Universal sporge reclamo all’Unione Europea

L’industria musicale ritiene che compositori e le collecting societies europee ricevano dei compensi troppo alti.
Universal ha sporto reclamo alla Comunità Europea, asserendo che le società che si occupano della riscossione delle royalty sono in realtà un cartello che agisce a detrimento dei consumatori e delle case discografiche, imponendo dei termini contrattuali del tutto iniqui, che riverberano sul costo dei compact disc.
Universal ha chiesto alla Commissione UE di dichiarare illegale una tipologia contrattuale standardizzata che le collecting societies hanno cercato di imporre alle case discografiche.
L’industria discografica ha infatti rifiutato di rinnovare il contratto scaduto nel 2000 che aveva determinato la percentuale delle royalty nella misura del 9.01% del prezzo al pubblico.
Contemporaneamente Universal sta contestando l’importo delle royalty pagate alle collecting societies, in particolare oggetto dell’attacco Universal pare essere la BIEM francese.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.