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WIPO: un passo in avanti verso il trattato per le eccezioni al diritto d’autore a favore dei non vedenti

Dopo una lunga settimana di discussioni, a fine novembre i delegati presso l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale hanno adottato un progetto di testo di lavoro che potrebbe diventare un trattato o un altro strumento per fornire eccezioni al diritto d’autore a favore dei non vedenti.
I delegati hanno deciso di inviare il testo alla Assemblea generale straordinaria della WIPO del 17 e 18 dicembre, dove si deciderà se convocare una conferenza diplomatica nel 2013.
Soddisfatti i delegati UE: “l’UE sarà impegnata in prima linea per garantire che i non vedenti e le persone disabili di tutto il mondo abbiano lo stesso accesso ai libri, come qualsiasi altra persona”.
Soddisfatti del risultato anche gli USA: “i due anni di incontri hanno dimostrato che c’è un gruppo di persone che ha una volontà molto forte”, ha dichiarato il delegato.
Soddisfatti anche i delegati dei paesi in via di sviluppo.
Esistono però diverse questioni ancora da risolvere: in particolare, la disponibilità commerciale. Nella versione attuale del testo, gli enti accreditati sarebbero tenuti a verificare che il formato accessibile delle opere non sia già disponibile per i non vedenti sul mercato nazionale. Per esempio nell’articolo D riguardo lo scambio transfrontaliero di copie in formato accessibile, che è il tema principale discusso nelle riunioni, nell’alternativa A del terzo comma di questo articolo è affermato che lo Stato membro / parte contraente “può limitare la detta distribuzione o la messa a disposizione di opere pubblicate, che, nel formato accessibile applicabile, non possono essere altrimenti ottenute entro un termine ragionevole e a un prezzo ragionevole, nel paese di importazione.” Il termine “ragionevole” può essere interpretato in diversi modi.
Un altro problema è dato dal fatto che la maggior parte dei soggetti che verrebbero considerati come soggetti autorizzati ai sensi del trattato sono associazioni no-profit, che non hanno i mezzi per effettuare tale ricerca. La disposizione sarebbe del tutto inapplicabile in Africa e in molti paesi in via di sviluppo, e potrebbe effettivamente consentire un editore di impedire le importazioni di libri destinati a un ente autorizzato.
Un altro problema importante è l’interpretazione del test a tre fasi (“three step test”), che è stato mantenuto nel testo da parte dell’Unione europea, secondo alcune fonti, e combattuto da alcuni paesi, in particolare dal gruppo africano.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.