USA: artisti promuovono una class action contro Universal Music Group

Diversi artisti musicali hanno iniziato una class action contro Universal Music Group (UMG) presso il Tribunale federale di San Francisco. Gli artisti sostengono che UMG calcola in maniera errata le royalties a loro dovute per i download digitali, come MP3 e suonerie, trattandoli come “vendite” di dischi fisici, piuttosto che come “licenze”. Carlton Ridenhour, più noto con il nome di “Chuck D”, membro fondatore del gruppo rap “Public Enemy”, è l’attore principale dell’azione giudiziaria.
Gli artisti sostengono che UMG utilizzi contratti standard ove sono calcolate royalties inferiori per le “vendite” rispetto a quelle calcolate per le “licenze”. Queste ultime sono più favorevoli per gli artisti perché le case discografiche non soppostano i costi di commercializzazione e di confezionamento, o i resi.
I contratti stipulati con gli artisti prima dell’avvento della distribuzione digitale permettono in genere alle case discografiche di licenziare i master originali a terzi. Gli artisti sostengono che, sebbene i contratti stipulati da UMG con i distributori di musica digitale (come iTunes) specificamente caratterizzano la distribuzioni digitale come “licenze”, UMG abbia poi applicato la percentuale di royalties inferiore prevista per le “vendite” e pertanto omesso di corrispondere ai propri artisti centinaia di milioni di dollari.
La causa prende spunto da una decisione della Corte d’Appello del Nono Circuito relativa alla causa proposta da Eminem (FBT Productions, Inc. v. Aftermath Records, 621 F.3d 958 (2010)), dove la Corte aveva rilevato che UMG aveva calcolato le royalties dovute a Eminem per le vendite digitali applicando i tassi previsti per le “vendite” piuttosto che per le “licenze”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.