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Confindustria Cultura Italia “rammaricata” per la bocciatura dell’emendamento Fava

“Un’occasione persa per contrastare la pirateria”: è questo il commento del presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo la bocciatura del cosiddetto emendamento Fava.
“L’articolo non voleva mettere nessun bavaglio al web ma solo adeguare il nostro ordinamento alla disciplina comunitaria – prosegue Polillo -. La Direttiva europea dice che un sito o un Service Provider non è responsabile per i contenuti che altri mettono in rete per il suo tramite, quando ciò avviene a sua insaputa. La legge italiana ha stabilito che questa insaputa vale fino a che un giudice non dice al titolare del sito o al Service Provider che il contenuto è illegale. L’emendamento di Fava proponeva semplicemente di tornare a una reale insaputa. In altre parole: se uno pubblica consapevolmente un contenuto di altri, ne risponde. Dove sta l’assurdo’ E dove sta la censura’ Stupisce che i nostri parlamentari, anche con passato di magistrati, non si siano resi conto che in questo modo non hanno fatto altro che incentivare potenzialmente l’illegalità , violando disposizioni comunitarie”.
“Per questo ” conclude Polillo – suona ancora più strano che anche il Governo, senza cogliere la portata reale dell’emendamento, lo abbia bocciato. Il mondo dei contenuti non può essere lasciato solo in questo modo, così muore. Confidiamo in una decisione più ponderata da parte dell’Agcom”.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.