Vendite di musica online calate del 25%

Le vendite online di CD sono calate del 25% nei primi nove mesi del 2002, secondo una nuova ricerca condotta da ComScore Networks.
Dai 730 milioni di Euro dello scorso anno, si è passati a 545 milioni dell’anno in corso. La responsabilità di questo calo è in gran parte dovuta al commercio illegale di CD.
Si è inoltre rilevato – ulteriore cattiva notizia per l’industria discografica – che le operazioni legali di download di musica non costituiscono che una percentuale irrisoria rispetto al totale.
A livello mondiale le vendite di musica stanno calando, ma quelle on-line stanno crollando ad un ritmo tre volte superiore alla media. Mentre nel 2000 le vendite di musica via Internet sono state il 3,2% del totale, nel 2001 la percentuale è passata al 2,9% e non dà segni di ripresa.
L’industria discografica punta il dito contro i network P2P, come KaZaa e Morpheus, che distribuiscono illegalmente musica gratis. La ricerca, comunque, indica che gli utenti sono meno propensi a comprare i CD veri e propri via Internet se hanno la possibilità di scaricare i titoli desiderati.
I consumatori, mentre seguivano la vicenda della chiusura di Napster ad opera dell’industria discografica, si sono messi alla ricerca di siti alternativi, piuttosto che rivolgersi ai siti ufficiali a pagamento. Infatti, KaZaa ha registrato più di dieci milioni di downloads entro lo scorso settembre, mentre i sei maggiori siti P2P si dividono circa 14 milioni di utenti.

Daniele Meneghin

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.