Un’interessante pronuncia in tema di tutela delle banche dati da parte dell’Alta Corte di Giustizia australiana

Determinando un precedente nella disciplina del diritto d’autore, l’Alta Corte di Giustizia australiana ha ritenuto all’unanimità che l’emittente televisiva IceTV non sia incorsa nella violazione delle regole del diritto d’autore a seguito della riproduzione di alcune informazioni riguardanti i programmi televisivi settimanali della Nine Network.
La decisione dell’Alta Corte segna l’allontanamento della stessa dalla dottrina “sweat of the broad”, che riconosceva la tutela delle banche dati esclusivamente in considerazione dello sforzo e del rischio economico sostenuti per la raccolta delle informazioni, allo scopo di salvaguardare il mero valore patrimoniale dell’investimento (una tutela simile a quella riconosciuta in Italia al costitutore delle banche dati ex artt. 102-bis e ss. l.d.a.).
Nello specifico IceTV utilizzava le informazioni riguardanti il nome e l’orario dei programmi televisivi settimanali della Nine Network al fine di realizzare un programma elettronico di guida all’uso delle tv digitali, denominato “Ice Guide”. A seguito di una serie di azioni legali, IceTV dovette accettare la sussistenza della tutela del diritto d’autore in riferimento ai programmi della Nine. La questione sostanzialmente si fondava sulla necessità di chiarire se l’operazione di riportare nella guida quelle informazioni costituisse una “parte sostanziale” dei programmi.
In merito l’Alta Corte si è pronunciata negativamente, fondando invece la propria decisione sulla mancanza di originalità della banca dati.
In un caso precedente (Desktop Marketing) la Full Federal Court aveva giustificato la sussistenza delle regole del diritto d’autore ai fini della protezione dell’abilità e dello sforzo riportati nella compilazione di dati (nello specifico si trattava di elenchi telefonici). In questo caso invece la Corte ha rigettato la sussistenza di quegli stessi requisiti, considerando che la riproduzione di quei contenuti non avrebbe potuto essere effettuata in nessun altro modo, se non cronologicamente, così come era stato fatto; di conseguenza IceTV non avrebbe potuto violare le regole sul copyright. La decisione dell’Alta Corte ha aperto la strada ad un’altra importante considerazione: al fine di “attrarre” per così dire la tutela che il diritto d’autore offre alla banche dati è necessario che la compilazione si caratterizzi per originalità e creatività , che si manifestano nell’ “abilità ” e nello “sforzo” sostenuti.
L’Alta Corte ritiene quindi che la banca dati, per ottenere la tutela del copyright, debba avere i requisiti di creatività e originalità come per le altre opere dell’ingegno. Questo segna senza dubbio un allineamento all’orientamento non solo statunitense ma soprattutto europeo, che dal 1996 con la direttiva comunitaria 96/9/CE richiede tali requisiti per la tutela autorale.

Lucia Dellisanti

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.