività istruttoria della Commissione e il confronto politico tra i gruppi, anche informale, si sono protratti fino a poche ore fa) dipende da oggettive e insuperabili ragioni di carattere tecnico, legate all’esigenza di rispettare le procedure previste per la formalizzazione di emendamenti governativi. Mette peraltro a disposizione della Commissione il testo della proposta emendativa che, pur non potendo essere formalizzata in questa sede, corrisponde pienamente alla volontà politica complessiva del Governo.
Andrea COLASIO (MARGH-U), nel dichiarare di condividere le considerazioni del deputato Grignaffini e le proposte del rappresentante del Governo e del presidente, sottolinea peraltro che gran parte della responsabilità della situazione in cui la Commissione si trova deve essere imputata al Governo, che ha voluto affrontare con lo strumento del tutto inadeguato della decretazione di urgenza una materia la cui complessità e delicatezza richiede evidentemente un esame ampio ed approfondito. Ritiene del tutto sconcertanti le modalità di intervento adottate dal Governo, tanto più che, a suo avviso, non sussistono effettive condizioni di necessità e urgenza.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) dichiara che i deputati del suo gruppo non possono accedere, nell’attuale situazione, all’invito al ritiro degli emendamenti da essi presentati all’articolo 1. Condivide la proposta del presidente di non procedere all’effettivo esame degli emendamenti, ritenendo che l’assunzione di qualsiasi decisione formale, nelle condizioni determinate dalla ristrettezza dei tempi a disposizione, potrebbe vanificare il positivo sforzo fin qui svolto per giungere alla definizione di un intervento condivisibile ed equilibrato.
Ferdinando ADORNATO, presidente, comunica quindi che sono pervenuti il parere con osservazioni del Comitato per la legislazione, i pareri favorevoli delle Commissioni I (Affari costituzionali) e XIV (Politiche dell’Unione europea), i pareri favorevoli con osservazioni delle Commissioni VIII (Ambiente) e IX (Trasporti) e il parere favorevole con condizioni della II Commissione (Giustizia). La V Commissione (Bilancio) non ha ancora espresso il prescritto parere. Anche in considerazione della necessità di una adeguata valutazione dei contenuti dei pareri espressi, nonché di attendere le valutazioni della Commissione bilancio, nonché della necessità di assicurare adeguati tempi di esame ai numerosi emendamenti presentati, annuncia che rivolgerà formale richiesta alla Presidenza della Camera al fine di ottenere un rinvio dell’inizio della discussione in Assemblea sul provvedimento, e che il seguito dell’esame avverrà quindi secondo modalità compatibili con le indicazioni della Presidenza in relazione a tale richiesta. Rinvia pertanto il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.
ALLEGATO
DL 72/2004: Interventi contro la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo e a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo (C. 4833).
EMENDAMENTI E ARTICOLI AGGIUNTIVI
ART. 1.
Sopprimerlo. *1. 13.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimerlo. *1. 25. Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Sopprimerlo. *1. 43.Titti De Simone.
Sostituirlo con il seguente:
Art. 1. – 1. Al comma 2 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, e fatto salvo gli articoli 71-sexies e 71-septies della legge 22 aprile 1941 n. 633, e successive modificazioni, nonché quanto previsto dalla legge 5 febbraio 1992 n. 93, mette a disposizione del pubblico, immettendola, a fini di lucro, in un sistema di reti telematiche, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere». 2. All’articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «3. Chiunque, in violazione dell’articolo 16, e fatti salvi gli articoli 71-sexies e 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, immette, a fini di lucro, in un sistema di reti telematiche, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere, ovvero, con le medesime tecniche, fruisce dolosamente di un’opera dell’ingegno o parte di essa, è punito, purché il fatto non concorra con i reati di cui al comma 1, con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al precedente comma 1. 4. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, chiunque pone in essere iniziative dirette a promuovere o ad incentivare la diffusione delle condotte di cui al comma 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 2.000». 3. Il Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’interno raccoglie le segnalazioni di interesse per la prevenzione e la repressione delle violazioni commesse per via telematica di cui al presente decreto, assicurando il raccordo con le Amministrazioni interessate. 4. A seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria, i prestatori dei servizi della società dell’informazione, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, comunicano alle autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate. 5. Su richiesta del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero dell’autorità giudiziaria, per le violazioni commesse per via telematica di cui al presente decreto, i prestatori dei servizi della società dell’informazione, fatto salvo quanto previsto agli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, pongono in essere tutte le misure dirette ad impedire l’accesso ai contenuti dei siti ovvero a rimuovere i contenuti medesimi. 6. I prestatori dei servizi della società dell’informazione che abbiano avuto conoscenza della presenza di contenuti idonei a realizzare le fattispecie di cui all’articolo 171-ter, comma 2, lettera a-bis), e all’articolo 174-ter, commi 2-bis e 2-ter, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, provvedono ad informarne il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero l’autorità giudiziaria, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 7. I fornitori di connettività per l’accesso ad internet, sono obbligati a riprodurre nelle loro «home page» un «banner» di adeguata visibilità che evidenzi una formula «linkata» ad un sito d’appoggio, nel quale vengano illustrate le sanzioni previste dalla presente legge. 8. I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative previsti dall’articolo 174-quater della legge 22 aprile 1941 n. 633, affluenti all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnati in misura pari al 50 per cento ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per la promozione della campagna informativa di cui al comma 3-bis dell’articolo 26 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono integrati, da 2 milioni di euro per l’esercizio 2004 e per l’esercizio 2005, e successive modificazioni, attingendo ai fondi di cui all’articolo 60 comma 4 legge 27 dicembre 2002, n. 289, gestiti da Arcus spa. 9. All’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, è aggiunta la seguente lettera: «h) apparecchi esclusivamente destinati alla masterizzazione di supporti dvd e software finalizzato alla masterizzazione: 3 per cento dei relativi prezzi di listino al rivenditore». 10. La violazione degli obblighi di cui ai commi 4, 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 250.000 euro. Per le violazioni degli obblighi di cui ai commi 6 e 6-bis, è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 10.000 euro. 1. 42.Il Relatore.
Sostituirlo con il seguente:
Art. 1. (Misure di contrasto alla diffusione telematica abusiva di opere dell’ingegno).
1. Al fine di promuovere la diffusione al pubblico e la fruizione per via telematica delle opere dell’ingegno e di reprimere le violazioni del diritto d’autore, l’immissione in un sistema di reti telematiche di un’opera dell’ingegno, o parte di essa, è corredata da un idoneo avviso circa l’avvenuto assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. La comunicazione, di adeguata visibilità, contiene altresì l’indicazione delle sanzioni previste dal presente decreto. Le relative modalità tecniche ed i soggetti obbligati sono definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni, sulla base di accordi tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate. Fino all’adozione di tale decreto, l’avviso deve avere comunque caratteristiche tali da consentirne l’immediata visualizzazione. Sono fatti salvi gli articoli 71-sexies, 71-septies e 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, nonché quanto previsto dalla legge 5 febbraio 1992 n. 93. 2. Al comma 2 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, a fini di lucro, diffonde al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa;». 3. Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno raccoglie le segnalazioni di interesse per la prevenzione e la repressione delle violazioni commesse per via telematica di cui al presente decreto, assicurando il raccordo con le Amministrazioni interessate. 4. A seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria, i prestatori dei servizi della società dell’informazione, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, comunicano alle autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate. 5. Su richiesta del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero dell’autorità giudiziaria, per le violazioni commesse per via telematica di cui al presente decreto, i prestatori dei servizi della società dell’informazione, fatto salvo quanto previsto agli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, pongono in essere tutte le misure dirette ad impedire l’accesso ai contenuti dei siti ovvero a rimuovere i contenuti medesimi. 6. I prestatori dei servizi della società dell’informazione che siano venuti a conoscenza della presenza di contenuti idonei ad integrare le violazioni commesse per via telematica di cui al presente decreto, provvedono ad informarne con immediatezza il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero l’autorità giudiziaria, in conformità a quanto previsto dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 7. All’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, è aggiunta la seguente lettera: i) apparecchi esclusivamente destinati alla masterizzazione di supporti dvd e software finalizzato alla masterizzazione: 3 per cento dei relativi prezzi di listino al rivenditore. 8. La violazione degli obblighi di cui ai commi 4 e 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 250.000 euro. La violazione di cui ai commi 1 e 6 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 10.000 euro. 1. 42.(Seconda versione)Il relatore.
Sostituirlo con il seguente:
Art. 1. 1. Al comma 2 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, è inserita la seguente lettera: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, mette a disposizione del pubblico, a scopo di lucro, un’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente».
2. All’articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «3. Chiunque, in violazione dell’articolo 16 e perseguendo finalità di lucro, mette a disposizione del pubblico un’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione ovvero di attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154,00, purché il fatto non concorra con i reati di cui agli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 171-quater, 171-quinques, 171-septies e 171-octies, e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale. 4. In caso di recidiva o di fatto grave per la quantità delle violazioni, la sanzione amministrativa è aumentata fino a euro 1032,00 ed il fatto è punito con la confisca degli strumenti e del materiale, con la pubblicazione del provvedimento su due o più giornali quotidiani a diffusione nazionale o su uno o più periodici specializzati nel settore dello spettacolo e, se si tratta di attività imprenditoriale, con la revoca della concessione o dell’autorizzazione di diffusione radiotelevisiva o dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività produttiva o commerciale».
3. Il prestatore di servizi alla società dell’informazione, come definito dalla lettere b) e c) dell’articolo 2, del decreto legislativo 9 aprile 2003 n. 70, non è assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, né ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite. Il prestatore di servizi alla società dell’informazione è comunque tenuto al rispetto delle disposizioni e all’osservanza degli obblighi previsti dagli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003 n. 70. 1. 26.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Sostituirlo con il seguente:
Art. 1. (Misure di contrasto alla diffusione telematica abusiva di opere protette dal diritto d’autore). 1. Al comma 1 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sostituire le parole: «fine di lucro» con quelle di «per trarne profitto». 2. Al comma 1 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere». 3. All’articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «3. Chiunque, in violazione dell’articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file tra utenti, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere, ovvero, con le medesime tecniche, fruisce di un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore o parte di essa, è punito, purché il fatto non concorra con i reati di cui al comma 1, con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1500, nonché con la confisca degli strumenti e del materiale e con la pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale e su di un periodico specializzato nel settore dello spettacolo. La sanzione amministrativa è aumentata a euro 2000 se le violazioni di cui al presente comma sono commesse mediante l’uso di comunicazioni criptate o con modalità idonee ad occultarle. 4. Chiunque pone in essere iniziative dirette a promuovere o ad incentivare la diffusione delle condotte di cui al comma 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 2.000 e con le sanzioni accessorie previste ad medesimo comma». 4. Gli organi di Polizia giudiziaria raccolgono le segnalazioni di interesse per la prevenzione e la repressione delle violazioni di cui alla lettera a-bis) del comma 2 dell’articolo 171-ter e di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, assicurando il raccordo con la Magistratura e con le Amministrazioni interessate. 5. A seguito di provvedimento dell’Autorità giudiziaria, i prestatori dei servizi della società dell’informazione che abbiano avuto effettiva conoscenza della presenza di contenuti idonei a realizzare le fattispecie di cui all’articolo 171-ter, comma 2, lettera a-bis), e all’articolo 174-ter, comma 3 e 4, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, provvedono immediatamente a rimuovere le informazioni illecite o a disabilitarne l’accesso. Successivamente, non oltre le 72 ore dal momento in cui hanno preso conoscenza dei fatti sopra descritti, i prestatori dei servizi medesimi comunicano agli Organi di Polizia giudiziaria le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate. 6. Rimangono in vigore, per la parte non modificata dal presente provvedimento, gli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 7. La violazione degli obblighi di cui al su esteso comma 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 1. 1.Emerenzio Barbieri, Ranieli.
Sostituirlo con il seguente:
Art. 1. (Misure di contrasto alla diffusione telematica abusiva di opere protette dal diritto d’autore).
1. Al comma 1 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sostituire le parole «fine di lucro» con quelle di «per trarne profitto». 2. Al comma 2 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere;». 3. All’articolo 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere: «f-bis) in violazione dell’articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere, ovvero, con le medesime tecniche fruisce di un’opera o parte di essa; f-ter) pone in essere iniziative dirette a promuovere o ad incentivare la diffusione delle condotte di cui alla lettera f-bis;». 4. Gli organi di Polizia Giudiziaria raccolgono le segnalazioni di interesse per la prevenzione e la repressione delle violazioni di cui alla lettera a-bis) del comma 2 dell’articolo 171-ter e di cui alle lettere f-bis) e f-ter) dell’articolo 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, assicurando il raccordo con la Magistratura e con le Amministrazioni interessate. 5. I fornitori dei servizi della società dell’informazione che abbiano avuto effettiva conoscenza della presenza di contenuti idonei a realizzare le fattispecie di cui all’articolo 171-ter, comma 2, lettera a-bis), e all’articolo 171, comma 1 lettere f-bis) e f-ter), della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, provvedono immediatamente a rimuovere le informazioni illecite o a disabilitarne l’accesso. Successivamente, non oltre le 72 (settantadue) ore dal momento in cui hanno preso conoscenza dei fatti sopra descritti, i fornitori dei servizi medesimi comunicano agli Organi di Polizia Giudiziaria le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate. 6. Rimangono in vigore, per la parte non modificata dal presente provvedimento gli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 7. La violazione degli obblighi di cui al su esteso comma 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 10.000 a Euro 50.000, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 1. 12. Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 1. 1. 27.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Sostituire il comma 1 con il seguente: 1. Al comma 2 dell’articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) in violazione dell’articolo 16, mette a disposizione del pubblico un’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, opere o materiali protetti». 1. 28.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 1, capoverso a-bis), prima delle parole: in violazione aggiungere le seguenti: agendo a fine di lucro come fornitore di contenuti. 1. 2.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 1, capoverso a-bis), sostituire la parola: diffonde con le seguenti: comunica consapevolmente. 1. 3.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 1, capoverso a-bis), dopo le parole: diffonde al pubblico aggiungere le seguenti: con esclusivo scopo di lucro. 1. 19.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Al comma 1, capoverso a-bis, sopprimere le parole: anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti. 1. 18.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Al comma 1, capoverso a-bis), sostituire le parole: opera cinematografica o assimilata protetta dal diritto d’autore con le seguenti: opera dell’ingegno. 1. 15.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 2. *1. 20.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 2. *1. 29.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. All’articolo 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «3. Chiunque, in violazione dell’articolo 16 e perseguendo finalità di lucro, mette a disposizione del pubblico un’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione ovvero di attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 purché il fatto non concorra con i reati di cui agli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 171-quater, 171-quinques. 171-septies e 171-octies, e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale. 4. In caso di recidiva o di fatto grave per la quantità delle violazioni, la sanzione amministrativa è aumentata fino a euro 1032,00 ed il fatto è punito con la confisca degli strumenti e del materiale, con la pubblicazione del provvedimento su due o più giornali quotidiani a diffusione nazionale o su uno o più periodici specializzati nel settore dello spettacolo e, se si tratta di attività imprenditoriale, con la revoca della concessione o dell’autorizzazione di diffusione radiotelevisiva o dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività produttiva o commerciale». 1. 30.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 2, capoverso 2-bis, dopo la parola: chiunque aggiungere le seguenti: agendo come fornitore di contenuti. 1. 4.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 2, capoverso 2-bis, sostituire la parola: diffonde con le seguenti: comunica consapevolmente. 1. 5.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 2, capoverso 2-bis, sopprimere le parole: anche mediante programmi di condivisione di file fra utenti. 1. 6.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 2, capoverso 2-bis, sostituire le parole: euro 1500 con le seguenti: euro 150. 1. 21.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 3. 1. 31.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Al comma 3, sostituire le parole: Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno con le seguenti: L’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza e le parole: assicurando il rapporto con le amministrazioni interessate, con le seguenti: assicurando il raccordo con l’autorità giudiziaria e con le autorità competenti. 1. 34.Chiaromonte, Grignaffini, Giulietti, Capitelli, Carli, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Sopprimere il comma 4. 1. 33.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Sostituire il comma 4 con il seguente: 4. Il prestatore di servizi alla società dell’informazione, come definito dalle lettere b) e c) del comma 1 dell’articolo 2 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, è tenuto, in caso di richiesta dell’autorità giudiziaria o dell’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza, ad impedire l’accesso al contenuto di un servizio al quale assicura l’accesso. Il prestatore di servizi alla società dell’informazione è altresì tenuto al rispetto degli obblighi previsti dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 1. 32.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 4, sostituire le parole: , i fornitori di connettività e di servizi comunicano alle Autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all’individuazione dei gestori dei siti e delle condotte segnalate, con le seguenti: il prestatore di servizi alla società dell’informazione è tenuto a fornire senza indugio le informazioni in suo possesso che consentano l’identificazione del destinatario dei suoi servizi con cui ha accordi di memorizzazione di dati, al fine di individuare e prevenire attività illecite. 1. 35.Grignaffini, Chiaromonte, Giulietti, Capitelli, Carli, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 4, sostituire le parole: fornitori di connettività con le seguenti: fornitori di accesso ad Internet. 1. 7.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 4, dopo la parola: informazioni aggiungere la seguente: rispettivamente. 1. 8.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Sopprimere il comma 5. 1. 36.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Al comma 5, sopprimere le parole: del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero e sostituire le parole: i fornitori di connettività e di servizi con le seguenti: i prestatori di servizi alla società dell’informazione e le parole: ai siti o a rimuovere i contenuti segnalati, con le seguenti: al contenuto di un servizio al quale assicura l’accesso. 1. 37.Chiaromonte, Grignaffini, Giulietti, Capitelli, Carli, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 5, sopprimere le parole: del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ovvero. 1. 9.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 5, sostituire le parole: fornitori di connettività e di servizi con le seguenti: fornitori di servizi di hosting. 1. 10.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 5, sostituire le parole: i fornitori di connettività e di servizi con le seguenti: prestatori di servizi della società dell’informazione. 1. 24.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Al comma 5, sostituire le parole da: a impedire l’accesso ai siti fino alla fine del comma con le seguenti: impedire l’accesso ai siti qualora essi non contengano informazioni a servizi di riconosciuta pubblica utilità, o a rimuovere gli specifici contenuti segnalati dall’amministrazione giudiziaria. 1. 22.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 6. 1. 38. Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Sostituire il comma 6 con il seguente: 6. I prestatori di servizi alla società dell’informazione sono tenuti al rispetto delle prescrizioni e degli obblighi previsti dagli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 1. 39.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Sostituire il comma 6 con il seguente: 6. Il prestatore di servizi alla società dell’informazione è tenuto all’osservanza degli obblighi previsti dal comma 2 dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 1. 40.Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Al comma 6, sostituire le parole: i fornitori di connettività e di servizi con le seguenti: prestatori di servizi della società dell’informazione. 1. 13.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Al comma 6, sopprimere la parola: effettiva. *1. 11.Grignaffini, Magnolfi, Folena.
Al comma 6, sopprimere la parola: effettiva. *1. 14.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Dopo il comma 6, inserire il seguente: 6-bis. È obbligatorio inserire in tutte le home-page un banner che evidenzi la formula: «scaricare opere dell’ingegno piratate è un reato»; tale banner dovrà essere linkata ad un sito di appoggio, nel quale vengano illustrate le sanzioni previste dalla legge, sulla base di un testo standard preventivamente approvato dall’autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. 1. 16.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 7. *1. 17.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Sopprimere il comma 7. *1. 41.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Folena, Magnolfi.
Al comma 7 eliminare le seguenti parole: da sanzione da euro 50.000 a euro 250.000 con le seguenti: una prima censura a cui potrà seguire una sanzione amministrativa pecuniaria per recidiva, sino a euro 15,00. 1. 23.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.

ART. 2.
Al comma 1, capoverso, dopo le parole: 24 marzo 1994, inserire le seguenti: recante «Norme di attuazione del decreto-legge 14 gennaio 1994, n. 26, recante: Interventi urgenti in favore del cinema». 2. 1.Il Relatore.
Al comma 2, aggiungere, in fine, le parole: e della Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo «Arcus Spa». 2. 6.Il Relatore.
Al comma 2 aggiungere, in fine, le seguenti parole: fatta salva la quota degli utili riservati dal medesimo comma per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali. 2. 5.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Dopo il comma 3, aggiungere il seguente: «4. All’articolo 9 del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 19, come modificato dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettere b) e c), le parole: «o un suo delegato» sono soppresse; b) al comma 2, le parole: «i delegati di cui alle lettere b) e c) del comma 1,» e la parola: «medesimo» sono soppresse. 2. 2.Orsini.
Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti: 4. Nell’ambito delle misure volte al sostegno delle attività cinematografiche, le televisioni satellitari e via cavo destinano il dieci per cento dei proventi annui degli abbonamenti all’acquisto di prodotti cinematografici nazionali o di coproduzione europea, per almeno il cinquanta per cento indipendenti. 5. Sono considerati indipendenti i soggetti di nazionalità italiana ed europea non controllati da o collegati direttamente o indirettamente a enti, società, o persone destinatari, nel territorio dell’Unione europea, di concessione di licenza o di autorizzazione per la diffusione radiotelevisiva. Per l’anno in corso, la quota del dieci per cento è riferita ai proventi relativi al periodo 1o maggio-31 dicembre. 6. I soggetti di cui al comma 1 inviano annualmente al Ministero per i beni e le attività culturali un apposito resoconto sull’impiego delle risorse di cui al presente comma; in caso di mancato raggiungimento dell’aliquota richiesta, la percentuale si intende proporzionalmente incrementata e raggiunta nell’anno successivo. 2. 4.Colasio, Carra, Bimbi, Gambale, Rusconi, Volpini.
Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: 4. Alla legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 dell’articolo 146 dopo le parole: «per l’anno 2003», sono inserite le seguenti: «, di 10 milioni di euro, in ragione di anno, a partire dal 2004»; b) al comma 2 dell’articolo 146 sono soppresse le parole: «entro il 30 giugno 2001»; c) all’articolo 146 è aggiunto in fine il seguente comma: «il 3 per cento della somma stanziata annualmente di cui al comma 1 è destinata al funzionamento della Commissione prevista dal regolamento approvato con decreto ministeriale 21 maggio 2002, n. 147».
5. Al regolamento approvato con decreto ministeriale 21 maggio 2002, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 dell’articolo 2 sono soppresse le parole: «legge n. 388 del 2000 e comunque entro il 31 dicembre 2001» e sono sostituite con le parole: «legge che stanzia la somma e comunque entro il 31 dicembre dell’anno per il quale è stanziata la somma medesima»; b) al comma 1 dell’articolo 4 dopo le parole: «di contributo», sono inserite le seguenti: «, redatta su apposita modulistica predisposta dal Ministero per i beni e le attività culturali,»; c) al comma 1 dell’articolo 4 sono soppresse le parole: «trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente regolamento» e sono sostituite con le parole: «il 30 aprile dell’anno successivo a quello per il quale è stanziata la somma»; d) al comma 4 dell’articolo 4 sono soppresse le parole: «Entro il 30 giugno 2002» e sono sostituite con le parole: «Contestualmente alla presentazione delle domande».
6. Conseguentemente ridurre per un importo pari a 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004 gli stanziamenti relativi alla legge n. 163 del 1985. 2. 3.Tarantino, Maggi.
Dopo l’articolo 2 aggiungere il seguente:

Art. 2-bis. (Fondazioni lirico-sinfoniche).
1. All’articolo 10 del decreto legislativo 19 giugno 1996, n. 367, il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. Lo statuto deve prevedere altresì le modalità di partecipazione dei fondatori privati, il cui apporto complessivo al patrimonio della fondazione non può superare la misura del quaranta per cento del patrimonio stesso. Lo statuto prevede altresì che possono nominare un rappresentante nel consiglio di amministrazione fondatori che, come singoli o cumulativamente, oltre ad un apporto al patrimonio, assicurano per almeno due anni consecutivi un apporto annuo non inferiore all’otto per cento del totale dei finanziamenti pubblici erogati per la gestione dell’attività della fondazione, verificato con riferimento all’anno in cui avviene il loro ingresso nella fondazione, fermo restando quanto previsto in materia di composizione del consiglio di amministrazione. La permanenza nel consiglio di amministrazione dei rappresentanti nominati dai fondatori privati è subordinata all’erogazione da parte di questi dell’apporto annuo per la gestione dell’ente. Per raggiungere tale entità dell’apporto, i fondatori privati interessati dichiarano per atto scritto di voler concorrere collettivamente alla gestione dell’ente nella misura economica indicata. Ciascun fondatore privato non può sottoscrivere più di una dichiarazione». 2. L’articolo 24 del decreto legislativo 19 giugno 1996, n. 367, è sostituito dal seguente: «Art. 24. 1. – I criteri di ripartizione della quota del Fondo unico per lo spettacolo destinato alle Fondazioni lirico-sinfoniche sono determinati triennalmente con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali non avente natura regolamentare. Tali criteri decorrono dal 1o gennaio 2005. 2. I princìpi ai quali deve attenersi il decreto di cui al comma 1 sono i seguenti: a) misura dei trasferimenti ricevuti in passato; b) caratteristiche dei progetti e dei programmi di attività di ciascuna delle fondazioni sulla base degli obiettivi specifici concordati in sede convenzionale ai sensi dell’articolo 17, anche con riferimento al volume dell’attività produttiva ed allo spazio riservato alle giovani generazioni di artisti; c) misura degli investimenti destinati alla promozione del pubblico, anche attraverso un’idonea politica dei prezzi, nonché alla formazione del pubblico giovanile; d) grado di raggiungimento degli obiettivi specifici concordati in sede convenzionale; e) valutazione degli organici artistici, tecnici ed amministrativi necessari al conseguimento dei fini istituzionali, e dei relativi costi come derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale. Gli organici funzionali sono previamente definiti tenendo conto della peculiarità dei singoli enti, anche in relazione alla eventuale presenza di corpi di ballo e di laboratori di costruzione sceno-tecnica;f) valutazione della entità della partecipazione dei privati al patrimonio ed al finanziamento della gestione della fondazione. 3. Il principio di cui al comma 2, lettera b), dovrà essere valutato secondo criteri oggettivi, anche collegati a meccanismi di standardizzazione di costi e di determinazione degli indicatori di rilevazione. 4. Il principio di cui al comma 2, lettera d), dovrà essere valutato secondo criteri oggettivi, anche collegati ad indicatori di rilevazione definiti in sede convenzionale. A tal fine le fondazioni hanno l’obbligo di presentare annualmente al Ministro una dettagliata relazione circa lo stato di raggiungimento degli obiettivi concordati. 5. Gli elementi indicati dal comma 2, lettera f), sono tenuti presenti in sede di ripartizione delle quote del Fondo unico dello spettacolo, anche ai fini di quanto disposto dall’articolo 25 del presente decreto legislativo. 6. La somma corrisposta dallo Stato a ciascuna fondazione, in conseguenza della ripartizione della quota predetta, è determinata annualmente in percentuale sulla quota del Fondo unico dello spettacolo». 3. All’articolo 2 del decreto-legge 24 novembre 2000, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 gennaio 2001 n. 6, sono effettuate le seguenti modificazioni: a) il comma 3 è abrogato; b) al comma 4, le parole: «, ovvero hanno una partecipazione inferiore al 12 per cento dei finanziamenti statali per la gestione della propria attività,» sono soppresse. 4. All’articolo 1 della legge 11 novembre 2003, n. 310, il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Per l’anno 2004, e per i successivi tre anni, alla Fondazione di cui al comma 1 è assegnato un contributo a valere sulle risorse cui all’articolo 3, comma 83, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni. A decorrere dall’anno 2008, la Fondazione concorre al riparto ordinario delle risorse assegnate al settore delle fondazioni lirico-sinfoniche». 5. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le risorse finanziarie occorrenti agli impegni economici derivanti dal rinnovo delle contrattazioni integrative aziendali sono subordinate al loro effettivo reperimento, nel rispetto del principio di pareggio del bilancio della fondazione. Di tali risorse non possono comunque far parte i contributi dei fondatori pubblici e privati. 6. Le fondazioni lirico-sinfoniche adeguano i propri statuti alle disposizioni del presente articolo entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge. 2. 01.Il Relatore.
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
Art. 2-bis. (Disposizioni in materia di fondazioni lirico-sinfoniche).
1. L’articolo 24 del decreto legislativo 19 giugno 1996, n. 367, è sostituito dal seguente: Art. 24. 1. I criteri di ripartizione della quota del Fondo unico per lo spettacolo destinato alle Fondazioni lirico-sinfoniche sono determinati triennalmente con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali non avente natura regolamentare. Tali criteri decorrono dal 1o gennaio 2005. 2. I principi ai quali deve attenersi il decreto di cui al comma i sono i seguenti: a) misura dei trasferimenti ricevuti in passato; b) caratteristiche dei progetti e dei programmi di attività di ciascuna delle fondazioni sulla base degli obiettivi specifici concordati in sede convenzionale ai sensi dell’articolo 17, anche con riferimento al volume dell’attività produttiva ed allo spazio riservato alle giovani generazioni di artisti; c) misura degli investimenti destinati alla promozione del pubblico, anche attraverso un’idonea politica dei prezzi, nonché alla formazione del pubblico giovanile; d) grado di raggiungimento degli obiettivi specifici concordati in sede convenzionale; e) valutazione degli organici artistici, tecnici ed amministrativi necessari al conseguimento dei fini istituzionali e dei relativi costi come derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale. Gli organici funzionali sono previamente definiti tenendo conto della peculiarità dei singoli enti, anche in relazione alla eventuale presenza di corpi di ballo e di laboratori di costruzione sceno-tecnica;f) valutazione della entità della partecipazione dei privati al patrimonio ed al finanziamento della gestione della fondazione. 3. Il principio di cui al comma 2, lettera b), dovrà essere valutato secondo criteri oggettivi, anche collegati a meccanismi di standardizzazione di costi e di determinazione degli indicatori di rilevazione. 4. Il principio di cui al comma 2, lettera d), dovrà essere valutato secondo criteri oggettivi, anche collegati ad indicatori di rilevazione definiti in sede convenzionale. A tal fine le fondazioni hanno l’obbligo di presentare annualmente al Ministro una dettagliata relazione circa lo stato di raggiungimento degli obiettivi concordati. 5. Gli elementi indicati dal comma 2, lettera f), sono tenuti presenti in sede di ripartizione delle quote del Fondo unico dello spettacolo, anche ai fini di quanto disposto dall’articolo 25 del presente decreto legislativo. 6. La somma corrisposta dallo Stato a ciascuna fondazione, in conseguenza della ripartizione della quota predetta, è determinata annualmente in percentuale sulla quota del Fondo unico dello spettacolo. 2. All’articolo 1 della legge 11 novembre 2003, n. 310, il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Per l’anno 2004, e per i successivi tre anni, alla Fondazione di cui al comma i è assegnato un contributo a valere sulle risorse cui all’articolo 3, comma 83, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni. A decorrere dall’anno 2008, la Fondazione concorre al riparto ordinario delle risorse assegnate al settore delle fondazioni lirico-sinfoniche». 2. 01.(Seconda versione)Il Relatore.
Dopo l’articolo 2, inserire il seguente:
Art. 2-bis. (Istituzione del registro degli organizzatori, dei produttori, degli agenti di spettacoli di musica popolare).
1. Presso la direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attività culturali è istituito il registro degli organizzatori, dei produttori, degli agenti di spettacoli di musica popolare. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottarsi entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, vengono individuati i requisiti dei soggetti ed i criteri per l’iscrizione al registro. 2. 02.Il Relatore.

ART. 3.
Sopprimerlo. 3. 1.Titti De Simone.
Dopo il comma 4, aggiungere il seguente: 5. All’articolo 10, comma 8, della legge 8 ottobre 1997, n. 352, come sostituito dall’articolo 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291, sono aggiunti i seguenti periodi: «Il Ministero per i beni e le attività culturali affida all’Istituto italiano per l’industria culturale (IstCult) l’incarico di rilevazione ed elaborazione dei dati e di analisi valutativa dell’intervento pubblico in materia di arte, cultura e spettacolo, a livello di Stato, regioni ed enti locali, finalizzato alla realizzazione di una relazione annuale trasmessa al Parlamento. Per le finalità del presente comma, sono stanziati cinquecentomila euro annui, a decorrere dall’anno 2004. All’onere, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità revisionale di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze per l’esercizio finanziario 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali». 3. 2.Il Relatore.

ART. 4.
Dopo il comma 4, inserire il seguente: 4-bis. Con l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei ministri, per le attività celebrative inerenti il cinquantenario della conquista del K2 sono stanziati cinquecentocinquantamila euro per l’anno 2004. I contributi sono erogati agli enti organizzatori, in Italia e in Pakistan, su deliberazione di un Comitato composto da tre saggi nominati dal Ministro delle politiche agricole e forestali, sentiti i Ministri degli affari esteri, dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica e per i beni e le attività culturali.
Conseguentemente, dopo il comma 5 aggiungere il seguente: 5-bis. All’onere previsto dal comma 4-bis, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità revisionale di base di parte corrente «Fondo speciale», dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo utilizzando parzialmente l’accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio per 100 mila euro, al Ministero delle politiche agricole e forestali per 150 mila euro, al Ministero degli affari esteri per 100 mila euro, al Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca scientifica per 100 mila euro, al Ministero per i beni e le attività culturali per 100 mila euro. 4. 1.Garagnani, Lolli, Rositani, Butti, Angela Napoli.
Dopo il comma 4, aggiungere il seguente: 4-bis. Al fine di sostenere e promuovere le iniziative tese alla diffusione del consumo dei prodotti cinematografici durante il periodo estivo sono destinati alle imprese di esercizio cinematografico 4 milioni di euro per l’anno 2004 e 2 milioni di euro per l’anno 2005. Le risorse sono reperite nell’ambito delle autorizzazioni di spesa di cui al comma 1. 4. 3.Chiaromonte, Grignaffini, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.
Dopo il comma 5 aggiungere i seguenti: 5-bis. È assegnato alla Fondazione lirico-sinfonica Teatro dell’Opera di Roma un contributo straordinario per le proprie attività di 400.000 euro per l’anno 2004, di 1.150.000 euro per l’anno 2005 e di 2.650.000 euro per l’anno 2006. 5-ter. È costituita la Fondazione Giorgio Gaber, al fine di tramandare l’opera del grande musicista e di valorizzare il genere espressivo «teatro canzone». Alla Fondazione partecipano quali fondatori, oltre alla Associazione culturale Giorgio Gaber, di Milano, altri soggetti pubblici e privati che ne condividano le finalità. La Fondazione è soggetta alle disposizioni del codice civile, delle leggi speciali e dello statuto, che verrà redatto dai fondatori. Per lo svolgimento delle attività istituzionali è assegnato alla Fondazione un contributo di 100.000 euro per l’anno 2004 e di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. 5-quater. È costituita la Fondazione Lucio Colletti, al fine di tramandare l’opera e gli studi dell’insigne filosofo. Alla Fondazione partecipano quali fondatori, oltre al Centro Studi Lucio Colletti di Roma, altri soggetti pubblici e privati che ne condividano le finalità. La Fondazione è soggetta alle disposizioni del codice civile, delle leggi speciali e dello statuto, che verrà redatto dai fondatori. Per lo svolgimento delle attività istituzionali, è assegnato alla Fondazione un contributo di 100.000 euro per l’anno 2004 e di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006. 5-quinquies. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 5-bis, 5-ter e 5-quater, pari a 600.000 euro per l’anno 2004, a 1.150.000 euro per l’anno 2005 e a 3.050.000 euro per l’anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali. 4. 4.Carli.
Dopo il comma 6 aggiungere i seguenti: 7. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il comma 17 è sostituito dai seguenti: «17. Si definiscono società e associazioni sportive dilettantistiche le società e le associazioni che svolgono attività sportiva senza fine di lucro mediante sportivi non professionisti con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che: a) sono riconosciute, ai fini sportivi, dal CONI; b) sono affiliate ad una o più federazioni sportive nazionali o discipline sportive associate o ad un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. 17-bis. Le società e associazioni sportive dilettantistiche devono indicare nella denominazione sociale la finalità sportiva e la ragione o la denominazione sociale dilettantistica e possono assumere una delle seguenti forme: a) associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile; b) associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361; c) società sportiva di capitali e cooperative senza fine di lucro,». 8. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il comma 18 è sostituito dai seguenti: «18. Le società e associazioni sportive dilettantistiche debbono indicare, nello statuto e nell’atto costitutivo: a) finalità sportiva dilettantistica nella ragione e nella denominazione sociale; b) assenza di fini di lucro; c) rispetto del principio di democrazia interna; d) organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nelle attività sportive; e) disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni sportive nell’ambito della medesima disciplina; f) gratuità degli incarichi degli amministratori; h) devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento della società e associazioni; i) obbligo di conformarsi alle norme e direttive del CONI, nonché agli statuti ed ai regolamenti della Federazione sportiva nazionale o della disciplina sportiva associata o dell’ente di promozione sportiva cui la società e associazioni intendono affiliarsi. 18-bis. La disposizione di cui al comma 18, lettera c) non si applica alle società di capitali. 18-ter. Le disposizioni di cui al comma 18, lettera a), non si applicano alle associazioni sportive dilettantistiche che alla data del 31 dicembre 2002 risultano già riconosciute, ai fini sportivi, dal CONI ed affiliate ad una o più Federazioni sportive nazionali o Discipline sportive associate o Ente di Promozione Sportiva. 18-quater. Lo statuto delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche e le sue modifiche sono sottoposte all’approvazione del CONI, che può delegare alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, secondo procedure e modalità stabilite con delibera del Consiglio Nazionale del CONI, trasmessa al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138. 18-quinquies. Le società e le associazioni sportive dilettantistiche sono riconosciute ai fini sportivi dal CONI, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni ed integrazioni. Con deliberazione adottata dal Consiglio nazionale del CONI entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono definiti i criteri e le modalità del riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. Tale deliberazione è trasmessa al Ministero vigilante, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138. 18-sexies. Il CONI con apposita delibera, da trasmettere al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138, stabilisce i criteri generali riguardanti il riconoscimento, ai fini, sportivi, degli enti di promozione sportiva su base regionale. 18-septies. Con deliberazione adottata dal Consiglio nazionale del CONI entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, e trasmessa al Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138, sono individuati i provvedimenti da adottare in caso di irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi infrazioni all’ordinamento sportivo.». 9. All’articolo 90, comma 20, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola «presso» è sostituita dalle seguenti parole: «Ferma la facoltà delle Regioni di istituire propri registri, presso»; b) alla lettera c) sono aggiunte le seguenti parole: «e di società cooperative». 10. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il comma 22 è sostituito dal seguente: «22. Le disposizioni di cui ai commi da 1 ad 11 si applicano anche alle associazioni e società sportive senza fine di lucro iscritte ai registri regionali, se istituite». 4. 2.Bianchi Clerici, Orsini.
Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente:
Art. 4-bis. (Interventi in campo universitario). 1. Ai fini dell’utilizzo degli accantonamenti per interventi in campo universitario slittati, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 5 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni, dall’esercizio 2003 all’esercizio 2004, nonché di altri stanziamenti previsti per analoghi scopi, sono assegnate le seguenti somme alle corrispondenti Università e per relativi interventi: a) 2.500 migliaia di euro per l’anno 2003 all’Università degli studi di Messina per l’espansione del suo Ateneo nelle città di Barcellona Pozzo di Gotto, di Milazzo, di Patti e di Taormina; b) 2.500 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 all’Università degli studi di Cassino per l’espansione del suo Ateneo nelle città di Sora, di Terracina e nella provincia di Frosinone; c) 2.500 migliaia di euro per l’anno 2003 all’Università degli studi «La Sapienza» di Roma da destinare al polo universitario di Latina, per interventi di opere di edilizia ed in particolare per l’acquisizione o la ristrutturazione della sede di Latina e relative strutture.
2. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, pari a 7.500 migliaia di euro per l’anno 2003 e 2.500 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005, si provvede, per l’anno 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e, per gli anni 2004 e 2005, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4. 01.Savo, Burani Procaccini.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.