USA: è necessaria una riforma della legge in materia di copyright

Il senatore Repubblicano Boucher da anni coinvolto nelle battaglie congressuali in merito al copyright, ha nei giorni scorsi sottolineato come sia necessaria una modifica della normativa per permettere ai servizi di distribuzione a pagamento della musica di poter competere con l’offerta dei file illecitamente messi a disposizione in Rete.
I servizi a pagamento possono infatti disporre di cataloghi limitati (al contrario di quanto accade nei sistemi ‘illeciti’) e a ciò, secondo il senatore Boucher si può porre rimedio grazie a una riforma della normativa sul copyright che sovrintende il sistema di licensing e di corresponsione dei diritti, sistema che attualmente risulta di fatto troppo complesso per permettere un rapido aggiornamento dei cataloghi a pagamento.
Il senatore ha precisato che è sua intenzione proporre emendamenti in materia da sottoporre alla Camera dei rappresentanti entro la fine di novembre.
Secondo quanto dichiarato dalla Senatrice. Maria Cantwell, è necessario che venga posta molta attenzione affinché le misure proposte siano ‘tecnologicamente neutrali’ per non favorire nessuno degli attori del mercato e per non porre vincoli allo sviluppo di nuove soluzioni tecniche.
In particolare è stata sottolineata da più parti la necessità di modificare l’articolo 115 della legge, introdotto nel lontano 1909 e relativo alle cosiddette “mechanical royalties”.
Il sistema, secondo quanto asserito da molti rappresentanti del Congresso, è basato su un sistema di deposito delle opere cartaceo, ormai obsoleto in relazione ai nuovi sviluppi tecnologici.
I politici premono quindi per la pronta conversione dell’enorme database cartaceo depositato presso il Copyright Office in formato elettronico.
Secondo molti poi la legge dovrebbe chiaramente stabilire che il momentario caricamento di brani musicali nella macchine (come accade nel caso del ‘caching’) non deve comportare la necessità di corresponsione di diritti.
Infine Boucher sottolinea come nel caso delle trasmissioni radiofoniche sia necessario armonizzare il fee da versare per la radiodiffusione in modo che non si verifichini sperequazioni in relazione al mezzo (le onde radio, la Rete ecc.) attraverso il quale i brani sono diffusi.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.