USA: accesso il dibattito in merito all’Inducing Infringement of Copyrights Act

Negli Stati Uniti in questi giorni ferve il dibattito attorno all’introduzione di una modifica al Copyright Act volta a reprimere le attività di induzione alla violazione della normativa sul diritto d’autore. La proposta è finalizzata a considerare responsabile della violazione del diritto chiunque incoraggi, aiuti, induca o procuri tale attività al pari di chi la commetta. Il testo di questa proposta, chiamata Inducing Infringement of Copyrights Act, è al centro di numerose critiche provenienti da soggetti portatori di interessi molto diversi tra loro, come associazioni di produttori hardware, Internet Service Providers, consorzi di difesa dei consumatori, etc. In particolare è stato ascoltato, in un’audizione presso la Commissione Giudiziaria del Senato, Gary Shapiro, presidente ed amministratore delegato della Consumer Electronics Association, associazione che rappresenta oltre 1000 società del settore dell’elettronica di consumo. L’intervento di Shapiro ha messo in luce quello che è il punto più controverso della proposta di legge, e cioè che essa possa rappresentare una minaccia per chi sviluppa apparecchiature o software che potrebbero essere considerati un aiuto per effettuare copie illegali di opere protette dal diritto d’autore, ponendo così un freno all’innovazione tecnologica del settore e dando il via ad una serie di controversie legali dagli esiti disastrosi per l’industria elettronica. Shapiro afferma che, se tale normativa fosse stata in vigore 20 anni fa, non vi sarebbe stata la nota sentenza del caso Sony contro Betamax che ha in pratica sancito l’irresponsabilità del produttore per la condotta illecita perpetrata da chi utilizza il prodotto se quest’ultimo ha qualche utilizzo commercialmente significativo che non violi il copyright, come ad esempio il videoregistratore.
D’altra parte il senatore Hatch, il quale ha presentato la proposta di legge, da una lato ha cercato di rassicurare i membri della Commissione a proposito delle possibili conseguenze negative tratteggiate da Shapiro, mentre dall’altro lato si è detto convinto che sia troppo importante perseguire chi produce programmi o dispositivi il cui unico scopo è incoraggiare la violazione delle norme sul copyright, a volte all’insaputa degli utenti stessi come nel caso di alcuni programmi p2p, alimentando così la pirateria.

La redazione (Marco Bertani)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.