Contraffazione e pirateria: la Commissione propone un dispositivo penale comunitario in materia di reati contro la proprietà intellettuale

La Commissione europea ha adottato ieri una proposta di direttiva sulla lotta contro i reati di proprietà intellettuale che modifica la proposta già approvata il 12 luglio 2005. La Commissione trae così le conseguenze della sentenza della Corte del 13 settembre 2005 nella causa C-176/03, secondo la quale le disposizioni di diritto penale necessarie per l’effettiva attuazione del diritto comunitario sono materia di diritto comunitario. Di conseguenza, viene ritirata la proposta di decisione quadro relativa al rafforzamento del quadro penale per la repressione delle violazioni della proprietà intellettuale e le sue disposizioni sono ormai integrate nella proposta modificata di direttiva.
Secondo il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, responsabile per il portafoglio Giustizia, Libertà e Sicurezza, il nuovo dispositivo proposto dalla Commissione costituisce l’aspetto penale della lotta contro la contraffazione e la pirateria in Europa. Il ravvicinamento effettivo del diritto penale degli Stati membri in questo settore rappresenta la base minima per condurre insieme un’azione incisiva volta a sradicare un fenomeno che arreca grave pregiudizio all’economia. Attualmente le organizzazioni criminali investono in queste attività , che sono spesso più lucrative di altri traffici e ancora poco represse. I contraffattori e i pirati danneggiano imprese legittime e sono una minaccia per l’innovazione. Inoltre, in molti casi le contraffazioni sono pericolose per la salute e la sicurezza pubblica. Le statistiche aggiornate sulla contraffazione possono essere trovate al seguente indirizzo web:
http://europa.eu.int/comm/taxation_customs/customs/customs_controls/counterfeit_piracy/statistics/index_en.htm
Le misure proposte sono volte a promuovere un ravvicinamento effettivo delle legislazioni penali e a migliorare la cooperazione europea per una lotta efficace contro gli atti di contraffazione e di pirateria, che sono frequentemente commessi da organizzazioni criminali, comportano spesso rischi per la salute e la sicurezza e ledono gravemente numerosi settori dell’economia europea.
Il dispositivo proposto si dovrà applicare a tutti i tipi di reati contro i diritti di proprietà intellettuale. La proposta di direttiva considera illecito penale qualsiasi attacco deliberato al diritto di proprietà intellettuale commesso su scala commerciale, compresi il tentativo, la complicità e l’incitazione. La proposta stabilisce sanzioni penali minime per chi commette le infrazioni: quattro anni di reclusione per infrazioni commesse nell’ambito di un’organizzazione criminale o che comporti un rischio grave per la salute o la sicurezza delle persone. La sanzione pecuniaria comminata dovrà essere di almeno 100 000 EUR, o di 300 000 EUR se vi è collegamento con un’organizzazione criminale o rischio per la salute o la sicurezza delle persone. La proposta consente agli Stati membri di irrogare sanzioni più severe
Il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, ha commentato: “la pirateria musicale è oggi un business enorme che sta cogliendo anche le opportunità della rete internet. La direttiva europea è un passo importante nella lotta contro questo crimine. E’ però necessario colpire il cuore del fenomeno, non si può sempre parlare di Cina e far finta di ignorare che vi sono imprese illegali, che producano milioni di pezzi contraffatti, anche in Italia. Oggi vi sono leggi durissime nel nostro Paese, vanno però applicate senza lasciare spazio a troppa indulgenza, perché in questo modo l’effetto deterrente diventa vano.”.
I numeri della Pirateria in Italia:
– Su 49 milioni di italiani oltre i 14 anni il 22 % (11,4 milioni di persone) possiedono cd duplicati. 1,7 milioni di italiani acquistano regolarmente cd masterizzati
– Modalità di approvvigionamento di cd masterizzati: 15 % lo acquista, il 53 % chiede che gli venga duplicato da amici, parenti, colleghi, il 22 % lo scarica illegalmente da internet e lo duplica personalmente
– L’acquisto avviene nel 60% dei casi presso bancarelle abusive e venditori ambulanti
– Il profilo dell’acquirente di cd falsi: maschio, 25-34 anni, lavoratore dipendente, vive in una città con oltre 100 mila abitanti, risiede al Sud e ha una licenza media
– 3,8 milioni di persone scaricano file musicali da internet (il 40 % li masterizza)
– Il 37,4% degli italiani reputa che non via sia nulla di illegale nell’acquistare cd falsi, nel 2002 erano il 52 % (in Europa le media è sotto il 10 %)
– 8 milioni di persone sanno che i guadagni della pirateria vanno alle organizzazioni criminali ( 22,7 %)
– Il 55 % di coloro che scaricano musica da internet sanno che è illegale (aprile 2004), a dicembre 2003 erano il 48%

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.