UE: confermata dai Ministri del Commercio l’eccezione culturale

Dopo tredici ore di negoziazioni ininterrotte, i 27 ministri europei del commercio, riuniti il 14 giugno a Lussemburgo, hanno dato il via alla Commissione europea affinché avvii le negoziazioni con gli Stati Uniti sull’accordo di libero scambio, escludendo l’industria culturale, a partire dai prodotti audiovisivi come aveva chiesto la Francia.
Jean Pierre e Luc Dardenne, promotori della petizione che ha raccolto migliaia di adesioni da parte di autori e rappresentanti dell’ambiente culturale europeo, hanno accolto la decisione come una vittoria per il mondo della creatività .
Il settore audiovisivo in Europa vale circa 17 miliardi di euro all’anno. Sul fronte dell’interscambio con gli Stati Uniti, l’Europa registra un deficit commerciale di circa un miliardo e mezzo di euro. Sono molti i Paesi, tra cui l’Italia, che condividono il timore francese che la cultura europea non possa sostenere un confronto con le major di Hollywood, soprattutto in riferimento al predominio dei colossi della rete che controllano sempre più la distribuzione del materiale audiovisivo sul Pianeta.
Tredici ministri della cultura europei, tra cui quello italiano, avevano sottoscritto una lettera della loro collega francese in difesa dell’eccezione culturale. La stessa Commissione proponeva, nel mandato negoziale, di considerare intoccabili sia il sistema delle quote televisive riservate alla produzione europea, sia le sovvenzioni pubbliche all’industria culturale.
L’accordo tra i Ventisette è necessario per permettere ai leader del G8, che si ritrovano questa settimana a Belfast, di annunciare l’apertura dei negoziati per la creazione di un “partenariato transatlantico del commercio e degli investimenti”.
Fonte: www.siae.it

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.