USA: sono contrarie al copyright le censure non autorizzate dei film

Il Giudice Richard P. Matsch della Corte Distrettuale del Colorado ha stabilito che la rimozione dalle opere cinematografiche di contenuti ritenuti contrari alla morale (scene di violenza, di sesso, linguaggio scurrile, ecc.) non può essere effettuata senza il consenso dei titolari dei diritti, e comporta un danno irreparabile ne confronti dell’espressione artistica dei registi.
La decisione è conseguenza di un’azione giudiziaria intrapresa tre anni fa da alcune case di produzione cinematografica di Hollywood e sedici registi (tra cui Redford e Spielberg) contro diverse aziende americane, tra cui CleanFlicks, Play It Clean Video e CleanFilms, che da tempo offrono la possibilità di acquistare o noleggiare, tramite Internet o una catena di negozi, DVD contenenti opere cinematografiche da loro editate e quindi senza i contenuti “immorali”.
“Con questa decisione i registi potranno sentirsi vendicati” ha affermato Michael Apted, presidente dell’associazione di registi Director’s Guild of America. “Gli spettatori potranno essere sicuri che i film che acquistano o noleggiano sono l’esatta espressione della visione dei registi, e non il risultato di scelte arbitrarie di terze parti”.
Il giudice ha ordinato alle aziende di cessare la produzione dei film “censurati”, e la distribuzione dei supporti che li contengono, e di fornire l’esatto elenco di tutti i film così realizzati nel passato.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.